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Old 06-01-2009, 14:11   #31
Kharis2
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NEW YORK, 6 gennaio 2009 – Bargnani e Belinelli sono entrambi sconfitti in trasferta. Per Belinelli un magro bottino di 7 punti in 16 minuti. Va meglio al Mago (21 punti e 8 rimbalzi), tornato ad essere protagonista da quando Jermaine O’Neal si è bloccato. Vincono Spurs, Nets e Nuggets. Carmelo Anthony si è fratturato la mano destra.

Milwaukee Bucks-Toronto Raptors 107-97
I Toronto Raptors soccombono sotto i colpi di Michael Redd (massimo stagionale di 35 punti) e dell’ex Charlie Villanueva, che infila 13 punti nell’ultimo decisivo quarto, rimpiazzo positivo dell’assente Bogut. “Segno sempre quando affronto Toronto - dice Villanueva che nelle ultime 5 sfide contro i Raptors ha tenuto una media 23 punti, 10 sopra la sua media in carriera -. Dovremmo sempre giocare contro di loro”. Toronto incassa una sconfitta che poteva essere evitata secondo l’opinione di Parker e Bosh. Il primo è deluso perché “questa era senz’altro una gara abbordabile”, mentre secondo CB4 “potevamo essere più aggressivi”. Bosh chiude con 31 punti e un fantastico 12/14 al tiro, seguito da Andrea Bargnani, che si conferma capace di realizzare bottini importanti quando gli viene concesso un largo minutaggio. Con O’Neal fuori dai giochi, Bargnani si sente più coinvolto, gioca con maggiore entusiasmo e decisione, diconseguenza le percentuali e il rendimento salgono. Il Mago, in grande serata da dietro l’arco, ha messo a segno 5 triple su 6 tentativi ed ha chiuso con 21 punti, a cui ha aggiunto 8 rimbalzi.
Milwaukee: Redd 35 (11/20), Villanueva 25 (11/22), Bell e Sessions 11. Rimbalzi: Mbah a Moute 11. Assist: Sessions 8.
Toronto: Bargnani 21 punti (2/7 da due, 5/6 da tre, 2/2 tl), 8 rimbalzi, 2 assist, 1 palla persa, 1 stoppata, 1 fallo in 37’. Bosh 31 (12/14), Parker 12, Ukic 11. Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Solomon 11.

Utah Jazz-Golden State Warriors 119-114
Marco Belinelli inizia in quintetto base, ma gioca solo 16 minuti in concomitanza con il ritorno di Corey Maggette, tornato disponibile dopo 15 gare da spettatore. Belinelli chiude con 7 punti e 2/5 dal campo con due triple realizzate, mentre Maggette si rende subito protagonista con 23 punti e 13/16 dalla lunetta. Don Nelson tiene in campo il positivo Jamal Crawford per 48 minuti e per Belinelli lo spazio si restringe, malgrado l’infortunio a Stephen Jackson alla fine del primo tempo (stiramento alla coscia). I Warriors perdono sul difficile campo di Utah per la quarta volta in cinque partite. I Jazz sono spinti dalla grande regia di Deron Williams (25 punti e 15 assist), e dal finale importante di Ronnie Brewer che segna 7 punti nelle fasi cruciali.
Utah: Williams 25 (9/15), Okur 20, Millsap 19, Brewer 13, Koufos 11. Rimbalzi: Millsap 14. Assist: Williams 15.
Golden State: Belinelli 7 punti (0/1 da due, 2/4 da tre, 1/3 tl), 1 assist, 2 palle perse, 1 fallo in 16’. Crawford 28 (10/20), Maggette 23 (5/9, 13/16 tl), Jackson 15, Biedrins 14. Rimbalzi: Biedrins 17. Assist: Crawford 6.

Miami Heat-San Antonio Spurs 84-91
San Antonio ottieme a Miami il successo numero 14 delle ultime 17 gare, conducendo sempre l’incontro, tranne un possesso. Insieme a Duncan si rivela fondamentale l’apporto di George Hill, autore di 15 punti in 17 minuti. Manu Ginobili mette in cassaforte il risultato con una stoppata spettacolare su Wade a 1’33” dalla fine: “La giocata chiave del match - secondo coach Spoelstra -. È un giocatore atletico ed è stata un gande stoppata”. L’azione di Ginobili permette a Mason di segnare il canestro in jumper che chiude l’incontro.
Miami: Wade 24 (10/26), Beasley e Marion 15, Haslem 10. Rimbalzi: Beasley 12. Assist: Wade 10.
San Antonio: Duncan 19 (7/15), Hill 15, Bonner e Mason 11, Ginobili 10. Rimbalzi: Duncan 9. Assist: Parker 7.

New Jersey Nets-Sacramento Kings 98-90
New Jersey soffre nel primo tempo non riuscendo a contenere il cecchino Kevin Martin che segna a raffica realizzando 25 punti nei primi due quarti. Alla ripresa i Nets devono fare a meno di Devin Harris (ancora problemi alla coscia), per incanto Yi Jianlian (10 punti nel terzo quarto) sospinge l’attacco insieme a Carter e la gara torna in equilibrio, mentre Martin è limitato a 1/6 nella terza frazione. La grande difesa di Dooling blocca ancora la guardia dei Kings nell’ultimo quarto, e tutto il quintetto di Frank difende efficacemente. Al resto ci pensa Vince Carter, trascinatore dell’attacco dei Nets nel finale. Carter chiude con 29 punti, 9 rimbalzi e 7 assist, mentre l’ottimo Yi va in doppia doppia (22 e 13).
New Jersey: Carter 29 (9/18, 9/11 tl), Yi 22 (8/14), Hayes 12. Rimbalzi: Yi 13. Assist: Carter e Harris 7.
Sacramento: Martin 36 (11/21, 10/11 tl), Thompson 12, Garcia 10. Rimbalzi: Thomas 8. Assist: Miller 8.

Denver Nuggets-Indiana Pacers 135-115
Denver piazza 135 punti in faccia ai Pacers e stravince, ma perde Carmelo Anthony per una frattura alla mano destra che verrà esaminata da uno specialista nella giornata odierna. Anthony riesce a distribuire il suo record stagionale di 9 assist con la mano fratturata, prima di abbandonare il campo dolorante nell’ultimo quarto. I Nuggets dopo aver raggiunto un vantaggio di 20 punti in fretta, si fanno riagganciare su un layup di Granger (80-80), poi allungano di nuovo nell’ultimo quarto (38-23 il parziale).
Denver: Martin 25 (9/13), Billups 24 (6/15), Anthony 21 (8/12), Nene 18, Kleiza 11, Smith 10. Rimbalzi: Andersen 9. Assist: Billups 11.
Indiana: Granger 36 (11/22), Jack 17, Graham 16, Murphy 15, Hibbert 10. Rimbalzi: Murphy 12. Assist: Jack 7.
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Old 07-01-2009, 12:12   #32
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NEW YORK, 7 gennaio 2009 – Quinto k.o. in sette partite per i Boston Celtics che cedono a Charlotte dopo un supplementare. Anche i Lakers perdono a Los Angeles contro New Orleans degli stellari West e Paul. Bene i Sixers di un ottimo Iguodala. Male New York e Houston, mentre Dirk Nowitzki (34) salva Dallas da una brutta figura contro i Clippers.

Charlotte Bobcats-Boston Celtics 114-106 (dts)
Dopo aver vinto 19 partite di fila e aver raggiunto un record di 27-2, i Celtics stanno attraversato un periodo di difficoltà ed ogni avversario cerca di approfittarne. Così è stato anche a Charlotte, dove le guardie Felton e Augustin hanno guidato la carica dei Bobcats culminata con la vittoria al supplementare. I campioni in carica hanno subìto il quinto ko in sette incontri. La famosa difesa dei Celtics è diventata vulnerabile, complice forse un calo fisico di Boston, e gli avversari adesso raddoppiano le energie contro i campioni in carica: “Arrivano e cercano di intimidirti - commenta il rookie DJ Augustin -. Ma se tu non ti tiri indietro, alla fine li puoi piegare”.
I Celtics, sotto di 10 punti nel terzo quarto, conquistano l’overtime con un jumper di Paul Pierce a 3” dalla fine, ma i 5 minuti supplementari sono dominati da Charlotte. “Miglioreremo – dice Garnett –. Siamo una squadra di grande carattere, stiamo solo trovando avversari che giocano al massimo”.
Charlotte: Felton 25 (9/17), Wallace 23 (7/17), Augustin 20, Diaw 15, Okafor e Morrison 13. Rimbalzi: Okafor 17. Assist: Felton 8.
Rimbalzi: Okafor 14. Assist: Felton 7.
Boston: Pierce 28 (11/19), R. Allen 20 (7/20), Rondo 16, Garnett 14. Rimbalzi: Garnett 13. Assist: Rondo 6.

L.A. Lakers-New Orleans Hornets 105-116
David West e Kobe Bryant danno spettacolo allo Staples Center, ma gli Hornets si aggiudicano la sfida con un parziale di 15-0 nell’ultimo quarto targato West, il quale mette a segno 15 punti nel quarto periodo. West è fenomenale quando conta, ma anche Chris Paul non è da meno con 32 punti e 15 assist, e gli Hornets vincono contro un grande Kobe Bryant a cui è mancato il supporting cast.
L.A. Lakers: Bryant 39 (14/22), Fisher 19, Odom 12, Gasol 10. Rimbalzi: Gasol e Bynum 8. Assist: Bryant 7.
New Orleans: West 40 (14/23, 12/13 tl), Paul 32 (11/24), Chandler 12, Butler 10. Rimbalzi: West 11. Assist: Paul 15.

Philadelphia 76ers-Houston Rockets 104-96
Al ritorno da una fallimentare trasferta, i Sixers tornano al successo battendo Houston trascinati da Andre Iguodala. “È stata più di una di una semplice vittoria per il nostro morale - ha detto Iguodala -. Sto cominciando a prendere ritmo e a trovare quel feeling che cerco dall’inizio del campionato”. Iguodala ha superato quota venti nelle ultime 4 partite. Senza Ron Artest la difesa dei Rockets non è stata all’altezza: “Non so il motivo, ma la nostra difesa ha fatto un passo indietro. In passato era il nostro punto di forza. Comunque giocassimo in attacco, la difesa era la nostra garanzia”, ha dichiarato McGrady.
Philadelphia: Iguodala 28 (12/19), Williams 15, Green 14. Rimbalzi: Speights 8. Assist: Miller e Williams 8.
Houston: Scola 18, McGrady, Yao, Wafer e Landry 14. Rimbalzi: Scola 17. Assist: McGrady 9.

Orlando Magic-Washington Wizards 89-80
Caron Butler realizza 29 punti nel secondo tempo dopo lo 0/5 nei primi due quarti, ma Orlando respinge la rimonta dei Wizards (83-80) che recuperano da -17. Dwight Howard è autore di una doppia doppia da 15 punti e 16 rimbalzi, la 15º della stagione, e in questa categoria guida la classifica nba. Washington è ora 0-3 nei confronti diretti contro i Magic.
Orlando: Turkoglu 22 (6/12), Howard 15, Nelson 14, Lewis 12. Rimbalzi: Howard 16. Assist: Turkoglu 7.
Washington: Butler 29 (12/24), Jamison 13. Rimbalzi: Jamison 9. Assist: James e Butler 5.

Memphis Grizzlies-Minnesota Timberwolves 87-94
Randy Foye fa la differenza nel finale con la tripla decisiva e con una stoppata impressionante su OJ Mayo, e Minnesota regge l’urto contro i Grizzlies in recupero. Minnesota vince per la terza volta consecutiva e Foye elenca i motivi del successo: “È stato merito della difesa, dei rimbalzi e della comunicazione tra compagni in campo”.
Memphis: Warrick 22 (7/16), Mayo 20 (7/18), Gasol 13, Gay 12. Rimbalzi: Mayo 8. Assist: Lowry e Mayo 5.
Minnesota: Foye 23 (7/13), Jefferson 19, Smith 15, Gomes 14, Telfair 10. Rimbalzi: Jefferson 12. Assist: Telfair 9.

Oklahoma City Thunder-New York Knicks 107-99
Dopo aver rischiato di buttare al vento 23 punti di scarto, i Thunder si ricompongono nel finale e vincono la quinta partita stagionale con una doppia doppia di un solido Kevin Durant. Mike D’Antoni dà la colpa della sconfitta alla minore intensità dei suoi giocatori rispetto alla vittoria contro Boston: “È un processo graduale, imparare a vincerne due di fila, o quattro o dieci. Bisogna avere la mentalità che nient’altro conta nelle prossime due ore”.
Oklahoma City: Durant 27 (11/16), Green 27 (8/16), Westbrook 22, Mason 13. Rimbalzi: Durant 12. Assist: Westbrook 9.
New York: Harrington 21 (8/15), Duhon 18, Lee 14, Robinson 12, Richardson e Chandler 11. Rimbalzi: Lee 13. Assist: Duhon 6.

Chicago Bulls-Sacramento Kings 99-94
Con 24 punti di Ben Gordon, i Bulls tornano a vincere dopo le ultime tre sconfitte. Chicago chiude con soltanto il 38% dal campo e vince grazie ai punti dalla lunetta (33/36 per il 92%). Nonostante 29 punti di Kevin Martin, i Kings vanno ko per la decima volta in undici partite.
Chicago: Gordon 24 (6/14, 11/11 tl), Gooden 18, Rose 16, Thomas 14. Rimbalzi: Gooden 10. Assist: Rose 8.
Sacramento: Martin 29 (8/15, 11/14 tl), Miller 18, Salmons 12. Rimbalzi: Miller 12. Assist: Udrih 5.

