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Old 26-07-2008, 09:06   #31
Maio
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Muore Enzo Moser. Maglia rosa al Giro del 1964

GIOVO (Tn), 25 luglio - Enzo Moser, fratello maggiore di Francesco Moser, ha perso la vita in Trentino, schiacciato da un trattore. Enzo, con un trascorso da ciclista professionista e maglia rosa per due giorni al Giro d'Italia 1964 (terza e quarta tappa, poi la cedette ad Anquetil che vinse la corsa), era alla guida di un piccolo trattore, a cui era agganciato un macchinario per sfoltire le foglie delle viti, nella vigna di un amico. Verso le 13.30 il mezzo si è ribaltato durante una discesa tra i filari e i soccorsi sono stati inutili. Sono arrivati carabinieri e vigili del fuoco, ma non hanno potuto fare altro che estrarre il corpo da sotto il trattore, privo di vita.
Alla notizia della tragedia sono accorsi subito dopo familiari e molti amici. Tra i primi c'è stato Francesco Moser, disperato, che ha cercato di capire con soccorritori e carabinieri che cosa sia accaduto, dal momento che Enzo, così come molti dei Moser, non era certo nuovo all'attività agricola, a partire da quella di famiglia. Francesco Moser si è poi occupato della salma del fratello e ha trascorso il resto della giornata con la cognata Rina. La donna, quattro figli, alla notizia dell'incidente mortale si è sentita male.
Nato il 5 novembre del 1940 a Palù di Giovo, Enzo Moser fu professionista dal 1962 al 1967. In carriera vinse nel 1961 il Trofeo Alcide De Gasperi e l'anno successivo il Giro del Trentino. Dopo il professionismo dal 1970 è stato direttore sportivo di società, poi costruttore di biciclette fino al 1998. Sposato, quattro figli, come i fratelli curava da sempre anche l'azienda agricola di famiglia, sulle colline di Giovo, la sua terra d'origine.
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Old 29-07-2008, 21:27   #32
Maio
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Condannato a 15 mesi l'arbitro corrotto della Nba

NEW YORK (Usa), 29 luglio 2008 - Alla fine Tim Donaghy non è riuscito a evitare la prigione. L’arbitro che ha fatto tremare i vertici della Nba negli ultimi 12 mesi a causa della sua fraudolenta condotta sul parquet, infatti, e’ stato condannato dal tribunale federale di Brooklyn a 15 mesi di reclusione per aver scommesso in modo illegale su gare Nba utilizzando le delicate e riservatissime informazioni in suo possesso.
La sentenza non chiarisce un punto importante, cioè se Donaghy, che ha patteggiato dichiarandosi colpevole lo scorso agosto, abbia di proposito aggiustato il risultato di qualche partita grazie alle sue chiamate arbitrali. Un particolare peraltro non da poco. L’arbitro aveva provato negli ultimi mesi a mettere nei guai l’Nba con dichiarazioni esplosive, tipo quella secondo la quale i vertici della Lega avrebbero indirizzato la serie tra i Lakers e i Kings, utilizzando arbitri accomodanti, nel 2002 per poter fare arrivare alle finali la squadra di Los Angeles, nel tentativo di guadagnare qualche simpatia nei confronti del tribunale di Brooklyn. In effetti questa sua voglia di cooperare, anche su questioni difficili da provare se non del tutto fantasiose, ha convinto il giudice Carol Amon a non infierire. Donaghy avrebbe potuto ricevere una sentenza di 33 mesi di carcere, invece se l’e’ cavata con meno della metà.
“Il signor Donaghy ha tradito la fiducia dei tifosi e dei giocatori Nba – ha commentato il giudice Carol Amon prima di pronunciare la sentenza – da lui ci si aspettava una totale onestà e trasparenza per via del suo delicato ruolo”. Il 41enne Donaghy ha provato a fare il mea culpa, senza però scusarsi né con la Nba né con i tanti tifosi traditi dal suo comportamento. “Ho coperto di vergogna la mia famiglia” si e’ limitato a dire Tim Donaghy, il quale poi ha evitato i reporter al termine dell’udienza.
Le reazioni dall’Olympic Tower, la sede degli uffici della Nba, non si sono fatte attendere. “Non mi conforta affatto sapere che Tim Donaghy passerà 15 mesi in prigione – dichiara il commissioner David Stern – umanamente mi dispiace soprattutto per sua moglie e i suoi figli. Però adesso, considerate anche le modifiche che abbiamo apportato al nostro sistema arbitrale, possiamo metterci alle spalle questa brutta storia”.
Tim Donaghy passa quindi dal parquet più glamour d’America, quello della Nba, alla prigione ma la Lega non può ancora cantare vittoria. La disonestà dell’arbitro ha scalfito la fiducia di molti tifosi a stelle e strisce e il compito di Stern nei prossimi mesi si annuncia particolarmente difficile: far cambiare idea a chi adesso e’ convinto che Donaghy non sia l’unico arbitro ad anteporre la propria avidità o i propri interessi personali all’onesta e alla trasparenza.
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Old 31-07-2008, 13:00   #33
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[AUTOMOBILISMO]

