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Old 20-02-2009, 15:06   #61
Kharis2
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NEW YORK, 20 febbraio 2009 – Privi di Manu Ginobili, gli Spurs conquistano il campo di Detroit malgrado i 31 punti di Allen Iverson. I Boston Celtics perdono la sfida a Utah nell’ultimo minuto, giocando il secondo tempo senza Kevin Garnett (infortunio al ginocchio destro).

Detroit Pistons-San Antonio Spurs 79-83
Con Manu Ginobili di nuovo ko per un infortunio alla caviglia (starà fuori per due o tre settimane), San Antonio vince a Detroit interrompendo una striscia di tre sconfitte esterne spinti dal duo Parker-Duncan. Il centro caraibico chiude con 18 punti e 18 rimbalzi, Parker con 19 punti e 11 assist. Non bastano ai Pistons i 31 punti di Allen Iverson che supera il trentello per la terza volta nella stagione. Detroit parte bene segnando i primi nove punti del match e raggiungendo un vantaggio di 12 punti, ma gli Spurs reagiscono nel secondo quarto e grazie soprattutto a tre triple di Matt Bonner chiudono il primo tempo avanti 45-40. I texani mantengono il vantaggio per tutto il terzo quarto, quindi subiscono Iverson nell’ultimo periodo in cui AI realizza 12 punti, trovando il canestro del sorpasso (79-78) a 1’21” dal termine. Tony Parker riporta gli Spurs in testa dalla lunetta, quindi Bruce Bowen prende il rimbalzo dopo l’errore al tiro di Wallace e subisce fallo con 9” rimasti sul cronometro. Lo stopper di San Antonio, che quest’anno ha soltanto il 47% dalla lunetta, converte entrambi i liberi per il +3. Una conclusione sbagliata di Iverson da tre punti impedisce a Detroit il pareggio e i padroni di casa devono arrendersi alla quinta sconfitta consecutiva. Coach Popovich ha dichiarato di non aver intenzione di aumentare il minutaggio a Parker e Duncan durante l’assenza di Ginobili. I minuti di Ginobili sono passati a Bruce Bowen, risultato decisivo nel finale combattuto. Utile alla causa degli Spurs è stata la prova del rookie George Hill che si è fatto apprezzare anche per 3 stoppate (una su AI in contropiede) oltre che per il 2/2 dal campo. Matt Bonner ha chiuso con 5/8 da tre.
Detroit: Iverson 31 (13/28), McDyess 13, Wallace 11, Maxiell 10. Rimbalzi: McDyess 13. Assist: Stuckey 8.
San Antonio: Parker 19, Duncan 18, Bonner 15, Finley e Mason 8. Rimbalzi: Duncan 18. Assist: Parker 11.

Utah Jazz-Boston Celtics 90-85
Dopo essere andata sotto di 11 punti e dopo un fallo tecnico fischiato a Jerry Sloan, Utah accorcia le distanze sul finale del secondo quarto durante un momento di sbandamento di Boston, culminato con l’abbandono del campo da parte di Kevin Garnett per un problema al ginocchio destro a un minuto dall’intervallo. I Celtics commettono qualche errore di troppo in attacco e sono lenti a tornare in difesa, e concedono così ai Jazz punti in contropiede. Utah ha soltanto un punto da recuperare (39-38) alla fine del primo tempo. Ray Allen segna subito 5 punti all’inizio del terzo quarto, e si rivede anche Rondo (limitato dai falli nel primo tempo) che guida i Celtics al +9. La difesa di Boston sale d’intensità e fa sudare ai Jazz ogni canestro facendo ottima guardia in area. I Jazz però non mollano e trovano il pareggio a metà del quarto periodo con un canestro fortunoso di Millsap che completa il gioco da tre punti con il tiro libero per il 77-76. Gli ultimi minuti sono intensissimi ed entrambe le squadre faticano a trovare buoni tiri. La difesa di Utah è impeccabile nelle fasi cruciali del match, mentre Boston si distrae un attimo, quando basta a Deron Williams per imbeccare Matt Harpring (bravo anche in difesa su Pierce) che segna dalla media distanza per il +2 a un minuto esatto dal termine. Ancora Williams, impreciso nel corso della gara, si libera della marcatura di Ray Allen e realizza in jumper. Un canestro in entrata di Pierce (87-85) a 16” dalla sirena mantiene viva Boston, ma Utah (8-2 di parziale nel finale) conclude la gara con tre punti dalla lunetta e Boston viene sconfitta in trasferta dopo nove vittorie consecutive. “Possiamo essere pericolosi. Abbiamo avuto tanti infortuni finora, ma se riusciamo a restare al completo per il resto della stagione, le altre squadre dovranno fare attenzione ai Jazz”, dice Deron Williams che a breve potrà anche contare sul rientrante Carlos Boozer. Nella sponda Celtics, secondo Danny Ainge il dolore al ginocchio di KG è presente da un paio di settimane, e dopo vari test alla fine del primo tempo i medici hanno voluto fermare il giocatore per precauzione.
Utah: Okur 19 (6/12), Williams 18, Brewer 16, Kirilenko 13. Rimbalzi: Millsap 10. Assist: Williams 10.
Boston: Pierce 20 (7/19), Rondo 15, R. Allen e Perkins 12. Rimbalzi: Perkins 11. Assist: Rondo 7.
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Old 21-02-2009, 14:17   #62
Kharis2
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NEW YORK, 21 febbraio 2009 - Con 55 punti realizzati, LeBron James arriva a un punto dal suo career high. Grande spettacolo tra Lakers e Hornets: decisivo Bryant nel supplementare. Houston prevale su Dallas e Phoenix rifila 140 punti ai Thunder con 41 punti di Leandro Barbosa. Esordio vincente di Rafer Alston con gli Orlando Magic.

L.A. Lakers-New Orleans Hornets 115-111
I Lakers hanno 13 punti di vantaggio dopo tre quarti, ma subiscono Chris Paul durante il quarto periodo nel quale Bryant segna solo due punti (1/3). Due tiri liberi di Paul danno il primo vantaggio del secondo tempo agli Hornets (93-95). New Orleans fa 5/5 da tre nell’ultimo quarto e una grande tripla di Posey, su assist di Paul, illude gli Hornets (95-98 a 1’15” dalla fine). Paul intercetta un passaggio di Bryant, ma va a sfondare contro Fisher in contropiede sprecando la chance di andare a +5. Così, con soli 20” secondi da giocare, i Lakers hanno di nuovo il pallone in mano e Fisher colpisce da tre per il pareggio. Ancora Paul sbaglia il jumper della vittoria e si va all’overtime. Nei cinque minuti supplementari sale in cattedra Bryant che realizza 11 punti e conduce i Lakers a una sofferta vittoria. Chris Paul esce con sei falli nell’overtime (gli arbitri inventano l’ultimo fallo su Bryant), ma Butler è immenso e tiene in piedi New Orleans fino alla fine con 9 punti negli ultimi 42”. I Lakers agguantano il sudatissimo successo dalla lunetta con Fisher e Bryant.
L.A. Lakers: Bryant 39 (13/30, 12/12 tl), Gasol 20 (8/14), Fisher e Walton 14, Odom 12. Rimbalzi: Odom 17. Assist: Gasol 6.
New Orleans: Butler 31 (11/20), Paul 21 (8/16), Posey 17, West 16. Rimbalzi: West 16. Assist: Paul 16.

Milwaukee Bucks-Cleveland Cavaliers 103-111
Cleveland passa a Milwaukee grazie a un incontenibile LeBron James che esplode con 55 punti, massimo stagionale, un punto in meno del suo career high di 56 stabilito a Toronto il 20 marzo 2005. I Bucks conducono di 6 punti all’intervallo, ma King James ribalta la situazione segnando 16 punti nei primi 2’50” del terzo quarto. I Bucks si arrendono al LeBron Show, spegnendosi progressivamente dopo l’espulsione del loro migliore giocatore Charlie Villanueva nell’ultimo quarto.
Milwaukee: Villanueva 26 (10/22), Jefferson 17, Bell 15, Sessions 12. Rimbalzi: Villanueva 13. Assist: Ridnour e Villanueva 6.
Cleveland: James 55 (16/29, 15/22 tl), Williams 23 (8/17), Ilgauskas 11. Rimbalzi: Varejao 7. Assist: James 9.

Houston Rockets-Dallas Mavericks 93-86
Una grande prova di Aaron Brooks, giovane guardia su cui i Rockets puntano per il futuro e che avrà molto spazio nelle rimanenti gare dopo la partenza di Alston, regala a Houston un’ottima vittoria contro Dallas. È proprio una tripla di Brooks a 24” dal termine (92-86) a ipotecare il successo finale. Barea (career high di 26 punti) sbaglia da tre nell’azione successiva e Houston migliora il proprio record a 34-21. Soltanto 9 punti con 4/18 dal campo per Nowitzki.
Houston: Yao 22 (8/16), Brooks 19, Artest 17, Scola 15. Rimbalzi: Scola 15. Assist: Brooks 8.
Dallas: Barea 26 (10/17), Howard 21 (9/18), Bass 13, Wright 11. Rimbalzi: Nowitzki 11. Assist: Kidd e Barea 5.

Portland Trail Blazers-Atlanta Hawks 108-98
Continua il buon momento di Portland che vince la settima partita casalinga consecutiva. Atlanta resta nella scia dei Blazers nel primo tempo, ma affonda a -16 nella seconda parte. Brandon Roy trascina Portland con 27 punti affiancato da Aldridge, autore di una doppa doppia da 24 punti e 11 rimbalzi.
Portland: Roy 27 (12/22), Aldridge 24 (11/20), Fernandez 19, Blake 14, Outlaw 12. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: Roy e Blake 5.
Atlanta: Bibby 27 (10/14), Johnson 21 (7/22), Murray 17 , Williams 15, Smith 11. Rimbalzi: Johnson 8. Assist: Johnosn 7.

Charlotte Bobcats-Orlando Magic 80-92
Il giorno dopo l’operazione alla spalla di Jameer Nelson (stagione finita per lo sfortunato play di Orlando), Rafer Alston debutta in regia con la maglia dei Magic e, pur tirando con scarse percentuali (1/9 per 3 punti), guida la sua nuova squadra al successo con 8 assist. In una serata normale di Dwight Howard, gli uomini chiave per il successo sono Turkoglu (24 punti) e Lewis che inizia con 5/5 da tre e spezza la partita con due triple consecutive nel secondo quarto (28-41). “Ovunque giravo la testa, c’era un tiratore a cui passare la palla. Penso che chiunque vorrebbe essere in questo tipo di situazione”, dice soddisfatto Alston.
Charlotte: Felton 16, Diaw 15, Okafor 13, Wallace 11. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Felton 5.
Orlando: Turkoglu 24 (7/13), Lewis 18, Howard 13. Rimbalzi: Howard 16. Assist: Alston 8.

Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 106-115
Sacramento torna al successo dopo sei sconfitte con 33 punti di Kevin Martin e una prova positiva di Jason Thompson che chiude con 17 punti e 9 rimbalzi. Sette giocatori dei Kings finiscono in doppia cifra, mentre Memphis ha grossi problemi in attacco dove tira con il 38%. Tra palle perse, tiri forzati e poco gioco ragionato alla fine prevale Sacramento grazie ai canestri di Martin.
Memphis: Mayo 24 (6/16, 10/10 tl), Gay 23 (7/24), Conley 16, Milicic 12. Rimbalzi: Conley e Gay 10. Assist: Conley 7.
Sacramento: Martin 33 (8/18, 15/15 tl), Udrih 18, Thompson 17, Garcia 15. Rimbalzi: Thompson 9. Assist: Udrih 6.

Minnesota Timberwolves-Indiana Pacers 105-112
Marquis Daniels sostituisce degnamente Granger nel quintetto di Indiana, risultando il top scorer dei Pacers nel match vittorioso contro Minnesota. I padroni di casa subiscono il collettivo di Indiana che si merita gli elogi di coach O’Brien per il “grande altruismo”. I Wolves commettono errori banali facendo scuotere la testa a Kevin McHale, ma la perdita di Al Jefferson è stato un brutto colpo che Foye e compagni difficilmente riusciranno ad assorbire.
Minnesota: Foye 36 (13/23), Gomes 26 (10/19), Miller 18. Rimbalzi: Love 12. Assist: Telfair 6.
Indiana: Daniels 24 (11/18), Jack 18, Murphy 16, Ford 13. Rimbalzi: Murphy 14. Assist: Diener 6.

New Jersey Nets-Washington Wizards 96-107
I Wizards vincono la seconda gara di fila, sfruttando il periodo nero dei Nets in striscia perdente da 5 gare. Jamison e compagni attaccano il canestro e trovano buone conclusioni ravvicinate, mentre la difesa di New Jersey sta a guardare e concede troppi rimbalzi offensivi agli avversari. New Jersey ha problemi anche in attacco con Vince Carter sottotono e il supporting cast non abbastanza incisivo.
New Jersey: Harris 26 (7/16, 10/13 tl), Carter 17, Lopez 16, Dooling 13. Rimbalzi: Anderson 9. Assist: Harris 10.
Washington: Jamison 28 (10/19), James e Butler 19, McGuire 11, Songaila 10. Rimbalzi: McGuire 14. Assist: Crittenton e Blatche 3.