Dallas Mavericks-L.A. Clippers 107-102
I Mavs si salvano da una brutta figura contro i Clippers grazie a due giocate chiave di Nowitkzi nelle fasi finali del match, una stoppata e il jumper del sorpasso nell’ultimo minuto. “Terribile. Avevamo un buon vantaggio e ci siamo fermati - dice il tedesco -. In attacco facevano quello che volevano e non riuscivamo a difendere”. Dallas evita la sconfitta contro i deboli Clippers con un parziale di 11-1 nel finale di gara.
Dallas: Nowitzki 34 (13/23), Howard 22 (10/20), Bass 13, Wright 10. Rimbalzi: Kidd 10. Assist: Kidd 8.
L.A. Clippers: Gordon 32 (9/18, 13/15 tl), Thornton 25 (9/24), Collins 17, Skinner 11. Rimbalzi: Camby 19. Assist: Gordon 6.
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Old 08-01-2009, 15:22   #33
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NEW YORK, 8 gennaio 2009 - Boston perde anche in casa contro Houston. Passeggiate di Cleveland, Minnesota e Utah. Danny Granger segna 37 punti e il canestro della vittoria di Indiana allo scadere. Portland supera Phoenix con il canestro vincente di Outlaw.

Boston Celtics-Houston Rockets 85-89
Va tutto storto in questo periodo a Boston e ora i Celtics perdono anche in casa. Von Wafer realizza la tripla decisiva a 44" dal termine e Houston conquista il Boston Garden, costringendo i Celtics al sesto ko in otto incontri. Houston vince trascinata da Yao Ming, che spende belle parole per il compagno Aaron Brooks: “Aaron ha segnato canestri importanti nel quarto periodo. Questa è una grande vittoria per noi perché abbiamo un forte rispetto per Boston”. Il record di Celtics è di 18-2 in casa e 11-6 in trasferta.
Boston: Pierce 26 (7/14), Garnett 18, R. Allen 13, Davis 12. Rimbalzi: Garnett 8. Assist: R. Allen 6. Houston: Yao 26 (10/13), Brooks 19, Artest 17, (8/21), Wafer 12. Rimbalzi: Yao e Hayes 8. Assist: Artest e Brooks 4.

Milwaukee Bucks-Philadelphia 76ers 105-110
I Sixers ottengono una rara vittoria in trasferta grazie ad Andre Miller che corona una buonissima prestazione da 28 punti, 9 rimbalzi e 6 assist con una tripla determinante in faccia a Redd a 28” dalla sirena. Sotto di 10 lunghezze con una decina di minuti da giocare, Philadelphia si scatena da tre rendendo felice coach DiLeo: “Stasera abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Voglio che i ragazzi abbiano fiducia e sicurezza al tiro. Sanno di avere semaforo verde e libertà di tirare ogni volta che sono smarcati”, ha detto DiLeo.
Milwaukee: Jefferson 27 (10/19), Villanueva 26 (9/15), Redd 20, Ridnour 11. Rimbalzi: Bogut 12. Assist: Ridnour 6. Philadelphia: Miller 28 (8/13), Iguodala 20, Williams 12, Young 10. Rimbalzi: Villanueva 7. Assist: Redd 7.

Cleveland Cavaliers-Charlotte Bobcats 111-81
I Cavs demoliscono i Bobcats portando il record casalingo a 18-0, con LeBron James che segna 21 punti prima di accomodarsi in panchina a riposare durante il garbage time nell’ultimo quarto. Cleveland fa capire di essere pronta per il big-match di venerdì quando ospiterà i Boston Celtics per una sfida che vale la supremazia nella Eastern Conference. I Celtics hanno battuto i Cavs (90-85) nella gara d’apertura del campionato. Cleveland: James 21 (9/16), Williams, Gibson e Szczerbiak 15, Varejao 14. Rimbalzi: Wallace 9. Assist: James 8. Charlotte: Felton 15, Wallace 14, Singkletary 13, Augustin 11. Rimbalzi: Diaw 8. Assist: Diaw 6.

Atlanta Hawks-Orlando Magic 102-106
Nei i primi tre quarti, Oralndo non sbaglia quasi nulla e arriva a +21, poi si inceppa nel quarto periodo dove non ne combina una giusta, ma fortunatamente per Turkoglu e compagni il vantaggio è tale da poter terminare la gara in testa. I Magic (28-8) confermano contro la rivale nel girone Atlanta (22-12) il predominio nella Southeast Division.
Atlanta: Smith 21 (10/15), Bibby 17 (7/12), Williams 16, Murray 14, Johnson 13. Rimbalzi: Horford 13. Assist: Bibby e Johnson 9. Orlando: Howard 23 (8/12, 7/13 tl), Turkoglu e Lewis 20, Nelson 15, Lee e Redick 11. Rimbalzi: Howard 19. Assist: Turkoglu 8.

New Jersey Nets-Memphis Grizzlies 100-89
I Nets, privi del miglior realizzatore Devin Harris, vincono la terza gara di fila in casa, avendo vita facile contro Memphis. Vince Carter divide con Dooling il compito di guidare la squadra e chiude con 12 assist, segnano 17 punti nel primo tempo. New Jersey parte forte e la partita fila via liscia per i ragazzi di Lawrence Frank.
Memphis: Mayo 26 (9/20), Gay 23 (9/18), Gasol 14, Warrick 10. Rimbalzi: Gasol 10. Assist: Lowry e Mayo 3. New Jersey: Carter 25 (6/11, 12/14 tl), Yi 20, Lopez 17, Simmons 12. Rimbalzi: Lopez e Hayes 8. Assist: Carter 12.

Minnesota Timberwolves-Oklahoma City Thunder 129-87
L’avversario non era dei migliori, ma Minnesota si conferma in ripresa e allunga a 4 partite la striscia vincente. Al Jefferson è come sempre protagonista, ed è affiancato da un grande Randy Foye, autore di 32 punti nei primi tre quarti.
Minnesota: Foye 32 (10/16), Jefferson 21 (8/14), Love 16, Smith e Carney 14. Rimbalzi: Jefferson 13. Assist: Foye 6. Oklahoma City: Collison 17, Westbrook 16. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Westbrook 12.

Denver Nuggets-Miami Heat 108-97
No Melo, no problem per i Nuggets al settimo successo nelle ultime otto gare. Kleiza, Billups e Smith si dividono la torta in fase realizzativa e segnano 21 punti ciascuno. La prima volta senza Anthony dopo la frattura a un dito della mano destra che lo terrà fuori almeno tre settimane viene assorbita da Denver, le cui tre guardie a turno colpiscono da tre ogni volta che Miami si riavvicina.
Denver: Billups 21 (7/13), Smith 21 (8/14), Kleiza 21 (6/13), Martin e Nene 14. Rimbalzi: Martin 8. Assist: Carter 9. Miami: Wade 31 (13/23), Marion 25 (9/16), Chalmers e Beasley 12. Rimbalzi: Marion 13. Assist: Chalmers 7.

Phoenix Suns-Indiana Pacers 110-113
I Pacers fanno fuori Phoenix grazie a un canestro da tre allo scadere di Danny Granger, che con la tripla finale pareggia il proprio career high di 37 punti. Mike Dunleavy, autore del passaggio che innesca la tripla di Granger dichiara dopo la partita: “Abbiamo eseguito esattamente il gioco disegnato dal coach. Abbiamo trovato la prima opzione e Danny non ha deluso. Un gran tiro, vincere così è stata la ciliegina sulla torta”.
Phoenix: Stoudemire 26 (5/10, 16/18 tl), O’Neal 15, Richardson 14, Barbosa 14. Rimbalzi: Stoudemire e O’Neal 7. Assist: Nash 9. Indiana: Granger 37 (13/271), Dunleavy 14, Graham 13, Murphy 12. Rimbalzi: Foster 9. Assist: Granger 6.

Utah Jazz-New Orleans Hornets 116-90
Approfittando degli Hornets stanchi per la gara della sera precedente a L.A., i Jazz bloccano l’attacco avversario permettendo soltanto a Paul di fare la sua solita partita. Utah tiene New Orleans ad appena due canestri in azione nel secondo quarto e allunga senza pietà per gli avversari.
Utah: Millsap 27 (9/15), Okur 20, Korver 15, Kirilenko 13. Rimbalzi: Millsap 14. Assist: Williams 8. New Orleans: Paul 26 (10/18), West 13, Posey 11. Rimbalzi: West 6. Assist: Paul 7.

Portland Trail Blazers-Detroit Pistons 84-83
Travis Outlaw mette a segno un canestro in fadeway a 9” dalla sirena che sorpassa Detroit nel punteggio e interrompe la striscia di 7 vittorie dei Pistons. I Blazers recuperano dal -14 e nell’ultimo minuto ringraziano Allen Iverson che sbaglia le ultimi due conclusioni di Detroit.
Portland: Aldridge 26 (11/21), Outlaw 14, Fernandez 13, Blake 10. Rimbalzi: Przybilla 7. Assist: Blake 10. Detroit: Prince 26 (13/21), Iverson 14, Stuckey 13. Rimbalzi: McDyess 11. Assist: Stuckey e Iverson 7.
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NEW YORK, 10 gennaio 2009 - Cleveland mette il dito nella crisi di Boston e allunga la straordinaria serie di successi casalinghi (ora sono 19, senza sconfitte), i Lakers si affidano a un Bryant versione super (suoi gli ultimi 11 punti di Los Angeles) per domare Indiana.

Cleveland Cavaliers-Boston Celtics 98-83
Adesso è ufficiale, Cleveland può fare paura anche alle più grandi per il discorso titolo. Vero che i Celtics sono alla settima sconfitta sulle ultime nove uscite, ma è altrettanto vero che LeBron e compagni sono la decima squadra della storia NBA a vincere le prime 19 gare casalinghe e appaiono in continuo progresso. Le dimensioni della vittoria non lasciano dubbi, così come la prestazione di James (che ha spazzato via Paul Pierce) lo stracandida, se servissero altre conferme, come MVP stagionale. I Cavs hanno chiuso avanti di 10 il primo quarto (33-23) tirando benissimo, con 13/18 dal campo e senza il miglior James, che arriva nella ripresa. Il "Prescelto", infatti, segna 23 punti dopo l'intervallo, cancellando dal campo il diretto interessato (4/11 al tiro per Pierce) e portando i suoi fino al +20 (con il tiro libero di Ben Wallace - mandato in lunetta per 5 possessi in fila - a segno per il 91-71). "Vogliamo continuare a vincere in casa e soprattutto a migliorare, credo che stasera lo abbiamo fatto", ha detto James. "Mettiamola così, abbiamo ancora dei 'soldi in banca' dovuti alla striscia di 19 vittorie che abbiamo fatto, e in queste settimane abbiamo dovuto 'ritirare' qualcosa di troppo dal nostro conto. Non mi piace quello che stiamo attraversando, ma lo supereremo. Quando? Questo non lo so", ha detto il coach biancoverde, Doc Rivers.
Cleveland: James 38 (10/18, 3/7, 9/9 tl), Varejao 14, Williams 13, Gibson 10. Rimbalzi: Varejao 9. Assist: James 6.
Boston: Garnett 18 (8/15, 2/2 tl), Perkins 13, R. Allen 12, Pierce 11. Rimbalzi: Garnett 15. Assist: Rondo 13.

Los Angeles Lakers-Indiana Pacers 121-119
Ci è voluto il miglior Kobe Bryant per permettere ai Lakers di superare Indiana. La superstar gialloviola ha segnato gli ultimi 11 punti dei suoi, compreso il tiro della vittoria a 3 secondi dal termine, dopo il pareggio degli ospiti con la tripla di Mike Dunleavy. "Stasera non siamo proprio riusciti a fermarlo", ha detto Danny Granger, al termine di una sfida dal punteggio irreale nella prima metà (68-66 all’intervallo ma già 41-36 dopo il primo quarto) e che i Lakers sembravano aver chiuso alla fine del terzo quarto, con un parziale di 11-2 (9 di Bryant) per il 96-84. Bravi i Pacers a non mollare, Kobe, però, è stato più bravo di loro.
LA Lakers: Bryant 36 (9/16, 1/4, 15/17 tl), Gasol 21, Bynum 20, Ariza e Powell 10. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Bryant 13.
Indiana: Granger 28 (6/9, 2/8, 10/11 tl), Murphy 24, Dunleavy 22, Hibbert 11, Graham 10. Rimbalzi: Muprhy 6. Assist: Jack 8.
Phoenix Suns-Dallas Mavericks 128-100
40 punti nel terzo quarto hanno "demolito" Dallas, per usare il termine che a fine gara ha impiegato il coach ospite Rick Carlisle. Una grande prova di Shaquille O’Neal, in appena 27 minuti giocati, ha lanciato Phoenix: "Se riusciamo ora a essere costanti nel produrre questo livello di gioco, allora riusciremo a fare grandi cose", ha detto poi il “Grande Aristotele”, che ha segnato 19 punti nel primo tempo ("Ho riguadagnato la forma, mi sento come ai tempi della scuola", assicura). Per spiegare il dominio dei Suns nel terzo periodo (+21) basta pensare che i padroni di casa hanno tirato con il 17/22 dal campo in quel frangente della partita.
Phoenix: O'Neal 25 (9/15, 7/7 tl), Richardson 21, Barbosa 20, Stoudemire 16, Hill 10. Rimbalzi: O'Neal 10. Assist: Nash 12.
Dallas: Nowitzki 19 (4/10, 1/2, 8/8 tl), Howard 16, Kidd 15, Green 13, Terry 11. Rimbalzi: Nowitzki 7. Assist: Kidd 7.

Orlando Magic-Atlanta Hawks 121-87
Undicesima vittoria consecutiva in casa per Orlando, che sbriga la pratica Hawks con i primi due quarti assolutamente perfetti. All'intervallo il punteggio diceva 71-33 per i padroni di casa, che hanno avuto un altissimo rendimento dal loro quintetto (24/39 dal campo), e una gran mira nel tiro da fuori (10/13 per i 5 titolari, 16/28 totale). "Noi però - dice Jameer Nelson - sappiamo di non essere ancora al massimo delle nostre potenzialità, e dobbiamo lavorare per diventare la miglior squadra possibile. Nessuno ora pensa al nostro record (29-8, al secondo posto della Eastern Conference, ndr), siamo solo concentrati sul nostro gioco".
Orlando: Turkoglu 21 (1/4, 5/5, 4/4 tl), Howard 16, Redick 15, Nelson 14, Lewis 13, Lee 11. Rimbalzi: Howard 10. Assist: Nelson 9.
Atlanta: Law 16 (2/4, 1/3, 9/9 tl), Jones 12, Johnson 11. Rimbalzi: Jones 8. Assist: Johnson 4.

