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Old 31-10-2008, 19:46   #1
Kharis2
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NBA * Stagione 2008 / 2009 *

E' iniziata 2 - 3 giorni fa... ^^

e i Lakers per ora hanno vinto 2 volte su 2
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Thorg ScudoPossente
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Old 02-11-2008, 11:50   #2
Kharis2
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NEW YORK (Usa), 2 Novembre 2008 - Toronto e Golden State vincono, ma con alterni risultati per i due italiani in campo: Andrea Bargnani mostra grandi miglioramenti in difesa, ma resta a secco dal campo; Belinelli ancora una volta guarda i suoi Warriors dalla panchina.
Milwaukee Bucks-Toronto Raptors 87-91
Toronto riesce a strappare il successo a Milwaukee grazie a Calderon che con 25 punti ottiene il suo career high. L’attacco dei Raptors non è molto brillante ma quello dei Bucks è ancora più incerto. Toronto rischia nel finale quando Milwaukee sorpassa, ma Calderon mette una tripla fondamentale e i Raptors si salvano dal naufragio. Andrea Bargnani manca di continuità e dopo la bella prestazione della sera precedente rimane ancora a secco come nella prima giornata. L’azzurro continua a mostrare grandi miglioramenti in difesa, ma stavolta è nullo in attacco. Le sue cifre: 0/3 dal campo, 5 rimbalzi, 2 stoppate, 2 turnover e 4 falli in 17’.
Milwaukee: Redd 19, Villanueva 16. Rimbalzi: Bogut 9. Assist: Sessions 9.
Toronto: Calderon 25 (8/15), Bosh 20. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Calderon 9.
New Jersey Nets-Golden State Warriors 97-105
Primo successo della stagione per i Warriors di Marco Belinelli ma ennesimo “dnp” per il giocatore bolognese. Golden State batte i Nets in New Jersey 105-97 grazie all’ottima produzione della coppia Andris Biedrins-Stephen Jackson ma Belinelli non può che essere deluso dall’ennesima cervellotica decisione di Don Nelson il quale regala 28’ a CJ Watson, 23 a DeMarcus Nelson e lascia l’azzurro in panchina per tutta la durata del match. Una situazione paradossale, soprattutto considerato il fatto che lo stesso Nelson aveva dichiarato durante la preseason che questa sarebbe stata la stagione di Belinelli. Con Monta Ellis in infermeria ci si aspettava un buon minutaggio per l’ex stella della Fortitudo, invece Nelson in questo inizio di stagione ha ancora una volta stupito tutti voltando le spalle a Belinelli. I Warriors dopo un primo tempo discreto cambiano marcia nella terza frazione. Jackson a tratti è immarcabile, Biedrins sotto canestro fa quello che vuole, così Golden State scappa via piazzando un parziale di 11-0. I padroni di casa provano a rimanere nel match grazie ai canestri di Vince Carter ma Golden State una volta avanti gestisce senza troppi problemi il vantaggio. Un successo meritato che però lascia qualche strascico polemico. Marco Belinelli naturalmente evita di esternare la sua insoddisfazione, altrettanto non fa però Al Harrington il quale nei giorni scorsi aveva chiesto a gran voce di essere ceduto. Al termine del match con i Nets, Nelson non le ha mandate a dire all’ex giocatore dei Pacers. “Al pensa di essere una superstar – dice il coach dei Warriors – io credo invece che sia un ottimo giocatore. Se vuole essere ceduto vedremo di accontentarlo”. Nelson però evita di punire le esternazioni di Harrington e lo schiera contro i Nets per ben 29’. C’e’ un’aria strana nello spogliatoio dei Warriors in questo momento, Don Nelson non sta gestendo benissimo gli umori della sua truppa. Intanto però Golden State esce dall’Izod Center con in tasca la sua prima vittoria della stagione. È già qualcosa, certo che fa un effetto strano vedere Belinelli in panchina per tutto il match quando sul parquet vanno per parecchi minuti giocatori come Watson e Nelson.
New Jersey: Carter 20 (5/9, 2/5), Boone 17. Rimbalzi: Boone 14. Assist: Dooling 6.
Golden State: Jackson, Biedrins 23, Maggette 20. Rimbalzi: Biedrins 11, Maggette 10. Assist: Jackson 8.


Belinelli continua a non giocare...bah
mentre Bargani si sta riprendendo
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Thorg ScudoPossente
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Old 02-11-2008, 20:19   #3
Maio
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Sticko dato che mi sembra che la Nba sia abbastanza seguita...
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Old 04-11-2008, 09:33   #4
Kharis2
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NEW YORK (Usa), 4 novembre 2008 - Anche Marco Belinelli realizza il primo canestro della stagione, con una tripla nell’ultimo minuto di gioco. L’azzurro è utilizzato con il contagocce da Nelson (solo 4 minuti), ma ha almeno la soddisfazione di andare a referto. I Pistons vincono a Charlotte malgrado lo shock della partenza del capitano Chauncey Billups. Ora attendono l’arrivo di Allen Iverson, che debutterà mercoledì a Toronto. Crollano Sacramento e Dallas.

Memphis Grizzlies-Golden State Warriors 90-79
Marco Belinelli assaggia il campo per due minuti e mezzo nel secondo quarto, ma Don Nelson evidentemente non ha fiducia nell’azzurro, che subito dopo il suo primo tiro (conclusione errata da sotto dopo aver battuto il suo uomo in penetrazione) viene ricacciato in panchina. Ingiudicabile la breve apparizione di Belinelli, che tocca il pallone un paio di volte e in difesa si trova a rincorrere OJ Mayo, con la difesa dei Warriors sempre in ritardo sulle rotazioni. L’atteggiamento della panchina la dice lunga sul malumore che aleggia all’interno della squadra. Golden State rimonta da -9, ma dopo il canestro del -2 nessuno applaude i compagni in campo. Memphis è più concreta in attacco e va al riposo a +4 sostenuta da un grande Marc Gasol, che dopo due quarti sfiora già la doppia doppia (20+9). Lo spagnolo è una presenza importante sotto canestro e divide il peso dell’attacco dei Grizzlies con Rudy Gay. Golden State mette la testa avanti nel terzo quarto durante un passaggio a vuoto dei padroni di casa, ma nell’ultimo quarto esiste solo Memphis. I Warriors si spengono prima del tempo e sbagliano tredici tiri consecutivi totalizzando la miseria di 12 punti nell’ultima frazione. Don Nelson rispolvera Belinelli a 1’27” dal termine e Marco risponde con il suo primo canestro stagionale, una tripla su assist di Azubuike. I Warriors hanno appena il 15% da tre (3/20) e 0/9 di Harrington-Maggette. Tranne il solidissimo Biedrins, i titolari di Nelson sono disastrosi: Jackson chiude con 6/21, Maggette con 4/16 e Harrington con 3/15.
Memphis: Gasol 27 (9/11, 9/11 tl), Gay 14. Rimbalzi: Gasol 16. Assist: Conley 7.
Golden State: Belinelli 3 punti (0/1 da due, 1/1 da tre), Jackson 17, Biedrins 16. Rimbalzi: Biedrins 22. Assist: Jackson 5.

