..:: IGZ Forum Community ::..

Go Back   ..:: IGZ Forum Community ::.. > Bar Sport > Bar Sport

 
 
Thread Tools
Old 19-11-2008, 11:58   #16
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 19 novembre 2008 – Un super LeBron James oltrepassa gli 11.000 punti segnati in carriera, diventando il più giovane giocatore nba a raggiungere il traguardo. Prima di lui Bryant aveva superato quota undicimila a 25 anni compiuti. Facili successi per Dallas, Miami e Indiana, Memphis e Denver. Ok anche i Lakers. Male Bargnani e i Raptors, che perdono a Orlando.

Orlando Magic-Toronto Raptors 103-90
L’assenza di Jose Calderon inizia a farsi sentire per Raptors, che per la seconda partita di fila commettono oltre venti turnover (24 contro Orlando), soffrendo la pressione difensiva dei Magic che impedisce a Will Solomon di ripetere la buona prova del suo esordio in quintetto. Anche Andrea Bargnani (ancora titolare in ala piccola) incappa in una serata negativa e non riesce a entrare in partita a causa di due falli precoci contro Dwight Howard che lo costringono a stare seduto in panchina a lungo nel primo tempo. Il Mago rientra nel secondo tempo, ma non trova il ritmo e i suoi tiri sono imprecisi. Bargnani finisce con 2/9 dal campo in una serata in cui anche il resto della squadra fatica a trovare il canestro dal perimetro (solo 2/14 da tre) e abbandona un immenso Chris Bosh a produrre punti. CB4 semina il panico nella difesa avversaria, ma a parte qualche sprazzo positivo di Jermaine O’Neal, la star di Toronto è l’unico giocatore di Mitchell che ha le idee chiare e che non si fa intimidire da Howard e compagni. I Raptors iniziano il festival delle palle perse nel terzo quarto (Solomon chiude con 7 turnover) e Orlando migliora di pari passo con Howard che all’inizio aveva sofferto la marcatura di O’Neal. Toronto si disunisce guidata a turno da Solomon e Ukic, e Orlando con il contributo di tutto il gruppo riusce a incassare il successo senza rischiare nel finale.
Le cifre di Bargnani: 5 punti (1/5 da due, 1/4 da tre), 3 rimbalzi, 1 palla recuperata, 1 stoppata e 3 falli in 23’.
Orlando: Turkoglu, Lewis e Nelson 22, Howard 18. Rimbalzi: Howard 9. Assist: Turkoglu 7.
Toronto: Bosh 40 (14/19, 12/16 tl), O’Neal 16 (6/12), Solomon 10. Rimbalzi: Bosh 18. Assist: Solomon e Bosh 4.

New Jersey Nets-Cleveland Cavaliers 82-106
A 23 anni e 323 giorni LeBron James è diventato il più giovane giocatore Nba a superare la soglia degli 11.000 punti (togliendo il primato a Kobe Bryant, che aveva già compiuto 25 anni) ed ha scelto di farlo davanti al suo grande amico Jay-Z, seduto di fianco alla panchina dei Nets, dei quali possiede una quota societaria. È un vero e proprio show quello di James all’Izod Center e i Nets restano in partita solo nel primo tempo. King James è in vena di dar spettacolo e fino all’intervallo ubriaca gli avversari andando a canestro con estrema facilità. Nel terzo quarto James lascia un po’ di vetrina ai compagni e ai Nets non resta che inchinarsi davanti al re: "Mo e Delonte (Williams e West, ndr) hanno fatto un grande lavoro nel terzo quarto tirando benissimo. Abbiamo approfittato del momento favorevole e siamo corsi via". Giocando contro i Nets, una delle squadre che non nasconde di fare la corte a James per quando diventerà free agent nel 2010, LBJ ha dovuto rispondere alle solite domande sul suo futuro: "Penso che farò la cosa migliore per me e per la mia carriera". Tra i suoi highlights, spicca una stoppata clamorosa su Devin Harris lanciato in contropiede.
New Jersey: Harris 23 (8/18), Lopez 15, Carter 12. Rimbalzi: Lopez 13. Assist: Carter 6.
Cleveland: James 31 (9/20, 12/17), West e Williams 16, Ilgauskas 13. Rimbalzi: Ilgauskas 9. Assist: Williams 6.

Charlotte Bobcats-Dallas Mavericks 83-100
Contro la debole Charlotte, i Mavericks fanno la voce grossa e semplificano la pratica con un dominio assoluto nel primo quarto (28-10). I Bobcats segnano i primi due punti dopo quasi sette minuti di gioco con il rookie DJ Augustin, autore di 21 punti e unica nota positiva dei ragazzi di Larry Brown che non ha potuto schierare l’infortunato Richardson. Dopo un avvio di campionato problematico per una volta Dallas passeggia arrivando a un vantaggio massimo di 23 punti. "Per noi la partita era assolutamente da vincere - dice Jason Terry -. L’abbiamo affrontata come fossero i playoff. I Bobcats hanno faticato finora, così come noi".
Charlotte: Augustin 21 (9/15), Felton e Brown 11. Rimbalzi: Okafor 9. Assist: Augustin 4.
Dallas: Nowitzki 32 (10/21, 10/11 tl), Howard 21, Terry 15. Rimbalzi: Dampier 11. Assist: Kidd 10.

Indiana Pacers-Atlanta Hawks 113-96
Dopo il 6-0 iniziale, Atlanta è ora solo 6-4 dopo il k.o. contro Indiana, sfida nella quale gli Hawks non riescono a tenere il ritmo di Pacers. La gara si decide già nel primo tempo con Indiana che passa a condurre 32-25 dopo un quarto e Nesterovic che con un gioco da tre punti poco prima dell’intervallo fissa il punteggio sul 61-46. Indiana va al riposo con 17 punti di Granger e il 58% dal campo. I Pacers chiudono con 8/13 nelle triple e perfino Jeff Foster segna un canestro da tre. L’ottima prova di Granger non è una sorpresa per Rasho Nesterovi,c che descrive così il compagno che sta emergendo come uno dei giocatori dal miglior rendimento nel campionato: "Danny ha il killer instinct del realizzatore. È giovane e può solo migliorare. Sarà di certo un pilastro di questa franchigia per molti anni a venire".
Indiana: Granger 34 (13/18), Nesterovic 21 (10/19), Jack 12. Rimbalzi: Murphy 19. Assist: Jack e Nesterovic 5.
Atlanta: Johnson 25 (10/21), Williams 14, Bibby e Evans 13. Rimbalzi: Pachulia 8. Assist: Bibby 5.

Washington Wizards-Miami Heat 87-94
Grazie a Dwyane Wade (19 punti, 10 assist e 6 rimbalzi e per fortuna che era in dubbio alla vigilia per problemi alla caviglia) i Miami Heat ottengono una rara vittoria in trasferta, con sei giocatori finiti in doppia cifra. Solo Jamison e Butler sono all’altezza per Washington e segnano 46 dei 59 punti del quintetto base.
Il bilancio dei Wizards (1-7) è il peggiore dalla stagione 1999.
"Penso che stasera il movimento di palla sia stato sensazionale" commenta il coach di Miami, Spoelstra.
Washington: Jamison 25 (9/15), Butler 21, Young 12. Rimbalzi: Jamison e Butler 12. Assist: Dixon 5.
Miami: Wade 19 (6/16), Chalmers 15, Cook 13. Rimbalzi: Haslem 11. Assist: Wade 10.

Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 109-94
Dopo 4 sconfitte consecutive, i Memphis Grizzlies tornano a vincere per merito di un’ottima performance al tiro (10/16 da tre) che consente a Gay e compagni di raggiungere il vantaggio in doppia cifra già nel secondo quarto. Memphis tira con il 60% dal campo per quasi tutto l’incontro guidata da Rudy Gay autore di 22 punti, 8 rimbalzi, 4 assist e 2 recuperi.
Memphis: Gay 22 (9/15), Warrick 21, Gasol 16, Mayo 11. Rimbalzi: Warrick 10. Assist: Conley 7.
Sacramento: Salmons 18 (7/15), Hawes 14, Jackson 13. Rimbalzi: Thompson 9. Assist: Miller e Udrih 5.

Denver Nuggets-Milwaukee Bucks 114-105
Con i cinque titolari in doppia cifra, più il top scorer Kleiza (25 punti) e Renaldo Balkman, Denver vince la sesta partita su sette da quando c’è Billups in cabina di regia, segnando il massimo stagionale di 114 punti. Con tanti canestri in contropiede, Denver construisce un largo vantaggio e si sbarazza dei Bucks, sempre privi di Redd e Villanueva. Tranne la vittoria a Boston, i Nuggets hanno vinto contro squadre dal record negativo, dunque i veri test devono ancora arrivare.
Denver: Kleiza 25 (5/9, 13/15 tl), Anthony 17, Jones 15, Nene 13, Billups 11. Rimbalzi: Nene 6. Assist: Billups 5.
Milwaukee: Bell 25 (9/18), Croshere 17, Alexander 14, Jefferson 12. Rimbalzi: Croshere e Sessions 6. Assist: Sessions 6.

L.A. Lakers-Chicago Bulls 116-110
Pau Gasol segna 24 ei suoi 34 punti nel primo tempo e i Lakers tornano a vincere dopo il primo stop della stagione. Con Bryant in panchina, i Bulls si riavvicinano a -10 nel quarto periodo dopo aver raggiunto un deficit di 18 punti, ma non riescono a fare di più. "Siamo tornati dopo l’esperienza dell’anno scorso conoscendo gli errori che abbiamo commesso - ha spiegato Pau Gasol -. Siamo molto affamati adesso".
L.A. Lakers:Gasol 34 (14/21), Bryant 21 (9/18), Bynum 18, Farmar 12. Rimbalzi: Bynum 9. Assist: Bryant 6.
Chicago: Rose 25 (11/18), Gordon 23 (6/22), Gray 11. Rimbalzi: Nocioni 8. Assist: Rose 9.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 27-11-2008, 11:42   #17
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
Minnesota Timberwolves-Phoenix Suns 102-110
Shaquille O'Neal torna alla doppia doppia contro il giovane leone Al Jefferson e risulta fondamentale nel successo dei Suns, che obbligano di contro i Wolves alla decima sconfitta nelle ultime 12 gare. "Shaq ha fatto la differenza sotto canestro, e credo che c'entri molto con la nostra vittoria", ha detto Raja Bell. I Suns hanno impresso da subito un grande ritmo alla gara (9-0 in stagione quando segnano oltre 100 punti), ed erano già avanti di 16 a metà partita (59-43).
Minnesota: Jefferson 28 (11/23, 6/8 tl), Foye 17, Gomes 16, McCants 12. Rimbalzi: Jefferson 17. Assist: Miller 6.
Phoenix: Nash 20 (6/8, 0/2, 8/8 tl), O'Neal 18, Stoudemire 16, Bell 15, Barnes 12. Rimbalzi: O'Neal 10. Assist: Nash 6.

Houston Rockets-Indiana Pacers 90-91
Con 14 punti di Troy Murphy nell'ultimo quarto, i Pacers costruiscono la rimonta e battono sul filo di lana Houston (senza McGrady), grazie al tap-in di Danny Granger a 13 secondi dalla fine. I Rockets, ancora una volta, hanno sofferto in attacco, tirando con il 35% dal campo, e sprecano il +10 che era sul tabellone a 6 minuti e mezzo dalla fine (84-74).
Houston: Yao 19 (5/14, 9/9 tl) e Artest 19 (5/18, 1/3, 6/6 tl), Scola e Landry 15.
Indiana: Murphy 21 (3/5, 4/6, 3/4 tl), Granger 16, Rush 11, Ford e Jack 10. Rimbalzi: Murphy 14. Assist: Granger 5.

Philadelphia 76ers-Orlando Magic 94-96
Questione di mira e di dettagli: Orlando tira malissimo nella seconda metà di gara, ma con Rashard Lewis trova la tripla della vittoria a 4"7 secondi dalla fine, rispondendo ai tiri liberi di Iguodala. Prima di questa conclusione, i Magic avevano sganciato uno sconfortante 11/34 dal campo nel terzo e nell'ultimo quarto. I Magic, che hanno avuto l'ennesima doppia doppia da Dwight Howard, hanno sprecato 12 punti di vantaggio accumulati nel primo tempo, grazie anche agli sforzi di Elton Brand per Philadelphia (17 punti dopo l'intervallo).
Philadelphia: Brand 21 (9/14, 3/5 tl), Iguodala 17, Young e Williams 13, Speights 12. Rimbalzi: Dalembert 7. Assist: Iguodala 7.
Orlando: Howard 21 (4/7, 13/18 tl), Battie 20, Lewis 19, Turkoglu 12. Rimbalzi: Howard 14. Assist: Turkoglu 7.