New Orleans Hornets-Los Angeles Clippers 107-80
Continuano le difficoltà per i Clippers, con le loro assenze ad accorciargli le rotazioni e indebolirli considerevolmente. Stavolta a banchettare sono stati gli Hornets di un grandissimo Rasual Butler (al massimo stagionale nei punti), assieme alla difesa che ha concesso agli ospiti appena 31 punti (a 45) nella ripresa. Per Marcus Camby e i suoi, è la decima sconfitta consecutiva. "Gli Hornets giocano bene, e Chris Paul è... Chris Paul. Noi stiamo giocando con 7/8 elementi, e abbiamo giocato anche ieri sera a San Antonio, ed è dura così. Ci abbiamo provato ma eravamo stanchi", ha detto alla fine il coach ospite Mike Dunleavy.
New Orleans: Butler 27 (2/4, 6/10, 5/6 tl), Posey 16, Chandler 13, West e Stojakovic 12, Paul e Daniels 10. Rimbalzi: Chandler 11. Assist: Paul 7.
LA Clippers: Gordon 15 (5/10, 1/3, 2/3 tl) e Collins 15 (5/7, 1/2, 2/4 tl), Novak 14, Camby 13, Thomas e Skinner 11. Rimbalzi: Camby 17. Assist: Collins 6.

Denver Nuggets-Detroit Pistons 90-93
Il grande ritorno di Allen Iverson a Denver – e la rimpatriata di Chauncey Billups con i Pistons – finisce bene per gli ospiti, che grazie a un tiro di Tayshaun Prince a 20 secondi dal termine, e un Arron Afflalo perfetto dalla lunetta (a segno 6/6 nel finale), riescono a trovare le risorse necessarie per battere i 30 punti di Billups, motivatissimo nell’affrontare la squadra con cui ha vinto il titolo NBA nel 2004. "È stato emozionante perché ho molti ricordi qui a Denver - ha detto Iverson - e pensavo che avrei terminato qui la mia carriera”.
Denver: Billups 30 (10/14, 1/5, 7/7 tl), Nene 15, Martin 14, Smith 11. Rimbalzi: Nene 9. Assist: Billups e Smith 4.
Detroit: Iverson 23 (4/11, 2/7, 9/11 tl), Prince 19, Afflalo 17. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Prince 4.

Philadelphia 76ers-Charlotte Bobcats 93-87
Terza vittoria consecutiva per i 76ers, che stanno risalendo in classifica a Est ma che, come dice Andre Miller, hanno ancora moltissima strada da fare prima di dirsi soddisfatti. Un parziale di 14-2 nel terzo quarto ha permesso loro di prendere il comando del gioco (da 49-52 a 61-54) dopo che nel secondo periodo gli ospiti avevano toccato anche il +8 grazie a Juwan Howard (32-40). Nell'ultimo quarto, con 7 punti di Speights e 6 di Louis Williams permettono ai padroni di casa di gestire la situazione, capitalizzando anche i tanti punti facili messi a segno nella partita (20-4 i punti segnati in contropiede). Proprio con due liberi di Williams, a 4'22 dal termine, Phila tocca il massimo vantaggio (91-78).
Philadelphia: Miller 22 (8/11, 1/1, 3/5 tl), Young 15, Williams e Iguodala 12, Green 11. Rimbalzi: Dalembert 9. Assist: Iguodala 6.
Charlotte: Okafor 24 (10/13, 4/6 tl), Felton e Bell 13. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Felton 8.

Oklahoma City Thunder-Houston Rockets 96-98
Gli ospiti sprecano anche 15 punti di vantaggio, ma portano a casa comunque una vittoria non bella ma preziosa, ai fini della classifica. Due tiri liberi di Tracy McGrady hanno chiuso i conti con 8.2 secondi da giocare (97-93, prima dell’ultimo errore al tiro di Jeff Green), dopo i 9 punti di Yao Ming negli ultimi 4 minuti. "Avevamo appena battuto i Celtics - commenta il cinese - e stasera non volevo proprio perdere”. Qualche recriminazione, invece, per Scott Brooks, coach dei Thunder, che ha visto i suoi dominare a rimbalzo (44-31) ma sprecare troppo (21 palle perse). "Dobbiamo imparare ancora molte cose. A difendere meglio nell’ultimo quarto. A prendere tiri migliori nell’ultimo quarto. E pure a non perdere palla, nell’ultimo quarto. Dobbiamo imparare a giocare i finali".
Oklahoma City: Durant 27 (10/19, 1/3, 4/4 tl), Westbrook 15, Green 11, Krstic 10. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Westbrook 6.
Houston: McGrady 26 (7/17, 1/3, 9/10 tl), Scola, Yao Ming e Von Wafer 14, Brooks 12. Rimbalzi: Yao Ming 7. Assist: Alston 6.

Chicago Bulls-Washington Wizards 98-86
I Bulls di Del Negro vincono la dodicesima gara interna in stagione, su 17 disputate, e possono ringraziare un Larry Hughes da 12 punti nell’ultimo quarto, capace di aiutare i suoi a invertire una pericolosa tendenza. Infatti, Chicago aveva toccato il +20 nel terzo quarto (59-39, tripla di Gordon) prima di cedere progressivamente terreno agli ospiti, fino al -7 firmato da Jamison (82-89) a 2’53 dalla fine. Per Washington, comunque, c’è una buona notizia: il massimo in carriera di Nick Young, autore di 18 punti nell’ultimo quarto.
Chicago: Gordon 22 (5/8, 4/7), Hughes 17, Thomas e Gooden 16. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Rose 9.
Washington: Young 28 (10/11, 2/4, 2/2 tl), Jamison 12, James 11. Rimbalzi: Jamison 11. Assist: Butler 6.

Milwaukee Bucks-New Jersey Nets 104-102
Luke Ridnour decide il match con 0.5 secondi sul cronometro, con il tiro che vale la vittoria per i suoi Bucks in uno scontro diretto tra due formazioni in lotta per un posto nei playoff. La giocata del playmaker è stata la benvenuta per Richard Jefferson, scambiato in estate dai Nets ai Bucks, che poco prima aveva visto Bobby Simmons stampargli in faccia la tripla del pareggio (102-102 a 9 secondi dalla fine), mentre lui si concentrava di più su una possibile ricezione di Vince Carter. I Bucks si sono complicati la vita dopo che a 3’11 dalla fine Micheal Redd li aveva portati a +7 con la tripla del 100-93, alla fine ci ha pensato l’ex Seattle a risolvere la questione.
Milwaukee: Redd 24 (4/8, 5/10, 1/1 tl), Villanueva 23, Jefferson 13, Sessions 11, Mbah a Moute, Ridnour e Bell 10. Rimbalzi: Mbah a Moute 7. Assist: Sessions 10.
New Jersey: Carter 23 (7/10, 1/4, 6/6 tl), Yi Jianlian e Hayes 16, Dooling e Simmons 15. Rimbalzi: Carter 9. Assist: Carter 14.

Sacramento Kings-Miami Heat 115-119 dts
Spencer Hawes protagonista nel bene e nel male per i Kings, Dwyane Wade protagonista e basta. Il giovane centro dei Kings aveva riportato i suoi in gara, dopo che avevano bruciato 10 punti di vantaggio, segnando una tripla e un tiro dalla media negli ultimi 10 secondi dei regolamentari per pareggiare a quota 105. Nel supplementare, però, il suo durissimo “flagrant foul” ai danni di Wade non ha spaventato il numero 3 avversario, che è rimasto a terra per circa un minuto. "Il basket è questo, a volte ci sono falli duri e brutte cadute", ha commentato. Il basket, però, per fortuna è anche altro: e Wade lo ha dimostrato segnando 10 dei 15 punti degli Heat nel supplementare, risultando decisivo per la vittoria, ben coadiuvato da un Mike Beasley determinante con la sua doppia-doppia.
Sacramento: Salmons 29 (7/10, 2/3, 9/10 tl), Martin 28, Hawes 19. Rimbalzi: Miller 15. Assist: Salmons e Miller 4.
Miami: Wade 41 (10/25, 1/1, 18/24 tl), Beasley 23, Chalmers 13, Haslem 11, Cook 10. Rimbalzi: Beasley 10. Assist: Wade 7.



TORONTO, 10 gennaio 2009 – Grazie a una solidissima gara del duo Bargnani-Bosh, i Toronto Raptors superano anche Memphis e vanno 4-1 nel mese di gennaio.

Toronto Raptors-Memphis Grizzlies 103-82
Se la coppia di lunghi totalizza 53 punti, con 19/27 al tiro e 18 rimbalzi ci sono ottime probabilità di vincere il match e Toronto infatti non si fa sfuggire l’occasione di riavvicinarsi al 50% di record (16-21). Per tutto l’incontro sono a turno proprio CB4 e il Mago a sostenere il gioco offensivo, mettendo in mostra un’intesa crescente che fa ben sperare per il futuro dei Raptors. "Più giochiamo insieme, più ci abituiamo l’uno con l’altro", dice Bargnani dopo la gara.
INTESA - I Raptors hanno un buon avvio di gara e nel primo quarto raggiungono 13 lunghezze di vantaggio, ma Memphis spinta da Rudy Gay ha il momento migliore nel secondo quarto e passa a +1 per un attimo, quindi il primo tempo termina 47-44 per Toronto. Bargnani ha all’attivo 6 punti (3/7) e 5 rimbalzi. Toronto tira con il 50% anche se l’attacco a volte ristagna con Solomon e Ukic alternati in regia, mentre la difesa concede troppa libertà ai Grizzlies. Si riprende con Bargnani che commette subito il secondo fallo nel terzo quarto, mentre Bosh sfrutta la maggior velocità per battere Marc Gasol e segnare comodamente. Rudy Gay però è altrettanto ispirato e riporta Memphis avanti. Bargnani si procura il primo viaggio in lunetta e con 2/2 riconsegna il comando a Toronto. Gay continua a macinare punti e per fortuna c’è Bargnani che risponde con due triple consecutive per il 62-56, canestri importanti che sbloccano Toronto. "Ho messo un paio di tiri di fila perché ero libero - spiega serafico Bargnani -. Non ho forzato nessun tiro. Quando ero libero ho tirato, altrimenti ho passato la palla ai compagni".
MAGO SUPER - Dopo un paio di errori in entrata, il Mago subisce fallo da OJ Mayo e va in lunetta dove sbaglia entrambi i liberi. Quindi Bargnani va a riposare nel finale del terzo periodo, mentre Toronto allunga (72-61). Il riposo fa bene a Bargnani che appena inizia l’ultimo quarto torna a colpire la retina da fuori e poi in schiacciata. Il Mago esce per Bosh con 18 punti all’attivo dopo aver commesso il quarto fallo. Toronto non ha problemi a mantenere il distacco e anche Jason Kapono sfrutta la sua mano per contribuire in attacco. Al rientro di Bargnani, i Raptors volano a +21 (95-74) con la sua terza tripla della serata ed è festa per tutti. C’è ancora il tempo per una grande stoppata di Bargnani, energizzato dall’ottima prestazione. Bosh e Bargnani vanno in panchina insieme a prendere gli applausi a 3’17” dalla fine. Il grande sforzo di Toronto nel secondo tempo viene premiato con un meritato successo.
ADESSO BOSTON - "Un’altra vittoria - ha aggiunto soddisfatto Bargnani -. Era importante vincere. Siamo stati un po' pigri in difesa nel primo tempo. Avevamo poca energia e abbiamo permesso alcune penetrazioni centrali. Nel secondo tempo invece siamo stati perfetti". Bargnani chiude con 21 punti (5/10 da due e 3/4 da tre) e 8 rimbalzi. Nelle ultime sei partite la media punti dell’azzurro è di 21.2, la migliore fase dei suoi primi tre anni e mezzo nella Nba. E adesso tocca a Boston, con le due squadre rivali nell’Atlantic Divison che si affronteranno in back to back domenica e lunedì. Il Mago pensa già alla sfida con i Celtics: “Contro Boston sarà molto difficile, cercheremo intanto di vincere domenica visto che giochiamo in casa, ma non sarà facile”. È probabile il ritorno di Jose Calderon giusto in tempo per sfidare Rajon Rondo e i Celtics.
Toronto: Bargnani 21 punti (5/10 da due, 3/4 da tre, 2/4 tl), 8 rimbalzi, 2 palle perse, 2 stoppate e 4 falli in 36’. Bosh 32 (11/13, 10/12 tl), Kapono 11, Solomon 10. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Solomon 9.
Memphis: Gay 22 (10/15), Warrick 18, Lowry 12, Mayo 11. Rimbalzi: Arthur 7. Assist: Gasol e Conley 4 .
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NEW YORK, 12 gennaio 2009 - Brutte notizie per Marco Belinelli, infortunatosi nel finale della gara contro Indiana. I Lakers battono Miami e salgono a quota 30 vittorie, Orlando si conferma una delle potenze a Est espugnando il campo degli Spurs.