Chicago Bulls-Denver Nuggets 116-99
I Bulls si disfano di Denver raddoppiando lo sforzo in campo dei soli sette giocatori a disposizione, dovuto agli scambi di mercato. George Karl si lamenta per i troppi individualismi dei suoi giocatori a cominciare da Carmelo Anthony (in condizioni non ottimali per una botta al ginocchio sinistro), autore di 5/18 dal campo. Ben Gordon martella la retina avversaria suonando la carica per i Bulls che nelle ultime due partite hanno dimostrato grande energia.
Chicago: Gordon 37 (13/23), Deng 22 (6/13, 10/10 tl), Thomas 21, Noah 13, Rose 10. Rimbalzi: Deng 12. Assist: Hinrich 8.
Denver: Billups 25 (9/16), Nene 19, Kleiza 16, Anthony 12. Rimbalzi: Anthony 8. Assist: Billups 6.

Phoenix Suns-Oklahoma City Thunder 140-118
Partito titolare al posto di Stoudemire, Leandro Barbosa guida i marcatori di Phoenix con un bottino personale di 41 punti, career high per la guardia brasiliana. Richardson aggiunge 34 punti, Shaq contribuisce con 22 e i Suns diventano la prima squadra negli ultimi 18 campionati a raggiungere 140 punti realizzati in tre partite consecutive. Barbosa è diventato titolare il giorno dopo l’intervento chirurgico all’occhio destro di Amare Stoudemire, con Grant Hill spostato in ala grande. Barbosa ha anche aggiunto 7 rimbalzi, 7 assist e 6 palle recuperate.
Phoenix: Barbosa 41 (16/21) Richardson 34 (14/20), O’Neal 22 (9/14), Barnes 14, Nash 13. Rimbalzi: O’Neal 9. Assist: Barnes 9.
Oklahoma City: Durant 35 (12/23), Westbrook 19, Krstic 16, Collison 14.. Rimbalzi: Green 15. Assist: Westbrook 8.
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Old 21-02-2009, 16:15   #63
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Devastante Lebron!! da notare i 9 assists!

Senza parole!!
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TOGRIM MUSONERO
Bund del Clan Rombodituono, Capitano delle gloriose Barbe Salate.
Intrepido solcatore dei 7 mari, conosciuto anche come Capitan Findus. Legge di Murphy

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Old 23-02-2009, 14:26   #64
Kharis2
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MILANO, 23 febbraio 2009 - Rajon Rondo fa le veci di Garnett e diventa il leader dei Celtics nella vittoria di Phoenix. Ancora un grande Lamar Odom per i Lakers, decisivo sul campo di Minnesota. Benissimo Delonte West, al rientro in campo, che aiuta Cleveland a dominare Detroit. 50 punti per Wade a Orlando, ma arriva un pesante k.o. per Miami.

Phoenix Suns-Boston Celtics 108-128
Entrambe le squadre erano orfane della loro ala forte titolare: Amar'e Stoudemire da una parte e Kevin Garnett dall'altra. Togliendo una superstar per squadra, a fare la differenza sono la profondità e la consistenza del resto del roster. E quando puoi contare su Paul Pierce, Ray Allen, ma soprattutto questo straordinario Rajon Rondo, allora di problemi non ce ne sono. Il playmaker dei Celtics gioca una partita straordinaria, realizzando il suo massimo in carriera nei punti per il suo 23° compleanno, e costringendo Alvin Gentry al primo k.o. da quando ha sostituito Terry Porter sulla panchina dei Suns. Rondo era già a quota 22 all'intervallo (68-54 Celtics), e il vantaggio degli ospiti è andato oltre i 20 punti con Scalabrine a 8'42 dalla fine del terzo quarto (80-59). I Suns però non hanno mollato e sono tornati a -9 con 1'50 da giocare nel terzo periodo, grazie alla tripla di Matt Barnes, ma un parziale di 15-3 (con le triple di Ray Allen ed Eddie House) ha definitivamente chiuso i conti con 7 minuti e mezzo da giocare (111-90).
Phoenix: Richardson 21 (5/7, 2/5, 5/5 tl), Nash 19, Barbosa 18, O'Neal 17, Barnes 10. Rimbalzi: O'Neal 6. Assist: Nash 11.
Boston: Rondo 32 (12/17, 1/1, 5/9 tl), R. Allen 31, Pierce 26, Scalabrine 14, Davis 10. Rimbalzi: Pierce, Perkins, Rondo, Powe e House 6. Assist: Rondo 10.

Minnesota Timberwolves-Los Angeles Lakers 108-111
Senza gli infortunati Al Jefferson e Andrew Bynum, i due centri titolari, bisognava trovare altrove la consistenza sotto canestro necessaria per vincere. I Lakers si sono rivolti ancora a Lamar Odom, assolutamente straordinario da quando è tornato ad essere l'ala forte titolare dopo l'infortunio di Bynum (17.2 punti e 13.9 rimbalzi). Ed è proprio di Odom una giocata determinante nel finale, con il rimbalzo d'attacco e i due punti del 108-105 Lakers a 20 secondi dal termine, dopo l'errore di Bryant. I T'Wolves sono sempre stati in gara, ma nel finale non sono mai riusciti a compiere il sorpasso: Ryan Gomes ha infilato la tripla del -1 a 1'36 dalla fine (103-104), ma non è bastato. Da notare che Kobe Bryant ha superato Elgin Baylor nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della NBA (al 20° posto).
Minnesota: Telfair 20 (7/13, 2/4) e Gomes 20 (4/8, 3/9, 3/3 tl), Smith 19, Foye 16, Miller 14, Love 11. Rimbalzi: Love 10. Assist: Foye 6.
LA Lakers: Bryant 28 (11/19, 0/2, 6/7 tl), Gasol e Odom 25. Rimbalzi: Odom 14. Assist: Bryant 7.

Cleveland Cavaliers-Detroit Pistons 99-78
Delonte West ritorna in grande stile, ora che ha recuperato dalla frattura al polso destro che lo teneva lontano dal parquet dallo scorso 15 gennaio. L'esterno di Cleveland, per una sera, ruba il titolo di top scorer a LeBron James e contribuisce ad affondare i Pistons, sotto con un imbarazzante -33 all'intervallo (67-34). La partita è più o meno tutta qui, gli ospiti non sono mai esistiti, e con questa partita totalizzano la sesta sconfitta consecutiva. Cleveland ha sommerso gli avversari da tutti i punti di vista, in particolare con il tiro da fuori (10/18 di squadra), e sono diventati la 18ª squadra della storia della NBA a vincere 25 delle prime 26 partite di regular season in casa.
Cleveland: West 25 (3/6, 5/5, 4/4 tl), James 20, Ilgauskas 16, Szczerbiak 15, Williams 11. Rimbalzi: Ilgauskas 8. Assist: James 9.
Detroit: Iverson 14 (6/14, 0/2, 2/3 tl), Herrmann 13, Maxiell e Hamilton 11, Prince 10. Rimbalzi: Maxiell 9. Assist: Hamilton 6.

Houston Rockets-Charlotte Bobcats 99-78
Facile successo dei Rockets (il quarto consecutivo, l’ottavo sulle ultime nove gare), che dilagano dopo l'intervallo contro una formazione di Charlotte che ha fatto davvero fatica a trovare il canestro (36% al tiro di squadra, 21 palle perse, 36 punti segnati negli ultimi due quarti). La squadra di casa se n'è andata nel terzo quarto con le triple di Shane Battier e Ron Artest, che hanno spinto i Rockets fino al 71-55, mentre le difficoltà offensive degli ospiti si moltiplicavano.
Houston: Artest 26 (4/8, 5/7, 3/4 tl), Yao Ming 19, Wafer 13, Scola e Battier 12. Rimbalzi: Scola 10. Assist: Battier 5.
Charlotte: Felton 13 (5/9, 1/4), Okafor 13 (5/12, 3/3 tl) e Diaw 13 (4/8, 1/4, 2/2 tl), Wallace 11. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Felton 4.

Indiana Pacers-Chicago Bulls 98-91
I Pacers non si fanno condizionare dall'assenza degli infortunati Danny Granger e Mike Dunleavy, e grazie al miglior Troy Murprhy della stagione battono i Bulls, malgrado il debutto di Brad Miller e John Salmons, recentemente acquisiti da Sacramento. I padroni di casa sembravano controllare agevolmente la partita quando a metà del terzo quarto il tabellone diceva 69-55 per i Pacers, che però hanno smesso di segnare dal campo per oltre 10 minuti di cronometro, ovvero fino a quando Murphy non ha trovato la tripla del pareggio a quota 80 a 6'43 dalla fine. Nel finale diventa protagonista anche TJ Ford, autore di 9 punti in 3 minuti, che ha permesso a Indiana di entrare nell'ultimo minuto con un buon margine (95-88 dopo la schiacciata della guardia ex Toronto a 1'08 dalla fine).
Indiana: Murphy 27 (5/11, 3/5, 8/9 tl), Ford 19, Daniels e Jack 16. Rimbalzi: Murphy 14. Assist: Jack e Ford 5.
Chicago: Gordon 28 (11/15, 1/5, 3/3 tl), Ty. Thomas 16, Deng 13, Salmons 12. Rimbalzi: Noah 12. Assist: Rose 8.

Milwaukee Bucks-Denver Nuggets 120-117
Due difese allegre, uno straordinario Charlie Villanueva e un eccellente Ramon Sessions sono le chiavi del successo di Milwaukee. L'ex lungo di Toronto, autore di sette triple nel match di cui una da ben oltre la metà campo, è stato per una sera il principale terminale offensivo della formazione di Scott Skiles, che ha dovuto sudare fino alla fine per ottenere la vittoria. Villanueva ha portato i suoi sul +3 a 33.3 secondi dal termine (116-113), e dopo gli errori di J.R. Smith e Billups nelle triple che potevano valere il pareggio, Bell ha chiuso il match con i tiri liberi del +5 a 2.8 secondi dalla fine.
Milwaukee: Villanueva 36 (7/12, 7/11, 1/2 tl), Sessions 27, Jefferson 17, Bell 13. Rimbalzi: Elson 7. Assist: Sessions 8.
Denver: Anthony 33 (10/18, 0/1, 13/16 tl), Billups 21, Nene 17, Kleiza 13, Balkman 10. Rimbalzi: Anthony 9. Assist: Smith 5.

Orlando Magic-Miami Heat 122-99
Dwyane Wade diventa il quarto giocatore della storia della NBA a perdere di almeno 20 punti una gara in cui ne ha segnati almeno 50. Prima di lui era successo a Dana Barros, George Gervin e (per quattro volte) a Wilt Chamberlain. I Magic, senza farsi impressionare da Wade, avevano già messo in ghiaccio la partita nei primi due quarti (64-46), e hanno poi amministrato la situazione nella ripresa. Mancava Pietrus, alle prese con una distorsione alla caviglia. Per quanto riguarda le recenti addizioni delle rispettive squadre, Rafer Alston è andato vicino alla doppia doppia per Orlando, mentre Jamario Moon e Jermaine O'Neal hanno totalizzato 13 punti in coppia per Miami.
Orlando: Howard 32 (11/14, 10/15 tl), Turkoglu 20, Lewis 18, Lee 14, Alston e Johnson 12, Redick 10. Rimbalzi: Howard 17. Assist: Alston 9. Miami: Wade 50 (15/23, 2/7, 14/15 tl), Beasley 14. Rimbalzi: Haslem 8. Assist: Wade 5.

Portland Trail Blazers-Los Angeles Clippers 116-87
Tutto ancora molto, troppo facile per gli avversari dei Clippers, al momento una delle formazioni più imbarazzanti in giro per la Lega. Per la squadra di coach Dunleavy è arrivata la sconfitta numero 25 nelle ultime 30 partite. Poco da dire in una partita già chiusa praticamente dopo il primo quarto (38-16), quando Steve Blake aveva già raggiunto l'incredibile cifra di 14 assist, pareggiando il record NBA che apparteneva a John Lucas (allora di San Antonio, nella gara contro Denver del 15 aprile 1984).
Portland: Aldridge 28 (13/20, 2/2 tl), Roy 20, Outlaw 15, Fernandez 11, Batum 10. Rimbalzi: Aldridge 10. Assist: Blake 17.
LA Clippers: Gordon 21 (5/10, 1/5, 8/8 tl), Jordan e B. Davis 15, R. Davis 10. Rimbalzi: Jordan 12. Assist: B. Davis 6.
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NEW YORK, 24 febbraio 2009 - I Knicks tornano al successo (123-119) grazie alla sontuosa prova di un grande Nate Robinson (41 punti, suo massimo stagionale). Al Garden, intanto, si torna a parlare di Stephon Marbury. Il playmaker dopo aver intrapreso le vie legali con i Knicks ha ottenuto un successo. Martedì i vertici della franchigia (e lo stesso D’Antoni che così sarà costretto a saltare l’allenamento) si troveranno di fronte a Starbury nello studio di un “arbitrator”, cioè di un legale super partes che dovrebbe provare a mediare tra le due parti. Trovare un accordo comunque non sarà facile.