San Antonio Spurs-Chicago Bulls 98-88
Sesta vittoria nelle ultime sette partite per gli Spurs, che vedono crescere George Hill (doppia doppia) e dopo aver recuperato Ginobili aspettano con maggiore fiducia anche il rientro di Tony Parker. "Non mi importa molto di quanti punti abbia segnato Hill: ha preso rimbalzi, rubato palloni, difeso bene, aiutato la squadra. Ha fatto un grande lavoro" ha detto Gregg Popovich. Duncan aveva tenuto a galla San Antonio nel primo tempo (18 con 7/10 nel 45-45 all'intervallo), ma alla fine è stata determinante la panchina (54 punti a 25).
San Antonio: Duncan 21 (8/12, 5/9 tl), Hill 19, Ginobili 15. Rimbalzi: Hill 11. Assist: Ginobili e Hill 4.
Chicago: Gordon 23 (7/12, 2/4, 3/4 tl), Gooden 20, Rose e Deng 10. Rimbalzi: Gooden 12. Assist: Rose 6.

Utah Jazz-Memphis Grizzlies 117-100
Non c'è Carlos Boozer, ma ci pensa Paul Millsap a dominare vicino a canestro, facendone le veci. Utah non rischia mai e controlla la partita fin dall'inizio, rilassandosi solamente nell'ultimo quarto (22-29 il parziale), facendo la differenza a rimbalzo (+14) e con la sua esecuzione (44 canestri, 31 assist).
Utah: Millsap 24 (11/17, 2/2 tl), Okur e Brewer 21, Kirilenko 17, Miles 13, Williams 11. Rimbalzi: Millsap 16. Assist: Williams 15.
Memphis: Gay 27 (8/14, 2/4, 5/6 tl), Mayo 22, Gasol 12. Rimbalzi: Gasol 8. Assist: Lowry 5.

Portland Trail Blazers-Miami Heat 106-68
Tutto facile per Portland, che chiude avanti di 20 già il primo quarto (37-17) e chiude completamente il canestro agli ospiti (34% dal campo, 2/19 da fuori). McMillan si gode la nuova doppia doppia di Oden, e ben sei uomini in doppia cifra (prima doppia cifra in carriera per il francese Batum).
Portland: Frye 17 (5/8, 2/3, 1/1 tl), Aldridge 16, Batum e Outlaw 15, Fernandez 13. Rimbalzi: Oden 10. Assist: Rodriguez 11.
Miami: Beasley 14 (7/14, 0/4), Wade 12, Banks 11. Rimbalzi: Haslem e Wade 6. Assist: Wade 6.

Sacramento Kings-New Jersey Nets 114-116 dts
New Jersey torna alla vittoria, grazie allo sprint finale di Devin Harris per andare a segnare il 115-114 a 12 secondi dal supplementare. Bobby Jackson ha tentato di replicare con la tripla, ma il suo tiro non ha preso nemmeno il ferro e Jarvis Hayes ha poi segnato dalla lunetta il +2 finale. Sacramento aveva recuperato addirittura dal -17, e sono andati provvisoriamente al comando nell'ultimo quarto concretizzando la rimonta con la tripla di Miller e il canestro di Simmons (101-96 a 2'18 dalla fine). Non è bastato contro il super Harris di questi tempi.
Sacramento: Salmons 38 (7/14, 4/5, 12/16 tl), Miller 20, Udrih 16, Hawes 15, Jackson 12. Rimbalzi: Miller 13. Assist: Udrih 10.
New Jersey: Carter 25 (8/15, 1/3, 6/7 tl), Lopez 20, Harris 18, Dooling 17, Anderson 13. Rimbalzi: Lopez 8. Assist: Harris 7.

Los Angeles Clippers-Denver Nuggets 105-106
Non basta l'esplosione di Eric Gordon, alla seconda gara oltre i 20 punti da quando ha preso il posto di Cuttino Mobley in quintetto. L'ex Marcus Camby ha tentato di dare la vittoria in extremis ai Clippers, ma la sua tripla è andata corta e così, malgrado il debutto di Zach Randolph (3/11 in 25 minuti) e Mardy Collins, coach Dunleavy ha dovuto incassare la sconfitta numero 13 in 15 partite.
LA Clippers: Gordon 24 (4/5, 4/9, 4/4 tl), Davis 18, Camby 17, Thornton 14, Taylor 12. Rimbalzi: Camby 11. Assist: Davis 10.
Denver: Anthony 30 (8/20, 0/1, 14/16 tl), Martin e Nene 17, Kleiza 15, Carter 13. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Billups 11.

Cleveland Cavaliers-Oklahoma City Thunder 117-82
Tutto facile per LeBron James e compagni, che a metà partita sono già avanti di 34 lunghezze (66-32), e coach Mike Brown può permettersi quindi un'ampia rotazione (tutti utilizzati i 12 giocatori a referto, solo Kinsey sotto i 10 minuti). L'esonero di Carlesimo non ha ancora risolto l'astinenza da vittoria dei Thunder, decisamente scarichi (35% dal campo, solo 28 rimbalzi catturati).
Cleveland: Ilgauskas 17 (6/8, 1/1, 2/2 tl), Gibson 15, James e Hickson 14, Szczerbiak 13, Kinsey 11. Rimbalzi: Ilgauskas e Varejao 7. Assist: West 10.
Oklahoma City: Wilcox 14 (5/7, 4/4 tl), Durant e Westbrook 13. Rimbalzi: Collison e Wilcox 5. Assist: Westbrook e Weaver 5.

Atlanta Hawks-Milwaukee Bucks 102-96
Se il miglior marcatore della squadra si mette al servizio dei compagni le cose diventano più semplici: così Joe Johnson ha servito soprattutto Al Horford, che ha beneficiato anche dell'assenza dell'infortunato Andrew Bogut (oltre a quella di Michael Redd). Il lungo degli Hawks si rende protagonista nel parziale decisivo del match: suo il canestro e fallo del 94-89 a 1'48 dalla fine, poi la tripla di Flip Murray a 54 secondi dal termine chiude definitivamente i conti (99-91).
Atlanta: Horford 21 (9/12, 3/5 tl), Williams e Bibby 18, Murray 16, Johnson 15.
Milwaukee: Jefferson 25 (8/15, 1/5, 6/10 tl), Sessions 21, Villanueva 19. Rimbalzi: Mbah a Moute 8. Assist: Sessions 8.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 29-11-2008, 13:21   #18
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
Boston Celtics-Philadelphia 76ers 102-78
I campioni Nba dominano la partita chiudendo ogni periodo, ad eccezione dell'ultimo, con uno scarto superiore ai 6 punti. Elton Brand (15 punti e 8 rimbalzi) è l'ultimo ad arrendersi.
Boston: R. Allen 23, Garnett 16.
Philadelphia: Brand 18, Williams 15.

Phoenix Suns-Miami Heat 92-107
Straordinario Wade: 43 punti nella notte in cui i Suns devono rinunciare a Nash per infortunio. "Sentivo il dovere di rifarmi dopo la brutta serata contro Portland", ha detto la stella degli Heat. Per Phoenix 14 palle perse senza il canadese.
Phoenix: Barbosa 20, Bell 16.
Miami: Wade 43 (6 assist), Haslem 16.

Detroit Pistons-Milwaukee Bucks 107-97
Per la prima volta da quando è arrivato ai Pistons, Allen Iverson ha iniziato la partita dalla panchina (motivata dall'allenamento saltato due giorni fa). Il suo contributo, seppur a gara in corso, è stato fondamentale con 17 punti. Per i Bucks è la terza sconfitta consecutiva nonostante lo stato di grazia di Jefferson e Sessions.
Detroit: Sessions e Jefferson 21.
Milwaukee: Iverson 17, Herrmann 16.

Indiana Pacers-Charlotte Bobcats 108-115
I Bobcats vincono la partita nell'ultimo periodo grazie a Raymond Felton (31 punti, massimo bottino in carriera, con 11 su 21 dal campo e 8 assist). Per Larry Brown (bilancio totale 5-10) si spezza la striscia di quattro battute d'arresto in trasferta.
Indiana: Felton 31, Richardson 21
Charlotte: Granger 35, Ford 20.

Oklahoma City-Minnesota Timberwolves 103-105
Sconfitta consecutiva numero 14 per i Thunder (record per il club trasferitosi da Seattle), che avevano colto l'ultimo successo proprio contro Minnesota il 2 novembre. Partita decisa da Mike Miller con un tiro a 0,1 secondi dalla sirena
Oklahoma City: Durant e Green 22.
Minnesota: Smith 23, Jefferson 19.

San Antonio Spurs-Memphis Grizzlies 109-98
Manu, Parker e Duncan. I "big three" degli Spurs sono tornati e i primi effetti sono a danno dei Grizzlies, che comunque mettono in mostra un grande Mayo. Per il francese 15 punti alla prima gara dopo l'infortunio.
San Antonio: Mason 20, Parker 15, Ginobili 14, Duncan 11.
Memphis: Mayo 32, Gay 26.

Utah Jazz-Sacramento Kings 120-94
Con un terzo periodo da 44 punti i Jazz vinciono il quinto confronto stagionale con i Kings. Quindici assist per Deron Williams, che quest'anno ha perso 13 gare per infortunio.
Utah: Okur 20, Miles 18.
Sacramento: Salmons 20, Hawes 18.

Portland Trail Blazers-New Orleans Hornets 101-86
La squadra di McMillan resta l'unica imbattuta in casa insieme a Cleveland ed è a due vittorie dal record di franchigia (9-0 nel 1998-99, miglior partenza della franchigia). Per Oden 1 punto e 8 rimbalzi in 24'.
Portland: Roy 25 e 10 assist, Aldridge 17.
New Orleans: Stojakovic 21, Paul 16.

Los Angeles Lakers-Dallas Mavericks 114-107
Il parziale di 17-0 nel secondo periodo è il momento chiave della sfida che regala ai Lakers il tredicesimo successo stagionale. Bryant (35) segna 13 punti nell'ultimo periodo ma è Bynum a lanciare segnali sempre più confortanti a coach Jackson.
Los Angeles: Bryant 35, Fisher 19, Bynum 18 (12 rimbalzi)
Dallas: Terry 29, Nowitzki 19.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 03-12-2008, 11:07   #19
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 3 dicembre 2008 - Portland riscuote la sua quinta vittoria consecutiva, a spese di New York, che comunque non sfigura contro i caldissimi Blazers. I Lakers subiscono la seconda sconfitta sul campo di Indiana che ringrazia il match-winner Troy Murphy. Cadono anche Spurs e Nets in casa.

New York-Portland 97-104
(Simone Sandri) La dirigenza dei Knicks non riesce a risolvere il cruccio di Mike D’Antoni, cioè la telenovela Stephon Marbury. Il giocatore, dopo aver incontrato Donnie Walsh, non ha raggiunto l’atteso accordo di buyout con la franchigia e per ora rimane a casa, stipendiato naturalmente dai Knicks, in attesa di conoscere il proprio futuro. La squadra, intanto, dopo la bella vittoria su Golden State, non sfigura nemmeno contro i caldissimi Blazers ma alla fine deve incassare una sconfitta. Mike D’Antoni ha gli uomini contati (Nate Robinson non ce la fa ma forse tornerà disponibile prima del fine settimana), New York, però, trascinata da un eccellente Chris Duhon riesce a creare grossi problemi a Portland soprattutto nel primo tempo. I Blazers rispondono con le giocate di un Rudy Fernandez sempre più a proprio agio con il basket Nba (18 punti in 22’ di gioco). Greg Oden fa troppa fatica sotto canestro (alla fine l’ex prima scelta assoluta chiuderà con solo due punti a referto) ma Portland nella ripresa riprende in mano le redini del match e scappa via all’inizio dell’ultimo quarto quando i padroni di casa falliscono 10 dei loro primi 12 tiro della frazione. Portland così riesce a portare a casa la sua quinta vittoria consecutiva.
New York: Duhon 23 (6/10, 1/4), Lee 19, Harrington 16. Rimbalzi: Lee 12. Assist: Duhon 13.
Portland: Roy 23 (9/17, 0/2), Fernandez 18, Aldridge 17, Outlaw 17, Blake 15. Rimbalzi: Przybilla 14. Assist: Blake 6.

San Antonio Spurs-Detroit Pistons 77-89
Le triple di Rasheed Wallace (tre nell’ultimo quarto) permettono a Detroit di risalire dal -10 e di portare a casa il risultanto vincente malgrado il ritorno di Manu Ginobili nel quintetto di San Antonio. Tim Duncan guida il tabellino degli Spurs con 23 punti, di cui solo uno nel quarto periodo. Bene anche Allen Iverson protagonista insieme a Wallace del rush finale dei Pistons.
San Antonio: Duncan 23 (9/19), Parker 18, Ginobili 13. Rimbalzi: Duncan 13. Assist: Parker 5.
Detroit: Wallace 19 (8/17), Iverson 19 (8/17), Hamilton 16, Prince 15. Rimbalzi: Prince 12. Assist: Stuckey 7.

