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Old 27-10-2012, 14:25   #1
-Enigma-
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Il Rituale della Luna Piena

[Quest di Halloween]


Il bosco si era animato da canti e lamenti spettrali, più d'una volta un incauto viandante veniva tramortito da creature non morte e, al suo risveglio, vaneggiava tutto impaurito e tremante di Zombie e spettri.

Durante le notti più silenziosi e più scure si riescivan ad udire cori e intravedere luci spettrali muoversi tra i tronchi, rumori che sostituivano i naturali richiami degli animali notturni come civette o lupi.

La realtà era che un gruppo di streghe si erano riunite, stanche di subire i sopprusi dei seguaci degli dei umani ed elfici e avevano deciso di vendicarsi.
Coi capelli pieni di grasso, gli abiti sdruciti e le sacche piene di reagenti si apprestavano a realizzare un rituale che avrebbe dato loro uno straordinario potere e un orda di servi pronti a proteggerle.

In una piccola pianura dove crescevano diversi tipi di zucche, le streghe volteggiavano attorno al calderone cantando un inno alle tenebre e alla morte dalle parole blasfeme e terrificanti, la più brutta e anziana mescolava la brodaglia che ribolliva costantemente e diffondeva nell'aria un odore nauseabondo.



Ben presto dalla terra venivano ricacciati zombie e ghoul che avanzavano tra i tronchi roteando in un'insana danza attorno alle streghe e al loro calderone.
Sul basso tronco vicino alla strega più vecchia e più brutta vi era un cofanetto con, acciambellato sopra, un gatto dal pelo ispido e nero, pieno di croste e cieco da un occhio. Alcuni pezzi dell'orecchio destro mancavano e la coda sembrava un pennellino sottile e poco fornito di pelo.
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Admin Enigma su Atlantide III "Lacrime degli Dei"
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Old 31-10-2012, 10:56   #2
BDM96
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Stava riponendo la sua preziosa spada in un fodero ben decorato all'interno del baule bancario, quando, sotto la pioggia si sentì la pesante porta ferrea aprirsi..
John Morgan, evidentemente scosso e spaventato in viso:
"Presto! Seguitemi! Dovete vedere pure voi!!"
Il Generale prese la spada nuovamente e, senza nessuna spiegazione, lo seguì; John era fatto così, sbucava dal nulla con qualche nuova avventura da affrontare e portava con sé un fetore d'alcol che non trovi nemmeno nella peggior bettola di Ambrosia. I due uscirono e superarono il ponte, come al solito John prese il suo grimorio ed evocò il solito portale, chissà dove li avrebbe portati quel giorno.. Armato fino ai denti Geralt entrò dentro esso con foga quasi barbara, ma si ritrovò ai piedi di Yew, vicino al cimitero, sembrava tutto calmo. Attese l'arrivo di John che come suo solito trottava con il suo destriero; Geralt lo seguiva a malapena fra gli alberi della sacra foresta, troppo fitta per chiunque. Man mano che i due si avvicinavano un odore nauseabondo invadeva le narici dei due, poi, d'un tratto, John si fermò allungando un braccio in direzione di un'antica dimora distrutta dal tempo. All'interno un gruppo di streghe pronunciava alcuni riti oscuri e la puzza che convogliava in tutta la foresta veniva certamente dall'interno di quel rudere.
Senza indurre oltre, Geralt scese da cavallo e con la spada in pugno si scaraventò contro quel gruppetto di streghe. Non ne restò una in piedi, Geralt faceva danzare la sua spada fra loro trafiggendole una dopo l'altra, prima che potessero maledire in qualche modo il Generale. In mezzo a quell'ammasso di corpi putridi un calderone, Il calderone; la puzza veniva da quell'intruglio misterioso al suo interno.
John poi fece notare due forzieri ben nascosti dietro alcuni massi, provò a forzare la serratura ma invano. Dietro il forziere i due beccarono un gatto, all'apparenza innocuo.. John provò ad avvicinargli una mano, quel gatto maledetto non esitò a tentare di mordergliela, ma prima che facesse tutto la sua testa rotolava già per terra accanto ai corpi delle sue padrone.
"Bè, John, sembra che qui la minaccia sia sventata, che dici di tornare ad Ambrosia?"
John annuì spaesato, aprì uno dei suoi portali e i due si ritrovarono alla bronzea, proprio dal punto da cui erano partiti.
"Io vado a bere qualcosa, solo l'alcol può aiutarmi in certi casi!"


Ma il Generale non era soddisfatto, era troppo facile battersi con delle vecchie e puzzolenti streghe, voleva qualcosa in più.. In groppa al suo fidato destriero dunque si diresse alla volta della cittadella Adelor; alcune voci avevano sentito di mercanti che invocavano ad un fantasma, il fantasma di Thundor. Arrivato alla cittadella sembrava tutto normale, scese dal suo cavallo controllando ogni piccolo spiraglio all'interno delle mura della città blu. Restava solo la grotta Despise, e le speranze di Geralt di trovare quel fantasma andavano svanendo sempre più. Entrò dunque all'interno della grotta ed una luce accecante la illuminava totalmente. Era lo Spettro di Thundor; il Generale delle brigate rosse che qualche anno fa avevano invaso mettendo quasi in ginocchio l'impero Ambrosiano. Ma la spada di un Generale non conosce fantasmi, conosce solo corpi morti; cominciò quindi la battaglia con quell'essere. Una parata di scudo, un cazzotto in faccia per stordire, un colpo di lama mancato, così lo scontro continuava.. Il sudore gli bagnava il viso e l'elmo quasi gli dava fastidio; poi una stoccata, l'ultima. Trafisse il cuore dell'essere non più vivo. Un'esplosione come poche scaraventò il Generale all'altro capo della grotta.. Una volta ripresi i sensi dello spettro non era rimasto nulla, soltanto qualche veste di strano colore..
Stordito e allo stesso tempo compiaciuto uscì dalla grotta, ma non si aspettava quella tremenda sorpresa. Un'orda di Cavalieri Terrifici, armati fino ai denti pronti a far guerra al Generale O'Casey. Scrocchiò il collo e disse..
"Fatevi sotto, bastardi senza gloria!"
La cittadella Adelor sembrava esser tornata al tempo della grande guerra contro Thundor, a quei tempi Geralt era appena giunto in Milizia, non possedeva neppure la fascia da Recluta. Adesso invece era il Generale di essi. Quante cose cambiarono da quel giorno, per sua fortuna era anche migliorata anche la sua abilità nel combattere e uno dopo l'altro i cavalieri cadevano, in una strage che non aveva predecessori. Un ultimo colpo di spada e anche l'ultimo Cavaliere Terrifico cadde ai suoi piedi, il sangue caldo dei discepoli di Thundor aveva completamente sporcato l'armatura di Geralt. Tolse l'elmo, i suoi capelli erano completamente ricolmi di sangue, i suoi occhi, sembrarono tornare a quel tempo in cui era un giovane guerriero sempre in cerca di rogne e di nuove avventure. Un sorriso solcava il suo volto, era tutto finito.
Così tornò alla sua cara Ambrosia con qualche cicatrice in più e qualche testa nella sacca.
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Generale Geralt O'Casey
Il silente Curtis Grey
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