Charlotte Bobcats-Detroit Pistons 83-101
I Pistons dimenticano per 48 minuti lo shock della trade che ha separato il nucleo storico, con la partenza di capitan Billups verso Denver, e infliggono un ko al loro ex coach Larry Brown. In attesa di Allen Iverson, che esordirà mercoledì a Toronto, Hamilton e compagni hanno comunque un organico superiore ai Bobcats e portano a casa la terza vittoria dell’anno senza Billups e McDyess. Rip Hamilton, fresco dell’estensione di altri tre anni nel suo contratto, realizza 11 punti nel terzo quarto, quando Detroit va via ai Bobcats. Allen Iverson dovrà dimostrare di essere all’altezza prima che i nuovi compagni lo accettino completamente, a quanto pare dalle dichiarazioni di chi resta. "Ci piace lo scambio? – dice Rasheed Wallace - Forse no. Non si può dire". Ammette la sorpresa Prince: "Ovviamente siamo tutti sotto shock. Viste le circostanze è stata una buona vittoria. Quando passi sei anni con qualcuno, si crea un legame particolare. Adesso all’improvviso non c’è più". Per quanto riguarda il numero di maglia, Rodney Stuckey non ha chiarito se lascerà il suo numero 3 ad Iverson: "Ne dovremo parlare, credo".
Charlotte: S. Brown 16, Richardson 15 . Rimbalzi: Wallace 12. Assist: Richardson 5.
Detroit: Hamilton 19, Wallace 15. Rimbalzi: Brown 9. Assist: Hamilton 5.

Philadelphia 76ers-Sacramento Kings 125-91
I Sixers in versione rullo compressore sotterrano Sacramento arrivando anche a condurre di 40 lunghezze. I Kings tornano a casa dopo l’orribile avvio di stagione (0-4 il record), ma Reggie Theus punta il dito contro la difesa inesistente dei suoi giocatori: "Non si vince nella Nba se si concedono 120 punti ogni volta. Ho detto ai ragazzi che è inaccettabile, dai leader a tutti gli altri. Per vincere dobbiamo essere duri mentalmente e ora non lo siamo". Philadelphia aveva una media del 32% da tre dopo tre gare, ma contro i Kings ha migliorato nettamente le percentuali, finendo con 10/13.
Philadelphia: Young 18 (8/14), Williams 17. Rimbalzi: Dalembert 6. Assist: Miller 5.
Sacramento: Thompson 17 (8/12), Hawes 15. Rimbalzi: Hawes 8. Assist: Thompson 5.

Orlando Magic-Chicago Bulls 96-93
Dwight Howard raggiunge la doppia doppia nel primo tempo. Rashard Lewis lo imita chiudendo con 21 punti e 11 rimbalzi, e Orlando si salva nel finale quando Gordon sbaglia un jumper a 15” dalla fine e di nuovo Nocioni fallisce la tripla allo scadere che avrebbe portato ai supplementari. La guardia dei Bulls Derrick Rose segna 14 punti ma smista soltanto un assist.
Orlando: Howard 22 (9/15), Lewis 21, Turkoglu 21. Rimbalzi: Howard 15. Assist: Turkoglu 7.
Chicago: Gooden 21 (9/16), Nocioni 20. Rimbalzi: Deng 7. Assist: Hinrich 3.

Dallas Mavericks-Cleveland Cavaliers 81-100
I Cavs approfittano della serata no di Dirk Nowitzki (3/11 per 8 punti) per fare il colpo a Dallas, mettendo in vetrina LeBron James nel terzo quarto e Mo Williams nell’ultimo. Cleveland si porta avanti 28-12 poi Dallas recupera, ma un parziale di 13-0 per gli ospiti firmato Williams chiude i giochi all’inizio dell’ultimo periodo. I Mavs sono privi di Jerry Stackhouse e ottengono poco o nulla dal tedesco. Dallas, che deve ancora conquistare la prima vittoria casalinga, è costretta a subire i fischi della tifoseria. La coppia Ilguaskas e Wallace permette ai Cavs di stravincere ai rimbalzi 52-35.
Dallas: Howard 18, Wright e Green 10. Rimbalzi: Diop 9. Assist: Kidd 6.
Cleveland: James 29 (8/20, 13/15 tl), Ilgauskas 17. Rimbalzi: Wallace 13. Assist: Williams 6.

L.A. Clippers-Utah Jazz 73-89
La resistenza dei Clippers dura per tre quarti di gara, quando i punti da recuperare sono soltanto cinque. Ma Utah dilaga nell’ultimo quarto, in cui concede la miseria di 13 punti agli avversari e chiude in scioltezza, rimanendo imbattuta dopo tre partite. Il migliore in campo per Jerry Sloan è una riserva, Paul Millsap, autore di 24 punti.
L.A. Clippers: Kaman 19 (9/12), Davis 14. Rimbalzi: Kaman 10. Assist: Davis 9.
Utah: Millsap 24 (8/12, 8/8 tl), Okur 16. Rimbalzi: Kirilenko 11. Assist: Price 5.
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Thorg ScudoPossente
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Old 04-11-2008, 10:41   #5
ibranomen
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dannazione spero solo che Dallas si riprenda, altrimenti non accediamo nemmeno ai playoff quest'anno. Eppure abbiamo li una bella squadra. Probabilmente non vinceremo il titolo ma almeno qualcosa di buono dobbiamo fare.
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Zulfgar Pugnorotto , pazzo furioso in Kard

I nani e le montagne hanno una caratteristica in comune: li si può domare solo con un martello duro ed infinita tenacia!
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Old 08-11-2008, 11:45   #6
Kharis2
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NEW YORK, 6 Novembre 2008 - Ecco finalmente i Knicks griffati Mike D’Antoni, nel bene e nel male. La squadra newyorchese, infatti, mostra pregi e difetti delle compagini “dantoniane”, corre, a tratti diverte, prova a prendere il largo ma difende anche con approssimazione e lascia rientrare in partita gli avversari. Alla fine però i Knicks riescono a conquistare il successo, 114-108 il punteggio a Washington, mostrando, dopo gli alti e bassi delle prime quattro gare di campionato, di essere sulla strada giusta. Per la terza partita consecutiva però Danilo Gallinari rimane in panchina per tutto il match. La schiena non migliora e allora D’Antoni prova a regalare minuti anche ad Anthony Roberson il quale risponde facendosi trovare pronto. Adesso c’e’ dunque un concorrente in più per Danilo per entrare nella rotazione. Un Gallinari al 100% non avrebbe problemi a ritagliarsi uno spazio importante in questa squadra ma con il mal di schiena a frenarlo adesso l’azzurro si deve accontentare di quello che passa il convento. I Knicks giocano un ottimo primo tempo, chiuso con ben 64 punti a referto e soprattutto con un elevatissimo numero di tiri eccellenti scaturiti da un ottimo movimento della palla. Altruismo e mani calde, proprio quello che vuole Mike D’Antoni. I Wizards, sempre privi della loro stella Gilbert Arenas, non stanno a guardare e provano a fare male alla squadra newyorchese con la coppia Caron Butler-Antwan Jamison e con la spavalderia dell’interessante rookie JaVale McGee sotto canestro. Nel terzo quarto però gli ospiti, guidati da un buon Wilson Chandler, partito in quintetto al posto di David Lee, provano a scappare. Jamal Crawford e Zach Randoph si fanno sentire e i Knicks arrivano al +13. Washington però non ci sta e torna in partita con i canestri di Butler e Nick Young, arrivando anche al +1 nell’ultimo quarto. Quando il match sembra sfuggire di mano alla truppa di Mike D’Antoni, Crawford produce u paio di canestri pesantissimi e guida la squadra newyorchese al parziale di 10-0 che in pratica chiude la sfida. New York così può festeggiare il suo secondo successo consecutivo.
Washington: Butler 30 (10/23, 1/1), Jamison 24, Young 16. Rimbalzi: Jamison 12, McGee 10. Assist: Dixon 11.
New York: Crawford 23 (4/9, 4/9), Randolph 22, Chandler, Robinson 17. Rimbalzi: Randolph 13. Assist: Duhon 12.