Indiana Pacers-L.A. Lakers 118-117
Con 32 punti di Danny Granger i Pacers rimontano contro i Lakers nell’ultimo quarto da un passivo di 15 punti, completando l’impresa con il canestro della vittoria di Troy Murphy che corregge un errore di Daniels al suono della sirena. Malgrado un’ottima prova Kobe Bryant sbaglia un tiro nell’ultima azione offensiva dei Lakers a 14” dalla fine, regalando la chance a Indiana dell’ultimo tiro per la vittoria.
Indiana: Granger 32 (10/27), Ford 21 (9/16), Daniels, Murphy e Nesterovic 16. Rimbalzi: Murphy 17. Assist: Ford 8.
L.A. Lakers: Bryant 28 (10/21, 8/10 tl), Gasol 20 (7/12), Bynum 17, Ariza 13. Rimbalzi: Gasol e Bynum 9. Assist: Odom 5.

New Jersey Nets-Washington Wizards 88-108
Deshawn Stevenson (autore di 5/8 da tre) produce finalmente punti importanti oltre ai soliti Butler e Jamison permettendo a Washington di conquistare la terza vittoria stagionale ai danni dei Nets. Carter e compagni arrivano spenti dalla trasferta ad Ovest e giocano sottotono. I Nets sprofondano nel terzo quarto (12-35) e non hanno la forza di recuperare contro una squadra più reattiva e affamata di vittorie.
New Jersey: Harris 18 (7/14), Carter 16, Dooling 14. Rimbalzi: Lopez 9. Assist: Carter e Harris 2.
Washington: Jamison 22 (10/19), Butler 22 (9/16), Stevenson 21 (7/13). Rimbalzi: Jamison 8. Assist: Butler 10.

Chicago Bulls-Philadelphia 76ers 95-103 (dts)
Termina dopo un overtime la striscia perdente di 4 partite dei Sixers grazie alla mano torrida di Andre Miller, autore di 9 punti nel supplementare. Miller aveva sprecato la chance di chiudere la partita nell’ultimo quarto sbagliando una conclusione all’ultimo secondo dall’angolo sullo scarico di Iguodala, ma nell’overtime si carica sulle spalle Philly e la conduce al successo.
Chicago: Rose 24 (11/19), Gordon 18, Thomas 14. Rimbalzi: Gordon 8. Assist: Gordon 4.
Philadelphia: Miller 28 (9/26), Iguodala 25 (11/19), Brand 22 (8/18). Rimbalzi: Brand 14. Assist: Iguodala 5.

Dallas Mavericks-L.A. Clippers 100-98
I Mavericks ringraziano Jose Barea, autore della tripla del sorpasso nell’ultimo minuto che regala il successo a Dallas, in rimonta da un deficit di 15 lunghezze. I tre punti di Barea portano il primo vantaggio a Dallas dall’inizio del match e la conseguente vittoria dopo il tentativo fallito da Baron Davis negli ultimi secondi di gara. Per la prima volta in stagione il record dei Mavs (9-8) oltrepassa il 50%.
Dallas: Nowitzki 29 (10/27), Terry 26 (9/17), Barea 15. Rimbalzi: Nowitzki 10. Assist: Kidd 8.
L.A. Clippers: Randolph 27 (12/17), Thornton 23 (10/20), Davis 22 (10/23). Rimbalzi: Camby 15. Assist: Davis 6.

Sacramento Kings-Utah Jazz 94-99
Torna Kevin Martin tra le fila di Sacramento, ma Utah prevale sui Kings dopo un incontro molto equilibrato. La classe di Deron Williams, che realizza due canestri consecutivi nel momento cruciale determinanti per il risultato finale, fa la differenza a favore della squadra ospite. Una buona vittoria anche se sudata per Utah, che ha dovuto fare a meno di Kirilenko e Boozer.
Sacramento: Martin 22 (6/16), Miller 18, Udrih 17. Rimbalzi: Miller 9. Assist: Hawes 6.
Utah: Korver 15, Williams e Brewer 14, Millsap 13. Rimbalzi: Millsap e Okur 11. Assist: Williams 7.


cacchiarola che rimonta che avemo subito -.-
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 10-12-2008, 22:57   #20
Fatlipboy
Registered User
IGZ Apprentice
 
Fatlipboy's Avatar
 
Join Date: Oct 2008
Location: Nel profondo dei Caraibi
Posts: 824
Un punto ci rosiki un pò eh?
__________________

Kyle "Stocco" Lyregold
Of "the Miracle" Shard - icq *442071739*

  • Il Filibustiere e la "Filibusta Perduta", Ex-Cap'n "maledetto" di Tortuga
  • Curriculum Piratæ - Temibile ed impavido "avventuriero", spavaldo e stravagante
    Canaglia geniale, scaltra e senza scrupoli ma... *AeMh!* Romantico nell'anima, folle e sognatore
[Sorriso Dorato] - °Stile e Corruzione° - *S.P.Stoc!* - {VS Ed. Van Helgen} - Avatar-figoh made by Ada ThankU!
Fatlipboy is offline  
Old 15-12-2008, 16:25   #21
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 16 Dicembre 2008. Miami non riesce a raffreddare i caldissimi Grizzlies, San Antonio ha la meglio su Oklahoma City e i Lakers battono Minnesota.

Memphis-Miami 102-86
I Grizzlies incominciano a ingranare. Una delle squadre più giovani e inesperte della Lega dopo un prevedibile inizio di stagione balbettante nelle ultime gare sta mostrando una sorprendente solidità. Contro Dwyane Wade e compagni Memphis gioca una signora partita, limita gli ospiti a un deludente 36% dal campo e conquista così il suo quarto successo consecutivo. Brillano i due rookie di lusso delle due squadre, OJ Mayo e Michael Beasley. I padroni di casa mettono il successo in naftalina chiudendo il terzo quarto con un parziale di 12-2. Delude uno Shawn Marion al centro di diverse voci di mercato. L’ex Suns cattura 13 rimbalzi ma fa troppa fatica in attacco tirando malissimo (3/12 dal campo).
Memphis: Mayo 28 (4/13, 4/4), Gay 18. Rimbalzi: Gasol 7. Assist: Lowry 5.
Miami: Beasley 20 (7/15, 1/2), Wade 17. Rimbalzi: Anthony, Marion 13. Assist: Wade 5.

San Antonio-Oklahoma City 109-104
San Antonio, dopo un eccellente primo tempo, rischia più del dovuto contro Oklahoma City, ma alla fine riesce a conquistare il suo 10° successo nelle ultime 12 gare. Gli Spurs, guidati dal solito Tim Duncan, passeggiano nel primo tempo e vanno al riposo con gli avversari alle corde sotto di ben 26 lunghezze. Nella ripresa però i padroni di casa giocano con troppa sufficienza e permettono ai Thunder di rientrare in partita. Oklahoma City arriva addirittura al –2 a 30’’ dalla sirena grazie a un canestro di pregevole fattura di Kevin Durant, ma Manu Ginobili, con una giocata da tre punti riporta gli Spurs a distanza di sicurezza.
San Antonio: Parker 22 (9/17, 0/1), Duncan 20, Bonner 17. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 7.
Oklahoma City: Green 33 (12/17, 2/6), Durant 28. Rimbalzi: Durant 13. Assist: Collison 5.

Los Angeles Lakers-Minnesota 98-86
La luce alla fine del tunnel sembra lontana per i Timberwolves nonostante il cambio in panchina. Kevin McHale subisce allo Staples Center contro i Lakers la sua quarta sconfitta su quattro gare da quando è tornato a sedere sulla panchina di Minnesota. I Lakers non sono in vena di fare sconti e nonostante non giochino una gara straordinaria battono i T-Wolves senza dover faticare più di tanto. A metà dell’ultimo quarto Kobe Bryant cambia marcia e allontana i Timberwolves, arrivati così alla loro nona sconfitta consecutiva.
Los Angeles Lakers: Bryant 26 (7/18, 2/6), Gasol 18. Rimbalzi: Gasol 11, Odom 10. Assist: Gasol, Fisher 6.
Minnesota: Jefferson 20 (8/24). Rimbalzi: Jefferson 13, Love 10. Assist: Foye 6.


Manco tanto quando abbiamo 20 vittorie e 3 sconfitte XD

cmq belinelli per due partite ha fatto doppia cifra...finalmente lo sta a fa gioca..almeno un pò
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 17-12-2008, 09:38   #22
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 17 dicembre 2008 - Occasionissima sprecata dai Knicks, sempre avanti nel match contro i Lakers fino agli ultimi sei minuti, quando sale in cattedra Kobe Bryant. Con una tripla doppia di McGrady e 32 punti di Yao Ming i Rockets si sbarazzano di Denver. Charlotte batte Chicago dopo un supplementare.

L.A. Lakers-New York Knicks 116-114
I New York Knicks lasciano lo Staples Center mangiandosi le mani dopo una prestazione brillante e coraggiosa che li vede avanti nel punteggio dal sesto minuto fino a 5’50” dal fischio finale, quando Kobe Bryant dà la scossa ai Lakers con il canestro del 101-101. I Lakers (privi di Pau Gasol) rimontano dal -15 di metà gara e negli ultimi minuti appassionanti e concitati vincono lo sprint decisivo grazie a Bryant e Odom. Nel finale, Fisher firma il successo dalla lunetta, ma New York deve fare il mea culpa per una palla persa banalmente da Nate Robinson (comunque immensa la sua prova) che viene intercettata da Bryant e lancia Fisher in contropiede per il 107-107 con 2’14” da giocare. Quindi Bryant porta di nuovo in vantaggio i suoi con un perfetto jumper e David Lee risponde con due tiri liberi. Una tripla di Robinson illude i Knicks a 1’17” dalla fine (111-112), ma Trevor Ariza segna un canestro pesante per i Lakers. I Knicks sprecano due conclusioni con Harrington e Robinson, quindi Fisher fa 3/4 ai liberi negli ultimi sei secondi per il 116-114 definitivo. Una preghiera di Duhon da oltre metà campo non arriva nemmeno al ferro.
L.A. Lakers: Bryant 28 (12/22), Odom 17, Fisher 15, Walton 14, Ariza e Bynum 13. Rimbalzi: Bynum 11. Assist: Fisher 7.
New York: Robinson 33 (9/16, 12/12 tl), Richardson e Lee 18, Thomas 13. Rimbalzi: Lee 14. Assist: Duhon 11.

Houston Rockets-Denver Nuggets 108-96
Una grande prova dei Big Three di Houston dimostra che quando il trio funziona i Rockets sono da temere. McGrady mostra la sua classe cristallina con la quarta tripla doppia in carriera (20+14+10), Yao semina il panico in mezzo all’area dove Kenyon Martin e gli altri lunghi pagano la mancanza di centrimetri da opporre al "Great Wall", e Ron Artest contribuisce con una solida prestazione. Aggiungi Shane Battier in crescita dopo il recupero dall’infortunio e hai una squadra vera in grado di tenere a bada un brutto cliente come Denver. Mancava Rafer Alston ai Rockets, ma il suo sostituto Aaron Brooks (18 punti) non lo fa rimpiangere creando parecchie difficoltà a Billups con la sua velocità.
Houston: Yao 32 (13/19), Artest 20 (7/12), McGrady 20 (8/17), Brooks 18. Rimbalzi: McGrady 14. Assist: McGrady 10.
Denver: Anthony 22 (8/19), Smith 17, Kleiza 13, Andersen 11. Rimbalzi: Martin 8. Assist: Billups 6.

Charlotte Bobcats-Chicago Bulls 110-101 (dts)
I Bobcats tornano a vincere dopo 7 sconfitte consecutive grazie al rookie Augustin che vince il duello con Derrick Rose. Charlotte è costretta a giocare con un quintetto piccolo per l’assenza giustificata di Wallace e per l’espulsione di Raja Bell nel primo quarto, e DJ Augustin si rende protagonista delle giocate decisive, compreso il 3/3 dalla lunetta dopo un fallo di Rose che rende necessario l’overtime. E nel finale, altri 4 tiri liberi di Augustin garantiscono il successo ai Bobcats. Il play avversario Rose incappa in una rara prova deludente (6 punti e 3/16 al tiro) e si fa stoppare da Okafor il tiro della vittoria alla fine del quarto periodo. Anche Okafor è determinante per Charlotte con 20 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate.
Charlotte: Augustin 29 (6/16, 13/13 tl), Felton 21 (7/17), Okafor 20 (7/12), Diaw 15. Rimbalzi: Okafor 13. Assist: Felton e Augustin 7.
Chicago: Gordon 25 (7/18), Thomas 22 (9/16), Deng 15, Gooden 14. Rimbalzi: Gooden 9. Assist: Rose 7.

Memphis Grizzlies-New Orleans Hornets 84-91
La striscia di 4 partite vinte da Memphis finisce con il ko interno subito contro New Orleans. Malgrado gli alti e bassi in attacco, gli Hornets dominano nell’ultimo quarto e vincono con i canestri di James Posey (9 punti nel periodo finale) e una tripla fondamentale di Stojakovic per il +3 a meno di tre minuti dal termine che dà il vantaggio definitivo agli Hornets. Chris Paul chiude con un brutto 3/10 dal campo, compensato con 11/12 dalla lunetta.
Memphis: Gay 28 (10/17), Mayo 20 (9/15). Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Conley e Mayo 4.
New Orleans: Paul e West 18, Posey 15. Rimbalzi: Chandler 6. Assist: Paul 9.