IL MATCH - Distrazioni legate alla telenovela Marbury a parte, il match con Indiana regala soddisfazioni a Mike D’Antoni. Indiana deve fare a meno di tre giocatori importanti come gli infortunati Granger, Dunleavy (il quale rimarrà’ fuori per il resto della stagione) e l’influenzato Ford e fa di tutto per togliere ritmo all’attacco di New York. I Pacers rallentano e costringono i Knicks a giocare una pallacanestro che è poco congeniale alla truppa di Mike D’Antoni. Ne viene fuori così un primo tempo da sbadigli. David Lee come al solito non si risparmia e sotto canestro fa soffrire i lunghi di Indiana. A metà del primo quarto arriva l’esordio al Garden di Wilcox e Hughes. I Knicks fanno fatica in attacco ma rimangono comunque davanti. Danilo Gallinari entra all’inizio del secondo quarto e gioca i suoi primi minuti del match con un quintetto per lui inedito, insieme ai due nuovi Wilcox e Hughes. Proprio l’ex Bulls riceve un benvenuto davvero poco gradito dai tifosi del Garden. Larry Hughes, infatti, già al suo secondo errore al tiro (chiuderà il primo tempo con 0/5 dal campo) viene ingenerosamente fischiato. Davvero insofferenti i fan dei Knicks, il match comunque non decolla.

ANCHE GALLO E' IN DIFFICOLTA' - Il Gallo lotta in difesa, commette anche un paio di falli energici ma non riesce a trovare il canestro in attacco. Prima fallisce dalla media distanza, poi è sfortunato con una conclusione da tre sputata dal canestro quando sembrava già nella retina e infine fallisce un altro tiro da tre. Comunque con Danilo sul parquet l’attacco dei Knicks nel primo tempo è più fluido e non e’ un caso. Prima del riposo c’e’ ancora tempo per un paio di giocate da acrobata di Nate Robinson e per due canestri di pregevole fattura griffati di un eccellente Marquis Danilels. Le due squadre vanno al riposo sul 51 pari dopo aver tirato con percentuali praticamente identiche (35% dal campo per entrambi 15% da tre per Indiana e 14% dalla lunga distanza per i padroni di casa).

SVOLTA NELLA RIPRESA - Nella ripresa però il ritmo cambia. La gara diventa bella, i Knicks spingono sull’acceleratore e anche Indiana in attacco, soprattutto grazie alla produzione di Jack, inizia a segnare con continuità. Nate Robinson è caldissimo e i compagni lo servono con frequenza. Il match è intenso e Indiana non sta a guardare ma rimane incollata al match con i canestri di Jack e Daniels. Danilo Gallinari questa volta rimane in panchina nella ripresa. La gara si decide nel finale. A 30’’ dalla sirena, sul punteggio di 119 pari, Indiana ha la possibilità di passare a condurre ma Foster regala la rimessa sotto il canestro dei Knicks a Robinson. La guardia di New York parte in contropiede e realizza il canestro del +2, 15’’ più tardi lo stesso Robinson chiude i conti dalla lunetta. Danilo Gallinari chiude la gara con i Pacers senza punti (0/1 da due e 0/2 da tre) e con tre rimbalzi.
New York: Robinson 41 (7/12, 4/6), Harrington 27, Lee 20, Chandler 15. Rimbalzi: Lee 13. Assist: Duhon 5.
Indiana: Jack 33 (8/14, 3/5), Daniels 28, Murphy 19. Rimbalzi: Murphy 21. Assist: Murphy 4.
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NEW YORK, 24 febbraio 2009 – I Warriors cedono ai Clippers. Due punti e 5 assist per Marco Belinelli partito in quintetto. Un canestro rocambolesco di Devin Harris da metà campo consegna la vittoria ai Nets contro i Sixers. Boston e Utah vincono in scioltezza. Ok anche Chris Paul e i suoi Hornets.

L.A. Clippers-Golden State Warriors 105-118
Grazie a un deciso avvio di gara, con Marco Belinelli titolare insieme a Crawford, Azubuike, Jackson e Turiaf, i Warriors mantengono alto il ritmo e vanno avanti 23-11. Belinelli contribuisce con una palla rubata e due punti in contropiede, più un bell’assist per Jackson. Belinelli gioca tutto il primo quarto, difende bene mentre in attacco vede pochi palloni. Il secondo tiro è una tripla che non va a bersaglio. I Clippers pareggiano alla fine del quarto (27-27) con una tripla fortunosa di Camby. I Clippers si adeguano bene al ritmo preferito dagli avversari e chiudono in testa il primo tempo 60-55. Belinelli è costretto a tirare dalla propria metà campo sul suono della sirena e la palla esce di poco. Le cifre dell’azzurro nella prima parte di gara sono 2 punti (1/3), un rimbalzo, 4 assist, 3 recuperi e 1 palla persa. Jackson guida il tabellino con 20 punti e 9/14. Belinelli esordisce nel terzo quarto con un assist per la tripla di Azubuike, ma viene sostituito dopo un paio di minuti.
I Clippers vanno a +9 grazie a Randolph e Gordon, e allungano a +18 con Gordon autore di tre triple, prima di subire il recupero di Golden State che chiude il quarto con un parziale di 10-2 per il 79-89. Il rookie ventenne Eric Gordon (6/7 da tre) mette in piedi un clinic di tiro nel secondo tempo e dopo aver iniziato con 1/8 segna otto tiri consecutivi, respingendo insieme a Zach Randolph l’assalto dei Warriors che erano riusciti a ridurre lo scarto a -3. La vittoria dei Clippers porta nel finale la firma dell’ex Baron Davis autore della tripla per il 114-104 a 1’04” dal termine che spegne le ultime speranze dei Warriors. Il Barone chiude un’ottima prestazione sfiorando la tripla doppia: 25 punti, 9 rimbalzi e 10 assist. Monta Ellis ha saltato la sfida per un problema alla caviglia che lo terrà fuori una settimana.
L.A. Clippers: Randolph 27 (11/23), Gordon 27 (9/17), Davis 25 (9/20), Jones 11. Rimbalzi: Randolph 11. Assist: B. Davis 10.
Golden State: Belinelli 2 punti (1/1 da due, 0/2 da tre), 2 rimbalzi, 5 assist, 2 palle perse e 3 recuperate in 18’. Jackson 28 (11/20), Watson 16, Crawford 15, Maggette e Azubuike 10. Rimbalzi: Turiaf e Maggette 7. Assist: Belinelli 5.

New Jersey Nets-Philadelphia 76ers 98-96
Con un po’ di fortuna nel finale, New Jersey riesce a evitare la sconfitta contro i Sixers, in fase calante dalla pausa per l’All Star Game. Devin Harris (39 punti) corona una gara da incorniciare con un canestro rocambolesco da metà campo allo scadere che beffa Iguodala e compagni. I Nets, costretti a inseguire per tutto l’ultimo quarto, passano in testa con una tripla di Simmons nell’ultimo minuto, quindi rischiano di gettare al vento la partita dopo un canestro di Speighs con un turnover di Harris a 20” dalla fine.
I Sixers aiutano i Nets sbagliando due tiri liberi (uno ciascuno per Miller e Iguodala) nel finale e Devin Harris, dopo aver quasi perso il pallone, lancia una preghiera che si infila nella retina. Dopo un lungo consulto gli arbitri convalidano il canestro miracoloso ed Harris esce in trionfo.
New Jersey: Harris 39 (11/22, 12/14 tl), Dooling 16, Carter 10. Rimbalzi: Yi 6. Assist: Harris 8.
Philadelphia: Iguodala 21 (7/13), Miller 17, Young e Green 14, Dalembert 10. Rimbalzi: Dalembert 10. Assist: Miller 10.

Denver Nuggets-Boston Celtics 76-114
I Celtics non perdono un colpo anche dovendo fare a meno di Kevin Garnett. Con 26 punti di Ray Allen (6/11 da tre) e 22 di Pierce, Boston rifila a Denver una delle più pesanti sconfitte casalinghe nella storia della franchigia.
I campioni in carica travolgono i Nuggets chiudendo il primo tempo a +23, rendendo così il secondo tempo una pura formalità. L’assenza di Nene, (fermo per una settimana) per Denver pesa molto più di quella di KG per Boston. I Nuggets ora si devono guardare alle spalle nella lotta per la conquista della Northwest Division da Portland e Utah, che seguono al secondo e terzo posto.
Denver: Smith 19, Anthony 18, Kleiza 10. Rimbalzi: Petro 10. Assist: Billups e Smith 5.
Boston: R. Allen 26 (8/15), Pierce 22 (8/18), Powe 16, Rondo 14. Rimbalzi: Rondo 8. Assist: Rondo 8.

Utah Jazz-Atlanta Hawks 108-89
Gli Utah Jazz festeggiano il ritorno di Carlos Boozer dopo tre mesi di stop con una convincente vittoria sugli Hawks. Boozer chiude con 2 punti e 5 rimbalzi, mentre il gran collettivo di Utah sbriga la pratica, sbarazzandosi di Atlanta per la 15º volta consecutiva. Gli Hawks si arrendono dopo il secondo quarto esplosivo di Utah e nell’ultimo quarto Josh Smith viene espulso per un fallo su Matt Harpring sul punteggio di 99-77. I Jazz conducono 66-52 all’intervallo con 5/5 di Korver e 6/8 di Deron Williams che aggiunge 8 assist.
Utah: Brewer 19 (9/13), Korver e Millsap 16, Williams e Harpring 15. Rimbalzi: Millsap 12. Assist: Williams 10.
Atlanta: Johnson 15, Horford 14, Murray 13, Evans 12. Rimbalzi: Horford e Pachulia 6. Assist: Horford e Murray 5.

Sacramento Kings-New Orleans Hornets 105-112
Dopo un primo tempo tranquillo, Chris Paul si scatena nel secondo creando numerosi grattacapi alla difesa dei Kings. Paul chiude con 27 punti e 13 assist, e nell’ultimo quarto dà spettacolo con 12 punti e tre passaggi lob per le schiacciate di Tyson Chandler. Kevin Martin realizza 24 punti nel quarto periodo, stabilendo un nuovo record nell’Arco Arena di Sacramento.
Sacramento: Martin 32 (9/21, 10/13 tl), Nocioni 19, Garcia 17, Hawes 13. Rimbalzi: Hawes 14. Assist: Martin 5.
New Orleans: Paul 27 (11/19), West 24 (8/19), Stojakovic 18, Chandler 15, Posey 13, Butler 12. Rimbalzi: Chandler 13. Assist: Paul 13.
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NEW YORK, 25 febbraio 2009 - San Antonio piega Dallas malgrado le assenze di Duncan e Ginobili, Phoenix accoglie calorosamente il ritorno da ex di Diaw e Bell e supera Charlotte. I Lakers resistono alla rimonta di Oklahoma City con uno splendido Bryant, Detroit ancora ko (a Miami).

San Antonio Spurs-Dallas Mavericks 93-76
San Antonio si fa beffe delle assenze nientemeno che di Ginobili e Duncan, per dare una lezione di consistenza alla squadra di Dirk Nowitzki. Uno straordinario Tony Parker guida il team di casa alla vittoria, segna 16 punti consecutivi nel primo quarto e praticamente mette a sedere da solo la formazione allenata da Rick Carlisle. Adesso la principale preoccupazione di San Antonio è sapere quando tornerà a giocare Duncan: il suo problema al ginocchio verrà valutato di giorno in giorno, ma sembra difficile possa giocare nella prossima gara contro Portland.
San Antonio: Parker 37 (15/30, 0/2, 7/8 tl), Finley 16, Bonner 11, Thomas 10. Rimbalzi: Thomas 15. Assist: Parker 12.
Dallas: Howard 19 (4/11, 1/6, 8/10 tl), Barea 16, Nowitzki 14, Singleton 14, A.Wright 8. Rimbalzi: Singleton 14. Assist: Kidd 4.

Phoenix Suns-Charlotte Bobcats 112-102
Malgrado una distorsione alla caviglia, Steve Nash guida i Suns alla vittoria nella serata in cui il pubblico di Phoenix tributa addirittura un’ovazione agli ex Boris Diaw e Raja Bell, due membri fondamentali di quella squadra spettacolare vista negli ultimi anni nell’Arizona. I due giocano una gran partita, ma non abbastanza da condurre Charlotte a un nuovo successo su Phoenix (dopo il +22 post scambi). Pur senza Stoudemire, i padroni di casa riescono a correre (26-13 nei punti in contropiede) e sarà proprio questa la chiave principale del successo della squadra allenata da Alvin Gentry, dopo che aveva provato a prendere il largo già nel secondo periodo (sul 51-37).
Phoenix: Nash 22 (4/6, 4/4, 2/2 tl), S.O’Neal e J.Richardson 20, Barbosa 17, Barnes 14. Rimbalzi: O’Neal 11. Assist: Nash 5.
Charlotte: Diaw 27, R.Bell 23, Felton 14, G.Wallace 13, Radmanovic 8. Rimbalzi: Diaw 10. Assist: Felton 9.

Oklahoma City Thunder-Los Angeles Lakers 93-107
I Lakers rischiano grosso dopo aver condotto con ampio margine in casa di Oklahoma City, ma se la cavano dopo la rimonta dei padroni di casa con 15 punti nell’ultimo quarto di un Kobe Bryant ancora una volta sensazionale (e che dopo Elgin Baylor supera anche Adrian Dantley tra i marcatori All-Time, ora è 19°). I Lakers sono andati fino al +18 nel secondo quarto (29-47), ma un rilassamento evidente ha provocato la reazione di Durant e Soci, arrivati vino al -1 (80-81) prima dello show di Kobe, che può così godersi il finale di partita dalla panchina e godersi la quinta vittoria consecutiva dei Lakers.
Oklahoma City: Durant 32 (9/16, 2/4), Weaver 16, Westbrook 14, J.Green 10. Rimbalzi: Krstic 11. Assist: Durant 6.
Los Angeles: Bryant 36 (13/18, 0/3, 10/13 tl), P.Gasol 14, Fisher 12, Walton 11, Farmar 10. Rimbalzi: Odom e Gasol 8. Assist: Gasol 6.