Schumi, sorpasso azzardato

LONDRA (Gran Bretagna), 31 luglio 2008 - E’ davvero un momentaccio per Michael Schumacher che, dopo il misterioso incidente di pochi giorni fa sul circuito del Nurburgring con la Ferrari F430 (dal quale è uscito illeso), ha pensato bene di concedere il bis su una stradina di campagna del Kent, nei pressi del campo di volo di Lydd, questa volta alla guida di un furgone Fiat Ducato.
L’ex campione tedesco di F1 ha, infatti, investito un pedone durante un tentativo di sorpasso non propriamente riuscito e, anziché scusarsi con il malcapitato, lo ha pure preso a male parole. O almeno così ha raccontato il signor Martin Kingham (che, ironia della sorte, fa il rivenditore di auto), al tabloid “Daily Mirror”. “L’ultima cosa che mi sarei aspettato in un tranquillo pomeriggio domenicale è di essere investito da Michael Schumacher. E’ stato incredibile. Ero sul bordo della strada, quando lui è arrivato da non so dove, per superare due vecchie signore in una piccola Fiat e mi ha urtato con il suo van blu. Mi sono ritrovato con la faccia sul cofano di un furgone parcheggiato lì vicino. Quando ho realizzato chi fosse l’investitore, pensavo di avere una commozione cerebrale, perché mi girava la testa. A quel punto, lui ha cominciato a inveire contro di me e mi ha urlato “cosa diavolo stavi facendo in mezzo alla strada? (per la verità, la frase esatta riportata dal giornale sarebbe ben più colorita, ndr). Sembrava arrabbiato, come se nel torto ci fossi io. Così ho chiamato la polizia”.
Come riporta il tabloid, Schumacher è stato interrogato dagli agenti ed è stato anche sottoposto al test per l’alcol, prassi normale in questi casi. “I poliziotti mi hanno fatto aspettare nel mio ufficio – ha continuato il 39enne Kingham - mentre parlavano con lui e ad un certo punto uno di loro è venuto da me e mi ha detto “quel tipo sostiene di essere Michael Schumacher”. Poi una sua collega ci ha confermato di aver visto il documento d’identità e che era davvero lui. Dato che non ero ferito, gli agenti ci hanno detto di scambiarci gli indirizzi, cosa che abbiamo fatto, quindi lui è risalito sul suo furgone senza nemmeno guardarmi in faccia né scusarsi per l’accaduto e se l’è filata via. E’ stato davvero arrogante. Quanto a me, mi è andata bene. Mi faceva un po’ male la gamba, ma non l’ho detto alla polizia e il giorno dopo avevo un grosso livido sotto al ginocchio”.
Ma, malgrado l’agente di Schumacher abbia confermato l’incidente (“C’è stata una collisione ma nessuno è rimasto ferito. Michael ha collaborato con la polizia e non c’è altro da aggiungere”), gli amici e persino la moglie Leona sono convinti che il povero Martin sia solo un conta-frottole. “Provate voi a raccontare di essere stati investiti da Michael Schumacher e vedrete come la gente vi risponderà. Immagino che quando uno è stato un pilota, si senta pilota per sempre. Le due signore nella vecchia Fiat non stavano andando a più di 50 all’ora e lui ci ha provato. Probabilmente, non si aspettava che io potessi essere sulla strada e direi che sono fortunato ad essere ancora tutto intero”.
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Old 02-08-2008, 13:40   #34
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[Alpinismo]