Oklahoma City Thunder-L.A. Clippers 88-98
La quarta doppia doppia consecutiva di Zach Randolph permette ai Clippers di ottenere la terza vittoria di fila. Oltre a Randolph, si mette in evidenza il rookie Eric Gordon, propiziatore del parziale decisivo di 10-0 per i californiani nell’ultimo quarto. Dal suo approdo a L.A. sponda Clippers, Randolph ha avuto una costanza di rendimento notevole, con una media di 26 punti nelle otto gare disputate finora e non è mai sceso sotto i 21 punti a partita.
Oklahoma City: Durant 25 (9/18), Green e Wilcox 13. Rimbalzi: Westbrook 7. Assist: Watson 12.
L.A. Clippers: Randolph 22 (9/20), Gordon 22 (7/11), Davis 19, Camby 13. Rimbalzi: Camby 15. Assist: Davis 7.

Portland Trail Blazers-Sacramento Kings 109-77
Dopo la cerimonia dedicata a Terry Porter per il ritiro del suo numero 30, i Portland Trail Blazers umiliano Sacramento tra le cui fila si salva soltanto John Salmons. Il 32% al tiro dei Kings e il 59-38 per Portland a rimbalzo (19 offensivi per i Blazers) fanno la differenza in un match a senso unico. Ben tre giocatori di Portland (Aldridge, Przybilla e Oden) vanno in doppia doppia tra punti e rimbalzi. Brandon Roy è impietoso dalla lunetta dove chiude con 15/15.
Portland: Roy 29 (7/12), Aldridge 15, Batum e Fernandez 12. Rimbalzi: Przybilla 14. Assist: Roy e Rodriguez 5.
Sacramento: Salmons 21 (8/17), Garcia 12. Rimbalzi: Moore 6. Assist: Udrih 4.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 18-12-2008, 11:25   #23
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 18 dicembre 2008 – Chris Paul batte un record Nba e New Orleans supera San Antonio con un grande rush finale. Boston si salva ad Atlanta grazie a Garnett. LeBron James (32) incanta a Minnesota. Bene Allen Iverson (28) e i suoi Pistons.

Atlanta Hawks-Boston Celtics 85-88
Dopo il 2/10 iniziale, Kevin Garnett conduce per mano Boston nell’ultimo quarto in cui segna 10 punti con 5/5 dal campo e i Celtics allungano la striscia vincente a 16 gare. Atlanta dopo aver fatto sudare non poco Boston nei playoff dell’anno scorso, impegna i campioni di nuovo fino agli ultimi istanti, ma Joe Johnson sbaglia il tiro libero del possibile aggancio nei secondi finali e Ray Allen non perdona dalla lunetta. “Ho detto a KG di portarci a casa nel finale - ha svelato Rajon Rondo -. Gli ho detto ‘fai succedere qualcosa’ e lui mi ha risposto: no problem.”
Atlanta: Johnson 20 (6/16), Williams 16, Smith e Bibby 14. Rimbalzi: Horford 11. Assist: Smith, Johnson e Horford 4.
Boston: Pierce 18 (7/17), Garnett 18 (7/15), R. Allen 16. Rimbalzi: Perkins 10. Assist: Rondo 7.

Philadelphia 76ers-Milwaukee Bucks 93-88
Philadelphia perde Elton Brand nel terzo quarto per un infortunio alla spalla e, a parte Andre Miller, non ottiene molto dai titolari (Iguodala 4 punti con 2/14), ma vince ugualmente spinta dall’ottima performance di Lou Williams, autore di 25 punti. I Bucks (2/18 nel quarto periodo) non fanno molto per ribaltare la situazione e i Sixers tagliano il traguardo in testa. “Fin dalle prime battute i nostri ragazzi hanno dato l’impressione di non aver molta voglia di giocare”, ha detto uno sconsolato Scott Skiles.
Philadelphia: Williams 25 (9/17), Miller 19. Rimbalzi: Evans 9. Assist: Iguodala 7.
Milwaukee: Bell e Ridnour 14. Rimbalzi: Bogut, Villanueva e Redd 8. Assist: Redd 5.

Detroit Pistons-Washington Wizards 88-77
Dopo uno scontro fortuito alle ginocchia tra Iverson e Mike James, AI deve abbandonare il campo brevemente, ma quando torna guida Detroit al successo con un’ottima prova da 28 punti e 10/16. “Ho atteso la mia occasione - spiega Iverson -, e quando è arrivata l’ho presa al volo. Da quando sono arrivato questo è probabilmente il mio momento migliore”.
Bene anche Stuckey con 18 punti e 11 assist.
Detroit: Iverson 28 (10/16), Stuckey 14, Prince 14. Rimbalzi: Prince 10. Assist: Stuckey 11.
Washington: James 16, Jamison 14. Rimbalzi: Jamison e Blatche 11. Assist: Butler e Butler 4.

New Jersey Nets-Utah Jazz 92-103
I Nets cantano vittoria troppo presto e non fanno i conti con Deron Williams che dopo un anonimo primo tempo guida Utah nella rimonta che dal -22 permette ai Jazz di guadagnare il successo finale. New Jersey spreca il dominio iniziale concedendo 72 punti e il 64% ai Jazz nel secondo tempo, e perdendo la lotta ai rimbalzi 36-53. Lawrence Frank spiega la sconfitta con i problemi ad attaccare la zona di Utah e di contrastare la superiore fisicità degli avversari.
New Jersey: Carter 32 (11/24, 9/11 tl), Harris 21, Lopez 15. Rimbalzi: Lopez e Yi 7. Assist: Harris 11.
Utah: Okur 23 (6/15, 10/10 tl), Millsap 18, Williams 17. Rimbalzi:
Millsap 12. Assist: Williams 11.

Minnesota Timberwolves-Cleveland Cavaliers 73-93
LeBron James mette su un clinic di basket sul campo di Minnesota e i tifosi che hanno poco da applaudire con una squadra in striscia perdente da 11 gare, lo ringraziano con grande calore e applausi quando per LBJ arriva il momento del meritato riposo. James commenta così la reazione del pubblico: “Non sei mai preparato per qualcosa del genere, essendo in trasferta. Bellissimo! Ci sono grandi fans qui a Minnesota. Lo apprezzo davvero.” Meno male che non erano a New York, altrimenti chissà il polverone che avrebbe suscitato.
Minnesota: Jefferson 20 (10/19), Miller 14. Rimbalzi: Jefferson 11. Assist: Foye 3.
Cleveland: James 32 (14/20), West 21, Williams 13. Rimbalzi: Varejao 11. Assist: West 5.

Chicago Bulls-L.A. Clippers 115-109 (dts)
I Bulls sembrano abbonati ai supplementari questa settimana, ma stavolta sono loro a ridere per ultimi grazie a una tripla decisiva di Derrick Rose nelll’overtime. Anche Gordon è determinante per il successo di Chicago. Grazie infatti a un gioco da quattro punti di Ben Gordon a 20” dalla fine dei tempi regolamentari i Bulls agguantano il pareggio. Il suo omonino Eric Gordon commette il fallo che manda in lunetta Ben dopo la tripla realizzata e i Clippers pagano cara l’ingenuità del rookie.
Chicago: Gordon 22 (7/15), Nocioni 22 (8/14), Gooden 18, Rose 16. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Rose 7.
L.A. Clippers: Randolph 30 (10/22), Thornton 20, Camby 19, Gordon 17, Davis 16. Rimbalzi: Camby 27. Assist: Davis 12.

New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 90-83
Grazie a un impressionante ultimo quarto, gli Hornets portano a casa un grande risultato battendo la corazzata di San Antonio. New Orleans dimostra carattere quando invece di mollare nel momento critico reagisce da vera squadra. Con un parziale di 13-0 contrassegnato da due rare triple di David West e da una quasi scontata da parte di Posey (sull’assist numero dodici di Chris Paul) passa al comando nelle fasi cruciali. Con la vittoria CP3 festeggia anche un nuovo record nba: Chris Paul sorpassa Alvin Robertson per numero di gare consecutive (106) con almeno una palla recuperata. Il record di Robertson resisteva dal lontano 1986.
New Orleans: West 21 (8/17), Paul 19 (8/13), Butler 13. Rimbalzi: Chandler 11. Assist: Paul 12.
San Antonio: Parker 20 (8/13), Ginobili 17, Duncan 16. Rimbalzi: Duncan 11. Assist: Ginobili 5.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 18-12-2008, 12:57   #24
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 18 dicembre 2008 – Una giornata negativa per Golden State e Toronto, entrambe sconfitte. Ottimo Marco Belinelli, autore di 21 punti, la miglior prestazione in Nba. Ecco le partite nel dettaglio.

Indiana-Golden State 127-120
(di Simone Sandri)
Un film già visto per i tifosi dei Warriors. Golden State gioca una signora partita in attacco, ma va in crisi quando deve difendere. La squadra californiana così, nonostante riesca a mettere 120 punti a referto in trasferta, deve incassare un’altra sconfitta, la quarta consecutiva per la truppa di Don Nelson. C’è voluto del tempo e soprattutto tanta pazienza da parte di Marco Belinelli, ma finalmente iniziano ad arrivare anche le soddisfazioni personali, al di là del risultato della squadra, per il giocatore bolognese. L’azzurro, infatti, si merita, grazie alle buone recenti prestazioni, un posto in quintetto, rimane sul parquet per ben 39’ e mette a referto 21 punti, suo massimo in carriera nella Nba.

BELI SUPER - Dopo un primo tempo nel quale l’ex stella della Fortitudo non trova grandi opportunità in attacco, Belinelli sale in cattedra nella ripresa. L’azzurro, infatti, realizza un paio di triple all’inizio del terzo quarto, mette a referto due assist e a 5’45’’ dalla fine della frazione firma il canestro che permette agli ospiti di riprendere i Pacers sull’81 pari. Danny Granger però è caldissimo e Indiana riesce a tornare avanti, sfruttando la buona vena dello stesso Granger e di un buon Jarrett Jack. Andris Biedrins e Stephen Jackson provano a far rimanere i Warriors aggrappati al match ma ci pensa il solito Belinelli, che adesso avrà fatto cambiare idea, a forza di prestazioni da giocatore vero, a Don Nelson, a riportare Golden State in partita. L’ennesima tripla del bolognese ristabilisce la parità (99-99) all’inizio dell’ultimo quarto.

ILLUSIONE - La truppa di coach Nelson tenta lo scatto, ma un sontuoso Granger, che realizza 13 dei suoi 41 punti negli ultimi 6’30’’ della gara, mantiene davanti i padroni di casa. Il layup di Jackson a 4’18’’ dalla fine regala a Golden State l’ultimo vantaggio, poi Granger cambia marcia e i Pacers riprendono in mano le redini della gara portando così a casa il successo. “Granger ha fatto la differenza – ammette Don Nelson – sta diventando una stella, credo che in questo momento sia uno dei migliori giocatori della Nba, marcarlo è davvero difficile”. Applausi, invece, per Belinelli nonostante la sconfitta. L’assenza di Corey Maggette ha regalato al bolognese minuti e opportunità in attacco e l’azzurro ne ha approfittato mostrando a tutti, a Don Nelson in primis, di meritare maggior considerazione. Inizia adesso, quindi, la vera stagione per Marco Belinelli che chiude il match con Indiana con 21 punti (3/8 da due e 5/8 da tre), quattro rimbalzi e quattro assist in 39’ di gioco.
Indiana: Granger 41 (9/22, 2/5), Jack 24, Daniels 23. Rimbalzi: Rush, Foster, Granger 11. Assist: Granger 6.
Golden State: Crawford 29 (7/15, 4/11), Belinelli 21, Jackson 20, Azubuike 18, Biedrins 16. Rimbalzi: Biedrins 10. Assist: Turiaf, Crawford, Belinelli 4.

Toronto Raptors-Dallas Mavericks 86-96
(di Adriana Galimberti)
Toronto va ko anche contro Dallas e la prestazione di Andrea Bargnani (3 punti 1/5 al tiro) è di quelle da dimenticare. Male anche Chris Bosh che chiude con 6/20 per 12 punti. Toronto Raptors-Dallas Mavericks Non ci siamo ancora. Toronto (10-15) si fa superare anche dai Mavs del super trio Nowitzki-Howard-Terry e registra una prestazione disastrosa di Andrea Bargnani che è in buona compagnia con l’altro no-show della serata Chris Bosh. I Raptors continuano l’allarmante trend di un convincente inizio, con 33 punti (16/24) e il +11 dopo il primo quarto, e lo scioglimento graduale della squadra con l’avanzare dei minuti. Bosh e compagni subiscono i colpi di Disco Dirk e Jason Terry senza mostrare cuore, grinta e orgoglio, con la sola eccezione di Jermaine O’Neal, l’unico combattivo dal primo minuto all’ultimo.