Cleveland Cavaliers-Memphis Grizzlies 94-79
Malgrado un nuovo infortunio a Delonte West, sfortunatissimo a farsi male una sola partita dopo il rientro, i Cavs vincono senza troppi prolemi su Memphis (avanti 58-36 già all’intervallo e LeBron James a riposo per tutto l’ultimo quarto di gioco), e adesso le vittorie interne sono 26 su 27 partite disputate. A compensare l’infortunio di West ci hanno pensato Kinsey e Boobie Gibson, quest’ultimo addirittura miglior marcatore del match. Adesso è in arrivo un esame importante per Cleveland: una lunga trasferta con tappe a Houston, San Antonio, Atlanta e Miami.
Cleveland: Gibson 19 (5/7, 3/7), Williams 18, James 15, Kinsey 11, Hickson 10. Rimbalzi: Hickson 9. Assist: James 8.
Memphis: Gay 13 (6/12, 0/2), Warrick 13, Conley 12, Arthur 12, Gasol 9. Rimbalzi: Gasol 9. Assist: Conley 7.

Miami Heat-Detroit Pistons 103-91
Altra strepitosa partita di Dwyane Wade, e stavolta c’è anche il successo per la sua Miami, contro dei Detroit Pistons che ormai si fa fatica a riconoscere. Singolare che sia Allen Iverson, ad esempio, a parlare di difesa: "In questo momento non fermiamo nessuno. Per vincere dovremmo tirare con il 60%". I Pistons, alla sesta sconfitta consecutiva, vedono gli Heat prendere il controllo della gara con un parziale di 22-8 sul finire del terzo periodo, venendo dominati a rimbalzo (44-34) e concedendo il 46% da fuori ai padroni di casa.
Miami: Wade 31 (10/16, 1/4), Cook 16, O’Neal 14, Moon 12, Beasley 11, Haslem 10. Rimbalzi: Haslem 11. Assist: Wade 16.
Detroit: Iverson 22 (8/18), Prince 18, McDyess 17, Maxiell 11. Rimbalzi: Prince 9. Assist: Prince 8.

Chicago Bulls-Orlando Magic 120-102
Piace eccome la nuova Chicago, che dopo gli scambi sembra decisamente un’altra squadra. Stavolta a cadere sotto i colpi di Rose e compagni sono stati gli Orlando Magic, assolutamente incapaci di difendere (63 punti subiti per il -11 all’intervallo, concedendo il 59% dal campo), e malgrado la reazione firmata a inizio ultimo quarto dai comprimari Redick e Johnson (-5, 87-82) i ragazzi della Florida non sono riusciti a ribaltare la situazione. Ci hanno pensato Salmons, Miller e Tim Thomas a mettere le cose a posto per i padroni di casa, con Del Negro che gongola con 7 uomini in doppia cifra.
Chicago: Rose 22 (11/20), B.Gordon 20, Ti. Thomas 17, Noah 14, Salmons e Ty. Thomas 11., Deng 10.Orlando: Howard 26 (10/18, 6/8 tl), Turkoglu 16, Lee 14, Lewis, Alston, Redick e Johnson 10. Rimbalzi: Howard 12. Assist: Alston e Lewis 5.

Houston Rockets - Portland Trail Blazers 98-94
Quinta vittoria di fila per Houston, che vince un importante scontro con i Blazers per la quarta posizione della Western Conference. I texani sono andati alla grande nella prima metà di gara, con un attacco stellare (60-43 all’intervallo) e l’eccellente lavoro difensivo di Ron Artest su Brandon Roy. Nella ripresa, una volta migliorata la difesa e grazie a un problema per Yao Ming (taglio sopra l’occhio destro) Portland trova il coraggio e le contromisure, con un Batum protagonista anche in attacco (3/3 da fuori per il francese) e con un parziale di 13-3 nel finale rientra poderosamente in gara (91-88). Roy riporta i suoi addirittura a -2 con 22 secondi sul cronometro (92-90), poi nella lotteria dei tiri liberi finale è Houston ad avere la meglio.
Houston: Artest 21 (3/9, 2/4, 9/10 tl), Brooks 20, Scola 15, Yao 15. Rimbalzi: Scola 11. Assist: Artest 5.
Portland: Roy 24 (10/19, 0/4), Aldridge 21, Outlaw 15, Batum 14. Rimbalzi: Aldridge e Przybilla 8. Assist: Blake e Roy 5.
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TORONTO, 25 febbraio 2009 – Ancora una grande prestazione per Andrea Bargnani (26 punti con 10/15) e Toronto supera Minnesota 118-110. Ora i Raptors sono attesi dalla difficile trasferta a Phoenix, Dallas e Houston.

38' DA GIGANTE - La cura Shawn Marion sta facendo bene a Toronto e ad Andrea Bargnani, di nuovo uno dei protagonisti prinicipali del successo contro Minnesota. In attesa di vedere il Mago all’opera contro Shaq, Dampier e Yao Ming il rendimento di Bargnani continua a essere altissimo: 26 punti in 38 minuti, migliore marcatore insieme a Chris Bosh, e una presenza importante che si fa sentire sia in attacco che in difesa. Toronto disputa una gara molto positiva nel complesso, dopo l’inizio a razzo dei Wolves che sorprendono gli avversari con un gioco brillante. Calderon riprende il pieno controllo alla guida della squadra, Bosh si rende pericoloso in attacco soprattutto nel secondo tempo in cui realizza 16 punti e Parker conferma l’eccellente momento con un’altra prova super da 24 punti e 8/10 dal campo. E tra un canestro e l’altro dei protagonisti del match, Shawn Marion (impreciso con 5/15 al tiro) ha già preso confidenza con il suo ruolo vitale di collante per la squadra. Un ruolo che lo fa sembrare il nuovo Garbajosa dei Raptors, pur con caratteristiche diverse dallo spagnolo.

ANCHE IN DIFESA - L’importanza di Marion si vede nelle piccole cose, nella sua grande attività sotto i tabelloni, nella stoppata che arriva al momento giusto, nel suo modo di correre per il campo e nella sua grande energia che contagia positivamente il resto del gruppo. Anche Bargnani sembra rivitalizzato dal nuovo assetto e si trova a meraviglia con il gioco più dinamico di Toronto. Bargnani corre, fa buoni passaggi, si impegna al massimo in difesa con buonissimi risultati, riuscendo quasi sempre a stare tra il suo uomo e il canestro e costringendo l’avversario di turno a scaricare il pallone a un compagno. Nel primo tempo in cui Toronto deve inseguire Minnesota, il Mago è decisamente il migliore difensore dei Raptors, che concedono il 60% dal campo ai Wolves nel primo quarto, e anche in attacco fa il proprio dovere. Una tripla di Bargnani porta Toronto a 16-25, Bosh è innervosito da Cardinal e Toronto si ritrova a inseguire 25-37 dopo un quarto. Nel secondo quarto Toronto va sotto di 16 lunghezze, poi reagisce quando Bosh è in panchina, grazie anche all’ispirato Bargnani che segna in contropiede (39-49) e, dopo 2 punti di Marion, guida ancora l’attacco con altri due canestri (in transizione e in entrata rovesciata sulla linea di fondo) per il 45-49.

E ORA PHOENIX - Due tiri liberi del Mago (finta che fa saltare l’avversario) mandano Toronto a -1, ma Minnesota conduce 56-52 alla fine del primo tempo. Trascinati da Bosh, i Raptors passano a condurre nel terzo quarto, e anche Bargnani si mette in evidenza con altri 6 punti e una prepotente schiacciata. Il suo avversario Kevin Love ha tre falli e il Mago ne approfitta facendo la cosa giusta, battendolo in palleggio e andando deciso fino in fondo. È la soluzione migliore e a fine gara sono solo due le triple tentate dall’azzurro. Un’ottima selezione al tiro premia Bargnani con 10/15 complessivo. La partita è molto divertente perché Minnesota non molla mai la presa e mette in mostra un gioco spumeggiante con ottimo movimento di palla, al pari dei Raptors che sembrano un’altra squadra rispetto a quella noiosa e dall’attacco sterile vista nella prima parte della stagione. Bargnani continua la sua bella prestazione restando costante fino alla fine e aggiungendo altri 7 punti nell’ultimo quarto. Il jumper di Bosh dalla media è una garanzia e Parker colpisce dall’angolo per il 116-106 a 1’29” dalla fine. Ormai la vittoria è assicurata, ma si fa ancora in tempo a vedere una grandissima azione di Toronto che culmina con il canestro di Bargnani pescato in taglio fulmineo in mezzo all’area da Calderon. L’impressione è che Toronto abbia finalmente imboccato la direzione giusta anche se i prossimi difficili test nella road trip di Phoenix, Dallas e Houston daranno indicazioni più precise.
Toronto: Bargnani 26 punti (9/13 da due, 1/2 da tre, 5/5 tl), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 palla persa e 1 recuperata e 3 falli in 38’. Bosh 26 (10/19), Parker 24 (8/10), Calderon 15, Kapono 11, Marion 10. Rimbalzi: Marion 8. Assist: Calderon 13.
Minnesota: Foye 25 (8/16), Gomes 23 (8/12), Lovr 15, Telfair 12. Rimbalzi: Miller 12. Assist: Miller 9.
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NEW YORK, 26 febbraio 2009 – Clamoroso risultato a Los Angeles: i Clippers sconfiggono i Boston Celtics privi di Kevin Garnett nel finale di gara. Zach Randolph realizza 30 punti e il canestro del sorpasso a 19 secondi dalla fine. Ok Indiana, Philadelphia e New Jersey. Ancora ko Detroit. Vincono anche Dallas, San Antonio, Utah e Denver. I Knicks provano a riprendere con le unghie un match compromesso e nel finale si affidano alle giocate di Danilo Gallinari ma la montagna da scalare è troppo alta e alla fine Orlando porta a casa il successo.

New York-Orlando 109-114
Gallinari gioca solo nella ripresa ma rimane sul parquet nei momenti decisivi del match e realizza otto punti pesantissimi negli ultimi 100’’ della gara. Howard e compagni però non si fanno riprendere e vincono con merito. I Magic ci mettono poco a svelare il loro gameplan. Palla dentro a Dwight Howard, almeno per i primi possessi del match. Il lungo di Orlando è devastante e in difesa sigilla la zona pitturata che diventa così vietata per gli attaccanti di New York. La squadra della Florida difende alla grande e nemmeno Nate Robinson, che riceve una vera e propria standing ovation quando entra a metà del primo quarto può far molto. Howard fa venire il mal di testa a David Lee e quando va a sedersi in panchina al termine del primo quarto ha già messo a referto numeri impressionanti (12 punti, 10 rimbalzi e 4 stoppate). Nel secondo quarto, con “Superman” fuori, ci pensa un eccellente Hedo Turkoglu (forse il giocatore attualmente nella Nba con caratteristiche più simili a quelle di Gallinari) a tenere alti i giri del motore dell’attacco dei Magic.

GALLO PROVA LA RIMONTA - Le penetrazioni del turco sono letali, Robinson e Harrington provano a tenere a galla la truppa di Mike D’Antoni ma contro l’attenta difesa di Orlando non è facile mettere punti sul tabellone. La squadra newyorchese così si deve accontentare di un misero 34% dal campo e va negli spogliatoi all’intervallo sotto 57-43. La ripresa propone un copione simile, almeno nei primo minuti. Turkoglu e Howard continuano a produrre, i Knicks provano a rimanere nel match con i canestri di Chandler e Harrison. Con Robinson sul parquet New York riesce a d avvicinarsi e quando Gallinari finalmente entra in campo, a 1’13’’ dalla fine del terzo quarto, i Knicks sono a otto lunghezze dai Magic. Il Gallo in difesa si da’ da fare contro un cliente difficile come Turkoglu, prende rimbalzi e fa partire il contropiede, in attacco però Chandler, Robinson e Harrington tendono all’uno contro uno. L’azzurro comunque fa il suo e New York proprio con Gallinari in campo gioca la sua pallacanestro migliore.
D’Antoni decide da lasciare Danilo sul parquet e lui lo ripaga con un paio di eccellenti giocate difensive su Anthony Johnson (costretto allo sfondamento) e Rashard Lewis. I Knicks giocano bene ma Orlando li mantiene a distanza di sicurezza, almeno fino a quando anche a Gallinari vengono date opportunità in attacco. Il Gallo fa esplodere il Garden con la tripla del -6 a 1’44 dalla sirena, poi realizza un bel canestro dalla media distanza e dulcis in fondo con un canestro dalla lunga distanza riporta i Knicks al -2 a 24’’ dalla sirena. Adesso New York ha bisogno dell’aiuto di Orlando che però non collabora realizzando 5 liberi su sei negli ultimi 23’’. I Magic vincono ma New York (e lo stesso Danilo Gallinari) mostra grande carattere, e questa è già una buona notizia. Alla fine anche Mike D’Antoni in conferenza stampa tesse le lodi della sua prima scelta. “Danilo non si fa condizionare da nulla, è un giocatore molto intelligente. Giocando con continuità non può far altro che migliorare, e’ davvero un ottimo giocatore”. Gallinari chiude il match con Orlando con otto punti (1/1 da due, 2/2 da tre), cinque rimbalzi e due assist in 13’ di gioco.
New York: Robinson 32 (9/18, 2/8), Chandler 27, Harrington 26. Rimbalzi: Lee 10. Assist: Duhon 10.
Orlando: Turkoglu 33 (8/12, 3/5), Howard 24, Lewis 17, Alston e Lee 15. Rimbalzi: Howard 21. Assist: Lewis 4.