Golden State Warriors-Indiana Pacers 120-117
Proprio quando le cose stavano andando bene e Marco Belinelli aveva finalmente convinto il troppo scettico Don Nelson, la sfortuna prende di mira il giocatore bolognese. L’azzurro, infatti, nelle battute finali di una partita nella quale dimostra ancora una volta di essere un giocatore vero, capace di produrre in attacco con continuità anche senza tirare con percentuali stellari dalla lunga distanza, si procura una distorsione alla caviglia destra. L’entità dell’infortunio non è ancora chiara (le lastre effettuate nel dopo partita escludono comunque qualsiasi frattura, e questa è già una bella notizia) e il giocatore naturalmente nei prossimi giorni dovrà sottoporsi agli esami di rito ma l’espressione di dolore dipinta sul viso di Belinelli al suo rientro negli spogliatoi a 6’45’’ dalla sirena non promette nulla di buono. Un contatto con Troy Murphy è fatale, l’azzurro frana a terra e viene portato a braccia negli spogliatoi. La brutta notizia è che il cestista bolognese, uscendo dal campo, non riesce nemmeno ad appoggiare a terra il piede destro. Per il giocatore si tratta naturalmente di una brutta tegola ma anche Golden State, abbonata agli infortuni in questa stagione, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Soprattutto adesso che Belinelli è diventato un giocatore davvero importante per la rotazione di coach Nelson. Anche contro Indiana l’azzurro, infatti, fa tante cose buone. Marco Belinelli si sacrifica in difesa, è aggressivo in attacco (e trova il modo anche di litigare con Danny Granger, autore di un energico fallo nei confronti di Beli nel secondo quarto, ricevendo anche un tecnico) e si fa anche apprezzare per alcuni minuti più che positivi in regia. Proprio il bolognese firma la giocata più spettacolare della serata andando a trovare un pregevole canestro (con la mano sinistra), condito dal fallo, dopo un esaltante coast to coast a 9’50’’ dalla fine del match. Golden State nonostante l’infortunio di Belinelli, e la grande serata di un caldissimo Granger (42 punti), riesce ad avere la meglio sui Pacers mettendosi così alle spalle la striscia di cinque sconfitte consecutive. Ottima la prova di Jamal Crawford il quale non solo mette a referto 32 punti ma realizza a 11’’ dalla sirena la tripla che manda ko gli ospiti. Marco Belinelli, invece, chiude con 17 punti (4/6 da due, 2/7 da tre, 3/5 ai liberi), tre rimbalzi, due assist e due recuperi in 30’ di gioco.
Golden State: Crawford 32 (6/13, 4/6), Azubuike 21, Belinelli 17. Rimbalzi: Biedrins 9. Assist: Watson, Turiaf, Crawford 5.
Indiana: Granger 42 (11/21, 2/6), Ford 15. Rimbalzi: Foster 12. Assist: Jack, Ford 6.

Los Angeles Lakers-Miami Heat 108-105
Altra vittoria di misura, ma comunque vittoria per i Lakers che toccano quota 30 (con 6 sconfitte) con questa ottenuta sui Miami Heat, e per una volta tanto non sono Bryant e Gasol a trascinarli al successo (9/29 dal campo in coppia). Ma questa, secondo Pau Gasol, è una buona notizia. Ovvero, se i Lakers riescono a trovare alternative alle sue stelle per vincere le partite. In questo caso, quella principale aveva le fattezze di Andrew Bynum, capofila del "resto" dei Lakers capaci di produrre 75 punti con 28/54 al tiro. Kobe, vista la serata non propriamente di grazia, ha concentrato le sue energie per difendere su Wade, provando a marcarlo tanto stretto che i due hanno cozzato con la testa, procurando un taglio sopra l'occhio destro alla stella gialloviola. I padroni di casa, dopo un primo tempo in equilibrio chiuso a -1, hanno iniziato la ripresa con un parziale di 12-0, e sono arrivati fino al +13 (massimo vantaggio) sul 73-60. Gli Heat, però, non hanno mollato mai, e sono rientrati con un Beasley da 16 punti nell'ultimo quarto, obbligando i vice-campioni Nba a un finale punto a punto: a 18.5 secondi dalla fine, Bynum ha rimesso avanti i suoi prendendo il rimbalzo offensivo e segnando il 104-102, un buon Radmanovic, dopo l'errore da fuori di Quinn, dava ai suoi la partita in mano con i liberi del +4 a 6 secondi dalla fine. Cook prova con la tripla a tenere vivi i suoi, ma Bryant non trema dalla lunetta.
LA Lakers: Bynum 24 (8/13, 8/10 tl), Bryant 19, Radmanovic 18, Gasol 14, Fisher 13, Vujacic 10. Rimbalzi: Gasol 18. Assist: Fisher 11.
Miami: Wade 27 (9/19, 1/3 6/7 tl), Beasley 23, Cook 17, Marion e Quinn 12. Rimbalzi: Marion 8. Assist: Wade 9.

San Antonio Spurs-Orlando Magic 98-105
Altro esame di maturità superato per i ragazzi di Stan Van Gundy, che dopo aver battuto Celtics e Lakers hanno ottenuto il secondo successo stagionale sugli Spurs, grazie a uno splendido 14/22 nel tiro pesante e una prova solida nel finale di gara, quando invece è venuta meno San Antonio, reduce da 4 successi in fila, che ha sbagliato 6 degli ultimi 9 tiri, compresi 2 errori di Tony Parker abbastanza pesanti per l'esito del match. "Sappiamo che stiamo giocando una gran pallacanestro, ma venire qui e battere una grande squadra come San Antonio la dice lunga su quanto stiamo crescendo", ha detto Dwight Howard. La tripla di Redick e 5 punti di Nelson hanno prodotto il parziale decisivo sul finire del match, dando 6 punti di vantaggio agli ospiti (102-96) con 1'27 da giocare.
San Antonio: Parker 31 (12/20, 1/2, 4/4 tl), Duncan e Ginobili 18, Finley 10. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Parker 6.
Orlando: Howard 24 (9/12, 6/7 tl), Nelson 22, Turkoglu 21, Lewis 15, Redick 12. Rimbalzi: Howard 14. Assist: Turkogly e Nelson 5.

Los Angeles Clippers-Phoenix Suns 103-109
L'esperienza dei Suns permette agli ospiti di cavarsela nel finale, dopo che un parziale di 16-5 in apertura di ultimo quarto aveva riportato le due formazioni in parità (89-89), quando Steve Nash e compagni avevano condotto anche di 13 lunghezze. Nel finale, senza coach Mike Dunleavy espulso a 6 minuti dal termine, i Suns trovano una giocata importante da Shaquille O'Neal (canestro+fallo) per andare a +5 sul 105-100 a 2'04 dalla fine, e portando a termine il lavoro con i tiri liberi di Stoudemire e Hill. Da notare che O'Neal ha prodotto un 5/5 ai liberi, dopo il 7/7 della vittoria contro Dallas.
LA Clippers: Thornton 23 (10/16, 3/4 tl), Camby 18, Collins 15, Gordon 14, Jones 13, Skinner 11. Rimbalzi: Camby 18. Assist: Jones 10.
Phoenix: Stoudemire 26 (8/15, 10/13 tl), Hill e Richardson 21, O'Neal 15, Nash 14, Barbosa 10. Rimbalzi: O'Neal 10. Assist: Nash 12.

Atlanta Hawks-Philadelphia 76ers 94-109
15 punti di scarto, cosi come 15 sono stati i rimbalzi in più catturati dai 76ers (39 contro gli appena 24 degli Hawks), figli probabilmente dell'assenza di Al Horford in mezzo all'area per Atlanta, che concede la seconda sconfitta consecutiva in casa. Joe Johnson, però, non accetta questa come scusante: "Gli infortuni fanno parte della Nba, non bisogna nascondersi dietro a queste cose. Non stiamo giocando con energia dall'inizio delle partite, questa è la verità". Lo stesso Johnson aveva tenuto in partita i suoi sul 90-95, ma un parziale di 8-0 iniziato e chiuso da Speights ha messo fine alle speranze dei padroni di casa.
Atlanta: Johnson 25 (6/13, 1/5, 10/13 tl), Bibby 22, Smith 13, Williams 12, Evans 10. Rimbalzi: Pachulia 6. Assist: Johnson 9.
Philadelphia: Iguodala 27 (6/9, 3/4, 6/7 tl), Young 22, Miller 19, Speights 12, Williams 11. Rimbalzi: Young 9. Assist: Iguodala 9.

Sacramento Kings-Dallas Mavericks 102-95
Prima vittoria del 2009 per i Kings, che interrompono una serie di 4 sconfitte consecutive. Continuano a far discutere, invece, i Mavericks (privi di Josh Howard), che non reagiscono dopo il -28 di Phoenix. Un parziale di 17-4 ha aperto l'ultimo quarto in favore dei padroni di casa, che hanno tenuto botta malgrado i 12 punti di Jason Terry nell'ultimo periodo di gioco. Beno Udrih e John Salmons hanno messo 4 punti cruciali per mantenere una distanza confortevole nel finale (100-92 a 1'45 dal termine).
Sacramento: Martin 21 (4/10, 3/4, 4/6 tl), Garcia 17, Udrih 16, Salmons e Miller 13, Thompson 12. Rimbalzi: Hawes 8. Assist: Udrih 6.
Dallas: Terry 33 (12/18, 2/6, 3/3 tl), Nowitzki 15, Green 9. Rimbalzi: Nowitzki 8. Assist: Kidd 7.
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TORONTO, 15 gennaio 2009 – Con una fantastica prestazione Andrea Bargnani, migliore in campo per Toronto, migliora il proprio record nba realizzando 31 punti a cui aggiunge 10 rimbalzi, ma Toronto cede ai Bulls di un grande Derrick Rose.
Toronto Raptors-Chicago Bulls 98-102
Una grandissima prova di Andrea Bargnani culminata con il suo nuovo career high di 31 punti non basta a Toronto per superare i Bulls, che vincono all’Air Canada Centre grazie a un Derrick Rose inarrestabile nell’ultimo quarto. Il Mago continua a produrre cifre impressionanti da quando ha sostituito O’Neal nel quintetto di Jay Triano, che ha così commentato la prova della sua super coppia di big men formata da Bosh e Bargnani, sempre protagonisti principali del gioco offensivo di Toronto: "Hanno giocato benissimo - dice Triano -. Abbiamo sfruttato il più possibile il gioco in area producendo punti, ma non abbiamo segnato quando ne avevamo bisogno". Nell’ultima azione offensiva dei Raptors infatti Chris Bosh si fa stoppare da Noah a 6” dalla fine il tiro del possibile pareggio e Toronto subisce il terzo ko consecutivo.
54.6% AL TIRO - Derrick Rose domina il quarto periodo con 17 punti e 8/9 al tiro. La sconfitta non toglie nulla alla grande partita di Bargnani, davvero impressionante in attacco con 10/14 in azione e 9/10 ai liberi, ma bisogna anche sottolineare i 10 rimbalzi (tre offensivi) e nemmeno un fallo commesso. Coach Triano fatica addirittura a concedergli qualche minuto di riposo, tanto è fondamentale per Toronto la presenza in campo di Bargnani, il migliore in assoluto tra tutti i Raptors in entrambi i lati del campo. Il suo primo passo in partenza procura problemi di falli a Thomas, il tiro è quello dei giorni migliori e la sua tenacia gli permette di avere la meglio in mezzo a due avversari per conquistare un rimbalzo in attacco e andare a canestro. L’azzurro sta attraversando un grande momento di forma (54.6% al tiro nelle ultime nove gare), ma purtroppo per lui ai Raptors mancano ancora le vittorie e il record è fermo a 16-24.
ROSE IMPLACABILE - Per la quarta volta in questa stagione Bargnani e Bosh superano entrambi i venti punti realizzati, ma nello spogliatoio l’azzurro fa il modesto e non sembra particolarmente entusiasta dei 31 punti dopo una sconfitta che non ci voleva: "Non so, preferisco non parlare di questo - dice Bargnani riguardo il suo career high -, specialmente dopo una sconfitta del genere. Siamo in un brutto momento, ne abbiamo perse tre di fila per cui è l’ultima cosa a cui posso pensare adesso. Siamo sotto al 50% di record e lontani dall’ottavo posto. Oggi abbiamo perso una buona opportunità". Toronto si complica la vita nel primo quarto vinto dai Bulls 27-18 e scende a -13 nel secondo quarto, per poi risalire spinta da Chris Bosh. Con un parziale di 20-6 che termina con un tripla di Bargnani, i Raptors vanno al riposo in vantaggio 48-47. Bargnani è il top scorer del primo tempo con 14 punti. Con il risultato in bilico nell’ultimo quarto, sale in cattedra Derrick Rose che crea enormi scompensi alla difesa dei Raptors: "Rose è stato un grosso problema per noi nell’ultimo quarto - ammette Bargnani -. Lui è stato bravo a far sempre canestro, ma noi continuavamo a cambiare in difesa e non riuscivamo a stare tra lui e il canestro". Toronto potrà rifarsi venerdì in trasferta contro Indiana, quindi ospiterà domenica prossima i Phoenix Suns di Shaquille O’Neal.
Toronto: Bargnani 31 punti (8/10 da due, 2/4 da tre, 9/10 tl), 10 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse e 1 recuperata, in 40’. Bosh 25 (8/18), Parker 15, Moon 11. Rimbalzi: Bargnani 10. Assist: Solomon 7.
Chicago: Rose 25 (12/18), Deng e Nocioni 16, Hinrich 12, Gordon 10. Rimbalzi: Deng 14. Assist: Rose 10.
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NEW YORK, 15 gennaio 2009 - Senza Belinelli, out per una decina di giorni per la distorsione alla caviglia destra, Golden State perde 133-135 contro Sacramento dopo ben tre overtime.

New York-Washington 128-122
Dopo aver sorpreso gli Hornets a New Orleans, i Knicks mantengono alta la concentrazione e giocano una buona partita, da un punto di vista offensivo, anche contro i Wizards infliggendo alla squadra della capitale la sua sesta sconfitta consecutiva. Nessuna delle due squadre si applica più di tanto in difesa e il primo tempo diventa una sorta di All Star Game. Washington tira con il 61% dal campo contro il 59.5% dei padroni di casa, i quali vanno al riposo avanti 67-66. Nella ripresa però gli ospiti rallentano in attacco (più per demerito loro che per la difesa dei Knicks) e la truppa di Mike D’Antoni, guidata da un eccellente David Lee, prende in mano le redini del match. Un D’Antoni finalmente sorridente sembra anche ottimista sul rientro in squadra di Danilo Gallinari. "Negli ultimi giorni Danilo si sta allenando bene – commenta il coach dei Knicks – naturalmente non vogliamo avere fretta ma penso che tra qualche settimana lo rivedremo in campo". Ottimismo ricambiato dall’azzurro che sembra intenzionato a rientrare dopo la pausa dell’All Star Game. A patto, naturalmente, che la schiena non gli giochi brutti scherzi.
New York: Lee 30 (12/21), Harrington 27, Richardson 26, Duhon 17. Rimbalzi: Lee 10. Assist: Duhon 9.
Washington: Young 33 (10/14, 3/3), Butler 25, James 20, Jamison 15. Rimbalzi: Jamison 7. Assist: James 5.