DICEMBRE NERO - I ragazzi di Jay Triano sono fortunati a dover affrontare le prossime sei gare in trasferta e il ritorno all’Air Canada Centre non sarà prima del 31 dicembre. Fortunati perché intorno alla squadra aleggia un’atmosfera di forte negatività, con gli addetti ai lavori che iniziano sottovoce a criticare le scelte societarie e i tifosi che invece non si fanno problemi a mostrare una grande delusione. Anche Andrea Bargnani è uno degli obiettivi dell’attuale malcontento. Il pubblico dell’ACC ormai non ha più pazienza, nè con la prima scelta assoluta del draft nè con la squadra in generale. L’azzurro è entrato in campo a un paio di minuti dalla fine del primo quarto senza avere occasioni di farsi notare, tranne con il primo fallo contro Nowitzki. È nel secondo quarto che Bargnani fa temere che si stia per ripetere il dicembre nero di un anno fa quando le sue cifre crollarono vertiginosamente.

TERZO QUARTO FATALE - Bargnani non riesce a ritrovare il suo tiro e anche stavolta fallisce la prima conclusione dalla media che rimbalza corta sul ferro, la seconda è storta, anche la terza non va a segno da sotto canestro (rimbalzo offensivo e correzione al volo che non trova la retina). L’atteggiamento del Mago sembra più di rassegnazione che di rabbia. Bargnani prova anche da tre, ma sbaglia e Nowitzki scappa in contropiede dove viene servito da un lancio lungo. Bargnani in recupero lo ferma fallosamente e il tedesco va in lunetta. Si chiude così con 0/4 e nient’altro da aggiungere il primo tempo di Bargnani. Il punteggio è 49-44 in favore dei Raptors. Bosh ha solo 4 punti (2/8) all’attivo. O’Neal (12 p.), Moon e Graham tengono in piedi Toronto. Il terzo quarto (14-25) è fatale per i Raptors. I Mavs alzano l’intensità e l’inerzia della partita cambia, come da copione. Appena Bargnani torna in campo commette fallo su Nowitzki che gli va via sul fondo.

CROLLO - O’Neal si sacrifica in difesa e prende due sfondamenti di fila, ma in attacco regna la confusione: un paio di forzature di Calderon, una comoda schiacciata mancata da Bosh (la frustrazione di CB4 è palese), poi Bargnani dalla lunetta sbaglia il primo tiro libero e si guadagna la prima razione di fischi. Dopo di lui viene preso di mira Moon e quindi tutto il quintetto colpevole di aver concesso un rimbalzo offensivo ai Mavs. “In genere ti aspetti di essere fischiato in trasferta - commenta dopo la partita un perplesso Bosh -. Sentire i fischi dal proprio pubblico è scoraggiante. Che i tifosi se ne rendando conto o no anche loro hanno un impatto sul gioco". Dallas parte nell’ultimo quarto a +6, va a +10 e si mantiene in vantaggio fino al termine. L’unico canestro in azione per Bargnani, un jumper incontrastato da posizione centrale, avviene a 6’20” dalla sirena (74-79). Finisce lì una delle peggiori partite stagionali di Bargnani. Toronto perde per la 13º volta consecutiva la lotta ai rimbalzi (47-37 per Dallas). Ora Bosh e compagni devono cominciare a farsi un bell’esame di coscienza e forse sperare in una trade che cambi qualcosa a livello tecnico, ma anche di coesione del gruppo.
Toronto: Bargnani 3 punti (1/4 da due, 0/1 da tre, 1/2 tl), 3 rimbalzi, 1 palla recuperata, 4 falli in 18’. O’Neal 19 (7/15), Moon 13, Bosh 12. Rimbalzi: Bosh e Moon 9. Assist: Calderon 10.
Dallas: Nowitzki 27 (11/20), Terry 27 (10/16), Howard 20 (8/15). Rimbalzi: Nowitzki 10. Assist: Terry 8.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 20-12-2008, 12:16   #25
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 20 dicembre 2008 – Marco Belinelli continua a sfruttare il suo momento magico e migliora di 6 punti il record realizzativo appena stabilito. Golden State perde la quinta di fila, ma Belinelli è il top scorer con 27 punti. I Toronto Raptors toccano il fondo cedendo anche al fanalino di coda del campionato, gli Oklahoma City Thunder e ora in città chiedono a gran voce una trade importante. Per Andrea Bargnani 16 punti, ma solo 6/16 al tiro.

Atlanta Hawks-Golden State Warriors 115-99
Dopo aver stabilito il career high di 21 punti nell’ultima gara, Marco Belinelli si supera ad Atlanta dove, partendo ancora in quintettto e giocando ben 42 minuti, risulta il miglior marcatore dei Warriors con 27 punti. Addirittura Belinelli rischia di pareggiare il suo record appena stabilito già nel primo tempo, che chiude con 20 punti all’attivo (12 nel primo quarto). L’ex Fortitudo sta dimostrando un grandissimo carattere dopo tanta panchina e ora anche i compagni hanno imparato a riconoscere le sue qualità cercandolo con continuità anche perché lui va sempre nel vivo dell’azione. Marco non è solo un tiratore specialista nel gioco attuale dei Warriors, ma è uno di quelli che tocca più palloni, porta avanti la palla in attacco senza problemi, crea per i compagni, si muove bene senza palla giocando con energia che sprizza da tutti i pori e con grande personalità. Oltre a Maggette e Ellis, manca all’appello anche Stephen Jackson che nella seduta di tiro mattutina ha visto aumentare il dolore alla mano sinistra infortunata. Così Belinelli approfitta ancora una volta dell’opportunità di mettersi in mostra con una partenza a razzo che tiene i Warriors in partita malgrado la serata no di Crawford (1/8 nel primo tempo).
I 20 punti del primo tempo di Belinelli sono frutto di un ottimo 8/15 (di cui 2/7 da tre) e di tanta attività da parte dell’azzurro. In un’azione Marco sbaglia da tre, ma segue la traiettoria del tiro e arriva per primo sotto canestro toccando il pallone per il canestro in tap in. Successivamente, un suo taglio fulmineo sulla linea di fondo gli permette di ricevere il pallone e andare a segnare deciso contro la difesa in recupero. Golden State è avanti a metà gara (54-52) e anche dopo tre quarti (81-79), ma un parziale di Atlanta di 13-2 si rivela fatale per i ragazzi di Nelson. Gli Hawks vanno avanti 106-92 a 3’ dalla fine e la partita è chiusa. Durante il parziale subìto Belinelli perde due palloni in breve tempo e commette un fallo su Horford, macchiando leggermente la sua comunque grande prestazione.
“Sono contento per come abbiamo giocato, ma gli Hawks ci hanno fermato nell’ultimo quarto - dice Don Nelson che poi spende belle parole per l’azzurro e per Wright, altra nota positiva del match - penso che Marco e Brandan abbiamo disputato la migliore partita dell’anno. Sono molto felice per entrambi”. Nelson ha anche rivelato una novità in casa Warriors: “Non sono più abbastanza duro. Penso che mi sto un po’ ammorbidendo con l’avanzare dell’età e quest’anno non ho fatto un buon lavoro difensivo”. Per questa ragione ha dichiarato dopo la gara di aver delegato ai suoi assistenti Keith Smart e Sidney Moncrief la gestione della difesa di Golden State per il resto della stagione. Ecco le ottime cifre finali di Marco Belinelli: 27 punti (8/11 da due, 3/10 da tre, 2/3 tl), 3 rimbalzi, 6 assist, 2 palle recuperate e 4 perse, 3 falli in 42’.
Atlanta: Bibby 19 (7/12), Johnson 17 (7/10), Horford 16, Evans 15, Williams 14. Rimbalzi: Horford 9. Assist: Bibby 12.
Golden State: Wright 19, Morrow 15, Biedrins 14, Azubuike 13. Rimbalzi: Biedrins 15. Assist: Belinelli 6.

Oklahoma City Thunder-Toronto Raptors 91-83
Nulla da fare per i malati Raptors sul campo della Cenerentola della lega. I Thunder si affidano all’entusiasmo dei suoi giovani, sufficiente a prevalere su una squadra in grave crisi come Toronto, e vincono la terza gara (dopo 11 sconfitte) portandosi a 3-24 di record. Come se non bastasse Toronto perde nuovamente Jermaine O’Neal, che gioca solo 15’ prima di uscire per un leggero infortunio alla spalla. Con l’uscita di O’Neal c’è maggior spazio per Bargnani che dopo un primo tempo per nulla esaltante (2/7 e 3/4 dalla lunetta per 7 punti, oltre a 3 turnover) si riscatta parzialmente nel secondo. A Toronto manca in questo momento un leader capace di invertire la rotta perché Chris Bosh appare sempre più frustrato e in difficoltà anche se alla fine chiude in doppia cifra (22 punti e 13 rimbalzi), ma solo con 6/18 dal campo. Toronto, che sul campo dei Thunder aveva una buona occasione per reagire al momento no, parte malissimo in attacco con 1/10 e i Thunder prendono fiducia andando a +13. Nel secondo tempo, i Dinos si danno da fare per rimontare e trovano il pareggio (76-76) con un bel movimento di Bargnani che serve un pallone d’oro a Bosh per la facile conclusione dell’aggancio. A 30” dalla sirena, Bargnani ha un ottima occasione da tre su uno scarico di Bosh (schema disegnato nel time out), ma sbaglia. Sarebbe stato il -3, invece i Thunder vanno subito a +8 chiudendo il match con due tiri liberi. I Raptors chiudono con pessimo 36% complessivo e uno sconcertante 11% da tre (2/17). “Siamo stati a contatto tutta la partita, ma non siamo riusciti a produrre nel finale - commenta Calderon -. Dobbiamo continuare a lavorare e credere nella nostra squadra. So che è difficile. Questa non è stata una delle nostre migliori partite, ma una delle peggiori”. Di sicuro chi non crede più in questa squadra sono i tifosi canadesi che vogliono vedere un cambiamento radicale e si domandano se Bryan Colangelo (che alla vigilia della stagione aveva dichiarato la squadra attuale la più forte e completa della sua era a Toronto) non abbia sopravvalutato il talento del roster. Bargnani 16 punti (5/11 da due, 1/5 da tre, 3/4 tl), 5 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse, 1 stoppata, 3 falli in 29’.
Oklahoma City: Durant 24 (8/23), Westbrook 19, Green 13, Collison 10. Rimbalzi: Mason 10. Assist: Westbrook 8.
Toronto: Bosh 22 (6/18, 10/14 tl), Graham 9, Calderon, Kapono e Parker 8. Rimbalzi: Bosh 16. Assist: Calderon 8.

New York Knicks-Milwaukee Bucks 81-105
Con sei giocatori in doppia cifra i Bucks superano i Knicks per la terza volta in questa stagione. Michael Redd segna 11 punti durante il parziale di 25-7 nelle fasi centrali della gara. Dopo il vantaggio iniziale di Milwaukee, Al Harrington (giunto al Garden a partita già iniziata per colpa del traffico e sostituito da Nate Robinson nel quintetto di D’Antoni) va a canestro a ripetizione riportando avanti New York (39-35 a 5’40” dall’intervallo). Trascinati da Redd, i Bucks raggiungono 16 lunghezze di vantaggio a metà gara e amministrano fino alla fine. I Knicks soccombono tirando con scarse percentuali (39%) e commenttendo troppi turnover (23).
New York: Robinson 21 (7/17), Harrington 16, Lee 14, Chandler 11. Rimbalzi: Lee 14. Assist: Duhon 7.
Milwaukee: Redd 21 (7/20), Jefferson e Mbah a Moute 16, Lue 13. Rimbalzi: Bogut 13. Assist: Ridnour 7.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 21-12-2008, 11:53   #26
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 21 dicembre 2008 – Una buona prova di Belinelli (13 punti) contribuisce al successo di Golden State a Charlotte, ma è Jamal Crawford con 50 punti a rubare lo show. Grandi prestazioni anche di Kobe Bryant (41) e Dwyane Wade (43). Anonimo Andrea Bargnani nella gara persa da Toronto a San Antonio.