Atlanta Hawks- Toronto Raptors 110-92
Sconfitta pesante dei Raptors ad Atlanta, dove gli Hawks vincono la quarta gara su quattro giocate mettendo in mostra un gioco offensivo brillante e bilanciato dove ognuno ha la possibilità di farsi notare. Mike Bibby spezza in due il match con quattro triple e 19 punti nel primo tempo. Atlanta chiude il secondo quarto 62-50. Toronto commette troppi turnover all’inizio che regalano 12 punti agli Hawks. E a peggiorare la situazione, ancora una volta gli esterni si fanno infilare facilmente dalle guardie avversarie. Bargnani segna due ottimi canestri nel primo tempo in post basso, ma quando rientra nel secondo tempo la squadra sta subendo il gioco di Atlanta e il Mago non è la risposta che Mitchell cerca. Il coach di Toronto tenta anche la carta di Bargnani insieme a Bosh e O’Neal e la mossa non cambia la partita. I tre lunghi insieme non fanno danni, anzi. Ma ormai il danno irreparabile è stato fatto con la pessima difesa del primo tempo perché gli Hawks non rallentano e non danno nessuna chance ai Raptors di rientrare in partita. Kapono e O’Neal (che disputa la prima partita all’altezza della sua fama in attacco e difesa) si riscattano dalla prova opaca nell’ultima gara, ma stavolta sono Calderon e Parker (4/19) a deludere. Le cifre di Andrea Bargnani: 9 punti (3/6 da due, 1/2 da tre), 3 rimbalzi, 2 palle perse e 3 falli in 26’.
Atlanta: Bibby 19 (7/12), Johnson 17 (7/10), Murray 16, Evans 15, Williams 14. Rimbalzi: Jones 9. Assist: Bibby 12.
Toronto: Bosh 26 (8/15, 10/12 tl), O’Neal 17 (7/10), Kapono 14. Rimbalzi: Bosh 8. Assist: Calderon 12.

Golden State Warriors-Memphis Grizzlies 104-109
Non ci sono Maggette e Harrington. C’è spazio per Belinelli nel secondo quarto in cui gioca per quattro minuti e mezzo. L’azzurro entra per Azuibuke e si attacca in difesa a OJ Mayo marcandolo bene. Belinelli tira alla prima occasione, ma non trova il canestro. Quindi sfrutta le palle recuperate per volare via in contropiede un paio di volte: nella prima si procura due tiri liberi (con terzo fallo di Gasol) senza riuscire a infilare il layup centrale. Dopo un frustrante 0/2 dalla lunetta, Belinelli si riscatta e al secondo contropiede solitario si assicura di appoggiare al tabellone e trova i primi due punti evitando la stoppata di Rudy Gay in recupero. Ancora un tiro dall’angolo per Belinelli, ancora un errore e stavolta Nelson lo sostituisce. Se non altro Nelson dimostra fantasia, facendo esperimenti nel terzo quarto quando sotto di 5 punti, rimette Belinelli con un improbabile quintetto super piccolo, le due guardie Nelson e Watson, Belinelli in ala piccola, Jackson e Biedrins. In un amen Golden State sorpassa 70-69 con un parziale di 10-2 firmato da Jackson. Stavolta Belinelli ha il compito di marcare Rudy Gay e al primo isolamento in attacco Gay va a sfondare su Belinelli. In attacco però l’italiano non vede un pallone nel gioco disordinato dei Warriors. Intanto Memphis si ricompone e segna canestri facili attaccando il canestro contro la difesa impotente di Golden State, e con 10-0 di parziale torna in vantaggio. Il quarto periodo è frenetico, e Memphis agguanta il successo grazie alle giocate di Rudy Gay e Mayo. Belinelli ha la soddisfazione di essere in campo nei 30 secondi finali quando Golden State ha bisogno di canestri pesanti, ma è ignorato dai compagni pur essendo completamente libero in angolo. Le cifre di Belinelli: 2 punti (1/3, 0/2 tl), 1 recupero in 8’.
Golden State: Jackson 27 (9/20, 9/13 tl), Biedrins 23 (7/13, 9/10 tl), Azubuike 21, Rimbalzi: Biedrins 12. Assist: Watson 8.
Memphis: Gay 23 (8/20), Mayo 20 (8/19), Warrick 19. Rimbalzi: Arthur 12. Assist: Conley 6.
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Old 09-11-2008, 12:51   #7
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NEW YORK, 9 novembre 2008 – Vincono in casa Indiana, Orlando e New Orleans senza faticare troppo. Chris Paul supera un record di Oscar Robertson che risale al 1968. Con 41 punti di James i Cavs passano a Chicago, e con 29 di Shaq i Suns passano a Milwaukee. Portland si salva di nuovo nel finale.

Indiana Pacers-New Jersey Nets 98-80
Indiana non deve neanche disputare una gara perfetta tanto è orrendo l’attacco dei Nets. Solo i canestri di Vince Carter (20 punti nel primo tempo) tengono i New Jersey in partita, poi quando nel secondo tempo Indiana blocca il leader dei Nets la gara di TJ Ford e compagni si semplifica. New Jersey segna solo 29 punti nel secondo tempo con 29% dal campo. Senza Devin Harris (out per distorsione alla caviglia) l’attacco dei Nets è affidato alla regia di Dooling che regista non è, così il gioco ristagna. Disastroso Yi (1/10 e mani di burro), pessimi al tiro Simmons, Najera e Hayes. Alla fine si arrende anche Carter di fronte alle incursioni di Danny Granger e alla triple di Murphy. Nel secondo tempo c’è solo una squadra in campo e Indiana alla fine ha sei giocatori in doppia cifra contro due dei Nets.
Indiana: Granger 23 (6/17, 10/12 tl), Murphy 17, Daniels 14. Rimbalzi: Foster 13. Assist: Ford.
New Jersey: Carter 31 (11/22), Dooling 17. Rimbalzi: Yi 11. Assist: Dooling 4.