Golden State-Sacramento 133-135 d.3t.s.
Non ci sono fratture o danni ai legamenti così Marco Belinelli può tirare un sospiro di sollievo. L’infortunio ala caviglia destra, però, terrà l’azzurro fuori per almeno una decina di giorni. Per come si erano messe le cose la diagnosi e’ abbastanza confortante. L’espressione con il quale Beli domenica era uscito dal campo nelle battute finali del match con i Pacers, dopo il contatto con Troy Murphy, infatti, non lasciava presagire nulla di buono. Alla fine però dovrebbe trattarsi di una semplice (anche se decisamente dolorosa) distorsione. La buona notizia per Don Nelson, alle prese con un’affollatissima infermeria, arriva dalle condizioni di Monta Ellis il quale martedì ha preso parte al suo primo vero allenamento, mostrando confortanti progressi. Il suo esordio stagionale potrebbe quindi essere vicino. Con un roster già ridotto all’osso coach Nelson e’ costretto anche a chiedere gli straordinari ai suoi giocatori contro Sacramento. Il derby del nord della California con i Kings, infatti, dura un’eternità. Dopo tre supplementari sono gli ospiti a conquistare la vittoria grazie al canestro di John Salmons a un secondo dalla fine del terzo overtime.
Golden State: Crawford 35 (12/26, 1/5), Watson 26, Maggette 17, Azubuike 16, Morrow 15. Rimbalzi: Biedrins 14, Azubuike 10. Assist: Watson 6. Sacramento: Miller 30 (9/19, 1/1), Salmons 25, Martin 23, Garcia 19, Udrih 17. Rimbalzi: Miller 22, Salmons 14. Assist: Salmons, Udrih 7.

San Antonio Spurs-Los Angeles Lakers 112-111
Era in scena il remake dell'ultima finale della Western Conference, e come sempre quando in campo ci sono Spurs e Lakers ci si aspetta una grande partita. Anche stavolta è stato così, con la prodezza di Roger Mason (canestro+fallo di Fisher) a dare ai padroni di casa il decisivo punto di vantaggio a 10 secondi dalla fine. È stato un testa a testa entusiasmante praticamente per tutta la partita, eccetto all'inizio dell'ultimo quarto quando gli Spurs sembravano poter prendere in mano la situazione. Con Tony Parker, infatti, i protetti di Gregg Popovich raggiungevano le 11 lunghezze di vantaggio (102-91), ma non avevano ancora fatto i conti con il Kobe Bryant degli ultimi minuti: impressionante la tripla dall'angolo del #24, che mette in ritmo anche l'ex scafatese e casertano Josh Powell per 4 punti che riavvicinano i Lakers fino al -2 (102-100). Ginobili, autore di una prima metà di gara da 19 punti in 13 minuti, scuote i suoi con il 2+1 del 105-100 a 4'29 dalla fine, ma ancora una volta Bryant dimostra il suo talento e il suo carisma, andando a segnare anche la tripla – senza ritmo – per il nuovo sorpasso sul 109-111 a 12 secondi dal termine, costringendo Popovich al time-out. Poi, come detto, Roger Mason si fa trovare in angolo, e riesce a mettere il tiro che vale la partita. Esame superato per San Antonio.
San Antonio: Ginobili 27 (4/7, 4/8, 5/6 tl), Duncan 20, Mason 18, Bonner e Hill 10. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Duncan 8.
LA Lakers: Bryant 29 (9/16, 2/3, 5/6 tl), Gasol 21, Bynum 18, Fisher 16, Ariza 10. Rimbalzi: Bryant 7. Assist: Bryant 10.

Boston Celtics-New Jersey Nets 118-86
I campioni NBA in carica si concedono una seraa rilassante strapazzando i New Jersey Nets, polverizzati in un terzo quarto da 37-19 con un Paul Pierce da 18 punti con 5/5 da fuori in questo solo parziale (chiuso sul +28, 88-60). Evidente il dominio dei padroni di casa in tutti i settori del gioco: 28 assist a 14 che hanno ovviamente dato una migliore percentuale al tiro per i biancoverdi (56.4% di squadra contro il 38.8%). "Ci hanno presi letteralmente a calci", ha commentato uno sconsolato Lawrence Frank al termine della partita, constatando l'impotenza dei suoi Nets.
Boston: Pierce 22 (2/6, 5/8, 3/4 tl), Garnett 20, R. Allen e Davis 12, Rondo 11, House 10. Rimbalzi: Garnett 9. Assist: Rondo 12.
New Jersey: Harris 17 (5/9, 7/9 tl), Anderson, Lopez e Dooling 13. Rimbalzi: Lopez 8. Assist: Harris 3.

Dallas Mavericks-New Orleans Hornets 97-104
I New Orleans Hornets si confermano bestia nera di Dallas, già bistrattata al primo turno degli ultimi playoff. L'eroe della serata, per gli ospiti, porta il nome di Chris Paul, che ha sfiorato addirittura una quadrupla doppia (per lui "solo" 7 recuperi)! Gli Hornets hanno costruito i 7 punti di scarto finali nell'ultimo quarto: prima con 5 punti in fila di James Posey, buoni per lanciare un parziale di 9-2 (90-83), poi con il loro playmaker a segnare 10 degli ultimi 12 punti per gli ospiti, garantendogli la vittoria. "Sembrava che Paul fosse davvero dappertutto", ha commentato Antoine Wright.
Dallas: Terry 28 (5/7, 4/8, 6/6 tl), Nowitzki 20, Wright 15. Rimbalzi: Nowitzki 13. Assist: Kidd 7.
New Orleans: Paul 33 (12/22, 0/2, 9/12 tl), Stojakovic e West 16, Brown 12, Chandler 10. Rimbalzi: Chandler 14. Assist: Paul 11.

Indiana Pacers-Detroit Pistons 110-106 dts
Indiana interrompe una serie di 3 sconfitte consecutive piegando Allen Iverson e compagni dopo un supplementare, raggiunto grazie a Danny Granger a 3 secondi dalla fine dei regolamentari con il canestro del 93-93. Lì la tripla di Troy Murphy ha scavato un solco tatticamente decisivo (103-98 a 1'52 dalla fine), che si è fatto insormontabile per gli ospiti dopo l'errore da fuori di Rasheed Wallace e i tiri liberi di Jarrett Jack, che davano ai Pacers 7 lunghezze di vantaggio sul 107-100. "Più di una volta ci è capitato di andare vicinissimi a vincere delle partite, poi farci rimontare in extremis e perdere al supplementare: stavolta, finalmente, è toccato a noi gioire", ha detto Granger.
Indiana: Granger 24 (4/14, 2/6, 10/11 tl), Ford 23, Murphy 18, Dunleavy e Jack 12, Foster 11. Rimbalzi: Murphy 13. Assist: Jack 6.
Detroit: Stuckey 30 (9/14, 3/6, 3/4 tl), Iverson 23, Wallace 17, Afflalo 10. Rimbalzi: Wallace 15. Assist: Iverson 7.

Oklahoma City Thunder-Utah Jazz 114-93
Un grande impatto per Nenad Krstic e una seconda metà di gara assolutamente dominante da parte dei padroni di casa costringono al ko i Jazz, che stavolta non hanno trovato un Okur gigantesco a sopperire la mancanza di Carlos Boozer. Dopo il 50-48 dell'intervallo, ma un parziale di 22-9 per aprire il terzo quarto ha messo il match sui binari giusti per i padroni di casa, che hanno letteralmente surclassato gli ospiti a rimbalzo (48-26). "Stiamo giocando sempre meglio", dice Nick Collison, "e c'è una linea molto sottile nella NBA che separa la vittoria dalla sconfitta: la fiducia è una delle chiavi per stare dalla parte giusta".
Oklahoma City: Green 23 (6/9, 2/4, 5/5 tl), Westbrook 22, Durant 21, Krstic 14, Collison 11, Watson 11. Rimbalzi: Collison e Krstic 11. Assist: Westbrook 7.
Utah: Williams 25 (9/16, 0/2, 7/9 tl), Korver e Koufos 14, Kirilenko 12, Harpring 10. Rimbalzi: Okur 9. Assist: Williams 6.

Philadelphia 76ers-Portland Trail Blazers 100-79
Il miglior Iguodala della stagione, per punti segnati, guida il successo dei 76ers, che hanno messo a segno il loro massimo stagionale in fatto di triple realizzate (11, su 23 tentativi). "Il coach non fa che riperercelo: se c'è un buon tiro, non esitate", ha detto Iguodala. La partita era già ben indirizzata all'intervallo (55-33). I Blazers, che già erano senza Rudy Fernandez, hanno perso anche Steve Blake per infortunio alla spalla nel primo tempo, ma malgrado questo hanno provato a rientrare nel terzo quarto, con un 11-0 (con 8 punti di Roy) che li hanno riavvicinati fino al 55-44. Non è durata, però.
Philadelphia: Iguodala 29 (6/11, 4/6, 5/6 tl), Williams 14, Speights 13, Miller 12, Young 11. Rimbalzi: Dalembert 9. Assist: Iguodala, Miller e Williams 6.
Portland: Roy 27 (10/16, 0/1, 7/8 tl), Aldridge 15, Ouwlaw 8. Rimbalzi: Aldridge e Przybilla 9. Assist: Roy 6.

Milwaukee Bucks-Miami Heat 99-102
Per una volta non è stato Wade a caricarsi sulle spalle i suoi: anche perché farlo tirando con un 5/20 dal campo non è propriamente semplice. "Mi hanno sempre colpito sul braccio ogni volta che ho tirato: per questo la palla andava sempre corta", spiega lui. L'eroe del match per Miami è stato Daequan Cook, capace di segnare i suoi primi 6 tentativi da fuori, ed è stato lui a chiudere i conti nel finale con i tiri liberi del +3 definitivo a 6 secondi dalla fine della partita, dopo che i Bucks avevano recuperato anche 12 lunghezze di svantaggio.
Milwaukee: Ridnour 25 (9/17, 2/4, 1/1 tl), Redd 16, Jefferson 15, Alexander 13, Bogut 12. Rimbalzi: Bogut 11. Assist: Alexander 5.
Miami: Cook 24 (1/3, 6/8, 4/4 tl), Beasley 21, Haslem 18, Wade 17, Marion 14. Rimbalzi: Marion 10. Assist: Wade 13.

LA Clippers-Atlanta Hawks 80-97
Ancora un pesante ko interno per i Clippers, che adesso hanno un tragico record di 3 vittorie per 16 sconfitte in casa. Tutto facile a partire dal secondo quarto per gli ospiti, che hanno avuto un Josh Smith in grande spolvero e sono stati bravi a controllare il tentativo di rientro dei padroni di casa (74-81, canestro e fallo di Gordon a 5'05 dalla fine) con un parziale di 16-6 con 6 punti a testa di Smith e Ronald Murray.
LA Cippers: Thornton 25 (9/15, 0/1, 7/9 tl), Gordon 18, Collins 15, Camby 12. Rimbalzi: Camby 18. Assist : Collins 8.
Atlanta: Smith 26 (10/15, 6/8 tl), Johnson 21, Murray 17, Williams 11, Bibby 10. Rimbalzi: Smith 8. Assist: Johnson 7.
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rosikata al massimo -.- a 10 sec dala fine -.-
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NEW YORK, 17 Gennaio 2009 - Ancora k.o. Toronto sul campo di Indiana. Andrea Bargnani chiude con 20 punti e 5 rimbalzi. I Knicks si arrendono a Washington interrompendo la loro striscia positiva. Golden State vince in attesa di recuperare Belinelli, che la prossima settimana ricomincerà a correre. Grande impresa di Orlando che passa a Los Angeles contro i Lakers con 28 punti di Nelson e 25 di Howard. I Sixers si sbarazzano di San Antonio e Phoenix si fa sorprendere da Minnesota. Michael Redd giunge a quota 44 punti.

Indiana Pacers-Toronto Raptors 111-104
Sempre privi di Calderon, ma con O’Neal di nuovo in campo anche se per solo 17', i Raptors si devono arrendere anche agli Indiana Pacers, non riuscendo a trovare un buon ritmo offensivo nel corso del match. Un attacco statico, errori nelle rotazioni difensive, 20 palle perse e l’imprecisione dalla lunetta contribuiscono alla quarta sconfitta consecutiva. I Raptors sprofondano a -24 all’inizio del quarto periodo per poi iniziare una furiosa rimonta con 39 punti messi a segno negli ultimi 12 minuti. Sul 100-99 per Indiana, costa caro a Toronto nell’ultimo minuto un fallo di Bosh sul tiro da tre di Dunleavy, il quale converte i tre tiri liberi. Nell’azione seguente Kapono commette banalmente passi, mentre Danny Granger va a realizzare in entrata chiudendo la partita. L’ultima tripla di Kapono arriva troppo tardi. Bargnani arriva a quota 20 punti, con percentuali non eccelse da due e 3 triple realizzate. Per O’Neal solo 2 punti e 0/3 al tiro.
Indiana: Granger 23 (8/24), Dunleavy 22, Jack 17, Murphy 15, Ford 12, Foster 11. Rimbalzi: Murphy 15. Assist: Jack 7.
Toronto: Bargnani 20 punti (3/9 da due, 3/5 da tre, 7/8 tl), 5 rimbalzi, 1 assist, 4 palle perse, 4 falli in 41’. Bosh 25 (9/14), Parker 16, Solomon 13. Rimbalzi: Bosh 16. Assist: Parker 5.

Washington-New York 96-89
La truppa di Mike D’Antoni ancora una volta mostra di essere troppo altalenante e dopo aver superato con pieno merito New Orleans e Washington, stecca proprio contro i Wizards, incassando una brutta sconfitta. La squadra della capitale così si mette alle spalle la striscia di sei sconfitte consecutive. Gli ospiti alternano momenti di ottima pallacanestro a preoccupanti cali. Dopo un discreto primo quarto, nel secondo i Knicks mettono a referto solamente 12 punti. Nella ripresa la musica non cambia, a fronte di 35 punti nel terzo quarto, ne arrivano solamente 17 nell’ultimo periodo. Washington così ne approfitta per centrare il suo ottavo successo di una stagione decisamente deludente. Sotto 87-81 a 4'35" dalla sirena i padroni di casa si rimboccano le maniche, si affidano alle giocate di un ottimo Antawn Jamison e piazzano il parziale di 15-0 che mette k.o. i Knicks. "A un certo punto sembrava avessimo in pugno la gara – commenta deluso Mike D’Antoni – poi abbiamo permesso ai Wizards di tornare in partita e alla fine ci siamo fatti sorprendere". Delude Quentin Richardson: solamente sette punti a referto con un brutto 3/11 dal campo.
Washington: Jamison 28 (8/14, 1/2), James 19. Rimbalzi: Blatche 11. Assist: Butler 7.
New York: Harrington 18 (2/7, 3/7), Chandler 16, Lee 15. Rimbalzi: Lee 21, Jeffries 11. Assist: Duhon 8.