Charlotte Bobcats-Golden State Warriors 103-110
Con Jamal Crawford in stato di grazia, i Warriors tornano al successo sul campo dei Bobcats, grazie anche a un solido contributo di Marco Belinelli ancora titolare. Belinelli realizza 13 punti con il 50% al tiro e continua a guadagnarsi la fiducia di Nelson anche se il primattore del match è uno straordinario Crawford. La guardia ex-Knicks va in trance agonistica martellando la retina avversaria fin dalle prime battute. Nel primo tempo che si chiude in parità (56-56), Crawford mette a segno 23 punti, ma nel secondo fa ancora meglio segnandone 27, per un totale strabiliante di 50 punti a fine gara, 17 dei quali ottenuti dalla lunetta (e 5/8 da tre). Nello show di Crawford, anche Belinelli fa la sua parte e dopo un buon primo tempo con 7 punti (3/4) e un bell’assist per Andre Biedrins, l’azzurro aggiunge altri 6 punti nel secondo tempo. I Warriors interrompono così una striscia di 5 sconfitte. Crawford è l’unico giocatore in attività ad aver segnato 50 punti con tre squadre diverse (Bucks, Knicks e Warriors). Prima di lui ci sono riusciti solo tre giocatori del passato: Wilt Chamberlain, Moses Malone e Bernard King.
Charlotte: Wallace 26 (8/15, 9/11 tl), Bell 21 (7/12), Felton 14, Okafor 12, Diaw 11. Rimbalzi: Okafor 13. Assist: Felton 8.
Golden State: Belinelli 13 punti (3/6 da due, 2/4 da tre, 1/1 tl), 1 rimbalzo, 4 assist, 2 palle recuperate e 1 persa, 3 falli in 34’, Crawford 50 (14/26, 17/18 tl), Azubuike 21, Biedrins 13. Rimbalzi: Azubuike 13. Assist: Crawford e Turiaf 5.

San Antonio Spurs-Toronto Raptors 107-97
Un’altra anonima prestazione di Andrea Bargnani, che fa poco o nulla per meritarsi da Jay Triano un utilizzo maggiore dei 18’ ottenuti, non aiuta di certo i Raptors a stare al passo con Tim Duncan e compagni. Malgrado la sconfitta, Toronto mostra qualche progresso e, dopo il secondo quarto in cui subisce le triple degli Spurs (7/11) e concede 36 punti agli avversari, lotta con buona energia nel secondo tempo, giocando alla pari con i texani. “Ci stiamo avvicinando - dice Chris Bosh -. Ci manca ancora la capacità di fare attenzione ai dettagli e una volta messi a punto alcuni particolari saremo sulla buona strada”. Gli Spurs hanno a disposizione tanti tiri incontestati da dietro l’arco e non si fanno pregare a tirare. Con 4/6 di Mason, 4/7 di Bonner, 3/5 di Ginobili e 4/8 di Finley, San Antonio chiude con 16/35 da tre (46%). O’Neal e Bosh vanno entrambi in doppia doppia e anche il neo acquisto Jake Voskuhl, all’esordio con la maglia dei Raptors, fa vedere un paio di bei movimenti in post basso e chiude con 4 punti in 6’. Per Bargnani ci sono solo 2 punti e una prova che gli costerà altre critiche dai tifosi di Toronto. Tony Parker sfiora la tripla doppia con 24 punti, 10 assist e 8 rimbalzi.
San Antonio: Parker 24 (11/19), Duncan 19, Mason 16, Bonner e Finley 14, Ginobili 13. Rimbalzi: Thomas 12. Assist: Parker 10.
Toronto: Bargnani 2 punti (1/3 da due, 0/2 da tre), 2 rimbalzi, 1 palla recuperata, 1 fallo in 18’. O’Neal 24 (12/20), Bosh 17, Calderon 16, Kapono 12. Rimbalzi: Bosh e O’Neal 10. Assist: Calderon e Bosh 4.

Orlando Magic-L.A. Lakers 103-106
Kobe Bryant realizza 25 punti nel primo tempo (49-58 il punteggio) e chiude con il suo massimo stagionale (41 punti), ma sbaglia la tripla del pareggio sulla sirena, regalando il successo agli Orlando Magic. Nell’ultimo minuto Dwight Howard, limitato dai falli nel corso della gara, non trema dalla lunetta (2/2), poi basta un tiro libero di Lewis per garantire ai Magic la sesta vittoria consecutiva sul proprio campo.
Orlando: Nelson 27 (11/16), Lewis 22, Howard 18, Turkoglu 14. Rimbalzi: Howard 12. Assist: Turkoglu 7.
L.A. Lakers: Bryant 41 (14/31, 11/11 tl), Fisher 27 (9/16), Gasol 11. Rimbalzi: Odom e Bryant 8. Assist: Fisher 4.

Philadelphia 76ers-Indiana Pacers 94-95
Un’infezione virale mette ko Granger, Murphy e Daniels, ma i Pacers guidati da un ispirato TJ Ford infliggono la prima sconfitta ai Sixers dell’era DiLeo. Decide un canestro di Ford da quattro metri a 3.9” dalla fine. Andre Miller chiude con un’inutile tripla doppia (14+12+10).
Philadelphia: Iguodala 26 (9/19), Williams 17, Miller 14, Speights 12. Rimbalzi: Dalembert 14. Assist: Miller 12.
Indiana: Ford 25 (8/14), Diener e Jack 12, Rush 11. Rimbalzi: Foster 10. Assist: Jack 8.

Minnesota Timberwolves-Houston Rockets 102-109
Con l’ultima sconfitta, Minnesota raggiunge il punto più basso degli ultimi 14 anni (4-22). Al Jefferson (34 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate) vince il duello con Yao Ming, ma la precisione da tre dei Rockets (12/23) condanna i padroni di casa alla sconfitta.
Minnesota: Jefferson 34 (15/31), Foye 24 (11/21), McCants 16, Smith 14. Rimbalzi: Jefferson 13. Assist: Jefferson e McCants 4.
Houston: McGrady 23 (8/18), Artest 19, Yao e Brooks 18, Head 16. Rimbalzi: Hayes e Brooks 10. Assist: McGrady e Brooks 5.

New Jersey Nets-Miami Heat 103-106
I New Jersey Nets non trovano il modo di fermare il “Dwyane Wade Show” e si fanno superare dai Miami Heat al termine di un incontro equilibrato. Degli ultimi 14 punti segnati da Miami, 12 portano la firma di Wade, che chiude con 43 punti, suo massimo stagionale. Tra i Nets, Harris e Carter vengono limitati da una buona difesa di Miami e il migliore è il rookie Brook Lopez, protagonista di una solida prova da 22 punti, 13 rimbalzi e 5 stoppate.
New Jersey: Lopez 22 (11/16), Harris e Carter 21, Hassel 10. Rimbalzi: Lopez 13. Assist: Harris 9.
Miami: Wade 43 (13/22, 16/18 tl), Cook 17, Beasley 1, Marion 10. Rimbalzi: Haslem e Anthony 7. Assist: Chalmers 7.

New Orleans Hornets-Sacramento Kings 99-90
Un’eccellente prestazione di Chris Paul porta agli Hornets l’undicesima vittoria in 13 partite. Il regista di Byron Scott realizza 34 punti a cui aggiunge 9 assist e soprattutto 8 palle recuperate. CP3 sale in cattedra nel terzo quarto e il distacco supera le dieci lunghezze. Nell’ultimo quarto i Kings non riescono ad avvicinarsi oltre al -7.
New Orleans: Paul 34 (10/15, 12/15 tl), Posey 19, West 12, Chandler e Peterson 10. Rimbalzi: Chandler 8. Assist: Paul 9.
Sacramento: Salmons 26 (9/14), Garcia 16, Miller 13, Jackson 12. Rimbalzi: Thompson 9. Assist: Salmons 7.

Chicago Bulls-Utah Jazz 106-98
I Bulls confermano di trovarsi a proprio agio tra le mura amiche dello United Center di Chicago dove hanno un record di 10-3. La pratica Jazz viene sbrigata grazie a Ben Gordon e Derrick Rose, autore di 10 punti nel quarto periodo. Una tripla di Sefolosha dà la carica ai Bulls che dal -4 a metà del l’ultimo quarto piazzano il parziale decisivo di 13-3.
Chicago: Gordon 26 (8/17), Rose 24 (10/17), Nocioni 15, Hughes e Sefolosha 10. Rimbalzi: Noah 9. Assist: Rose e Gordon 3.
Utah: Okur 23 (7/20), Millsap 22 (11/14), Williams 19, Kirilenko 11. Rimbalzi: Okur 13. Assist: Williams 61.

Milwaukee Bucks-L.A. Clippers 119-85
Alla quarta gara in trasferta in cinque giorni, i Clippers non trovano le energie necessarie per contrastare Richard Jefferson e compagni, che chiudono i conti nel primo quarto (37-15). Nella squadra di Milwaukee c’è gloria un po’ per tutti e alla fine otto giocatori vanno in doppia cifra.
Milwaukee: Jefferson 22 (8/165), Ridnour 18, Redd 14. Rimbalzi: Jefferson 9. Assist: Ridnour 7.
L.A. Clippers: Thornton 20, Novak 14, Davis 10. Rimbalzi: Camby 11. Assist: Hart 7.

Phoenix Suns-Denver Nuggets 108-101
Steve Nash realizza 8 punti consecutivi negli ultimi 3 minuti, facendo la differenza nel finale che vede i Suns battere Denver per l’ottava volta consecutiva a Phoenix. Il grande lavoro di Grant Hill su Carmelo Anthony tiene la stella dei Nuggets a 10 punti e 3/13 al tiro.
Phoenix: Stoudemire 27 (11/17), O’Neal e Richardson 19, Nash 16, Hill 11. Rimbalzi: Stoudemire 10. Assist: Nash 11.
Denver: Smith 23 (9/16), Nene 20, Billups 18, Martin 13, Kleiza 10. Rimbalzi: Nene 15. Assist: Billups 8.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 27-12-2008, 11:16   #27
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
NEW YORK, 27 dicembre 2008 – Con un fantastico secondo tempo e 35 punti nel quarto periodo, i Golden State Warriors rifilano a Boston la seconda sconfitta in due giorni e Belinelli è il protagonista numero due dell’impresa dopo un grande Stephen Jackson. Marco realizza 22 punti e limita Ray Allen a 7 punti. Bene anche Andrea Bargnani (14 punti) nella vittoria dei Raptors a Sacramento.

Golden State Warriors-Boston Celtics 99-89
Con un secondo tempo di grande coraggio e sfrontatezza, Golden State rifila ai Boston Celtics, contro ogni pronostico, il secondo k.o. di fila dopo quello contro i Lakers subito il giorno precedente. E Marco Belinelli si prende l’enorme soddisfazione di mettere a segno 22 punti contro i campioni in carica e di combattere per 43 minuti senza mai farsi intimidire da Garnett e compagni. L’attacco di Boston gira alla perfezione nel primo quarto (19-29) con 13 punti e 5/5 di Pierce. Belinelli realizza 3 punti con una tripla dall’angolo e si divide in difesa tra Ray Allen e Paul Pierce. Nel secondo quarto, Belinelli segna un canestro dalla media e due tiri liberi andando al riposo con 7 punti e 2/4 al tiro. Il problema di Golden State è che dovrebbe correre maggiormente per tirare in transizione, perché in attacco non riesce a organizzare azioni decenti contro la difesa schierata di Boston.
A metà gara, i Celtics sono in controllo del match con 12 lunghezze di margine. I Warriors non mollano e grazie anche a un terzo quarto da protagonista di Belinelli (11 punti e due triple nel finale del quarto) si avvicinano a -6 nella prima azione dell’ultimo quarto. Belinelli è già a quota 18 dopo tre quarti, top scorer di Golden State. I Warriors si esaltano all’inizio del quarto periodo e risucchiano punto dopo punto il vantaggio dei Celtics grazie ai canestri di Azubuike e Jackson fino al sorprendente sorpasso (79-78) di Jackson a 6’ dal termine. Anche Belinelli partecipa all’entusiasmante cavalcata finale dei Warriors. Un suo canestro di alta classe di fronte a Garnett (arresto, tiro e appoggio al tabellone appena fuori dall’area) porta Golden State avanti 84-78 con 5’ da giocare, quindi Belinelli provoca due falli in attacco di Ray Allen (il quinto) e KG. L’azzurro è bravissimo a innervosire Ray Allen (che poi esce per limite di falli) e ad attirare l’attenzione degli arbitri, causando falli offensivi ai Celtics in almeno quattro occasioni nel corso della gara.
I Warriors vedono il traguardo di una clamorosa vittoria sempre più reale e giocano sulle ali dell’entusiasmo, portandosi a +9. Boston va in tilt, ma cerca di scrollarsi di dosso lo choc con Rondo che riporta gli ospiti a -4 a 2’36” dalla sirena. Belinelli, sfinito dal ritmo esasperato dell’ultimo quarto, sbaglia le ultime quattro triple sporcandosi le percentuali nel finale, ma nel momento della verità arriva il turno di C.J. Watson che con due canestri consecutivi dalla media riporta Golden State avanti 93-84 a 1’23” dalla fine. Kevin Garnett, con un blocco granitico su Belinelli che piega in due l’azzurro, libera Eddie House per la tripla dall’angolo. Ma nelle ultime azioni concitate, i Warriors difendono fortissimo costringendo all’errore i Celtics, quindi Jackson e Turiaf non tremano dalla lunetta (6/6) e completano l’impresa spettacolare dei ragazzi di Don Nelson. Nell’ultimo minuto, Garnett se la prende con Belinelli al quale ne dice di tutti colori (solo lui sa il motivo), ma l’azzurro non perde la compostezza, ignorando la rabbia del celebre avversario. Dopo tanti momenti difficili a Belinelli interessa solo godersi fino in fondo la bellissima sensazione di aver battuto i campioni in carica, ed essere uno dei protagonisti principali dell’exploit dei Warriors, oltretutto ancora privi di Maggette, Crawford ed Ellis. Ray Allen, marcato quasi sempre da Belinelli, chiude con solo 7 punti e 3/6 dal campo, oltre a 4 palle perse e 6 falli.
Golden State: Belinelli 22 punti (3/6 da due, 4/11 da tre, 4/4 tl), 1 rimbalzo, 4 assist, 2 palle recuperate e 5 perse, 3 falli in 43’. Jackson 28 (9/17, 7/7 tl), Turiaf 14, Azubuike 10, Wright e Watson 8. Rimbalzi: Turiaf 8. Assist: Jackson e Belinelli 4.
Boston: Pierce 21 (7/11), Garnett 14 (5/14), Powe 12, Rondo 11, House 10. Rimbalzi: Rondo 10. Assist: Rondo 9.