K2, due morti e 7 dispersi. Salvo il nostro Confortola

2 agosto 2008 - Ancora una giornata nera sul K2. Nove alpinisti sono stati coinvolti nel tratto finale della salita alla seconda vetta del mondo (8.611 metri): il bilancio, ancora provvisorio, è di 2 morti e sette dispersi. L'ennesimo bollettino di tragedia della montagna è rilanciato dal sito montagna.tv di Agostino Da Polenza, presidente del comitato Everest-K2-Cnr, in contatto con il campo base della montagna.
Marco Confortola, unico italiano del gruppo che ieri aveva tentato di raggiungere la vetta, dopo una notte trascorsa all'addiaccio a 8.300 metri, è invece giunto a campo 4 (circa 8mila metri) dove alcuni sherpa lo stanno curando con ossigeno e farmaci. L'alpinista valtellinese è molto provato e infreddolito. "Per il momento resta lì - spiega Da Polenza - anche perchè i soccorritori stanno tentando di recuperare le altre persone disperse sulla montagna. Siamo contenti per Marco ma ovviamente anche molto amareggiati per quanto sta accadendo lassù. La situazione è spaventosa". Il bilancio per il momento è di due morti certi, un serbo e un coreano, e di sette dispersi.
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Old 03-08-2008, 23:57   #35
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Simoncelli, patente ritirata. L'aveva presa 2 giorni fa...

MILANO, 3 agosto 2008 - E' durata due giorni la patente di Marco Simoncelli. Il leader del Mondiale 250 è stato pizzicato dalla stradale di Capriolo, provincia di Brescia, mentre effettuava un sorpasso con la sua Bmw in un tratto di strada con la doppia striscia continua e nelle vicinanze di un incorcio.
Il 21enne Simoncelli, che risiede a Cattolica ma ha la fidanzata, Kate, a Bergamo, ha accettato il ritiro della patente senza fare storie, limitandosi a chiamare qualcuno che lo venisse a prendere. Solo pochi giorno fa aveva ottenuto la patente A/3, quella che permette di guidare su strada moto di qualsiasi cilindrata. Ora dovrà tornare sui banchi dell'autoscuola di Pesaro (che aveva avuto tra i suoi allievi, tra gli altri, anche Valentino Rossi) per recuperare i punti che gli sono stati tolti.
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Old 05-08-2008, 18:35   #36
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Confortola ce l'ha fatta "Contento di essere vivo"

5 agosto 2008 - Marco Confortola, l'italiano scampato alla valanga che sabato scorso ha ucciso 11 persone sul K2 a quota 8.000 metri, sta scendendo dalla montagna insieme a tre portatori d'acqua pachistani e un alpinista americano.

Ore 6.30 - Il 37enne valtellinese ha raggiunto il campo base avanzato a circa 5.400 metri di altitudine in attesa dell'arrivo degli elicotteri di soccorso. Partito intorno alle 6.30 (le 2.30 in Italia) dal campo uno, dove ha trascorso la notte, dopo quattro ore di discesa lungo lo sperone "Abruzzi", Confortola ha raggiunto la zona dove gli elicotteri dovrebbero trarlo in salto. "Sto bene", ha ribadito attraverso il telefono satellitare al presidente del comitato EV-K2-CNR, Agostino Da Polenza, che da Bergamo sta coordinando le operazioni di soccorso. "La sua voce era chiara e limpida - ha assicurato Da Polenza - anche se Marco inizia ad accusare dolori agli arti inferiori per il principio di congelamento. È normale, visto che più si scende più la temperatura si riscalda, ma è anche un buon segno, perché significa che le terminazioni nervose sono attive".