Golden State-Atlanta 119-114
La musica è sempre la stessa per i Warriors. Appena Don Nelson recupera un giocatore infortunato, automaticamente ne perde un altro. Contro gli Hawks, infatti, torna disponibile Stephen Jackson ma si ferma CJ Watson, alle prese con un problema al piede sinistro. Marco Belinelli, invece, sta piano piano recuperando e già all’inizio della prossima settimana potrebbe ricominciare a correre. Il suo rientro, dopo l’infortunio alla caviglia destra subito domenica scorsa contro i Pacers, quindi non dovrebbe essere lontano. Contro gli Hawks Golden State cambia marcia nel terzo quarto e all’inizio dell’ultima frazione arriva al +12 (100-88). Gli ospiti però non si arrendono e approfittando anche della presunzione di Jackson e compagni, i quali, convinti di avere archiviato la pratica giocano senza la giusta concentrazione, tornano davanti piazzando un parziale di 18-2. Ci pensa allora Jamal Crawford a rimettere le cose a posto. I canestri dell’ex Knicks, infatti, riportano davanti i padroni di casa che così infliggono agli Hawks la loro sesta sconfitta nelle ultime otto gare.
Golden State: Crawford 29 (10/18, 2/4), Maggette, Jackson 24. Rimbalzi: Maggette 16. Assist: Jackson 6.
Atlanta: Johnson 25 (6/12, 3/8), Evans 21, Bibby 20. Rimbalzi: Pachulia 8. Assist: Bibby 7.

L.A. Lakers-Orlando Magic 103-109
Per la prima volta nella storia della franchigia, i Magic battono i Lakers 2-0 nei confronti diretti stagionali. Una grande impresa per Orlando firmata Jameer Nelson e Dwight Howard. I Lakers hanno un vantaggio di 7 punti all’intervallo, ma nel terzo quarto Orlando ha la meglio sfruttando le palle perse dei Lakers che hanno anche problemi a rimbalzo difensivo. Dopo tre quarti il punteggio è 75-74. Si decide tutto nel quarto periodo giocato con intensità da playoff. Dodici minuti di grande battaglia e grandissimo equilibrio. Le squadre sono ancora in parità nell’ultimo minuto (100-100) quando Gasol segna il canestro del +2. Pronta è la risposta dei Magic che con un'ottima azione offensiva mettono Nelson in condizione di colpire da tre. Il play di Orlando non trema sotto pressione e infila la retina a 35" dalla fine. Un errore di Bryant costringe i Lakers a commettere fallo su Nelson che segna due tiri liberi per il 103-106 con 15" da giocare. Ancora Kobe ha una perfetta occasione al tiro da tre, ma è sfortunato e il pallone gira sul ferro ed esce. I Magic si aggiudicano il rimbalzo e soprattutto un match elettrizzante. Diventa inutile la tripla doppia di Bryant (28+13+11).
L.A. Lakers: Bryant 28 (10/26), Odom 17, Radmanovic 15, Bynum 14, Gasol 13. Rimbalzi: Bryant 13. Assist: Bryant 11.
Orlando: Nelson 28 (9/18), Howard 25 (8/18, 9/16 tl), Lewis 16, Turkoglu 13, Lee 12. Rimbalzi: Howard 20. Assist: Nelson 8.

Philadelphia 76ers-San Antonio Spurs 109-87
Sesta vittoria consecutiva dei Sixers che approfittano del momento favorevole per dominare nettamente gli Spurs: "Stiamo giocando ad alto livello attualmente", dice l’ottimo Iguodala, la cui prova è seconda soltanto al giovane Thaddeus Young che chiude con un career high di 27 punti. Philadelphia sta recuperando posizioni su posizioni e con una vittoria odierna a New York porterebbe il record (19-20) in parità. E anche Elton Brand sta per tornare attivo dopo l’infortunio alla spalla. La difesa degli Spurs è sotto accusa secondo coach Popovich: "Dovremmo essere una buona squadra difensiva, ma non è così da un po' di tempo. È preoccupante".
Philadelphia: Young 27 (11/15), Iguodala 21, Williams 14, Speights 13, Miller 11. Rimbalzi: Dalembert 12. Assist: Iguodala 8.
San Antonio: Duncan 20 (5/10), Bonner 13, Parker 12. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 6.

Cleveland Cavaliers-New Orleans Hornets 92-78
Cleveland mantiene l’imbattibilità del campo (20-0) contro gli Hornets, trascinata da un LeBron James onnipresente malgrado il gran raffreddore e autore di 29 punti, 14 rimbalzi, 7 assist e 3 palle recuperate. Con Ilgauskas e West assenti, ci pensano Szczerbiak (4/6 da tre) e Pavlovic (19 punti) a dare una mano a LBJ. Gli Hornets si fanno prendere dal nervosismo, e Chris Paul e James Posey vengono espulsi negli ultimi due minuti. L’ultima volta che una squadra vinse le prime 20 partite casalinghe fu nella stagione 1995/96, quando i Chicago Bulls finirono anche con la conquista del titolo.
Cleveland: James 29 (12/24), Pavlovic 19, Williams 17, Szczerbiak 14. Rimbalzi: James 14. Assist: James 7.
New Orleans: West 23 (6/16, 11/13 tl), Paul 18, Stojakovic 15, Butler 10. Rimbalzi: Chandler 9. Assist: Paul 6.

Memphis Grizzlies-Utah Jazz 91-101
Con il ritorno della guida Deron Williams al 100%, i Jazz stanno tornando a giocare un'ottima pallacanestro e contro i Grizzlies portano a casa la vittoria dopo la batosta in casa degli Oklahoma City Thunder. Utah vola a +20 nel terzo quarto, e quando Memphis si riporta a -5 nell’ultimo periodo, la leadership di Williams permette ai Jazz di restare in vetta. Il momento no di Rudy Gay non aiuta Memphis in striscia perdente da 5 gare.
Memphis: Mayo 23 (9/21), Conley e Warrick 15, Gasol 12, Miles 10. Rimbalzi: Gasol 10. Assist: Gasol 3.
Utah: Willams 27 (8/15), Brewer 21, Kirilenko e Okur 13, Harpring 12. Rimbalzi: Okur 8. Assist: Williams 12.

Oklahoma City Thunder-Detroit Pistons 89-79
I Thunder fanno la voce grossa contro i Pistons, che segnano solo 12 punti nell’ultimo quarto e mettono in mostra preoccupanti buchi difensivi sotto canestro. Guidati dall’ispirato Kevin Durant, i Thunder segnano 13 punti consecutivi all’inizio del quarto periodo e Detroit non reagisce al colpo subìto. È evidente che nei Pistons manchi soprattutto l’affiatamento ed Allen Iverson è il primo ad ammetterlo: "A vedere il nostro roster puoi solo pensare che manca l’intesa - dice AI sulla situazione dei Pistons in striscia perdente di 4 partite -. Non ci sono scuse. Non capisco come mai con tutti questi ottimi tiratori siamo in fondo alla classifica di punti segnati. E stasera ci hanno anche dominato a rimbalzo".
Oklahoma City: Durant 32 (14/21), Wilcox 17, Mason 11. Rimbalzi: Green 14. Assist: Westbrook 6.
Detroit: Prince 18, Hamilton 18, Iverson 14, Wallace 12. Rimbalzi: Wallace 8. Assist: Hamilton 5.

Phoenix Suns-Minnesota Timberwolves 103-105
Randy Foye realizza il canestro chiave a 1'58" dalla fine con il cronometro dei 24" quasi esaurito e un avversario addosso, permettendo a Minnesota di lasciare Phoenix con una sorprendente vittoria. Nelle azioni decisive, un passaggio intercettato a Steve Nash si conclude con un canestro in contropiede realizzato da Rodney Carney. Shaq e Stoudemire fanno entrambi 1/2 dalla lunetta (103-105), ma Phoenix è ancora viva con la palla in mano a 1.7" dalla sirena. Dopo il timeout, è Jason Richardson incaricato al tiro da tre per la vittoria, ma la palla rimbalza corta sul ferro.
Phoenix: O’Neal 22 (9/13), Barbosa 22 (8/14), Stoudemire 19. Rimbalzi: O’Neal 11. Assist: Nash 6.
Minnesota: Jefferson 22 (10/21), Smith 18, Carney 17, Foye 15, Telfair e Love 13. Rimbalzi: Jefferson 12. Assist: Miller 5.

Sacramento Kings-Milwaukee Bucks 122-129
In una gara dall’elevato punteggio con ottime percentuali e poca difesa, a fare la differenza è la spettacolare prestazione di Michael Redd che bombarda la retina avversaria chiudendo con 44 punti e 6/9 nelle triple.
Sacramento: Martin 24 (8/17), Salmons 24 (7/9), Thompson 22, Miller 20. Rimbalzi: Thompson 11. Assist: Salmons 6.
Milwaukee: Redd 44 (16/26), Villanueva 25 (10/20), Ridnour 17, Jefferson e Mbah a Moute 16. Rimbalzi: Villanueva 12. Assist: Ridnour 10.
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NEW YORK, 18 gennaio 2009 - Mike D’Antoni e Danilo Gallinari forse si erano messi d’accordo per sviare tutti i reporter. Fino a mercoledì i piani per il rientro del rookie italiano sembravano abbastanza chiari: almeno tre settimane di allenamento con i compagni e poi si vedrà. Venerdì a Washington un D’Antoni possibilista aveva parlato dei rapidi progressi dell’azzurro e sabato nel prepartita il coach dei Kicks ha stupito tutti. “Danilo? Forse lo farò giocare già stasera – aveva detto D’Antoni ai sorpresissimi giornalisti – la mia diagnosi era sbagliata, ecco perché faccio l’allenatore e non il medico.” Così Danilo aveva dovuto subire l’assalto dei reporter prima del match con Philadelphia. “Sono a disposizione, la schiena mi fa ancora un po’ male, ma sono pronto per giocare”. Davvero sorprendenti quindi le parole di un giocatore che solo mercoledì scorso aveva pronosticato un suo rientro dopo l’All Star Game.

IL RITORNO - Invece Gallinari torna sul parquet nelle battute finali del primo quarto della sfida con i 76ers, accolto da un caloroso applauso del Madison Square Garden. Danilo non si muove ancora con grandissima fluidità (non era logico aspettarsi qualcosa di diverso) ma ha tanta voglia di dimostrare di essere un giocatore pronto per il basket Nba e dopo un primo scivolone (un evitabile “passi” sotto canestro) si presenta realizzando la tripla del +5 (32-27), firmando così il suo primo canestro dal campo nella Nba. Un altro tentativo dalla lunga distanza, questa volta non andato a buon fine, e il ritorno in panchina tra gli applausi di compagni e tifosi a 8’38’’ dalla fine del primo tempo. Quattro minuti decisamente incoraggianti per un giocatore che non vedeva il parquet da più di due mesi. I Knicks, intanto, con i canestri di Chandler e Lee provano a rimanere davanti agli ospiti ma un eccellente Andre Iguodala non ci sta e Philadelphia va al riposo avanti 52-50. All’inizio del terzo quarto i 76ers provano a prendere il largo, arrivando anche al +13. Mike D’Antoni allora ripropone il suo rookie italiano a 38’’ dalla fine del terzo periodo e con Gallinari in campo i Knicks tentato la rimonta. L’azzurro non si nasconde e prova a dare la scossa ai compagni con il suo contagioso entusiasmo. Al Harrington suona la carica e il “Gallo” si fa trovare pronto realizzando una tripla pesante, offrendo proprio ad Harrington l’assist per il canestro del -3 e piazzando anche una stoppata. La squadra di casa arriva a un passo dai 76ers (91-90) ma Miller e Iguodala cambiano marcia e Philadelphia toglie interesse al match piazzando un parziale di 10-0. Gallinari viene infilato un paio di volte in difesa, ma la sua prestazione, anche nei momenti caldi del match, è sicuramente incoraggiante. Alla fine l’azzurro chiude con 6 punti (0/1 da due e 2/3 da tre), un assist e una stoppata in 16’. Davvero una piacevole sorpresa per un giocatore che solo fino a metà settimana sembrava ancora lontano dal rientro in campo.

New York: Harrington 26 (3/10, 4/9), Richardson 19, Chandler 17, Lee 15. Rimbalzi: Lee 11. Assist: Robinson 7.
Philadelphia: Iguodala 28 (7/12, 3/5), Miller 27, Williams 15. Rimbalzi: Iguodala, Young 10. Assist: Miller 8.
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NEW YORK, 18 gennaio 2009 – Con 39 punti di Nowitzki, Dallas torna a vincere a contro i Jazz. Portland va ko a Charlotte dopo un supplementare e San Antonio passa a Chicago. Continua il grande momento di Orlando, alla settima vittoria consecutiva: 4-0 nella trasferta ad Ovest. Passeggiano i Celtics contro i Nets.

New Jersey Nets-Boston Celtics 85-105
Grazie a una difesa aggressiva fin dalle prime battute, i Boston Celtics mettono subito le cose in chiaro contro i Nets, che segnano solo un canestro con Carter nei primi 7’ e subiscono un parziale di 18-2 in avvio di gara dal quale non si rialzano più. Ray Allen realizza 14 punti nel primo quarto, il duo Harris-Carter solo 4 e l’attacco dei Nets è inesistente. Boston vola a +30 nel secondo quarto grazie all’energia di Rajon Rondo che fa sembrare il suo rivale Harris l’ultimo arrivato. Con 39 punti dei Celtics nel secondo quarto e 12 assist di Rondo nella prima metà di gara, il punteggio è 39-68 all’intervallo e il secondo tempo è tutto garbage time. Ray Allen chiude con 6/6 da tre.
New Jersey: Lopez 28 (12/17), Hayes 15. Rimbalzi: Lopez 10. Assist: Dooling 8.
Boston: R. Allen 25 (8/12), House e Pierce 13, Garnett e Powe 12, Scalabrine 11. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 14.