Orlando Magic-Washington Wizards 106-81
Con Dwight Howard in grande spolvero i Magic passano in scioltezza contro i Wizards. Howard disputa la miglior partita di questo avvio di stagione con 31 punti e 16 rimbalzi, e pure tre stoppate consegnando a Orlando il quarto successo di fila. Orlando arriva a condurre di 19 punti nel secondo quarto e di 29 nel terzo. Washington che deve ancora vincere una partita è ora 0-4. Un anno fa aveva esordito con cinque sconfitte per poi agguantare comunque i playoff al termine della regular season.
Orlando: Howard 31 (11/13, 9/14 tl), Pietrus 18, Bogans 13. Rimbalzi: Howard 16. Assist: Nelson 6.
Washington: Young 20 (8/12), Stevenson 14, Butler 10. Rimbalzi: McGee e Thomas 6. Assist: Brown 5.

New Orleans Hornets-Miami Heat 100-89
Gli Hornets tornano a imporre il proprio gioco contro Miami e ne escono vittoriosi, condotti magistralmente dal solito Chris Paul. Il play degli Hornets supera il leggendario Oscar Robertson che nel 1968 aveva cominciato il campionato con oltre 20 punti e 10 assist nelle prime cinque gare. Paul arriva a quota sei e Byron Scott applaude: “È un’impresa storica quella che ha compiuto. È evidente che anche Paul, se la salute lo sosterrà e se continuerà a crescere come giocatore, arriverà alla Hall of Fame”.
New Orleans: West 21 (7/14), Paul 21 (4/9, 12/14 tl), Chandler 13. Rimbalzi: Chandler 10. Assist: Paul 13.
Miami: Wade 30 (9/20, 12/15 tl), Quinn 14, Haslem 12. Rimbalzi: Marion 8. Assist: Wade 10.

Chicago Bulls-Cleveland Cavaliers 97-106
Contro i Bulls, LeBron James è abbonato ai 41 punti, bottino raggiunto per la seconda volta in quattro giorni. I Cavs hanno un ottimo James nel primo tempo, ma Ben Gordon non è da meno e realizza 17 punti come LBJ. Quindi la stella di Cleveland realizza i primi 8 punti del quarto periodo che inaugurano un parziale di 15-0 per i Cavs. Nei minuti finali ancora LBJ sale in cattedra con due triple che vanificano il tentativo di aggancio di Chicago. I Bulls perdono la quarta gara su sette e a peggiorare la situazione perdono Kirk Hinrich per i prossimi tre mesi a causa di un infortunio al pollice. Derrick Rose resta l’unica point guard a disposizione di Vinnie Del Negro alla guida dei Bulls.
Chicago: Gordon 29 (10/19), Deng 20 (8/17), Rose 17, Nocioni 16. Rimbalzi: Thomas 8. Assist: Rose 9.
Cleveland: James 41 (13/29, 11/13 tl), Ilgauskas 16, Varejao 13. Rimbalzi: James 13. Assist: Williams 7.

Milwaukee Bucks-Phoenix Suns 96-104
Shaquille O’Neal ritorna fresco e riposato dopo il turno di riposo e guida i Suns al successo esterno con una solida prestazione. Shaq fa capire subito di voler fare sul serio e dopo 11 minuti ha già 8 punti e 7 rimbalzi. I Bucks sbagliano i primi sette tiri e rincorrono per tutto il match. Dopo il -13 nel terzo quarto si riavvicinano nell’ultimo quarto, ma danno via libera a Phoenix nel finale. Doppia doppia oltre che per O’Neal anche per Grant Hill con 13 punti e 11 rimbalzi.
Milwaukee: Sessions 23 (6/15, 10/14 tl), Bell 16, Jefferson 16. Rimbalzi: Bogut 11. Assist: Ridnour 7.
Phoenix: O’Neal 29 (12/16), Stoudemire 24 (3/8, 18/20 tl), Nash 16. Rimbalzi: Hill e O’Neal 11. Assist: Nash 7.

Portland Blazers-Minnesota Timberwolves 97-93
Minnesota spreca un’occasione d’oro a Portland quando nell’ultimo quarto molto equilibrato ribatte colpo su colpo ai canestri dei Blazers riportandosi più volte in parità. Eppure nell’azione cruciale a pochi secondi dalla fine, Jefferson, Love e di nuovo Jefferson sbagliano tre tiri da sotto in 6”. Finalmente Travis Outlaw cattura il rimbalzo difensivo e con due tiri liberi a 4 secondi dalla sirena sigilla un altro successo sudato di Portland.
Portland: Aldridge 24 (8/15, 8/10 tl), Roy 24 (7/15, 9/12 tl), Outlaw e Fernandez 11. Rimbalzi: Aldridge 13. Assist: Roy 9.
Minnesota: Jefferson 27 (10/23), Miller 14, McCants 13. Rimbalzi: Love 7. Assist: Jefferson e Foye 5.

Ma qualcuno di voi sa se come l'anno scorso su SportItalia le fanno rivedere le partite del Nba?Perché sto rosicando troppo
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NEW YORK, 11 novembre 2008 - Bargnani non incide e Toronto cede a Boston, con 36 punti di Paul Pierce. È career high per OJ Mayo (33) a Phoenix, ma vincono i Suns. Bene Miami contro i Nets. Anche Wade realizza 33 punti. Turkoglu arriva a quota 35, ma Orlando perde.

Boston Celtics-Toronto Raptors 94-87
La sfida tra Toronto e Boston è combattuta e intensa fino alla fine e i Raptors si devono mangiare le mani per come hanno gestito le azioni nell’ultimo quarto. Paul Pierce (marcato da Kapono) si scatena con 22 punti negli ultimi 12 minuti, decidendo le sorti dell’incontro. Toronto aveva sorpreso Boston con una grande partenza e Jermaine O’Neal in evidenza (19 punti e 8 rimbalzi a metà gara). Nel secondo quarto sono le riserve dei Raptors a dare un grosso contributo e un vantaggio di dieci lunghezze (Toronto arriva poi anche a +15). Graham, Kapono e Humphries si fanno trovare pronti, ma Bargnani fa la comparsa nel primo tempo sbagliando un tiro dalla media e commettendo in fretta tre falli che costringono Mitchell a sostituirlo. Rimarrà per Bargnani una serata ai margini della sfida. Qualche minuto ancora in campo a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, due errori al tiro (il secondo è una tripla affrettata), poi l’unico canestro (61-69) della sua breve apparizione (11 minuti) che almeno gli evita di finire a quota zero per la terza volta in trasferta, e quindi la scontata panchina negli ultimi minuti. L’ultimo quarto si fa difficile per Toronto quando Pierce sale in cattedra e approfitta anche della marcatura di Kapono per fare il bello e il cattivo tempo. Eddie House con una tripla opera il sorpasso (79-77) e nel finale Toronto si fa condizionare dall’atmosfera intimidatoria nell’arena. Garnett provoca Calderon e la difesa di Boston manda in tilt il gioco offensivo di Toronto. I soliti giochi a due sono un po’ troppo prevedibili e gli errori aumentano: cattive scelte di tiro di Moon, solo 8 tiri in tutta la partita di Bosh al quale Garnett dedica tutte le sue attenzioni, Calderon forza le conclusioni, e tutto quanto di buono era stato creato nel primo tempo va in fumo. I big three di Boston chiudono con 76 punti complessivi. Bosh con appena 8 punti e 3/8 al tiro. Per Andrea Bargnani, incapace di confermare la grande prova ottenuta nella prima partita del back to back, solo 2 punti (1/4), 1 palla persa e 4 falli in 11’.
Boston: Pierce 36 (10/22, 12/14 tl), Garnett 21 (10/19), Allen 19. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Pierce 4.
Toronto: O’Neal 23 (8/17), Parker 15, Kapono 14. Rimbalzi: O’Neal 11. Assist: Calderon 10.