Ore 8.30 - Al momento ci sono ancora dense nuvole nel cielo. Appena le condizioni climatiche miglioreranno sopra le valli che portano al campo base avanzato, due elicotteri dell'esercito pachistano (i regolamenti in zone militari come queste prescrivono la presenza di almeno due elicotteri) si alzeranno in volo per recuperare l'alpinista italiano e trasportarlo a Skardu.

Ore 10.30 - Persiste il maltempo: gli elicotteri non possono alzarsi in volo e Confortola ha deciso di proseguire a piedi. "Mario Panzeri mi ha raggiunto. Stiamo scendendo insieme verso il campo base". Lo ha riferito l'alpinista valtellinese, che pochi minuti fa si è messo in contatto con Agostino Da Polenza. "Siamo circa a un'ora e mezza di cammino dal campo base - ha detto Panzeri, che stamattina è salito incontro a Confortola sul ghiacciaio, per accompagnarlo nella discesa fino al base -. Marco è forte, è stato un animale, davvero. Comunque l'ho visto bene, dai. Tra poco siamo giù".

Ore 12.30 - Marco Confortola è arrivato al campo base del K2 a quota 5.000 metri. L'alpinista italiano sta bene ed è assistito da un medico americano. "Sono contento di essere vivo - ha detto via telefono ad Agostino da Polenza - Mi rendo conto che sono morti tutti e siamo rimasti solo in tre". Il valtellinese accusa un forte dolore agli arti inferiori: "Voglio togliere le scarpe, perchè ho davvero molto male", ha detto appena ha trovato riparo al campo base. Ora Confortola potrà ricevere cure e i primi soccorsi nella tenda medica attrezzata. Nelle ultime ore le condizioni atmosferiche sono peggiorate: "Sta nevicando di brutto", ha spiegato l'alpinista. Probabilmente, a causa delle condizioni meteo, l'elicottero che trasporterà Confortola a Skardu non arriverà al campo base prima di domani.
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Old 17-08-2008, 10:16   #37
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Al Bruco il Palio di Siena