Charlotte Bobcats-Portland Trail Blazers 102-97 dts
Terza vittoria consecutiva di Charlotte (non accadeva dallo scorso marzo) che batte Portland dopo un supplementare grazie a una super difesa nel minuto finale. “Stiamo iniziando a trovare l’intesa sia tra compagni che con lo staff tecnico”, dice Gerald Wallace protagonista di una grande partita da 31 punti e 16 rimbalzi, oltre a una fantastica schiacciata che posterizza Greg Oden e fa impazzire il pubblico presente. “C’era una specie di atmosfera da college – racconta Raymond Felton -, per come la gente si è scaldata. Erano così rumorosi. È stata una schiacciata importante”.
Charlotte: Wallace 31 (10/19), Okafor 22 (9/14), Felton 16, Bell 10. Rimbalzi: Wallace 16. Assist: Felton e Diaw 7.
Portland: Aldridge 21 (9/15), Roy 17, Fernandez 15, Bayless 14, Rodriguez e Outlaw 10. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Roy 6.

Chicago Bulls-San Antonio Spurs 87-92
Il messaggio di Gregg Popovich arriva forte e chiaro a Ginobili e compagni che, per merito della ritrovata difesa, si gettano alla spalle la peggior sconfitta stagionale (contro i Sixers) e tornano al successo a Chicago. “Li abbiamo tenuti a 87 punti ed ecco chi siamo noi - dice Pop -. Gli avversari devono segnare tra 80 e 90 punti contro di noi se vogliamo vincere. Se ne segnano 100, diventiamo una squadra normale”. Manu Ginobili chiude con 21 punti, 9 dei quali realizzati con 1’09” da giocare.
Chicago: Gordon 20 (9/15), Rose e Deng 12, Gooden 11. Rimbalzi: Deng 10. Assist: Rose 8.
San Antonio: Ginobili 21 (5/11, 9/11 tl), Parker 20 (10/20), Duncan 18, Bonner 12. Rimbalzi: Duncan 14. Assist: Parker 8.

Detroit Pistons-New Orleans Hornets 85-91
Continua il periodo nero di Detroit, sconfitta in casa dagli Hornets guidati magnificamente da Chris Paul, che a fine gara commenta così: “Abbiamo difeso, abbiamo corso e realizzato canestri in transizione. Quando giochiamo in questa maniera, otteniamo il massimo”. Se Paul è la mente, Tyson Chandler è il braccio di New Orleans e alla fine si guadagna gli elogi di coach Scott: “Chandler è stato il catalizzatore del gioco. Presente a rimbalzo, ha corso tanto e messo molta pressione addosso agli avversari”. Oltre alla sconfitta, Detroit si spaventa per una botta al ginocchio di Iverson che deve lasciare il campo, per poi tornare nell’ultimo quarto. “Non credo di aver mai colpito il parquet così duramente con il ginocchio. Vedremo come mi sento domani”, dice AI. La partita si decide negli ultimi due minuti quando Iverson commette una banale infrazione non superando la metà campo entro 8”. Quindi CP3 segna allo scadere del cronometro e Posey porta a +4 la sua squadra a 90” dal termine. Ancora Paul firma il successo con l’ennesimo canestro in layup (89-84) a 26” dalla fine.
Detroit: Hamilton 19 (8/18), Prince e Stuckey 13, Iverson 12, Maxiell 11, Wallace 10. Rimbalzi: Wallace 10. Assist: Stuckey 6.
New Orleans: Paul 23 (8/14), West 20 (8/17), Posey 13, Butler 12, Chandler 11, Stojakovic 10. Rimbalzi: Chandler 11. Assist: Paul 14.

Houston Rockets-Miami Heat 93-86
I Rockets superano Miami grazie a uno straordinario Yao Ming, perfetto al tiro con 12/12 (record di franchigia), affiancato da un ottimo Rafer Alston autore di 22 punti. L’unico errore di Yao avviene dalla lunetta, da dove il centro cinese fa 2/3. Gli Heat non hanno nessuno in grado di contrastare l’imponente Yao che sovrasta la scarsa batteria di lunghi avversaria.
Houston: Yao 26 (12/12), Alston 22 (9/17), Wafer 17. Rimbalzi: Yao 10. Assist: Battier 6.
Miami: Wade 29 (11/25), Marion 20 (10/15), Beasley 12. Rimbalzi: Marion 10. Assist: Wade 9.

Dallas Mavericks-Utah Jazz 115-108
Una brillante performance di Dirk Nowitzki permette a Dallas di tornare a vincere dopo 4 sconfitte. “Sia con una mano in faccia che con due avversari addosso ha continuato a infilare tiro dopo tiro - dice Deron Williams a proposito del 16/20 del tedesco -, ed ha condotto la sua squadra alla vittoria”. Con i 39 punti messi a segno, Nowitzki supera il tetto dei 18mila punti in carriera. Tra i giocatori in attività è al numero sette nella classifica marcatori, e in totale è alla 55º posizione.
Dallas: Nowitzki 39 (16/20), Terry 22 (9/23), Wright e Kidd 11. Rimbalzi: Nowitzki 8. Assist: Kidd 15.
Utah: Willams 30 (8/17),Okur 23 (8/15), Miles 15, Brewer 14, Kirilenko 12. Rimbalzi: Okur 11. Assist: Williams 9.

Denver Nuggets-Orlando Magic 88-106
Con 31 punti di Turkoglu e 23 di Lewis e Nelson, i Magic chiudono la trasferta ad Ovest con un perfetto 4 su 4. Dwight Howard cattura 20 rimbalzi per la seconda gara di fila e Orlando vince per la nona volta nelle ultime dieci partite. Orlando (33-8) ha ora il maggior numero di vittorie nella nba ed è a un passo da Cleveland (31-7) per la pole position nella Western Conference. A impressionare maggiormente, oltre al bel gioco messo in mostra dai Magic, è il fatto che durante la trasferta hanno battuto tutte le squadre leader delle tre Division della Western Conference.
Denver: Kleiza 26 (9/13), Billups 18, Martin 10. Rimbalzi: Andersen 9. Assist: Carter 7.
Orlando: Turkoglu 31 (9/16), Lewis 23 (8/12), Nelson 23 (9/15), Howard 14, Lee 13. Rimbalzi: Howard 20. Assist: Nelson e Turkoglu 5.

L.A. Clippers-Milwaukee Bucks 101-92
Malgrado l’infortunio alla caviglia di Marcus Camby a 8’ dalla fine, i Clippers hanno la meglio sui Bucks e interrompono una striscia perdente di 12 partite. Milwaukee non riesce a trovare continuità nel proprio rullino di marcia, e negli ultimi 14 incontri ha sempre alternato una vittoria e una sconfitta. I Clippers chiudono con 6 giocatori in doppia cifra.
L.A. Clippers: Camby e Skinner 18, Gordon 14, Thornton e Davis 13, Collins 12. Rimbalzi: Camby 11. Assist: Collins 11.
Milwaukee: Jefferson 26 (7/13, 9/11 tl), Redd 21 (9/18). Rimbalzi: Mbah a Moute 9. Assist: Ridnour 8.
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TORONTO, 18 gennaio 2009 – Tra voci di trade imminente che manderebbe Jermaine O’Neal a Miami e Shawn Marion (insieme a Marcus Banks) a Toronto, i Raptors producono un grande sforzo nel pomeriggio domenicale senza Calderon, Kapono e O’Neal. Alla fine di un’elettrizzante partita Steve Nash e i Suns ridono per ultimi. Andrea Bargnani è autore di una prestazione in chiaroscuro con 15 punti realizzati (6/16). Gli Heat nell'altra gara della domenica passano 104-94 sul campo degli Oklahoma City Thunder.

Toronto Raptors-Phoenix Suns 113-117
Le premesse alla vigilia non erano favorevoli ai Raptors, in striscia perdente di 4 gare (e di 8 nei confronti diretti con Phoenix), mentre Nash e compagni erano reduci da 6 vittorie consecutive in trasferta. All’assenza di Calderon e O’Neal si aggiunge quella di Jason Kapono, messo k.o. dall’influenza. L’attenzione dei media locali è tutta su Steve Nash, che ha giocato per Jay Triano (attuale coach di Toronto) con la nazionale canadese alle olimpiadi di Sidney. La novità del giorno è il ruolo di regista titolare affidato ad Anthony Parker con il quintetto di Toronto completato da Moon, Graham, Bosh e Bargnani.
DIFESE PERMISSIVE - Si parte ad elevato ritmo nel primo quarto che si chiude 34-36 con i Suns che tirano con il 72% e Toronto con il 65%. Moon, Graham e Parker sono perfetti nei primi 12’ con un 9/9 complessivo. Bargnani segna 5 punti, un canestro nel primo minuto, e il secondo da tre verso la fine del quarto. Nel secondo quarto, la difesa di Toronto è inesistente e Phoenix martella la retina con Barbosa e Barnes, mentre Shaq domina sotto canestro. Così i Suns ottengono il primo break e vanno a +10 (47-57), quindi con un canestro di Shaq oltrepassano i 60 punti con ancora cinque minuti da giocare nel primo tempo. I Raptors reagiscono e con Parker, Graham e Bosh tornano a -3. Bargnani è l’unico in casa Raptors con la mira imprecisa e alla fine del primo tempo è a quota 7 punti con 3/10 dal campo, più un rimbalzo, 2 falli e una palla persa. Toronto ha bisogno di un maggior contributo da parte del Mago nel secondo tempo per riuscire a ribaltare la situazione che vede i Suns avanti 71-63. Nel frattempo, Nash ha totale controllo del match con 11 assist all’attivo e 0/1 dal campo.

BARGNANI CONTRO SHAQ - Alla ripresa del gioco, Toronto prova a raddoppiare O’Neal con successo, ma quando se ne dimentica Shaq la punisce con due facili punti. Bargnani e O’Neal si danno battaglia sotto canestro ed entrambi conquistano due tiri liberi con falli reciproci. Bargnani però continua ad avere problemi dal perimetro e sbaglia altre due triple. Difendere su Shaquille O’Neal non è uno scherzo e l’azzurro inizia a sentire la fatica. I Suns mantengono il vantaggio nel terzo quarto, ma il risveglio di Bargnani che ha un ottimo sprazzo offensivo con 4/4 nel finale del periodo permette a Toronto di mantenersi a -8 (87-95) dopo tre quarti. Dopo un breve periodo di riposo, Bargnani torna in campo per gli ultimi 8’ di gara con Toronto ancora viva e Graham (alla sua migliore partita in maglia Raptors) che trova il pareggio (102-102) con una schiacchiata. I Suns restano a galla con i canestri di Stoudemire (11 nell’ultimo quarto), Ukic commette un fallo ingenuo su Nash che fa 3/3 dalla lunetta, così torna il momento di Parker in regia.

IL MAGO NEL BENE E NEL MALE - La partita è incandescente negli ultimi minuti. Bargnani va a sfondare su Grant Hill, facendosi subito perdonare con un’eccellente azione difensiva che provoca il fallo di Matt Barnes a 57” dalla fine sul 113-114. La panchina dei Raptors salta in piedi dall’eccitazione. Dopo una tripla sbagliata di Parker, Steve Nash segna un gran canestro per il +3 dei Suns a 12” dalla fine. Time out per i Raptors, che poi hanno due buone occasioni per segnare con Parker e Bosh, ma sono sfortunati. Amare Stoudemire segna un libero a tempo scaduto e Phoenix rifila una bruciante sconfitta a Toronto.
Toronto: Bargnani 15 punti (5/11 da due, 1/5 da tre, 2/2 tl), 3 rimbalzi, 4 palle perse e 4 falli in 42’. Parker 26 (10/17), Graham 22 (8/15), Bosh 20 (8/15), Moon 16. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Parker 5.
Phoenix: Stoudemire 31 (12/20), Richardson 17, O’Neal e Barnes 16, Barbosa 14, Hill 11. Rimbalzi: Hill 9. Assist: Nash 18.
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NEW YORK, 20 gennaio 2009 - I Lakers battono i Cavs anche se la sfida tra Kobe Bryant e LeBron James finisce sostanzialmente pari. Boston, trasconata da Rajon Rondo, umilia Phoenix, Chris Paul trascina New Orleans alla vittoria contro Indiana. Finalmente una gran serata per Greg Oden, prima scelta al draft 2007.

Los Angeles Lakers-Cleveland Cavaliers 105-88
Come era prevedibile, nella serata che ha visto di fronte l'Mvp in carica della Lega (Kobe Bryant) e il suo possibile successore (LeBron James) è stata la profondità dei roster a fare la differenza. Dopo una metà gara molto equilibrata (50-49 in favore degli ospiti), i Lakers hanno alzato il tono della loro difesa, e sono riusciti a staccare i Cavs con la partecipazione del cast di supporto a Re Kobe: un parziale di 9-2 (con 4 di Gasol e la tripla di Vujacic) mette i padroni di casa per la prima volta in vantaggio di oltre 10 lunghezze (75-64 a 1'31 dalla fine del terzo quarto), poi un altro break di 11-1 sembra chiudere definitivamente la partita (91-73, con 6 di Bryant, a 6'33 dalla sirena). Cleveland però risponde: controparziale di 11-0, con 4 di LeBron e la tripla di Mo Williams, per riportare sotto gli ospiti sul 91-84 quando mancano 3'31. Ma qui arriva l'eroe per caso: Trevor Ariza, 8 punti consecutivi (con 2 triple e i tiri liberi per un "flagrant foul" di Pavlovic) in meno di 30 secondi portano i Lakers avanti 103-85 con 1'29 da giocare, ed è la fine delle ostilità. I Lakers, il top a Ovest, vincono un'altra battaglia contro i leader della Eastern Conference, dopo aver battuto i Celtics sempre allo Staples Center.
LA Lakers: Gasol 22 (11/13, 0/2 tl), Bryant 20, Bynum e Vujacic 14, Fisher 11, Ariza 10. Rimbalzi: Gasol 12. Assist: Bryant 12.
Cleveland: James 23 (8/20, 1/5, 4/8 tl), Williams 16, Pavlovic 12, Hickson 11, Varejao 10. Rimbalzi: Varejao 12. Assist: Williams 5.