L.A. Clippers-Boston Celtics 93-91
I Clippers sorprendono con una gara coraggiosa i Celtics che vengono sconfitti nel combattutissimo finale di gara. Senza la presenza difensiva di Garnett, Boston concede 55 punti in area agli avversari e nel finale paga diversi errori in attacco: dopo il canestro dell’88-88 di Glen Davis a 2’42” dal termine Boston non riesce più a segnare in azione. Pierce segna un solo tiro libero su due per il +1 dei Celtics imitato da Rondo (88-90), e Marcus Camby pareggia di nuovo a 50” dalla sirena dopo un rimbalzo offensivo. Dopo un errore dalla media di Glen Davis il rimbalzo è di Rondo, ma il play dei Celtics fa ancora 1/2 dalla lunetta (90-91 con 34” da giocare). I Clippers ritornano in testa con un canestro provvidenziale da sotto di Randolph e Paul Pierce sbaglia il tiro decisivo in jumper. Un altro libero di Randolph fissa il punteggio finale sul 93-91 e Baron Davis (uscito per falli nel finale) e compagni esultano per l’impresa. “Ora che siamo tutti in buona salute siamo una buona squadra”, dice il trascinatore dei Clippers Zach Randolph.
L.A. Clippers: Randolph 30 (12/30), B. Davis 16, Camby 14, Collins 12. Rimbalzi: Randolph 12. Assist: B. Davis e Collins 5.
Boston: Pierce 20 (7/19), R. Allen e Rondo 17, Davis 14. Rimbalzi: Perkins e Powe 9. Assist: R. Allen 6.

Indiana Pacers-Memphis Grizzlies 104-99
Rudy Gay sbaglia da tre a 7” secondi alla fine il tiro che avrebbe dato il pareggio a Memphis e Indiana vince la terza partita su quattro senza Danny Granger. I Pacers chiudono con 11/23 nelle triple. Nella sfida tra Pacers e Grizzlies metà dei titolari sono rookies: Rush e Hibbert per Indiana e Gasol, Mayo e Arthur per Memphis.
Indiana: Ford e Jack 20, Daniels e Rush 14, Murphy 13. Rimbalzi: Murphy 12. Assist: Jack 6.
Memphis: Gasol 22 (9/12), Mayo 21 (7/17), Conley 13. Rimbalzi: Gasol 15. Assist: Conley 8.

Washington Wizards-Philadelphia 76ers 98-106
Andre Iguodala sfiora la tripla doppia, mancata per un solo rimbalzo, e i Sixers vincono a Washington dopo quattro sconfitte consecutive. “I compagni continuavano a dirmelo che ero vicino alla tripla doppia, ma ogni volta che succede mi portano male”. Il coach dei Wizards se la prende tanto per cambiare con la mancanza di concentrazione della sua truppa.
Washington: Butler 17, Jamison 16, James 15, McGUire 14. Rimbalzi: McGuire 14. Assist: Butler .
Philadelphia: Iguodala 22 (7/13), Miller 17, Williams 16, Green 12. Rimbalzi: Dalembert 13. Assist: Iguodala 11.

New Jersey Nets-Chicago Bulls 111-99
Un altro exploit di Devin Harris continua a tenere i Nets in corsa per i playoff. I Nets agganciano proprio Chicago al nono posto con 26-32 di record. “Ora è il momento - dice Harris autore di 42 punti -. Non possiamo più aspettare o essere passivi. Quello che sto cercando di fare è giocare aggressivo in attacco”. Dopo i 39 punti e il canestro dell’anno nella vittoria contro i Sixers, Harris trascina l’attacco di New Jersey nell’ultimo quarto in cui fa 7/9 dal campo. I Nets battono un record di franchigia con 25/25 dalla lunetta
New Jersey: Harris 42 (14/23, 11/11 tl), Simmons 18, Lopez 13, Carter 11. Rimbalzi: Carter 9. Assist: Carter 7.
Chicago: Gordon 17, Salmons 15, Hinrich 14, Thomas 13, Deng 12. Rimbalzi: Thomas 11. Assist: Rose e Hinrich 5.

Minnesota Timberwolves-Utah Jazz 103-120
Ronnie Brewer realizza 16 punti nel quarto periodo e Boozer inizia farsi sentire la propria presenza con 12 punti e 6/10 in 21’ alla seconda gara dopo 44 partite saltate. “Ho solo bisogno di togliere un po’ di ruggine. Mi sento meglio, e più tempo trascorro in campo più mi sento sciolto e a mio agio”, dice Boozer che potrebbe diventare l’uomo chiave per un gran finale di regular season da parte dei Jazz finalmente al completo. I Jazz hanno vinto 10 delle ultime 12 gare.
Minnesota: Gomes e Love 24, Miller 21, Foye 14, Telfair 10. Rimbalzi: Love 15. Assist: Telfair e Miller 6.
Utah: Okur 25 (7/10), Brewer 20, Miles 15, Korver e Williams 13. Rimbalzi: Millsap 7. Assist: Williams 13.

New Orleans Hornets-Detroit Pistons 90-87
Allen Iverson gioca soltanto minuti per il mal di schiena finendo con1/4 al tiro e Rasheed Wallace viene espulso dagli arbitri, ma gli Hornets devono sudare fino all’ultima azione per disfarsi dei Pistons. Decisivo un rimbalzo offensivo di West dopo una conclusione errata in corsa di Chris Paul. Il duo Paul-West segna 25 punti su 27 di New Orleans nell’ultimo quarto. Wallace torna nello spogliatoio a 7’55” dalla fine dopo 2 falli tecnici nel giro di 27 secondi, tecnici che gli costeranno un turno di sospensione nella prossima trasferta ad Orlando.
New Orleans: West 30 (10/23, 10/13 tl), Paul 20, Stojakovic 17, Chandler 10. Rimbalzi: Chandler 17. Assist: Paul 13.
Detroit: Hamilton 24 (9/24), Wallace 16, McDyess 15, Prince 11. Rimbalzi: McDyess e Maxiell 9. Assist: Hamilton e Bynum 6.

Dallas Mavericks-Milwaukee Bucks 116-96
Archiviato il kpo contro San Antonio, i Mavs si sbarazzano di Milwaukee già nel primo tempo che chiudono a +24 grazie a un parziale di 18-2. La riserva Brandon Bass chiude con una doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi. Dallas tira con il 53% e stravince la lotta sotto i tabelloni con 51-25 nei rimbalzi.
Dallas: Howard 27 (10/16), Kidd 19, Bass 18, Nowitzki e Wright 14. Rimbalzi: Bass 11. Assist: Kidd 9.
Milwaukee: Villanueva 25 (10/22), Bell 19, Jefferson 16, Sessions 11. Rimbalzi: Villanueva 7. Assist: Ridnour e Sessions 6.

San Antonio Spurs-Portland Trail Blazers 99-84
No Duncan e Ginobili, no problem per un fantastico Tony Parker che trascina gli Spurs al successo con 39 punti, dopo averne messi a segno 37 nel precendente match. Secondo coach Pop “la leadership di Tony è stata eccezionale”. Per Portland, serata negativa di Roy (5/18) e Blake (0/9). “Stasera ero pronto a giocare 40 minuti sapendo in anticipo che Tim Duncan nonera disponibile. Ho bevuto tanta acqua prima della partita”. Parker dovrà bere molto anche venerdì quando se la vedrà con King James per la prima volta in questa stagione. Duncan è in dubbio per la grande sfida e Ginobili sarà ancora out.
San Antonio: Parker 39 (17/27), Bonner 15, Finley 13. Rimbalzi: Thomas 10. Assist: Parker 9.
Portland: Frye 15, Roy 14, Aldridge e Outlaw 13. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Rodriguez 7.

Denver Nuggets-Atlanta Hawks 110-109
Atlanta butta via un’occasione d’oro per colpa di un’indecisione di Joe Johnson negli ultimi secondi e Denver si salva nonostante il finale scriteriato.
Con 33 punti di Billups (massimo stagionale), i Nuggets hanno la meglio sugli Hawks privi di Mike Bibby e Josh Smith, ma nel finale rischiano più del dovuto. Atlanta recupera dal -8 con 7-0 nell’ultimo minuto e mezzo, ma non completa l’opera quando il tiro alla scadere di Flip Murray (che non si aspettava il passaggio di Johnson) rimbalza corto sul ferro.
Denver: Billups 33 (7/18, 17/19 tl), Anthony 23 (10/16), Smith 14. Rimbalzi: Anthony 10. Assist: Billups 7.
Atlanta: Williams 31 (10/17, 10/10 tl), Johnson 26 (9/18), Horford 21, Murray 15. Rimbalzi: Horford 11. Assist: Johnson 8.

Sacramento Kings-Charlotte Bobcats 91-98
Con 27 punti di Gerald Wallace i Bobcats vincono la prima partita in trasferta in quasi un mese. Con Michael Jordan seduto di fianco alla panchina, Charlotte piazza un parziale di 18-0 che le permette di terminare il primo tempo a +14 grazie al duo Wallace-Diaw.
Sacramento: Martin 27 (7/14), Garcia 15, Gooden 12, Nocioni 11. Rimbalzi: Gooden 13. Assist: Garica e Jackson 4.
Charlotte: Wallace 27 (10/17), Diaw 23 (9/13), Okafor 13, Augustin 12. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Felton 9
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NEW YORK (Stati Uniti), 28 febbraio 2009 – Uno stratosferico Shaquille O’Neal umilia la difesa di Toronto, realizzando 45 punti con 20/25 dal campo, la sua miglior prestazione offensiva degli ultimi sei anni. Per Bargnani 21 punti e 6 falli. Perde anche Golden State dopo la tripla del sorpasso di Boris Diaw a due secondi dalla fine. Belinelli chiude con 6 punti.

Phoenix Suns-Toronto Raptors 133-113
Toronto resta in partita per tre quarti a Phoenix, ma crolla nell’ultimo periodo umiliata dal potenza di Shaquille O’Neal. Non c’è Stoudemire, non c’è nemmeno Steve Nash, ma i Raptors non trovano risposte a un immenso Shaq che passa come un carrarmato sui lunghi di Toronto, chiudendo con 45 (20/25 dal campo) e un’ovazione meritatissima da parte del pubblico quando esce a 1'52" dalla fine sul punteggio di 127-110. I Raptors vengono massacrati in area dove subiscono 90 punti da parte dei Suns. Fa festa anche Louis Amundsen che nella scia di Shaq arriva a conquistare il proprio career high di 20 punti con 9/11 e 10 rimbalzi.
Bosh e Bargnani vengono maltrattanti dalla potenza di O’Neal. Già nel primo quarto Voskuhl commette 4 falli. Il Mago soffre subito Shaq, ma almeno è il più pericoloso in attacco insieme a Bosh all’inizio. Con i lunghi in difficoltà contro O’Neal, persino Patrick O’Bryant mette il piede in campo nel primo quarto che termina 35-30 con 10 punti di Bargnani (3/6 dal campo e 4/5 liberi). Un gioco da tre punti dell'italiano nel secondo quarto riavvicina Toronto (39-38). Il ritmo della gara è forsennato e quando i Suns volano da ogni parte, con Richardson e Shaq che si buttano a recuperare palloni in tribuna, e Grant Hill che schiaccia in faccia a Bargnani, il distacco cresce (66-54). I Raptors finiscono però in rimonta il primo tempo con un grandissimo finale e il punteggio a metà gara è altissimo (68-67). Bargnani e Marion hanno già 16 punti all’attivo, Bosh 14, e Shaq ha già affilato le armi (21 punti), con il suo secondo tempo strepitoso dietro l’angolo.
I Raptors passano in testa nella prima azione della ripresa. Bargnani procura un fallo in attacco a Shaq, ma è un fuoco di paglia. Il terzo quarto si chiude 96-92. Pur giocando la seconda gara di un back to back e orfani di Nash, i Suns spingono anche nell’ultimo quarto, mentre Toronto si spegne inchinandosi allo straordinario O’Neal. Bargnani segna da tre (99-95), poi Toronto si arrende subendo un parziale di 21-7 chiuso da 10 punti di Shaq. La difesa di Toronto è impotente, Bargnani si avvia in panchina con sei falli a carico, sentendo anche qualche parolina da Shaq. Bargnani chiude con 21 punti (5 nel secondo tempo). Poco dopo viene raggiunto da Voskuhl (6 falli in 8’ di gioco). Bosh si ferma a 5 falli perché negli ultimi minuti non oppone una minima resitenza sotto canestro. Colpevole anche Jay Triano che non prova nulla di diverso per evitare ai suoi big men di rimediare una figuraccia: niente zona, niente "hack-a-shaq", niente raddoppi. Shaq non era mai arrivato ai 40 punti nelle tre passate stagioni. Il 21 marzo 2003 aveva realizzato 48 punti nella partita Lakers-Celtics. A una settimana dal suo 37º compleanno, O’Neal oltrepassa quota 40 per la 49º volta in carriera.
Toronto: Bargnani 21 punti (5/9 da due, 2/4 da tre, 5/6 tl), 6 rimbalzi, 1 assist, 2 palle perse, 1 stoppata e 6 falli in 35’. Marion 27 (11/21), Bosh 19, Kapono 15, Parker 14, Calderon 10. Rimbalzi: Marion 11. Assist: Calderon 5.
Phoenix: O’Neal 45 (20/25), Amudson 20 (9/11), Barnes 18, Hill 14, Richardson e Barbosa 11. Rimbalzi: O’Neal 11. Assist: Hill 12.