Sacramento Kings-Toronto Raptors 101-107
Toronto ottiene un rara vittoria a Sacramento (la seconda nella storia della franchigia) che porta la firma di Jermaine O’Neal, autore della sua migliore gara in maglia Raptors, e anche di un Andrea Bargnani in ripresa dopo le ultime deludenti prestazioni. L'azzurro parte con il piede giusto e segna 7 punti in 3’ di azione nel primo quarto (1/1 da tre, una schiacciata e 2/3 dalla lunetta). Tra i Raptors si distingue subito O’Neal con 16 punti (8/12) nel primo tempo. Ben 13 palle perse dei Raptors permettono ai Kings di chiudere il primo tempo 56-51 con Salmons e Miller a 13 punti. I Raptors tornano avanti con il miglior Jermaine O’Neal dell’anno (27 punti dopo tre quarti) e con Bargnani protagonista nel finale del terzo periodo in cui segna altri 7 punti (di nuovo 2/2 al tiro, e due punti dalla lunetta) con diverse soluzioni. Con un JO così determinato e preciso in attacco, i minuti a disposizione di Bargnani non sono molti (aumentano nell’ultimo quarto per i problemi di falli di Bosh), ma il Mago ne trae il massimo vantaggio, dando un buon contributo in attacco. La casella dei rimbalzi rimane però vuota. Toronto porta a casa il successo tirando con il 55% dal campo contro la difesa disorganizzata dei Kings. Jermaine O’Neal chiude con un eccellente 15/19 per 36 punti, oltre e 9 rimbalzi, 3 recuperi e 2 stoppate.
Sacramento: Salmons e Miller 20, Jackson 17. Rimbalzi: Miller e Hawes 8. Assist: Salmons e Udrih 4.
Toronto: Bargnani 14 punti (2/3 da due, 2/2 da tre, 4/5 tl), 0 rimbalzi, 1 palla persa e 3 falli in 22’. O’Neal 36 (15/19), Calderon 16, Bosh 13, Kapono 10. Rimbalzi: O’Neal 9. Assist: Calderon 6.

New York Knicks-Minnesota Timberwolves 107-120
Sebastian Telfair, con una grande prova in regia nella sua città natale, guida Minnesota alla prima vittoria di coach Kevin McHale, interrompendo una striscia perdente di 13 gare. “Ci vuole sempre un po’ di tempo per trovare sintonia quando si cambia allenatore, ma ora stiamo iniziando a capire il nuovo sistema” spiega Telfair subito dopo il match. New York concede ai Wolves troppi canestri dal perimetro (13/24 da tre) e sprofonda a -22 nel finale del terzo quarto. Minnesota (terzultima in classifica nella percentuale da tre) colpisce con l’arma preferita degli avversari, le triple. Nell’ultimo quarto, i Knicks hanno una reazione d’orgoglio dopo le urla di Mike D’Antoni durante un timeout che cerca di svegliare i suoi giocatori mezzi addormentati, ma la rimonta si ferma a -7.
New York: Robinson 26 (9/22), Harrington 26 (10/21), Chandler 19, Thomas 15, Lee 12. Rimbalzi: Lee 13. Assist: Duhon 5.
Minnesota: McCants 23 (8/12), Jefferson 21 (6/10, 9/11 tl), Telfair 20 (5/11, 10/13 tl), Foye 19. Rimbalzi: Jefferson 15. Assist: Telfair 8.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 30-12-2008, 12:59   #28
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
Golden State Warriors-Toronto Raptors 117-111
Con Belinelli secondo miglior realizzatore della squadra dietro ai 30 punti di Stephen Jackson, Golden State si aggiudica la sfida contro i Raptors di Andrea Bargnani che hanno la chance di giocarsela fino in fondo, ma sbagliano troppi tiri nel finale. Partito ancora in quintetto, Belinelli non perde tempo e realizza subito due triple, ma anche Bargnani appena sostituisce l’influenzato O’Neal segna il suo primo canestro in arresto e tiro. Il ritmo è alto e il punteggio ravvicinato per gran parte del primo tempo con Toronto ben diretta dall’ottimo Calderon. Bargnani, marcato da un piccolo, cerca di far valere la stazza e segna un canestro schiacciando dopo un ottimo rimbalzo offensivo, quindi taglia deciso, viene servito da Bosh e si procura un viaggio in lunetta. L’ingresso di Turiaf, che si fa subito sentire in difesa con due stoppate su Bosh e Calderon, e il rientro di Belinelli negli ultimi tre minuti del primo tempo danno una marcia in più a Golden State: Belinelli e Turiaf mostrano una grande intesa e da due passaggi del centro nascono cinque punti consecutivi dell’azzurro che portano i Warriors a 56-49. I Raptors faticano in difesa a chiudere sugli esterni dei Warriors che schierano il quintetto piccolo. Prima dell’intervallo, Belinelli si trova a difendere sul Mago su un cambio difensivo e provoca lo sfondamento di Bargnani mentre prende posizione spalle a canestro.
Si va al riposo sul 60-52 con 17 punti per Bosh, 7 di Bargnani (3/5) e 11 di Belinelli (4/7 di cui 3/4 da tre). Alla ripresa del gioco ci sono entrambi gli azzurri in campo, perché O’Neal resta in spogliatoio. I Raptors continuano a subire lo stile di gioco degli avversari che vanno a +15. Belinelli riprende da dove aveva lasciato con la sua quarta tripla alla prima occasione, mentre Toronto vuole sfruttare il mismatch di Bosh marcato da Jackson. L’intezione è giusta, l’esecuzione pessima. Così Bargnani viene spesso ignorato dai compagni e sbaglia da tre l’unico tiro a disposizione. Jay Triano decide di passare a zona e la mossa manda in crisi l’attacco dei Warriors che iniziano a spadellare. Il terzo quarto finisce 86-79. Bargnani inizia l’ultimo quarto insieme ad Humphries che, con Bosh in panchina, diventa a sorpresa il terminale numero uno dell’attacco di Toronto.
Bravo lui a sfruttare il momento, mentre Bargnani pur essendo marcato da Jackson resta al margine dell’azione. Humphries segna 8 dei primi 9 punti dei Raptors nel quarto e Toronto si avvicina a -4. Golden State torna a +13 con Belinelli protagonista con una tripla e due assist, mentre Bargnani a 8’33” lascia il campo sostituito da Bosh che affianca Humphries. Dopo un errore da tre, anche Belinelli va a prendere fiato in panchina e i Raptors rimontano fino al -2 dopo una tripla di Bosh. La partita si accende, i Raptors hanno tre occasioni di fila da tre per il sorpasso e le sprecano. Rientra Belinelli con i Warriors a +2 a 3’15” dalla fine. Kapono sbaglia un’altra tripla e Belinelli va a sfondare in entrata, ma è un jumper di CJ Watson (come contro i Boston Celtics) a togiere le castagne dal fuoco a 52” dalla sirena (110-106). Triano rimanda in campo Bargnani negli ultimi 29”, ma il passaggio di Calderon sulla rimessa finisce nelle mani di Belinelli, che firma il successo di Golden State con 4/4 dalla lunetta nel finale. Belinelli e Bargnani si salutano dopo il suono della sirena e dei due è l’ex Fortitudo a festeggiare il successo e anche un’ottima prestazione con 23 punti, buone giocate per i compagni e pochi errori. Andrea Bargnani, dopo l’inizio positivo, viene invece dimenticato dai compagni e si deve accontentare di 7 punti. I Warriors chiudono con 12/24 da tre. Biedrins con 15 rimbalzi e 5 stoppate.
Golden State: Belinelli 23 punti (1/4 da due, 5/8 da tre, 6/6 tl), 2 rimbalzi, 6 assist, 2 palle perse, 3 falli in 37’. Jackson 30 (9/20, 10/10 tl), Azubuike 18, Watson 15, Biedrins 13, Crawford 10. Rimbalzi: Biedrins 15. Assist: Crawford e Jackson 7.
Toronto: Bargnani 7 punti (3/5 da due, 0/3 da tre, 1/2 tl), 6 rimbalzi, 1 palla persa e 1 recuperata, 1 fallo in 26’. Bosh 30 (11/20), Calderon 21 (8/14), Moon 12, Kapono e Graham 11, Humphries 10. Rimbalzi: Bosh 14. Assist: Calderon 16.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 01-01-2009, 13:57   #29
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
TORONTO, 1 gennaio 2009 – Andrea Bargnani prende al volo l’occasione dell’assenza di Jermaine O’Neal e chiude l’anno con un’ottima prestazione, realizzando 26 punti in 41', con anche 6 rimbalzi e 5 stoppate nella sconfitta di Toronto contro Denver. Prova opaca, invece, per Marco Belinelli, che segna solo 2 punti nel k.o. di Golden State a Oklahoma City (107-100). Per l'italiano 30'19" in campo con 1/8 dal campo di cui 0/2 da tre, 2 rimbalzi e 5 assist.

Toronto Raptors-Denver Nuggets 107-114
Bargnani e Parker tornano in quintetto al posto degli assenti O’Neal e Kapono. E non è un caso se Bargnani, con i minuti di JO a disposizione e la tranquillità derivante dal non doversi preoccuparsi di ogni minimo errore, torna a essere protagonista. I primi tre tiri del Mago sono imprecisi, poi Bargnani segna la tripla del 15-15 dopo aver stoppato Jones in contropiede. I Raptors mordono in difesa e recuperano diversi palloni trasformati in facili punti in contropiede. Bargnani realizza altri due punti in entrata, poi lascia il posto a Voskuhl. Il primo quarto termina con i Raptors avanti 31-29. Il secondo inizia con Bargnani di nuovo in campo e subito in evidenza con un canestro in arresto e tiro. Toronto ha buoni sprazzi anche da Moon, Calderon, Solomon e Graham, ma Denver resta a contatto grazie a Nene e alle riserve Smith ed Andersen. Alla fine del primo tempo (50-53) l’ottimo Bargnani è top scorer di Toronto con 11 punti (5/11) e anche in difesa è presente e concentrato (3 stoppate e 2 recuperi). Grazie all’infortunio di O’Neal, l’azzurro gioca ben 21' nel solo primo tempo e riparte con fiducia, infilando subito due triple nel terzo quarto che mandano i Raptors a +2. Si procede con il punteggio in bilico per tutta la frazione fino a quando Denver piazza un parziale di 11-0 per il 77-85 dopo tre quarti. I Raptors reagiscono e tornano a -2 mentre Bosh e Calderon sono in panchina. È ancora il Mago uno dei protagonisti del recupero di Toronto con 5 punti all’inizio del quarto periodo. Kleiza viene lasciato libero sul perimetro dalle lente rotazioni dei Raptors e segna due canestri pesanti per i Nuggets. Negli ultimi minuti, Toronto va sempre da Chris Bosh e l’attacco ristagna. Dopo una tripla di Calderon per il -3, segnano Nene (rimbalzo offensivo con il Mago colpevole) e Billups da tre per il +8 di Denver a 2’45” dalla fine. Toronto non riesce a fermare l’attacco di Denver nelle fasi cruciali e chiude il 2008 con un record di 12-20. Andrea Bargnani, che aumenta il bottino a 26 punti con 4/4 ai liberi nel finale, chiude l’anno con una prova molto positiva risultando il miglior marcatore dei Raptors.
Toronto: Bargnani 26 punti (6/13 da due, 3/6 da tre, 5/5 tl), 6 rimbalzi, 1 assist, 2 palle perse e 2 recuperate, 3 falli in 41’. Bosh 24 (7/18, 10/13 tl), Calderon 18, Parker 12, Solomon 11, Moon 10. Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Calderon 11. Denver: Nene 21 (8/12), Anthony 20 (8/20), Billups 18, Smith 16, Martin 15. Rimbalzi: Andersen 10. Assist: Billups 7.