Boston Celtics-Phoenix Suns 104-87
I Celtics, quelli di inizio stagione, sono tornati. "Siamo rimasti uniti e a testa alta - ha detto Paul Pierce -. Siamo sempre i campioni in carica, non ho mai pensato che questa squadra avesse perso fiducia". Non lo pensano nemmeno i Phoenix Suns, letteralmente umiliati al TD Banknorth Garden. I Celtics, infatti, hanno segnato nel solo secondo quarto tutti i punti che i Suns sono riusciti a mettere in mezza partita (34), chiudendo la gara all'intervallo con un eloquente +30. In più, Rajon Rondo ha stravinto il confronto diretto con Steve Nash, lanciando i suoi Celtics alla quinta vittoria consecutiva. I Suns, invece, hanno perso tre delle ultime quattro gare: "Hanno fatto quello che hanno voluto - ha detto coach Terry Porter -, senza mai incontrare resistenza da parte nostra".
Boston: Rondo 23 (8/14, 1/1, 4/7 tl), R. Allen 20, Garnett 16, Pierce 12. Rimbalzi: Davis 9. Assist: Pierce 8.
Phoenix: O'Neal 16 (8/13), Amundson 13, Nash 12, Tucker 11, Hill 10. Rimbalzi: O'Neal 11. Assist: Nash 8.

Memphis Grizzlies-Detroit Pistons 79-87
La difesa di Detroit ferma i padroni di casa nell'ultimo quarto: solo 10 punti con 4/20 dal campo per i Grizzlies negli ultimi 12 minuti, mentre, dopo l'ultima parità a quota 77, Rasheed Wallace ed Allen Iverson hanno segnato 10 punti consecutivi in coppia per dare ai Pistons l'allungo decisivo. I Grizzlies sono alla 6a sconfitta consecutiva, la 14ª nelle ultime 16 uscite. Dal canto loro, i Pistons interrompono una striscia di 5 sconfitte consecutive, la peggiore mai vista dalle parti di Auburn Hills nelle ultime cinque stagioni.
Memphis: Gay 15 (6/14, 1/2) e Mayo 15 (4/11, 1/4, 4/5 tl), Gasol e Warrick 12, Conley 10. Rimbalzi: Gasol 13. Assist: Conley 5.
Detroit: Iverson 27 (11/17, 0/1, 5/8 tl), Hamilton e Stuckey 14, Wallace 13. Rimbalzi: McDyess 16. Assist: Hamilton 6.

Houston Rockets-Denver Nuggets 115-113
Due tiri liberi falliti da Kenyon Martin a 2.6 secondi, e il successivo rimbalzo di un eccellente Yao Ming, sanciscono la vittoria dei texani, in una gara altamente equilibrata con 15 parità e il vantaggio ribaltato 17 volte. Una gara con un finale anche contestato dai padroni di casa, per via di uno sfondamento sanzinato a Linas Kleiza, che aveva penetrato consegnando l'assist a Nené per la schiacciata del sorpasso, sul 113-114. "Penso sia stato un errore - ha detto il lituano - non penso davvero di aver provocato il contatto su Chuck Hayes. Ma è andata così, bisogna guardare avanti". I Rockets, dal canto loro, si godono il quinto successo nelle ultime sei gare.
Houston: Yao Ming 31 (13/19, 5/7 tl), Von Wafer e Alston 18, Scola 16, Barry 11. Rimbalzi: Scola 8. Assist: Alston 11.
Denver: Smith 24 (4/7, 5/7, 1/2 tl), Nené 23, Martin 22, Billups 13, Jones 10. Rimbalzi: Nene 12. Assist: Billups 12.

New Orleans Hornets-Indiana Pacers 103-100
Partiti senza David West (problemi alla schiena), gli Hornets hanno perso per strada anche Tyson Chandler nel secondo quarto (caviglia sinistra), e si sono affidati completamente al loro leader, Chris Paul, che non li ha delusi. È stato lui, infatti, a segnare la tripla della vittoria allo scadere, dopo che Danny Granger aveva dato l'illusione del supplementare colpendo a sua volta da fuori con 2.5 secondi da giocare. Dopo il time-out, però, Paul ha deciso di prendersi la responsabilità, malgrado la gran serata di Peja Stojakovic (5/9 da fuori per il serbo), ed ha nuovamente avuto ragione.
New Orleans: Paul 27 (7/13, 1/2, 10/12 tl), Stojakovic 26, Butler 17. Rimbalzi: Ely 6. Assist: Paul 9.
Indiana: Granger 30 (5/16, 5/7, 5/6 tl), Murphy 17, Graham 14, Dunleavy e Jack 11. Rimbalzi: Murphy 11. Assist: Murphy 5.

Charlotte Bobcats-San Antonio Spurs 84-86
"Forse essere presi a calci a Philadelphia ha fatto capire ai ragazzi quanto avessero fatto schifo in difesa". Non ha usato molti giri di parole Gregg Popovich per definire lo stato d'animo dei suoi, che proprio sulla difesa hanno costruito la vittoria sui Bobcats, che hanno avuto appena il 36.3% dal campo. Decisiva una stoppata di Tim Duncan nel finale su Raymond Felton, ma il caraibico ha rischiato molto spedendo il pallone tra le mani di Boris Diaw, libero per il tentativo da fuori, sbagliato. Decisivo, comunque, l'apporto delle panchine: 36 a 9 i punti delle riserve in favore degli Spurs, che hanno conquistato la 12ª vittoria nelle ultime 15 uscite.
Charlotte: Bell 25 (4/7, 2/4, 11/11 tl), Diaw 16, Felton 13, Okafor 12. Rimbalzi: Diaw 13. Assist: Felton 9.
San Antonio: Duncan 17 (6/13, 5/11 tl), Parker 13, Mason 12, Ginobili e Hill 10. Rimbalzi: Duncan 11. Assist: Parker 10.

Philadelphia 76ers-Dallas Mavericks 93-95
Vittoria sul filo di lana per i texani, che ringraziano Dirk Nowitzki per il canestro vincente allo scadere dopo la furiosa rimonta dei padroni di casa. I 76ers, infatti, hanno rimontato dall'81-93 a 2'15 dalla fine con un parziale di 12-0 ispirato da Andre Iguodala (7 punti in questo frangente), ma tutto questo non è bastato a rovesciare una tendenza che vede i Mavs vincenti contro Phila in sei degli ultimi sette scontri. "Sono un tiratore", ha chiosato Klasse Dirk, "e quindi penso sempre che il prossimo tiro andrà dentro", ha detto il tedesco riferendosi alla sua brutta percentuale dal campo (sbagliati 13 dei primi 14 tentativi).
Philadelphia: Williams 25 (6/12, 4/9, 1/2 tl), Iguodala 18, Miller 12, Young e Ivey 11. Rimbalzi: Iguodala 12. Assist: Miller 7.
Dallas: Nowitzki 24 (7/21, 0/2, 10/10 tl), Kidd 22, Terry 20, Howard 10. Rimbalzi: Kidd 12. Assist: Kidd 6.

Portland Trail Blazers-Milwaukee Bucks 102-85
I tifosi dei Blazers hanno potuto apprezzare una gara da Greg Oden, inteso come quello che hanno sempre sognato dal giorno in cui la franchigia lo ha chiamato con la prima scelta assoluta nel 2007. Il giovane centro si è distinto per la sua notevole presenza fisica, approfittando anche del vuoto lasciato ai Bucks dall'infortunio di Andrew Bogut (terza assenza in fila per l'australiano, uomo da 11.8 punti e 10.4 rimbalzi), ma anche, come ha detto Brandon Roy a fine gara, per la sua partecipazione emotiva. Non l'ha presa per niente bene Scott Skiles, coach dei Bucks: "Sembra che ogni volta qualcuno debba fare festa contro di noi. Stasera è toccato a Oden". Portland (priva di Blake, ma con un Rodriguez che ci ha messo 5 punti, 7 rimbalzi e altrettanti assist) ha sempre condotto la gara, raggiungendo anche 15 punti di margine nel terzo periodo (68-53, tripla di Bayless), ma è solo nell'ultimo quarto che i Bucks vengono staccati definitivamente, quando 4 punti in fila di Oden ridanno 12 lunghezze ai padroni di casa (85-73) con 6'26 da giocare.
Portland: Oden 24 (9/14, 6/11 tl), Aldridge 22, Outlaw 18, Fernandez 13. Rimbalzi: Oden 15. Assist: Roy e Rodriguez 7.
Milwaukee: Jefferson 23 (6/13, 2/3, 5/5 tl) e Villanueva 23 (8/15, 1/6, 4/4 tl), Redd 13, Ridnour 10. Rimbalzi: Villanueva 10. Assist: Lue 4.

Los Angeles Clippers-Minnesota Timberwolves 86-94
Prosegue la metamorfosi dei T'Wolves, alla loro nona vittoria nelle ultime 12 sfide (dopo una serie di 13 sconfitte consecutive). Grazie alla potenza di Al Jefferson (che ha pareggiato il suo record stagionale a rimbalzo), che ha approfittato dell'assenza dell'infortunato Camby (nel caso quelle di Kaman, Randolph e dei due Davis non fossero sufficienti...), malgrado l'impegno del rookie DeAndre Jordan (anche 6 stoppate per lui). I Clippers non sono mai stati in vantaggio: gli ospiti sono partiti con 14 punti di Smith nel 24-8 iniziale, i padroni di casa nel finale si riavvicinano fino al -2 proprio con Jordan (4 punti per andare sotto 86-88 a 1'22 dal termine), ma un gioco da 3 punti di Jefferson e la successiva palla persa di Eric Gordon hanno chiuso i giochi.
LA Clippers: Gordon 25 (7/11, 3/8, 2/2 tl), Novak 18, Thornton 12. Rimbalzi: Jordan 10. Assist: Collins 8.
Minnesota: Smith 20 (9/14, 2/2 tl) e Jefferson 20 (9/21, 2/2 tl), Foye 17, Gomes 14. Rimbalzi: Jefferson 17. Assist: Telfair 9.
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NEW YORK, 21 Gennaio 2009 - Nella storica giornata del giuramento di Barack Obama come 44° presidente degli Stati Uniti, Atlanta passa a Chicago, San Antonio regola Indiana mentre Denver domina Sacramento.

Chicago-Atlanta 102-105
Dopo la sconfitta con i Knicks, i minuti finali sono fatali per i Bulls anche contro gli Hawks. Chicago, infatti, non riesce a proteggere il vantaggio e si fa superare da Atlanta al termine di un match intenso e combattuto. Sotto 94-93 Atlanta prende in mano le redini del match piazzando il parziale di 7-0 che mette k.o. la squadra di Vinny Del Negro. A fare la differenza ci pensa un eccellente Mike Bibby. L’ex playmaker di Sacramento realizza nove dei suoi 31 punti (suo massimo stagionale) negli ultimi cinque minuti del match. Gioca la sua miglior partita della stagione anche Zaza Pachulia, promosso titolare per le assenze di Al Horford e Marvin Williams.
Chicago: Gordon 21 (5/6, 1/5), Nocioni 15. Rimbalzi: Noah 11, Deng 10. Assist: Hinrich 8.
Atlanta: Bibby 31 (7/11, 5/10), Pachulia 18, Smith 17, Johnson 16. Rimbalzi: Smith 14. Assist: Johnson 8.

San Antonio-Indiana 99-81
Continua l’ottimo momento per gli Spurs. San Antonio non ha nessun problema contro i Pacers i quali tirano con brutte percentuali (37% dal campo) e difendono con approssimazione, uscendo dal match già nel terzo quarto. San Antonio così conquista senza sudare più di tanto il suo 13° successo nelle ultime 16 gare. Per una volta Gregg Popovich può perfino permettersi di far rifiatare in panchina suoi titolari nell’ultimo quarto, tanto rassicurante è il margine di vantaggio degli Spurs. “Non siamo abituati a partire così – commenta Manu Ginobili – non ci è capitato molto spesso in questo campionato di poter fare riposare alcuni giocatori importanti nell’ultimo quarto, siamo contenti di averlo potuto fare questa volta”. Domina sotto canestro un eccellente Tim Duncan: in soli 27’ di gioco mette a referto 27 punti e 10 rimbalzi.
San Antonio: Duncan 27 (10/15), Ginobili 26. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Parker 7.
Indiana: Granger 17 (5/15), Dunleavy 15. Rimbalzi: Murphy 10. Assist: Nesterovic 4.

Denver-Sacramento 118-99
Ai Nuggets bastano due quarti, il secondo e il terzo, con sprazzi di ottima pallacanestro per spazzare via la timida resistenza dei Kings, ancora una volta davvero deludenti lontano da Sacramento. La squadra californiana incassa così la sua 13ª sconfitta in trasferta nelle ultime 14 gare. Sacramento inizia con il piede giusto e va avanti anche di 10 punti, poi però subisce l’inesorabile ritorno dei padroni di casa che prendono in mano la gara piazzando nel secondo quarto un parziale di 19-4. Una volta avanti i Nuggets, guidati da un super Linas Kleiza, non si guardano più indietro e vanno a vincere in scioltezza.
Denver: Kleiza 27 (11/14, 0/3), Billups 22, Smith 19, Martin 16. Rimbalzi: Nene 12. Assist: Carter 10.
Sacramento: Martin 25 (5/14, 3/5), Thompson 18, Jackson 15. Rimbalzi: Thompson 11. Assist: Udrih, Salmons 5.

Utah-Minnesota 112-107
I Jazz sprecano un vantaggio di 14 punti e devono sudare nelle battute finali ma alla fine riescono ad avere la meglio su Minnesota. Gli ospiti mettono paura a Utah arrivando al -1 (97-96) a tre minuti dalla sirena, ma il turco Mehmet Okur realizza due triple consecutive e riporta i Timberwolves a distanza di sicurezza. I Jazz conquistano così il loro settimo successo casalingo consecutivo.
Utah: Millsap 28 (12/20), Okur 22, Williams 17. Rimbalzi: Millsap 15. Assist: Williams 11.
Minnesota: Jefferson 25 (12/25), Foye, Gomes 19, Telfair 17. Rimbalzi: Love 9. Assist: Telfair 9.
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