Golden State Warriors-Charlotte Bobcats 109-112
Al termine di un match che si decide nel finale, i Warriors pagano un errore grave sull’ultima rimessa (passaggio errato che finisce direttamente fuori dal campo) e si negano l’ultima chance per la vittoria. Belinelli ingaggia in avvio di gara un duello intenso con Raja Bell. Dopo aver sbagliato i primi tre tiri tutti dal perimetro, Belinelli si sblocca segnando in jumper. Alla fine del secondo quarto arriva il secondo canestro di Belinelli da sotto (54-59), servito da Jackson in taglio back door. Dopo l’intervallo, Golden State entra in campo determinata e va avanti con 12 punti di Jackson e Biedrins. Anche Belinelli si mette in evidenza realizzando il primo canestro del terzo quarto dalla media, e con due grandi assist per Biedrins che si muove benissimo sui giochi a due con le guardie dei Warriors. Con un ottimo Jackson, i Warriors costruiscono un vantaggio di 8 punti, recuperando dal -6 dell’intervallo, ma lo sprecano distraendosi alla fine del terzo quarto che si chiude con 10 punti consecutivi di Charlotte (86-89).
Belinelli torna in panchina negli ultimi 3 minuti della frazione (poco dopo un suo passaggio intercettato dalla difesa avversaria) e non viene utilizzato da coach Nelson nell’ultimo quarto. I Bobcats girano a vuoto nei primi sei minuti del quarto perido, ma quando si risvegliano dopo una tripla di Radmanovic (96-94) diventano un brutto cliente per Golden State che si vede costretta all’ennesima gara decisa nel finale. Un canestro del solito Jackson dà il +1 ai Warriors a 28" dal termine, ma Okafor pareggia dalla lunetta (107-107). Dopo 2/2 di Jackson ai liberi, una bellissima azione offensiva di Charlotte sfocia nella tripla del sorpasso di Boris Diaw a 2" dalla sirena. Raymond Felton firma il successo con 2/2 ai liberi dopo la rimessa sciagurata di Golden State.
Golden State: Belinelli 6 punti (3/4 da due, 0/3 da tre), 2 assist, 1 palla recuperata e 2 perse, 3 falli in 21’. Jackson 33 (11/24), Maggette 20, Biedrins 18, Azubuike 14. Rimbalzi: Biedrins 13. Assist: Jackson 8.
Charlotte: Felton 26 (9/16), Diaw 22 (7/11), Okafor 15, Wallace 14, Radmanovic 11. Rimbalzi: Okafor e Wallace 11. Assist: Felton 9.
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NEW YORK, 2 marzo 2009 - Entrambi sconfitti Bargnani e Belinelli. Il Mago chiude con 18 punti e 4 stoppate, mentre Belinelli realizza 3 punti in 14 minuti. Traguardo importante di Jason Kidd, che supera la soglia dei diecimila assist in carriera.

Dallas Mavericks-Toronto Raptors 109-98
Una positiva gara di Andrea Bargnani (unico neo l’imprecisione nei tiri dal perimetro) che non si tira indietro nel duello contro Dirk Nowitzki non basta a Toronto per piegare la resistenza di Dallas. I texani fanno valere la propria sueriorità nei confronti dei Raptors che devono fare i conti con l’influenza di Shawn Marion. “The Matrix” gioca solo i primi 4 minuti e il suo impatto sulla gara è ovviamente nullo. Dallas invece ritrova Jason Terry (3/9) dopo un’assenza di otto gare. I Raptors giocano bene a tratti, ma alla fine pagano anche la scarsa panchina contro una squadra di maggiore caratura. Bargnani non è in serata nei tiri dalla lunga distanza, e le cose migliori le produce quando attacca il canestro, dimostrando di poter battere Nowitzki in velocità e constringendo anche il tedesco a un paio di falli.

CHE MAGO - Il Mago è efficace in difesa (4 stoppate!), ma Jason Kidd è troppo abile nel trovare i compagni smarcati e anche quando Toronto difende bene viene poi punita dai secondi e terzi possessi dei Mavs (20 rimbalzi offensivi nell’arco del march). Rich Carlisle dà ampio spazio a James Singleton che lo ripaga con 8 rimbalzi offensivi e 16 totali. A distribuire il pallone rendendo tutti contenti ci pensa Jason Kidd, che nel terzo quarto supera il traguardo importante dei diecimila assist in carriera. Davanti a lui ci sono soltanto John Stockton, Mark Jackson e Magic Johnson. Toronto concede il 55% al tiro nel primo tempo, trovando difficoltà a rallentare l’attacco di Dallas che va al riposo in testa 60-53, malgrado i 3 falli di Nowitzki. Partito male con 1/7 al tiro, Bargnani si riprende verso la fine del secondo quarto e realizza 8 punti nel primo tempo (3/10). Chris Bosh guida i Raptors con 16 punti seguito da Graham con 10. Nel terzo quarto, Bargnani è più deciso nell’attaccare il canestro e segna prima da sotto dopo un rimbalzo offensivo, poi battendo Nowitzki in uno contro uno. Dallas accelera alla fine del terzo quarto segnando 7 punti di fila e andando a +15. Toronto non regge il ritmo e nell’ultimo quarto arriva solo a -10 dopo due tiri liberi del Mago, ma non impensierisce seriamente Dallas che vince con merito la partita e si porta a 36-23 di record. Dopo l’assist numero diecimila (passaggio per Brandon Bass a 1’04” dalla fine del terzo quarto) Jason Kidd riceve la standing ovation dei tifosi e dopo l’incontro dichiara: “Significa che molti dei miei compagni hanno fatto tanti canestri nel corso degli anni. Non avrei mai pensato di ottenere questo traguardo all’inizio della mia carriera”. Il coach di Toronto Jay Triano indica nei rimbalzi concessi il motivo principale della sconfitta: “Abbiamo regalato troppi punti sui secondi possessi. L’assenza di Marion si è sentita sotto questo punto di vista. Shawn è uno che va sempre a caccia del pallone”.
Dallas: Nowitzki 24 (8/19), Howard 16, Wright 15, Singleton 12, Bass 10. Rimbalzi: Singleton 16. Assist: Kidd 15.
Toronto: Bargnani 18 punti (6/14 da due, 0/4 da tre, 6/6 tl), 7 assist, 1 assist, 2 palle perse e 2 recuperate, 4 stoppate e 5 falli in 39’. Bosh 28 (9/20, 10/11 tl), Graham 14, Parker e Calderon 13. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Parker 7.

Golden State Warriors-Utah Jazz 104-112
Gli Utah Jazz passano anche sul campo dei Warriors e conquistano l’ottavo successo consecutivo con la conferma del buon momento di Ronnie Brewer (21 punti) e con 20 assist di Deron Williams. Don Nelson attua il turnover, lasciando a riposo Stephen Jackson e dando fiducia e possibilità di fare esperienza al giovane Anthony Randolph, mentre Belinelli parte ancora titolare, ma dopo i primi 14 minuti di gioco vede il resto della gara seduto in panchina. Belinelli realizza un solo canestro dal campo (una tripla) e chiude con 3 punti, 2 recuperi, 2 assist e 4 palle perse. Le palle perse di Golden State procurano 19 punti agli avversari nel solo primo tempo e alla fine se ne possono contare addirittura 24 (5 per Maggette, 4 anche per Watson e Azubuike). Utah conduce di sette dopo i primi due quarti (56-63) con 19 punti di Okur e 14 di Korver, mentre Corey Maggette è il più incisivo per i padroni di casa con 16 punti (6/8). Dopo un passaggio a vuoto di Utah, arriva il grande momento di Randolph che scatena l’entusiasmo del pubblico con 12 punti nel terzo quarto.

DERON DIRIGE - Grazie ai numeri di Randolph, Golden State passa dal -9 a cinque punti di vantaggio (79-74), ma i Jazz chiudono il terzo quarto di nuovo in testa. Crawford e Maggette provano a dare la carica ai Warriors, i Jazz però non si scompongono e mantengono il vantaggio fino alla fine con Deron Williams a gestire sapientemente il gioco e approfittando di 10 turnover dei Warriors nell’ultimo quarto.
Golden State: Belinelli 3 punti (0/2 da due, 1/2 da tre), 1 rimbalzo, 2 assist, 2 palle recuperate e 4 perse, 1 fallo in 14’. Maggette 27 (9/13), Randolph 20 (7/11), Crawford 20 (8/17), Azubuike 13. Rimbalzi: Biedrins 12. Assist: Watson 5.
Utah: Okur 23 (7/11), Brewer 21 (8/15), Korver e Millsap 17, Kirilenko 12, Boozer 10. Rimbalzi: Boozer e Brewer 9. Assist: Williams 20.
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MILANO, 2 marzo 2009 - Altra prova straordinaria di Kobe Bryant, ma stavolta non basta a guidare i Lakers al successo: l'ex compagno Shaquille O'Neal guida i Suns, e i gialloviola perdono a Phoenix. Grandi match nella Eastern Conference: Atlanta sfiora l'impresa contro Cleveland, ci riesce invece Detroit che sbanca Boston. Gli Spurs ritrovano Tim Duncan, ma vengono letteralmente travolti in casa dei Portland Trail Blazers.

Phoenix Suns-Los Angeles Lakers 118-111
Una squadra contro due giocatori: alla fine la squadra (seppur priva di Steve Nash e Amar'e Stoudemire) è quella che si impone, e Phoenix costringe i Lakers al 12esimo ko stagionale, malgrado un Bryant straordinario, ben accompagnato da Gasol.Dall'altra parte, però, uno Shaquille O'Neal in un momento di grandissima forma guida i Suns, tornati a correre - ma per davvero - sotto la guida di Alvin Gentry (6-2 il suo record da capo allenatore). Shaq, che questa settimana compirà 37 anni, è diventato il quarto giocatore della storia NBA a segnare almeno 33 punti in due gare consecutive oltre i 35 anni di età: con lui solo Michael Jordan, Karl Malone ed Alex English."Molta gente pensava che io fossi finito, e quando dicevo che ero infortunato nessuno mi credeva. L'anno scorso non stavo bene, adesso sì". Secondo Phil Jackson, la sconfitta è tutta nella differenza di tiri liberi tentati: 26/42 per Phoenix, 19/20 per i Lakers. La partita, comunque, è stata bella ed avvincente: prima metà controllata dai Suns, capaci anche di andare a +15, ma con i Lakers pronti a rientrare e punire gli errori (tripla del -8 di Fisher poco prima dell'intervallo, dopo una rimessa sbagliata), e poi un fenomenale Bryant segnava 17 punti in un parziale di 19-2 in avvio di terzo quarto, dando a L.A. il +5 (75-70). I Suns però ci sono eccome, con Barbosa e soprattutto uno splendido Matt Barnes a dare manforte a O'Neal: è proprio dell'ex Warriors il parziale determinante (7 punti per andare sul +11, 114-103, a 1'26 dalla fine). Phoenix: O'Neal 33 (13/18, 7/12 tl), Barnes 26, Barbosa 22, Hill 17. Rimbalzi: Barnes 10. Assist: Barnes e Barbosa 7.
LA Lakers: Bryant 49 (15/29, 3/9, 10/10 tl), Gasol 30, Ariza 9. Rimbalzi: Bryant 11. Assist: Odom 5.

Boston Celtics-Detroit Pistons 95-105
I Pistons vogliono lanciare un messaggio: "chi pensa che siamo finiti si sbaglia". Lo dimostrano con i fatti, andando a vincere in casa dei campioni in carica dei Celtics, sempre senza Kevin Garnett (ma a Detroit mancava ancora Iverson). "Hanno giocato con lo stesso sistema che avevano sviluppato prima dell'arrivo di Iverson: hanno giocato insieme per anni, sanno bene come giocare l'uno per l'altro", ha commentato Paul Pierce. Per i Pistons è arrivata quindi la seconda vittoria consecutiva, dopo una serie di otto rovesci, e in questi successi è palpabile l'impatto di un Richard Hamilton tornato in quintetto e con le chiavi della squadra. Per coach Curry, però, i problemi non arrivano da Iverson: "Non c'è niente che non va nel modo di giocare di Allen: dobbiamo semplicemente riuscire a giocare con lui alla stessa maniera di come abbiamo fatto stasera". La differenza, probabilmente, 'ha fatta la capacità dei Pistons di eseguire (22 assist contro solo 4 perse) all'interno di un match molto equilibrato, che si è acceso nel finale. Una tripla di Rasheed Wallace ha lanciato un parziale di 13-4 per portare i suoi Pistons avanti sul 94-89. Poi, con una tripla a testa per Hamilton e Tayshaun Prince gli ospiti hanno definitivamente messo a posto le cose, costringendo i Celtics al primo ko interno della stagione contro una formazione della Eastern Conference.
Boston: Pierce 26 (11/17, 0/3, 4/6 tl), Davis 18, Perkins 12, Powe 11, R. Allen 10. Rimbalzi: Pierce, Davis, Perkins e Rondo 6. Assist: Rondo 6. Detroit: Hamilton 25 (4/9, 2/3, 11/12 tl), Prince e Wallace 15, Herrmann 11, McDyess e Stuckey 10. Rimbalzi: Prince 8. Assist: Hamilton 9.