Indiana Pacers-Oklahoma City Thunder 107-99
TJ Ford, che non ha mai firmato una tripla doppia nella sua carriera Nba, la sfiora per la seconda volta consecutiva finendo con 24 punti (11 nell’ultimo quarto), 7 rimbalzi e 10 assist: "Arriverà – dice l’ex Raptor che ha iniziato bene la sua avventura a Indiana -. Non sono un fanatico delle statistiche. Quando succede, succede". La sfida viene decisa nel finale dopo i continui cambi al comando tra le due squadre nell’ultimo quarto. I Thunder, alla quarta sconfitta consecutiva, devono trovare un’alternativa a Kevin Durant in attacco, altrimenti vinceranno poche partite.
Indiana: Ford 24 (10/19), Granger 20 (7/16), Foster 15, Daniels 14. Rimbalzi: Ford e Granger 7. Assist: Ford 10.
Oklahoma City: Durant 37 (13/27, 9/9 tl), Green 14, Smith 12. Rimbalzi: Petro 8. Assist: Watson 9.

Orlando Magic-Portland Blazers 99-106
Portland vince ad Orlando e adesso entrambe le squadre hanno un record di 4-3. Non bastano Turkoglu e Howard, in ottima serata, perché i Blazers possono contare su cinque armi efficaci in attacco. Roy guida il gruppo con 27 punti, e la panchina di Portland segna 40 punti contro i 12 di Orlando. Van Gundy dà la colpa alla poca lucidità dei suoi giocatori: "Quando i tiri non andavano dentro, ognuno ha iniziato ad andare per conto proprio e abbiamo dimenticato la strategia con cui avevamo preparato la gara".
Orlando: Turkoglu 35 (11/21), Howard 29 (8/11, 13/20 tl), Bogans 12, Nelson 10. Rimbalzi: Howard 19. Assist: Nelson 7.
Portland: Roy 27 (10/22), Blake 20, Outlaw 20, Aldridge e Fernandez 16. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: Roy e Blake 4.

Miami Heat-New Jersey Nets 99-94
Dopo aver ben contenuto Dwyane Wade nel primo tempo anche con la difesa a zona e aver condotto per la maggior parte della gara, i Nets si devono inchinare al talento del funambolo di Miami, che nell’ultimo quarto diventa immarcabile. Wade segna da tre, dalla lunetta, in acrobazia e ribalta il risultato negli ultimi minuti di gara. I Nets erano a +9 con cinque minuti da giocare, ma un parziale di 15-3 degli Heat li condanna a una sconfitta che brucia. Fank si può consolare con il risveglio del cinese Yi in gran serata al tiro (5/6 da tre) e top scorer dei Nets con 24 punti. Molto bravo anche Michael Beasley, soprattutto nel primo tempo in cui sostiene l’attacco di Miami con 15 punti.
Miami: Wade 33 (9/18, 11/12 tl), Beasley 19, Quinn 15. Rimbalzi: Haslem 8. Assist: Wade 5.
New Jersey: Yi 24 (7/11), Carter 22, Dooling 18. Rimbalzi: Yi 10. Assist: Dooling e Carter 4.

Phoenix Suns-Memphis Grizzlies 107-102
Con Steve Nash preciso dalla lunetta negli ultimi secondi, Phoenix centra una vittoria sofferta contro Memphis, che esce dal campo sconfitta ma a testa alta. I Grizzlies hanno la possibilità di pareggiare o addirittura vincere, ma nelle ultime due azioni offensive gli arbitri lasciano correre qualche contatto di troppo avvantaggiando i padroni di casa. Tra le fila dei Suns, Leandro Barbosa segna 27 punti con soltanto 13 tentativi. Per Memphis c’è invece il career high del rookie OJ Mayo, che la sera precedente ne aveva messi 31.
Phoenix: Barbosa 27 (10/13), Stoudemire 18, Diaw 13. Rimbalzi: Barnes 8. Assist: Nash 6.
Memphis: Mayo 33 (12/23, 6/6 tl), Gay 20, Gasol 15, Ross 11. Rimbalzi: Gay e Arthur 7. Assist: Mayo 5.
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Old 11-11-2008, 10:47   #9
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Annunzio che Bargnani è coinvolto in una trade ad alta possibilità di riuscita che lo porterebbe purtroppo ai GSW.
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Che trade?
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Old 11-11-2008, 14:05   #11
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The Raptors have talked with both the Golden State Warriors and the Charlotte Bobcats about trades for perimeter players, according to two league sources.

The Warriors are looking to move Al Harrington, and the Bobcats are looking to trade Gerald Wallace.

Andrea Bargnani is the player teams frequently inquire about, but Bryan Colangelo remains confident of his long term potential as the Raptors have a win-now philosophy.
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spero per lui che non vada ai GSW....
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Old 12-11-2008, 13:13   #13
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NEW YORK, 12 novembre 2008 – Lakers e Hawks ancora imbattute. LeBron James sforna altri 41 punti nella vittoria contro i Bucks. Bene Utah e Denver, perfetta dall’arrivo di Chauncey Billups. Anche Detroit vince la prima gara con Iverson. Bravo Marco Belinelli con 6 punti in 5 minuti nel successo all’overtime di Golden State.

Golden State Warriors-Minnesota Timberwolves 114-100dts
Con 37 punti concessi nel terzo quarto i Warriors sprecano il vantaggio di 8 punti accumulato a metà gara. Belinelli fa il suo ingresso in campo a 47” dalla fine del terzo quarto, difende bene contro McCants, quindi si fa portare via la palla dal palleggio. In avvio del quarto periodo, Beli sfrutta benissimo la sua permanenza sul parquet con due triple consecutive. Prima si libera di McCants con l’aiuto di un blocco e infila la retina per il -1, poi tira senza esitazione in transizione e arriva a 6 punti. Poteva aumentare il bottino dalla lunetta, ma gli arbitri non vedono un colpo in testa da dietro all’azzurro al suo terzo tentativo da tre, in difesa invece gli fischiano un paio di falli. L'ex bolognese esce dopo 5’ per far posto a Jackson. I Warriors perdono qualche pallone di troppo e faticano a mantenere la calma. Minnesota fa male con i rimbalzi offensivi e i secondi possessi in attacco e passa a condurre. Nel finale Golden State segna 9 punti consecutivi e finalmente Stephen Jackson pareggia a 22" dalla sirena in contropiede. La tripla di McCants gira sul ferro ed esce, così si va all’overtime (106-106). Golden State si salva con una difesa che concede un canestro solo sugli ultimi tredici tiri di Minnesota.
Golden State: Belinelli 6 punti (2/3 da tre), 1 fallo e 1 palla persa. Jackson 30 (11/21), Azubuike 22, Wright e Biedrins 13. Rimbalzi: Biedrins 15. Assist: Jackson 5.
Minnesota: Jefferson 25 (11/19), Gomes e McCants 18, Foye 15. Rimbalzi: Jefferson 12. Assist: Foye 8.