Oklahoma City Thunder-Golden State Warriors 107-100
Marco Belinelli e Golden State festeggiano il capodanno nel modo peggiore, lasciando a Oklahoma City la possibilità di dare continuità alle ultime buone prestazioni (vittorie contro i Celtics e i Raptors con in mezzo una sconfitta allo Staples Center contro i Lakers), e vedono i Thunder festeggiare la loro quarta vittoria stagionale, dopo quelle conseguite contro Minnesota, Memphis e Toronto, interrompendo una striscia di cinque sconfitte consecutive. “Abbiamo commesso molti errori in difesa, e non ci sono scuse per noi, abbiamo perso e basta. Bisogna essere uomini anche nelle sconfitte, non cercare giustificazioni”: queste le parole a fine partita di Stephen Jackson, che aveva fatto un discorso simile dopo i 130 punti incassati dai Lakers, ma contro ben altri avversari. I Thunder, rispetto alla sconfitta interna contro i Warriors dello scorso 8 dicembre (102-112), hanno trovato un apporto più consistente dal cast di supporto intorno alla stella Durant, che in quella gara segnò 41 punti ma con poco altro da parte dei compagni. Stavolta, malgrado l’assenza dell’infortunato Nick Collison (ai Warriors mancava il neo-acquisto Nenad Krstic, in attesa della green card). Jeff Green, ad esempio, ha messo18 dei suoi 26 punti nella seconda parte della gara, ma per Nelson il problema è stato soprattutto il lungo Chris Wilcox, partito dalla panchina: “Contro di lui abbiamo provato raddoppi e aggiustamenti vari, ma non c’è stato niente da fare: ci ha fatto male per tutta la partita”. Eppure l’inizio era stato positivo per Golden State, capace di andare fino al +11 nel primo quarto (24-13) ma che, dopo i 2 falli a testa fischiati a Brandan Wright e Marco Belinelli nei primi 9 minuti, quando ha richiamato i due “sophomores” in panchina ha subito un parziale di 13-4 che ha rimesso in gara i padroni di casa (con 4 punti a testa di Durant, Wilcox e Green). I problemi veri, però, sono iniziati del terzo quarto: iniziato sul +4 Warriors (55-51) ha visto emergere i Thunder, mentre gli ospiti ci hanno messo 5 minuti di cronometro per segnare il primo canestro dal campo, e il solito terzetto di Oklahoma City permetteva al pubblico di esultare sul 78-70 alla fine del terzo quarto. I Warriors, malgrado un Azubuike capace di segnare tutti i suoi punti nella ripresa, non sono più stati capaci di ribaltare la situazione, avvicinandosi al Massimo sul -3 (89-86) con 6’36 da giocare. Ci hanno pensato Green e Wilcox, per, a respingere la rimonta. Alla fine nemmeno Don Nelson cerca attenuanti, nemmeno nel calendario (17esima gara esterna per i Warriors, nessuno ha giocato quanto loro fuori casa finora): “Sono stati più bravi e consistenti di noi per tutta la partita, questo è quanto”. Nemmeno Belinelli si è sottratto alla serata storta, questo il suo tabellino: 2 punti, 1/6 da due, 0/2 da tre, 2 rimbalzi, 5 assist, 4 palle perse e 3 falli in 30'
Oklahoma City: Green 26 (9/17, 1/2, 5/5 tl), Durant 25, Wilcox 23, Westbrook e Watson 11. Rimbalzi: Durant 10. Assist: Durant e Watson 6. G. State: Azubuike 24 (4/6, 4/6, 4/4 tl), Jackson 17, Watson 16, Biedrins 15, Wright 13, Crawford 11. Rimbalzi: Biedrins 13. Assist: Jackson 9
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
Old 05-01-2009, 10:41   #30
Kharis2
Registered User
IGZ Master
 
Kharis2's Avatar
 
Join Date: Apr 2005
Posts: 4,898
New York Knicks-Boston Celtics 100-88
Definirla crisi sembrerebbe eccessivo, dopotutto i Celtics possono ancora vantare un signor record (29-6), ma la sconfitta al Madison Square Garden contro i Knicks (non succedeva dal 23 marzo del 2005) conferma gli attuali problemi della squadra di Rivers. Boston mostra degli inusuali problemi difensivi e dopo aver iniziato la stagione con un incredibile ruolino di marcia (27-2), incassa la quarta sconfitta nelle ultime sei gare. A dare una mano a Boston potrebbe arrivare Stephon Marbury, il giocatore messo fuori rosa dalla coppia D’Antoni-Walsh. La guardia dei Knicks, infatti, sembrerebbe davvero a un passo dalla firma con i campioni in carica, a patto di riuscire a trovare un accordo (in settimana potrebbero arrivare sviluppi) sul discusso buyout con la franchigia newyorkese. A fare la differenza contro i Celtics è stato un eccellente Wilson Chandler, autore di 15 dei suoi 31 punti nel terzo quarto quando i Knicks hanno piazzato il decisivo parziale di 28-15, e David Lee che oltre a mette la museruola a Kevin Garnett i fa anche sentire nei momenti decisivi in attacco. Brilla anche Al Harrington.
New York: Chandler 31 (7/16, 2/3), Harrington 30. Rimbalzi: Lee 14. Assist: Duhon 5.
Boston: Pierce 31 (6/11, 4/6), Allen 16. Rimbalzi: Garnett 9. Assist: Pierce 4.

Los Angeles Lakers-Portland Trail Blazers 100-86
Kobe Bryant e compagni approfittano dei ko di Boston e Cleveland, diventando la squadra con il miglior record della Lega (27-5 adesso). Dopo metà partita in equilibrio, i gialloviola danno la spallata nel terzo quarto, ottenendo così la sesta vittoria consecutiva in campionato, contro Portland che era ancora priva della stella Brandon Roy. Gli ospiti hanno iniziato bene la gara, chiudendo il primo quarto a +6 (19-25), forzando ben nove palle perse dei gialloviola che hanno poi chiuso avanti di 1 all'intervallo grazie a 2 tiri liberi di Ariza (51-50), mentre per Portland Aldridge era già a quota 16 e Batum a 10 con 4/4 al tiro. Musica completamente diversa nel terzo quarto: i padroni di casa costruiscono un parziale di 15-3 con il contributo anche di Sasha Vujacic (tripla con fallo di Rudy Fernandez) per toccare il +16 (75-59 con 2'12 da giocare prima dell'ultima pausa). Kobe e compagni gestiscono poi il vantaggio nell'ultimo quarto, quando Portland segna 3 dei primi 14 tiri dal campo, mentre da parte gialloviola arrivano 12 punti da parte del redivivo Vladimir Radmanovic (ultima gara in doppia cifra lo scorso 7 dicembre, 11 contro Milwaukee), utilissimi per gestire al meglio il vantaggio, mai inferiore ai 14 punti nell'ultimo parziale.
L.A. Lakers: Bryant 26 (11/17, 0/2 4/5 tl), Gasol 19, Radmanovic 16, Vujacic 11, Odom 10. Rimbalzi: Bynum 10. Assist: Fisher 5.
Portland: Aldridge 22 (11/19, 0/1 tl), Batum 17, Fernandez 14, Blake 13, Oden 10. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: Batum, Aldridge, Bayless e Rodriguez 4.

Washington Wizards-Cleveland Cavaliers 80-77
Stavolta non fa il miracolo LeBron James, che a 2"3 dalla fine si vede annullare il canestro del pareggio a quota 79 per una infrazione di passi. Per "Il Prescelto" un errore arbitrale, per Caron Butler, che lo stava marcando, "quando c'è un fischio del genere contro un grande giocatore allora pensi 'Wow, c'è un dio'. Sapevo che aveva fatto passi". Partita che ha visto i padroni di casa quasi sempre avanti, capaci di costruire anche un vantaggio di 16 punti, quando in apertura di ultimo quarto Caron Butler ha chiuso dalla lunetta un parziale di 12-0 (6 di Nick Young) che ha portato Washington sul 70-54. La svolta del match è arrivata quando, a 6'33 dalla fine, il coach dei Cavs Mike Brown è stato espulso per le sue furiose proteste in seguito a un fallo in attacco fischiato a James. Da lì, Cleveland si è scatenata: 9 punti di LeBron, 6 di Boobie Gibson ed parzialone degli ospiti che tornano addirittura in parità proprio con James a 1 minuto esatto dalla fine (77-77). Delonte West ha anche la possibilità di sorpassare, ma sbaglia. Non commette errori, invece, Antawn Jamison, che punisce Cleveland dall'angolo per il vantaggio Wizards (79-77 a 10 secondi dal termine). Dopo il time-out, ovviamente, palla a James: ma come detto, stavolta, il finale non è per lui a lieto fine.
Washington: Jamison 26 (8/18, 1/1, 7/7 tl), Butler 19, McGuire 10. Rimbalzi: Jamison 13. Assist: Blatche 4.
Cleveland: James 30 (8/13, 3/9, 5/8 tl), Williams 13, Varejao 10. Rimbalzi: Varejao 10. Assist: James 10.

Memphis Grizzlies-Dallas Mavericks 102-82
I Grizzlies riescono finalmente a battere i Mavs, che avevano prevalso nei 13 confronti precedenti (Memphis non vinceva in casa con Dallas dal 17 febbraio 2004), riportando anche la seconda vittoria stagionale contro una formazione della terribile Southwest Division. I Grizzlies, come ha riconosciuto il coach avversario Rick Carlisle a fine gara, hanno vinto in ogni settore del gioco, a partire dai rimbalzi (43-34) e la percentuale al tiro (47.6% contro 42.1%, con un buon 7/15 nel tiro pesante). Dallas, in questo momento, gioca poco intensamente le prime metà di gara (sempre sotto nelle ultime partite, addirittura di 29 contro Minnesota martedi), e così è stato anche in questa occasione, quando hanno concesso solo 5 punti di vantaggio ai padroni di casa all'intervallo (50-45) ma con un clamoroso 67% dal campo. A concretizzare il dominio dei Grizzlies ci ha pensato uno strepitoso O.J. Mayo, che nella ripresa si è completamente scatenato: 10 dei 18 punti segnati dopo l'intervallo li ha messi nel terzo quarto (chiuso dai suoi a +8, 76-68), e sempre lui ha fimato il massimo vantaggio (102-80) con una tripla a 28 secondi dalla fine e i Mavericks che avevano ormai abbandonato la partita.
Memphis: Mayo 21 (2/6, 5/8, 2/2 tl), Gasol 19, Gay e Warrick 18. Rimbalzi: Gay e Warrick 7. Assist: Lowry 5.
Dallas: Nowitzki 28 (11/20, 0/1, 6/6 tl), Terry 18, Howard 12. Rimbalzi: Barea e Kidd 6. Assist: Kidd 5.

Los Angeles Clippers-Detroit Pistons 87-88
Un finale elettrizzante allo Staples Center, deciso da una giocata di una superstar come Iverson che ha avuto ragione di una superstar in divenire come Eric Gordon. Per l'ex idolo di Philadelphia, 2 punti "trovati" a 4"9 dal termine per l'interferenza di Al Thornton, che ha stoppato il pallone in parabola discendente, dando di fatto il successo agli ospiti. I Pistons (sempre senza Hamilton e Wallace, contro i Clippers senza Ricky e Baron Davis, Randolph e Kaman), forse, pensavano di aver fatto il grosso del lavoro andando a +8 sul 78-70 a 7'04 dalla fine (con 4 punti a testa di Stuckey e Camby nel parziale di 8-0), ma non avevano fatto i conti con il rookie Gordon: è lui a segnare gli ultimi 11 punti della sua squadra, compreso il canestro+fallo che a 21"9 secondi dalla fine ha riportato i Clippers in vantaggio (87-86). Purtroppo per lui, però, il tiro dell'ultima chance, dopo l'interferenza di Thornton, è stato respinto dal ferro, e con esso la possibilità della nona vittoria stagionale per i rossoblu, malgrado l'ennesima prova mostruosa di Camby a rimbalzo (18.3 di media nelle ultime 8 gare).
L.A Clippers: Gordon 31 (8/18, 1/3, 12/12 tl), Novak 15, Camby 14, Thornton 12. Rimbalzi: Camby 20. Assist: Collins 12.
Detroit: Stuckey 24 (9/23, 1/1, 3/3 tl), Prince 20, Iverson 18, Afflalo 10. Rimbalzi: McDyess 15. Assist: Iverson 10.
__________________
Thorg ScudoPossente
Baraz dell'armata di Kard Dorgast
del Clan ForgiaRovente

Kharis2 is offline  
 

Thread Tools

Posting Rules
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is On
Smilies are On
[IMG] code is On
HTML code is Off

Forum Jump


All times are GMT +1. The time now is 02:22.


Powered by vBulletin® Version 3.8.4
Copyright ©2000 - 2017, Jelsoft Enterprises Ltd.
Copyright © 2000-2015 Ampersand Srl - P.IVA 01060210117 - Tutti i diritti riservati
All rights reserved
I marchi sono proprieta' dei rispettivi proprietari