Atlanta Hawks-Cleveland Cavaliers 87-88
Vittoria sul filo di lana per Cleveland, che dopo aver condotto anche di 13 punti (62-49 nel terzo quarto) rischia seriamente di usicre sconfitta dal parquet di Atlanta: gli Hawks, infatti, erano riusciti a ribaltare completamente la partita (con un parziale di 21-7 per finire il terzo periodo), fino al +7 firmato dal tiro libero di Flip Murray (82-75 a 4'24 dalla fine). Da lì è nato però un finale di gara per cuori forti: 5 punti in fila di Varejao rimettevano in sella Cleveland (3'31 da giocare, 82-80 Hawks), ma a 1'42 dalla sirena la tripla di Marvin Williams sembrava dare una nuova spallata al match (87-82). Atlanta però da qui in poi non segna più, e allora è l'altro Williams (il Mo di Cleveland) a firmare il pareggio a quota 87 con la tripla a 47.5 secondi dalla fine. Di rientro dal time-out, e dopo l'errore di Joe Johnson, è LeBron James a giocarsi l'ultimo pallone. Si guadagna due tiri liberi a 1.6 dalla fine per il fallo di Al Horford, ma ne converte solo uno (88-87). Coach Woodson chiama time-out per disegnare l'ultimo gioco della partita: la palla va in angolo per Joe Johnson che però sbaglia il tiro della possibile vittoria, e finisce con la giusta esultanza dei Cavs per un successo difficile e importantissimo per la corsa al primo posto nella Eastern Conference (e al miglior record della Lega).
Atlanta: Johnson 21 (7/15, 1/2, 4/7 tl), Williams e Murray 14, Pachulia 11, Horford 10. Rimbalzi: Horford e Williams 10. Assist: Johnson 4. Cleveland: James 26 (6/13, 2/7, 8/14 tl), Williams 20, Ilgauskas 17, West 12. Rimbalzi: Ilgauskas 11. Assist: James 11.

Portland Trail Blazers-San Antonio Spurs 102-84
Torna in campo Tim Duncan, ma per i San Antonio Spurs è notte fonda sul campo dei Blazers. I quattro volte campioni NBA incassano la seconda sconfitta consecutiva e vengono letteralmente travolti, sotto addirittura di 27 lunghezze all'intervallo di metà partita (64-37), con tutti i buoi già scappati dalla stalla. Per i Blazers è un trionfo, per gli Spurs un delirio: il secondo tempo si gioca per le statistiche e San Antonio riesce a riportare almeno nei canoni della normalità il distacco finale, con Popovich che ha tenuto seduti Duncan e Parker per tutto l'ultimo quarto aspettando serate migliori. Al Rose Garden c'è stata partita solo per Brandon Roy e compagni, che continuano la loro caccia alla vetta della Northwest Division. Portland: Roy 26 (9/13, 2/4, 2/2 tl) ed Aldridge 26 (10/14, 6/8 tl), Blake 15, Frye 12. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Blake 6.
San Antonio: Parker 15 (7/15, 0/1, 1/1 tl), Duncan 14, Mason 13, Hill 10. Rimbalzi: Bonner, Mason e Oberto 4. Assist: Parker e Hill 4.

New Jersey Nets-New Orleans Hornets 96-99
Un grande duello tra Devin Harris e Chris Paul si risolve in favore del secondo, che si porta a casa la vittoria con due recuperi determinanti nel finale. Tra i due litiganti, il terzo gode: e David West firma la sesta doppia doppia nelle ultime otto gare, ed è proprio lui a portare gli Hornets sul +13 in avvio di terzo periodo (58-45), prima dei 15 punti di Harris nella sola terza frazione. Il finale è quilibratissimo: Paul ruba palla ad Harris e mette il tiro del vantaggio Hornets (95-94), poi sempre Paul intercetta un passaggio di Lopez verso Harris, e a 9.6 secondi dalla fine è Butler a mettere i tiri liberi del +3. Harris si prende gli ultimi due tiri tra i 2/2 dalla lunetta di Simmons e Posey, sbagliandoli entrambi: è vittoria per New Orleans.
New Jersey: Carter 26 (6/11, 3/6, 5/5 tl) ed Harris 26 (8/13, 1/7, 7/7 tl), Hayes 13. Rimbalzi: Lopez 12. Assist: Harris 14.
New Orleans: West 32 (10/20, 12/13 tl), Butler 22, Paul 14, Stojakovic 11. Rimbalzi: Chandler 12. Assist: Paul 9.

Minnesota Timberwolves-Houston Rockets 94-105
T'Wolves con Kevin Ollie da playmaker titolare, al posto di Sebastian Telfair (infortunato), mentre dall'altra parte c'è uno splendido Aaron Brooks (record in carriera i suoi 10 assist) a mettere in moto l'attacco dei Rockets. L'assenza di Al Jefferson per Minnesota è devastante (1-8 il record senza il giovane centro), ma dopo un ottimo inizio di gara per Houston (a segno i primi 7 tiri, e 12 dei primi 14 per il vantaggio 25-15) la prima metà è stata comunque equilibrata. Il terzo quarto, però, è dominato dai texani, che mettono insieme un parziale di 17-0 avviato e concluso da Brooks (81-64 a 2'30 dall'ultima pausa). L'ultimo quarto è puramente aneddotico, serve a registrare il massimo vantaggio per gli ospiti a 8'56 dalla fine con un tiro libero a segno di Scola (93-73). Minnesota: Foye 24 (5/12, 4/5, 2/2 tl), Smith 20, Gomes 11, Carney 10. Rimbalzi: Miller e Smith 6. Assist: Miller 5.
Houston: Artest 23 (7/11, 3/4), Brooks 22, Yao Ming 17, Scola 15, Landry 12, Lowry 11. Rimbalzi: Scola e Yao Ming 11. Assist: Brooks 10.

Indiana Pacers-Denver Nuggets 100-94
Bella vittoria per i Pacers, che fermano una delle migliori formazioni (record alla mano) della fortissima Western Conference. I ragazzi di Jim O'Brien concedono agli ospiti solamente il 33% dal campo nella prima frazione, conclusa sul 45-41 (ma solo 17-12 nel secondo quarto). I Nuggets, però, reagiscono e cercano di prendere in mano la gara: finiscono benissimo il terzo quarto, e le triple di Billups, Anthony e Smith li portano addirittura sul +9 (75-66) con 21 secondi sul cronometro della terza frazione. Situazione completamente rovesciata nell'ultimo quarto: con 5 punti in fila di Murphy è Indiana a tentare la fuga (90-84 a 4'35 dalla fine), e sembra fatta quando l'eccellente Jack mette la tripla del +9 (97-88) con 1'38 sul cronometro della partita. Il finale però è combattuto: 4 punti in fila nell'ultimo minuto di Billups regalano l'ultima chance a Denver, ma sul 98-94 J.R. Smith sbaglia la tripla del possibile -1 a 6 secondi dalla fine. I tiri liberi di Jack mettono fine alla contesa.
Indiana: Jack 28 (4/8, 3/6, 11/12 tl), Murphy 22, Daniels 19, Hibbert 10. Rimbalzi: Murphy 18. Assist: Jack 8.
Denver: Billups 27 (7/16, 2/5, 7/7 tl), Anthony 20, Nene 12. Rimbalzi: Andersen 12. Assist: Billups 7.
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NEW YORK, 3 marzo 2009 – Nel super duello tra James (42 punti) e Wade (41) prevale Cleveland che migliora il proprio record a 47-12. Bene New Orleans, Atlanta e San Antonio. Passo indietro di Dallas che cede a Oklahoma City.

Philadelphia 76ers-New Orleans Hornets 91-98
David West è ancora determinante per New Orleans che grazie ai 30 punti e 10 rimbalzi dell’All Star ottiene la quinta vittoria consecutiva. West festeggia dunque il premio di “player of the week” (28.5 punti e 10.5 rimbalzi in quattro partite vincenti) continuando a trascinare l’attacco degli Hornets anche a Philadelphia. West realizza 22 punti nel primo tempo partendo con 6/7 dal campo. Nel secondo tempo viene aiutato maggiromente da Chris Paul (solo 2 punti nel primo tempo) che segna la fondamentale tripla del +6 a 70” dalla fine che taglia le gambe ai Sixers.
Philadelphia: Iguodala 30 (11/18), Miller 28 (12/16), Young 11. Rimbalzi: Devans 8. Assist: Miller 7. New Orleans: West 30 (12/26), Paul, Butler e Posey 16. Rimbalzi: West e Butler 10. Assist: Paul 12. Washington

Washington Wizards-Atlanta Hawks 89-98
Era dalla stagione 1997/98 che Atlanta non completava lo “sweep” contro Washington vincendo tutti e quattro gli scontri diretti. Con questa vittoria firmata Marvin Williams, gli Hawks si portano 4-0 contro i Wizards. L’equilibrio viene spezzato tra il terzo e il quarto periodo con un parziale di 20-6 per Atlanta. “Abbiamo dovuto sforzarci per creare energia all’inizio della gara. Abbiamo mostrato grande forza mentale”, dice il centro degli Hawks Al Horford a proposito del viaggio rocambolesco che ha fatto arrivare la squadra nell’hotel della capitale alle sei di mattina. Per fortuna Bibby e compagni, reduci da 5 sconfitte in 7 partite, hanno di fronte i deludenti Wizards e conquistano ugualmente un successo fortemente voluto che rinforza la quarta posizione in classifica ad Est (34-26). Marvin Williams segna 8 dei primi 10 punti di Atlanta nell’ultimo quarto compresa la tripla dell’81-67.
Washington: Jamison 23 (7/19), McGee 14, Blatche e Songaila 12. Rimbalzi: Jamison e McGee 9. Assist: James . Atlanta: Williams 28 (11/15), Johnson e Horford 16, Smith 13, Pachulia 10. Rimbalzi: Horford 8. Assist: McGuire 9.

Miami Heat-Cleveland Cavaliers 100-107
Un grande duello tra due stelle come LeBron James e Dwyane Wade non delude la platea, ma è James a ridere per ultimo, trascinando i Cavs al successo insieme al secondo violino Mo Williams con una rimonta nell’ultimo quarto. Cleveland riesce a recuperare da -11 e passa in testa a 4’ dal termine con un parziale di 12-0. Williams segna 17 punti nel quarto periodo (con 7/8 dalla lunetta negli ultimi 33”), mentre LBJ chiude con 42 punti, uno in più di Wade. Per Wade si tratta della seconda performance consecutiva da oltre 40 punti, ai quali aggiunge 9 assist, 7 rimbalzi, 7 recuperi e 8 turnover. Il leader di Miami guida la classifica stagionale con otto gare da almeno 40 punti e le 7 palle recuperate sono il suo nuovo career high. Una gara in cui Flash non si è ovviamente risparmiato, ma che ha premiato il suo rivale-amico James, altrettanto motivato dalla sfida. Per i Cavs è una vittoria significativa visto che, come gli Hawks, hanno dovuto sfidare le intemperie la sera precedente dopo la partita vinta ad Atlanta e per un grande ritardo del volo la squadra è arrivata in hotel alle sette di mattina. “Abbiamo dormito tutto il giorno”, ha detto coach Mike Brown.
Miami: Wade 41 (16/30), O’Neal 16, Chalmers 15, Moon 11. Rimbalzi: Haslem 9. Assist: Wade 9. Cleveland: James 42 (13/21), Williams 30 (10/19), Ilgauskas 12. Rimbalzi: Ilgauskas 15. Assist: Williams 7.

Oklahoma City Thunder-Dallas Mavericks 96-87
Brutta figura di Dallas, sconfitta a Oklahoma City dai Thunder privi degli uomini di punta Durant e Green. Gli artefici principali della soprendente vittoria dei Thunder sono Nenad Krstic e il rookie Russel Westbrook (terzo marcatore tra le matricole dietro a Mayo e Rose) che festeggia la prima tripla doppia della sua giovane carriera nba proprio contro il re delle triple doppie Jason Kidd.
Oklahoma City: Krstic 26 (10/16), Weaver 18, Westbrook 17, Sefolosha 15. Rimbalzi: Westbrook 10. Assist: Westbrook 10. Dallas: Nowitzki 28 (10/21), Terry 20 (8/19). Rimbalzi: Singleton 6. Assist: Nowitzki 6.