San Antonio Spurs-New York Knicks 92-80
Occasione sprecata per i Knicks di Mike D’Antoni. New York non approfitta delle pensantissime assenze degli Spurs, Manu Ginobili e Tony Parker (la distorsione alla caviglia sinistra del francese è più grave del previsto e lo terrà fuori almeno un mese) su tutti, e si fa superare da San Antonio 92-80. Le brutte notizie per Mike D’Antoni arrivano anche dai problemi fisici di Danilo Gallinari: l’azzurro ha avuto una ricaduta negli ultimi giorni, e il dolore alla schiena non solo non vuole attenuarsi ma addirittura è aumentato. Gallo non e’ andato in Texas con la squadra e nei prossimi giorni si sottoporrà a una risonanza magnetica: difficile quindi rivederlo sul parquet a breve termine. Lo staff medico dei Knicks ha una solida reputazione, adesso dovrà riuscire a rimettere in sesto l’azzurro nel più breve tempo possibile. A San Antonio i d'antoniani fanno troppa fatica in attacco ma nel primo tempo quantomeno riescono a limitare gli Spurs. Jamal Crawford è ispirato ma i padroni di casa, davvero deludenti fino all’intervallo, nel terzo quarto cambiano marcia. Tim Duncan suona la carica e i compagni lo seguono. Il rookie George Hill, titolare a causa dell’infortunio di Parker, acquisisce fiducia con il passare dei minuti e gli Spurs all’inizio dell’ultimo quarto piazzano il parziale che cambia le sorti del match. New York non riesce a mettere punti a referto per più di cinque minuti, San Antonio ne segna 11 punti e scappa via.
San Antonio: Duncan 23 (11/17). Rimbalzi: Oberto, Duncan 9. Assist: Duncan 7.
New York: Crawford 28 (4/13, 6/8), Randolph, Lee 15. Rimbalzi: Randolph 13. Assist: Duhon 7.

Dallas Mavericks-L.A. Lakers 99-106
I Lakers passano anche a Dallas portando il record a 6-0. Mavs avanti nei primi tre quarti, poi i Lakers mettono la testa avanti con una schiacciata di Ariza e Kobe Bryant aumenta il distacco. Gli ultimi minuti sono concitati, si segna col contagocce, gli arbitri lasciano correre i contatti ed è un rimbalzo offensivo di Pau Gasol a fare la differenza. Lo spagnolo segna e subisce fallo, il sesto di Nowitzki (sottotono la sua prova). Il gioco da tre punti che ne segue assicura il successo ai Lakers.
Dallas: Terry 21 (7/15), Green e Stackhouse 17, Kidd 16. Rimbalzi: Dampier 16. Assist: Kidd 10.
L.A. Lakers: Bryant 27 (10/20), Gasol 22 (8/15), Ariza 13, Odom 12. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Fisher 3.

Charlotte Bobcats-Denver Nuggets 80-88
I Bobcats conducevano di 10 punti nel secondo quarto prima che Carmelo Anthony prendesse il sopravvento nel terzo. Melo realizza 18 punti nel secondo tempo e insieme a Chauncey Billups, già a suo agio alla guida dei Nuggets, regala la vittoria alla sua squadra che non ha ancora perso dall’arrivo dell'ex play di Detroit.
Charlotte: Richardson 23 (9/16), Morrison 16, Wallace 13. Rimbalzi: Okafor 8. Assist: Felton 5.
Denver: Anthony 25 (10/19), Billups 16, Balkman 15. Rimbalzi: Kleiza e Nene 8. Assist: Carter 6.

Cleveland Cavaliers-Milwaukee Bucks 99-93
Per la terza volta nelle ultime quattro partite LeBron James segna 41 punti e consegna a Cleveland la quinta vittoria di fila. James gioca con grande intensità e Mike Brown lo lascia in campo per tutto il secondo tempo utilizzando per ben 43 minuti. Dopo aver intercettato un passaggio LBJ vola solitario a schiacciare. Quindi segna un canestro di gran classe in jumper a cui segue un sottomano in entrata che porta i Cavs a +11 e spegne i Bucks. L’ex Buck Mo Williams non sembra emozionato alla sua prima sfida contro gli ex compagni: "Un giorno come un altro". Secondo James, Williams sta mostrando tutto ciò che i Cavs si aspettavano da lui dopo l’acquisto estivo: "Anche qualcosa di più" dice King James.
Cleveland: James 41 (16/24), Williams 16, Ilgauskas 15. Rimbalzi: Ilgauskas e Varejao 10. Assist: James 6.
Milwaukee: Jefferson 19 (6/12), Ridnour 17, Bell 13. Rimbalzi: Vilanueva 10. Assist: Sessions 4.

Chicago Bulls- Atlanta Hawks 108-113
Gli Atlanta Hawks restano una delle due squadre imbattute e vanno a 6-0 proprio come i Lakers. Per Atlanta si tratta del miglior inizio dalla stagione 1997/98 quando vinsero le prime 11 partite. Il protagonista assoluto della gara è il centro Al Horford (27 punti, career high) che domina sotto i tabelloni, corre come una gazzella andando a segnare in transizione e viene fermato solo fallosamente dai lunghi avversari. Gli Hawks mandano sei giocatori in doppia cifra e Mike Bibby segna tre triple nel quarto periodo. I Bulls, scesi in campo con una formazione rimaneggiata, hanno Derrick Rose migliore in campo con 26 punti, 10 rimbalzi e 6 assist.
Chicago: Rose 26 (9/17), Nocioni 20, Deng e Gordon 19. Rimbalzi: Deng e Rose 10. Assist: Rose 6.
Atlanta: Horford 27 (9/18, 9/13 tl), Bibby 22, Johnson ed Evans 17. Rimbalzi: Horford 17. Assist: Johnson 8.

Philadelphia 76ers-Utah Jazz 80-93
Successo numero sei di Utah che guida la Northwest Division (6-1). I Jazz devono fare a meno di Okur, ma ritrovano Deron Williams al debutto stagionale. Williams ha un po’ di ruggine e chiude con 1/8 al tiro, così i Jazz si affidano alla garanzia Carlos Boozer. I Sixers si portano in vantaggio con un grande terzo quarto e 16-2 di parziale, ma nell’ultimo Utah li respinge con Brewer che realizza 16 punti nel quarto periodo. Inutili le sei stoppate di Elton Brand per Philly.
Philadelphia: Miller 25 (9/16), Iguodala 15, Brand 13. Rimbalzi:Young e Dalembert 11. Assist: Miller 6.
Utah: Boozer 19 (9/15), Brewer, Millsap e Kirilenko 16. Rimbalzi: Boozer 16. Assist: Brewer e Williams 9.

Sacramento Kings-Detroit Pistons 92-100
Allen Iverson vince per la prima volta con la sua nuova squadra guidandola con 30 punti e 9 assist. I Kings erano privi di Kevin Martin.
Sacramento: Hawes 19 (9/15), Udrih 18, Thompson 15. Rimbalzi: Thompson 9. Assist: Salmons 7.
Detroit: Iverson 30 (9/19, 9/10 tl), Prince 20, Hamilton 17. Rimbalzi: Prince 11. Assist: Iverson 9.
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Old 14-11-2008, 12:52   #14
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NEW YORK, 14 novembre 2008 – LeBron James batte Carmelo Anthony sfiorando una tripla doppia. Dallas perde a Chicago e con un record di 2-6 ha undici squadre che la precedono nella Western Conference. Di nuovo solo panchina per Belinelli con il ritorno di Corey Maggette. Con un grande Rasheed Wallace, i Pistons sbancano Golden State.

Golden State Warriors-Detroit Pistons 102-107
Don Nelson torna a far sedere Marco Belinelli per 48 minuti. È rientrato Corey Maggette e per Belinelli non c’è più spazio nemmeno per una breve apparizione. Golden State prende il controllo del match nel secondo quarto che chiude a +8 grazie a una tripla di Jackson sulla sirena. Detroit passa al comando nel secondo tempo, ma la partita è aperta fino alle battute finali. I Warriors si mettono a zona negli ultimi minuti e Detroit va a vuoto per qualche azione. Watson commette un grave ingenuità con un’infrazione banale su una rimessa e regala il pallone a Detroit. Un errore che costa caro a Golden State. Subito dopo, Rasheed Wallace toglie le castagne dal fuoco con due triple consecutive su assist di Iverson che mandano i Pistons a +4 con 3’ rimasti da giocare. Ancora Wallace è determinante in un paio di stop difensivi dei Pistons che nel finale non concedono nulla agli avversari, facendo valere la propria grande esperienza nei momenti che contano. In attacco, quando serve un canestro si va per il tiro di Hamilton in uscita da un blocco di Rasheed e i due punti sono garantiti. Ottima la prova di Rasheed Wallace che si riprende dopo le prime partite al di sotto dei suoi standard, nelle quali aveva viaggiato a una media di 11 punti. Iverson parla del suo inserimento dopo il fischio finale: "L’intesa sta migliorando. Appena arrivato non conoscevo i loro schemi, ma ora che abbiamo alle spalle qualche seduta di allenamento stiamo trovando il ritmo".
Golden State: Jackson, Biedrins e Watson 17, Azubuike 15, Maggette 13. Rimbalzi: Biedrins 19. Assist: Jackson 9.
Detroit: Hamilton 24 (7/15), Iverson 23 (8/23), Wallace 19 (8/15), Afflalo 11. Rimbalzi: Prince 16. Assist: Iverson 9.

Cleveland Cavaliers-Denver Nuggets 110-99
Dopo aver perso le ultime cinque sfide contro Carmelo Anthony finalmente LeBron James ha la meglio sul rivale e a fine gara gli mancano solo due rimbalzi per raggiungere la tripla doppia (22+8+11). "Ogni tanto me lo ricorda", rivela James nel dopo gara riguardo il bilancio ancora a favore di Melo, 8-3 da quando le due stelle arrivarono contemporaneamente nella Nba nel 2003. James segna molti dei suoi canestri marcato da Anthony, però è in panchina quando Mo Williams guida i Cavs nell’allungo decisivo. Williams segna la tripla del +12 nel quarto periodo prima del ritorno in campo di LBJ. Anche Boobie Gibson torna a contribuire con 15 punti uscendo dalla crisi al tiro delle ultime gare. Cleveland tira con il 61% dal campo e Denver con il 60% in un primo quarto spiritato con difese inesistenti. "All’intervallo ho costretto i ragazzi a rivedere le azioni del primo tempo - dice Mike Brown -. Ho detto che la squadra che avrebbe inziato a difendere per prima avrebbe vinto". Denver perde per la prima volta con Billups, ma George Karl è ottimista per il futuro: "Chauncey è stato fantastico. Si è inserito molto bene. Miglioreremo ancora col passare del tempo e quando tutti ci adatteremo. Stiamo muovendo bene la palla e tutti sono coinvolti". Karl ha poi difeso Kenyon Martin, espulso nel finale dall’arbitro Joey Crawford per un contatto deciso su Varejao: "A volte non si capisce lo standard che adottano gli arbitri".
Cleveland: Williams 24 (10/21), James 22 (10/20), Gibson 15, Wallace 11. Rimbalzi: James e Varejao 8. Assist: James 11.
Denver: Billups 26 (9/13), Anthony e Smith 18, Martin e Nene 12. Rimbalzi: Martin 10. Assist: Billups 6.

Chicago Bulls-Dallas Mavericks 98-91
I Bulls si riprendono dopo il deficit inziale di 19 punti e i conseguenti fischi del pubblico e vanno al riposo a metà gara avanti di uno. Dallas colpisce correndo all’inizio (14 punti in transizione), mentre Chicago è esitante e guarda gli avversari volar via. Entrano i cambi e con qualche azione difensiva importante Chicago si rianima e ritrova anche l’attacco. Gordon e Deng si scaldano e guidano la rimonta. I Bulls riaprono la partita con le incursioni a canestro delle guardie, in primo luogo Ben Gordon che si infila senza trovare grandi ostacoli nella difesa dei Mavs. Derrick Rose segna 16 punti nel terzo quarto. Chicago arriva a +17 con un parziale di 11-0 a 6’ dal termine. Sottotono i big di Dallas: Jason Kidd ottiene più palle perse (5) che assist, Nowitzki non è in serata (5/17) così come Terry (5/14) e Howard (7/23) al rientro dopo due partite saltate. Il nuovo acquisto dei Bulls Lindsey Hunter non ha giocato.
Chicago: Gordon 35 (12/21, 9/10), Deng 20, Rose 16 (8/11). Rimbalzi: Deng e Rose 9. Assist: Rose 6.
Dallas: Howard 21 (7/23), Dampier 19, Terry 16, Nowitzki 12. Rimbalzi: Dampier 18. Assist: Nowitzki 5.