L.A. Clippers-San Antonio Spurs 78-106
Trascinati dal duo Parker-Duncan gli Spurs hanno vita facile contro i Clippers e si portano a 40-19. Il francese va in doppia doppia con 26 punti e 10 assist e il caraibico è solido con 18 punti (7/11), 12 rimbalzi, 6 assist, 3 palle recuperate e 2 stoppate in soli 28’. San Antonio, seconda migliore squadra nella percentuale da tre, fa soltanto 1/11 nel primo tempo nelle triple, finché Michael Finley scalda la mano e chiude con 4/7. A Tim Duncan invece mancano appena 18 punti per raggiungere Scottie Pippen alla 44esima posizione della classifica marcatori di tutti i tempi.
L.A. Clippers: Jones e Thornton 14, Taylor 13, Camby 12. Rimbalzi: Camby e Taylor 8. Assist: B. Davis 8. San Antonio: Parker 26 (10/19), Duncan 18, Bonner e Finley 14. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 10.
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NEW YORK, 4 marzo 2009 – Belle prestazioni di Belinelli e Bargnani, ma solo Golden State ottiene il successo a Minnesota. I Raptors cedono ai Rockets maglrado i 25 punti di un ottimo Mago.

Houston Rockets-Toronto Raptors 107-97
Toronto incappa nella settima sconfitta delle ultime otto trasferte, ma Andrea Bargnani c’è e finisce come migliore in campo per la squadra canadese. Il Mago e Chris Bosh realizzano entrambi 25 punti, creando molti problemi difensivi a Yao Ming nella prima parte del match, ma i Raptors vengono puniti alla lunga dall’efficacia di Carl Landry e Luis Scola, che sfruttano gli spazi creati dalla difesa di Toronto preoccupata di contenere Yao. Bargnani è impressionante nel primo quarto in cui sorprende il centro cinese tirando con precisione da tre o partendo in palleggio da lontano. Bosh lo imita e i Raptors si ritrovano avanti 17-6 con 10 punti di Bosh e 7 del Mago. Per questo motivo Rich Adelman inserice Landry e passa a zona dopo la seconda di tripla di Bargnani (10-22) riducendo lo svantaggio a -6. Bargnani commette il terzo fallo nel secondo quarto e deve uscire. Intanto Houston prende coraggio e nel secondo quarto domina Toronto tirando con il 64% e chiudendo il primo tempo avanti 57-49. Toronto ha Bosh a quota 16 e Bargnani a 12 punti e 6 rimbalzi, ma un contributo insufficiente dalle riserve. Nel terzo quarto ancora le triple del Mago danno il pareggio ai Raptors per due volte, prima del canestro di Bosh per il sorpasso (64-66). Con Yao in difficoltà i Rockets si riaccendono grazie a Landry e tornano in testa dopo tre quarti (77-72). “Dobbiamo essere sempre aggressivi - spiega Landry, autore del career high di 22 punti -. Se vogliono difendere chiudendo su Yao, noi altri dobbiamo farci avanti”. Nell’ultimo quarto, un gioco da tre punti di Landry e due canestri di fila di Yao contro Bargnani danno il +10 a Houston. I Raptors rispondono grazie a Calderon con 7-0 di parziale per l’86-82, quindi Bosh atterra male e deve uscire per far controllare il solito ginocchio acciaccato. Quando CB4 rientra a un paio di minuti dalla fine Houston è sopra di 12 e non si fa più raggiungere, ottenendo la decima vittoria casalinga consecutiva. Toronto (23-39) invece torna a casa con 3 sconfitte e vede l’ottavo posto sempre più come un miraggio con venti partite rimaste in calendario.
Houston: Landry 22 (7/9), Scola 20 (10/17), Yao 20 (9/16), Wafer 14, Artest 13. Rimbalzi: Scola 16. Assist: Artest e Brooks 5.
Toronto: Bargnani 25 punti (4/8 da due, 5/6 da tre, 2/2 tl), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 palla persa e 1 recuperata, 3 stoppate e 4 falli in 34’. Bosh 25 (11/22), Marion 18, Calderon 10. Rimbalzi: Marion 9. Assist: Calderon 16.

Minnesota Timberwolves-Golden State Warriors 84-118
I Warriors tornano al successo dopo le ultime tre sconfitte e Marco Belinelli è uno dei protagonisti del match già nel primo quarto, durante il quale realizza 11 punti mettendo in evidenza le sue doti da tiratore. L’attacco di Golden State va a nozze contro la difesa approssimativa di Minnesota che tarda a chiudere sui tiri degli avversari. Belinelli sbaglia le prime tre conclusioni, ma è letale dalla lunga distanza. La sua prima tripla va a bersaglio e nel primo quarto ne infila altre due. Il suo undicesimo punto regala il +18 (13-31) ai Warriors che entrati in fretta in ritmo controllano il match alla fine del primo quarto (18-36) e ancor di più all’intervallo (37-66). Dopo 2/2 dalla lunetta di Belinelli all’inizio del secondo tempo e l’unica tripla sbagliata, Don Nelson è soddisfatto del contributo dell’azzurro e lo rimanda in panchina per dare spazio alle riserve. Minnesota non prova nemmeno a reagire e nel secondo tempo è una formalità per i Warriors mantenere il distacco. Dopo il turno di riposo avuto domenica scorsa, Stephen Jackson è il top scorer della gara con 23 punti. I Warriors chiudono con 10/20 da tre (3/3 di Anthony Morrow).
Minnesota: Foye 19, Love 18, Gomes 16, Miller 11. Rimbalzi: Love 14. Assist: Miller 4.
Golden State: Belinelli 13 punti (1/4 da due, 3/4 da tre), 1 assist, 1 palla persa, 3 falli in 17’. Jackson 23 (7/16), Morrow 17, Maggette 16, Crawford 11, Biedrins 10. Rimbalzi: Biedrins 13. Assist: Jackson 6.
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NEW YORK, 5 marzo 2009 – I Cleveland Cavaliers sono la prima franchigia ad agguantare i playoff. Paul Pierce e Ray Allen firmano il successo di Boston a New Jersey. Dallas e Utah superano San Antonio e Houston. Nella sfida tra gli ex compagni Dwyane Wade e Shaquille O’Neal, è Wade a rubare la scena con 35 punti e 16 assist per la vittoria di Miami.

Chicago Bulls-Golden State Warriors 110-88
I Warriors aprono il match in modo promettente portandosi avanti 20-6 (per Belinelli due triple nel primi 12’), ma dopo il primo quarto Chicago prende il controllo dalla gara e i Warriors si arrendono con un reparto lunghi quasi inesistente. Brad Miller e Noah fanno la figura di due leoni. "Partita orribile da parte di tutti - dice Nelson -. Non c’è stato un solo giocatore dopo il primo quarto degno di appartenere al roster".
Chicago: Salmons 23 (7/14), Miller 19, Gordon 15, Rose e Noah 14, Hinrich 13.. Rimbalzi: Noah 17. Assist: Rose e Hinrich 6.
Golden State: Belinelli 10 punti (2/3 da due, 2/5 da tre), 2 assist, 1 palla recuperata, 2 falli in 22’. Jackson 19, Maggette 14, Crawford 11. Rimbalzi: Randolph e Maggette 10. Assist: Jackson 6.

Cleveland Cavaliers-Milwaukee Bucks 91-73
Con 23 punti di LeBron James e 8 palle recuperate da Delonte West, i Cavs battono Milwaukee (squadra che affronterebbero al primo turno se i playoff iniziassero oggi) e si assicurano con largo anticipo un posto nei playoff. Grazie al record di 48-12, Cleveland raggiunge i playoff per la quarta volta consecutiva, ma i festeggiamenti sono rimandati: “Sapevamo che avremmo raggiunto questo obiettivo - dice James dopo la gara -. Se non fosse successo sarebbe stato un disastro”. Dopo i 55 punti rifilati ai Bucks il 20 febbraio, LBJ si accontenta di effettuare appena 11 tiri. Cleveland è 4-0 nelle sfide stagionali contro i Bucks.
Cleveland: James 23 (7/11), Williams 15, Ilgauskas 14, West 13, Szczerbiak 11. Rimbalzi: Varejao 9. Assist: James e West 4.
Milwaukee: Jefferson 29 (10/20), Mbah a Moute 12, Sessions 10. Rimbalzi: Villanueva 8. Assist: Sessions 8.
Miami Heat-Phoenix Suns 135-129
Il ritorno di Shaquille O’Neal a Miami viene oscurato da un fantastico Dwyane Wade, autore di 35 punti e del suo record in carriera di 16 assist. “Si capiva che Dwyane ci teneva a mostrare che le cose vanno piuttosto bene anche se non c’è più il Big Fella nel mezzo”, osserva il suo compagno Cook. Flash gioca a nascondersi dopo il match: “Non si tratta di parlare del ritorno di Shaq. Avevamo un gran bisogno di questa vittoria”. Wade non si nasconde per nulla in campo e nel finale riesce a mandar fuori O’Neal grazie a due penetrazioni che costringono il colosso dei Suns a fermarlo fallosamente.
Miami: Wade 35 (13/21), Beasley 28 (10/16), Cook 27, Moon 15, Chalmers 14. Rimbalzi: Beasley 9. Assist: Wade 16.
Phoenix: Nash 29 (12/17), Richardson e O’Neal 22, Barnes 19, Hill 13. Rimbalzi: O’Neal 8. Assist: Nash 10.

New Jersey Nets-Boston Celtics 111-115
I Celtics si fanno raggiungere negli ultimi minuti dai tenaci Nets sprecando un vantaggio di 13 punti, ma Paul Pierce decide l’incontro con un perfetto jumper a 21” dalla fine. “La nostra forza è nell’esecuzione precisa dei giochi. Nel finale abbiamo solo sfruttato la nostre capacità”, spiega Pierce, una garanzia quando la palla scotta. Prima di lui, Ray Allen aveva risposto a una tripla di Carter con un canestro da tre, anche questo nato da uno schema preparato nel timeout. L’ex stella locale Stephon Marbury chiude con 0/2 al tiro giocando tra i fischi del pubblico.
New Jersey: Carter 34 (13/21), Harris 25 (7/21), Hayes 16, Lopez 10. Rimbalzi: Lopez 5. Assist: Harris 11.
Boston: Pierce 31 (12/14), Rondo 20, Perkins 17, R. Allen 16. Rimbalzi: Perkins 13. Assist: Rondo e Pierce 5.

Oklahoma City Thunder-Washington Wizards 88-83
Con i canestri fondamentali di Westbrook e Sefolosha, i Thunder si aggiudicano nel finale lo scontro con i Wizards. “Con Jeff e Kevin out, ogniuno ha dovuto darsi da fare e giocare di squadra - commenta Westbrook a proposito dell’assenza di Green e Durant -. Tutti hanno giocato bene sia in difesa che in attacco”.
Oklahoma City: Krstic 18, Sefolosha 15, Westbrook, Weaver e Collison 12. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Westbrook 8.
Washington: Jamison 29 (9/20), Blatche e Songaila 14. Rimbalzi: Jamison 10. Assist: McGuire 6.

Dallas Mavericks-San Antonio Spurs 107-102
La sfuriata di Mark Cuban in seguito all’imbarazzante ko ad Oklahoma City dà la sveglia ai Mavs che superano San Antonio con 29 punti di Josh Howard (autore anche di un canestro determinante nel finale) e la tripla decisiva di Jason Kidd a 31’ dalla sirena. Erik Dampier chiude con 4 stoppate e limita Duncan a 7/21 dal campo.
Dallas: Howard 29 (10/15), Nowitzki 24 (9/15), Kidd 17. Rimbalzi: Nowitzki 12. Assist: Kidd 9.
San Antonio: Parker 37 (15/25), Mason 23 (7/13), Duncan 19, Bonner 11. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Duncan 5.

Utah Jazz-Houston Rockets 101-94
Venti punti e 17 rimbalzi di Carlos Boozer lanciano Utah al successo contro i Rockets. Deron Williams segna 10 punti nell’ultimo quarto, compreso un jumper a 21” dalla fine con Houston sotto di tre.
Utah: Williams 26 (11/19), Boozer 20, Brewer 19, Okur 16. Rimbalzi: Boozer 17. Assist: Williams 14.
Houston: Artest 25 (9/19), Yao 19, Lowry 14, Scola 13. Rimbalzi: Yao 7. Assist: Yao 6.

Portland Trail Blazers-Indiana Pacers 107-105
Indiana inizia l’ultimo quarto a +10, ma Portland sorpassa con 12-0 di parziale. Il risultato si decide nell’ultimo secondo dopo la schiacciata di Marquis Daniels per il pareggio a 11” dalla fine. È Brandon Roy a regalare la vittoria ai Blazers procurandosi due tiri liberi (2/2) con un secondo da giocare.
Portland: Roy 28 (10/19), Aldridge 21, Outlaw 21, Przybilla 10. Rimbalzi: rzybilla 12. Assist: Fernandez 4.
Indiana: Daniels 28 (11/19), Ford 24 (11/22), Jack 17, Murphy 11, Hibbert 10. Rimbalzi: Murphy 13. Assist: Ford 5.

L.A. Clippers-Memphis Grizzlies 95-118
Marc Gasol esplode allo Staples Center in una gara da 20 punti (7/8), 8 rimbalzi, 10 assist, 3 palle recuperate e 3 stoppate (anche 5 turnover). L’altro protagonista della schiacciante vittoria di Memphis è Rudy Gay, autore di 35 punti, 8 rimbalzi e 4 assist.
L.A. Clippers: Thornton 25 (9/17), B. Davis 16, Taylor 15, Novak 10. Rimbalzi: Jordan 9. Assist: B. Davis 7.
Memphis: Gay 35 (12/22), Gasol 20, Mayo 18, Warrick 17. Rimbalzi: Gay e Gasol 8. Assist: Gasol 10.
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