Non riesco a trovare un articolo sui Lakers...che ne hanno vinte 7 e perse 0
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Old 17-11-2008, 17:29   #15
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NEW YORK, 17 novembre 2008 - Knicks k.o. in casa con i Mavs trascinati da Nowitzki, Suns ok contro Detroit nonostante l'espulsione di Shaq, ossigeno per gli Spurs a Sacramento.
New York Knicks-Dallas Mavericks 114-124dts
di Simone Sandri
Non poteva capitare un avversario più affamato ai Knicks di Mike D’Antoni. Dallas, infatti, arriva al Madison Square Garden con il morale sotto i tacchi dopo cinque sconfitte consecutive, ma se ne va rinfrancata per una vittoria al supplementare (124-114) ottenuta grazie a Dirk Nowitzki. Danilo Gallinari naturalmente sta in panchina a guardare, situazione che si ripeterà almeno per le prossime quattro settimane ma probabilmente anche più a lungo. Perlomeno l’azzurro sprizza buon umore e sorride un po’ con tutti negli spogliatoio. "Dopo la puntura di cortisone sto un po’ meglio – confessa l’italiano – riesco a dormire ed è già una cosa importante". I Knicks giocano con intensità e mettono in costante difficoltà gli ospiti soprattutto nel primo tempo. Zach Randolph si fa sentire sotto canestro e trova anche il modo di fare male ai Mavs dalla lunga distanza. Dallas alterna pericolose pause a momenti di buon basket, ma nella ripresa la truppa di Mike D’Antoni torna a prendere il sopravvento. La compagine newyorchese sembra in grado di portare a casa il match quando a 3’30’’ dalla sirena Quentin Richardson trova la tripla del 110-103. Con i Mavs con le spalle al muro Dirk Nowitzki però decide di cambiare marcia. New York spreca diverse occasioni in attacco e Dallas ne approfitta per piazzare un 7-0 e trascinare un match che sembrava compromesso al supplementare. Nell’overtime Nowitzki fa quello che vuole, Dallas trova eccellenti conclusioni mentre i Knicks non riescono a realizzare nemmeno un canestro dal campo. La squadra texana così porta a casa una vittoria importante soprattutto dal punto di vista psicologico. "Abbiamo avuto le occasioni per centrare la vittoria – dice deluso Mike D’Antoni – avremmo dovuto chiudere il match durante i tempi regolamentari, non lo abbiamo fatto e Dallas ci ha punito nel supplementare".
New York: Randolph 27 (8/16, 2/4), Richardson 17, Duhon, Crawford 16. Rimbalzi: Randolph 18, Lee 11. Assist: Duhon 12.
Dallas: Nowitzki 39 (12/26, 1/1), Howard 31, Terry 20. Rimbalzi: Nowitzki 15, Singleton 10. Assist: Kidd 9.

Phoenix Suns-Detroit Pistons 104-86
Malgrado l’espulsione di Shaquille O’Neal nel secondo quarto, nessun problema per i Suns di Terry Porter contro Allen Iverson e compagni. Un grande Stoudemire è bastato ad assicurare la dimensione interna ai padroni di casa, che hanno segnato 14 dei primi 19 tiri dal campo e hanno chiuso a +15 all’intervallo (61-46). O’Neal ha segnato 10 punti nel secondo quarto prima del flagrant foul che lo ha tolto della partita a 5’19 dal riposo. I Pistons non sono mai stati una vera e propria minaccia; l’ex Maccabi Will Bynum ha riportato sotto gli ospiti con la palla rubata e il contropiede del -9 (81-72 a 10’26 dalla fine), ma con Boris Diaw e il solito Stoudemire, Phoenix è volata via nuovamente (93-75 a 7’43 dal termine). "I Pistons stanno giocando molto bene", ha detto Stoudemire, "e batterli può essere una bella iniezione di fiducia per noi".
Phoenix: Stoudemire 29 (11/17, 7/8 tl), Nash 17, Diaw 13, O'Neal 12, Hill 11. Rimbalzi: Stoudemire 11. Assist: Nash 7.
Detroit: Hamilton 19 (6/11, 1/2, 4/4 tl), Stuckey 12, Wallace 11, Brown e Prince 10. Rimbalzi: Wallace 9. Assist: Iverson 7.

Sacramento Kings-San Antonio Spurs 88-90
I quarti pari sono quelli migliori, difensivamente parlando, per gli Spurs, che sempre senza Parker e Ginobili conquistano un successo che li avvicina al 50% nel record (ora 4-5), e nelle condizioni in cui versa la squadra di Popovich ogni vittoria pesa molto. Tim Duncan ha prodotto la quarta prestazione consecutiva da almeno 20 punti e 10 rimbalzi, mentre Michael Finley ha trovato nella serata giusta il suo top stagionale. I campioni del 2007 costringono i Kings a un pessimo 5/18 dal campo nell’ultimo periodo; a chiudere il discorso ci pensa Duncan con 4 punti pesantissimi nell’ultimo minuto, compreso il vantaggio finale a 15” dalla fine. "Ora come ora non siamo proprio dei rulli compressori in attacco, per noi è necessario giocare una grande difesa", ha commentato Gregg Popovich.
Sacramento: Salmons 31 (7/9, 3/4, 8/9 tl), Udrih 16, Douby 12, Miller 10. Rimbalzi: Miller e Moore 8. Assist: Udrih e Miller 4.
San Antonio: Finley 21 (5/12, 3/5, 2/2 tl), Duncan 20, Mason 18, Bonner 11, Vaughn 10. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Vaughn 6.

Denver Nuggets-Minnesota Timberwolves 90-84
Tirano malissimo i Nuggets (33.7% dal campo, 11/40 per la coppia Billups-Anthony), ma riescono ugualmente a costringere Minnesota all’ottava sconfitta consecutiva. 8 dei 25 punti dell’ultimo quarto per Denver sono firmati da J.R. Smith, che si conferma un’opzione importantissima dalla panchina. Sotto 69-78 a 6’20 dalla fine, una tripla di Smith ha lanciato un parziale di 15-2 per i padroni di casa, concluso dalla conclusione pesante di Chauncey Billups a 51 secondi dalla fine, che ha messo la partita in mano ai ragazzi di coach Karl (84-80). Con l’ex play dei Pistons in squadra Denver ha vinto 5 partite su 6, anche se stavolta ha dovuto faticare tremendamente: "Non so quante partite si possano vincere nell’arco di una stagione tirando così male", ha detto George Karl alla fine.
Denver: Billups 26 (3/15, 4/8, 8/11 tl), Anthony e Smith 14, Nene 12, Kleiza 11, Martin 10. Rimbalzi: Anthony 12. Assist: Billups 5.
Minnesota: Jefferson 20 (9/17, 2/3 tl), Foye 18, Gomes 12. Rimbalzi: Jefferson 14. Assist: Foye 6.

Charlotte Bobcats-Orlando Magic 85-90
Se Orlando riescie a vincere una partita senza punti dal campo per Dwight Howard (0/3 e 6 falli in 26 minuti) significa che la squadra di Stan Van Gundy è sulla strada giusta. Ci hanno pensato quelli del perimetro, stavolta, ad assicurare il successo, il settimo nelle ultime otto partite. Adam Morrison, alla terza gara in doppia cifra di fila, ha tenuto in partita i Bobcats (sotto 70-69 a 9’31 dalla fine), poi un parziale di 7-1 propiziato da Pietrus ha lanciato i Magic verso il successo. "Abbiamo giocato davvero con poca energia, ma abbiamo fatto cose buone nella seconda metà di gara per vincere. Con Dwight fuori dalla partita, gli altri sono riusciti lo stesso a prendere fiducia", ha detto Stan Van Gundy.
Charlotte: Wallace 19 (7/13, 0/1, 5/6 tl), Felton e Morrison 14. Rimbalzi: Wallace e Okafor 9. Assist: Felton 6.
Orlando: Turkoglu 20 (6/10, 0/5, 8/9 tl), Pietrus 18, Lewis 17, Nelson 15. Rimbalzi: Howard e Battie 7. Assist: Turkoglu 4.
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