SIENA, 16 agosto 2008 - Il Bruco ha vinto il Palio dell'Assunta. E' il primo successo per Elisir Logudoro, e per il fantino Giuseppe Zedde, detto Gingillo. Un successo in rimonta, conquistato all'ultima curva di San Martino con un sorpasso sull'Oca, a lungo in testa. L'ultimo successo del Bruco risaliva al luglio 2005.
E' stato un palio difficile, con tre coppie rivali in Piazza del Campo: Aquila-Pantera, Nicchio-Valdimontone e Torre-Oca. Giorgio Guglielmi, il mossiere che ha il delicato compito di dare la partenza, ha abbassato per tre volte il canape per evitare conseguenze ai cavalli e ai fantini, pericolosamente ammassati in attesa del via. Dopo le tre "false partenze", la contrada di rincorsa (il Drago) è entrata nei canapi a quasi un'ora dall'ingresso dei cavalli sul tufo.
La corsa è stata regolare, con il Drago in testa al primo giro fino alla caduta del suo fantino, e il duello finale tra Oca e Bruco, risolto a favore di Gingillo. Niente pioggia nonostante i timori per il maltempo, che aveva fatto annullare due prove tra ieri sera e questa mattina (i tecnici del comune avevano assicurato la regolarità del tufo dopo aver compiuto dei carotaggi per misurare la consistenza del terreno).
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Old 29-08-2008, 15:27   #38
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28 agosto 2008 - È morto oggi in seguito a una malattia l'ex campione del mondo di formula 1 Phil Hill. Hill era affetto dal morbo di Parkinson ed è morto all'ospedale di Salinas, in California, dove era stato recentemente ricoverato. Aveva 81 anni. Hill è stato l'unico pilota nato negli Usa a vincere un campionato mondiale: era il 1961. Mario Andretti, iridato nel 1978 con la Lotus, è infatti nato a Montona d'Istria ed è stato naturalizzato dopo essere emigrato in America da ragazzo.
Phil Hill aveva debuttato in F.1 nel 1958 al GP di Francia. La sua prestazione (7° al traguardo) era stata notata da Enzo Ferrari, che gestiva la scuderia in tutti gli aspetti e sceglieva i piloti in prima persona. Così in Germania Phil è sulla rossa ma la gara non va bene, non solo per lui. Infatti in quel tragico 3 agosto 1958 Peter Collins perde la vita sulla Ferrari in seguito a un incidente al Nurburgring. Ma è con il terzo posto di Monza che Hill si guadagna l'ingaggio in pianta stabile a Maranello. L'americano viene confermato anche nel 1959: per lui due secondi posti. Nel 1960 arriva la prima vittoria sull'amato circuito brianzolo. Ma è nel 1961 che l'americano si aggiudica il Mondiale con due successi e una stagione sempre da protagonista. Una gioia che viene però offuscata dalla morte dell'amico e collega Wolfgang Von Trips. Nel 1962 Hill non va oltre tre podi con la rossa. Poi nel 1963 l'americano passa all'ATS e poi alla Lotus. Nel 1964 si accorda con la Cooper, ma non va oltre un sesto posto in Gran Bretagna. Decide quindi di chiudere la carriera abbandonando la F.1.
A cavallo degli Anni 50 e 60, Phil Hill ha colto anche numerosissimi successi nelle gare del Mondiale Sport prototipi, che allora aveva un'importanza almeno pari a quella della F.1. Il binomio con il belga Olivier Gendebien ha portato tanti successi a Maranello. Hill si è imposto in classiche come la 24 Ore di Le Mans e la 12 Ore di Sebring (vinte per tre volte), la 1000 km di Buenos Aires e altre corse che hanno fatto la stopria dell'automobilismo. E Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari, lo ricorda con affetto. "Sono molto addolorato per questa notizia e con me tutta la Ferrari. Perdiamo un uomo e un campione che ha dato molto alla nostra scuderia e che ha sempre rappresentato dentro e fuori i circuiti i nostri valori. Phil Hill ha corso e vinto con noi tante gare e siamo rimasti sempre in contatto in questi anni. Ci mancherà la sua passione e il suo amore per la Ferrari. In questo triste momento sono particolarmente vicino a sua moglie Alma e a suo figlio Derek".
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Old 06-09-2008, 18:36   #39
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Atletica:

Bolt batte Powell nel derby


BRUXELLES (Belgio), 5 settembre 2009 - Bolt contro Powell. La sfida delle sfide sui 100 metri, tema dominante del Memorial Van Damme, sesta e ultima tappa della Golden League, si è conclusa con la vittoria del primatista del mondo e tre volte oro olimpico a Pechino. Non c'è stato l'auspicato primato, che sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione splendida per la velocità mondiale, ma con la pista bagnata dalla pioggia, caduta per tutto il pomeriggio sullo stadio Heysel, vento contrario di 1.3 metri al secondo, 16° di temperatura e 89% di umidità, il 9"77 di Bolt vale moltissimo. Il giamaicano, a differenza di Powell, parte male, sembra quasi incespicare nel primo appoggio, ma si rimette presto in assetto, ai 70 metri raggiunge l'amico-rivale e lo brucia con le sue ampie falcate nel finale. Powell è secondo in 9"83. I due, a fine gara, si abbracciano festeggiando insieme. A sancire la supremazia degli sprinter giamaicani ci sono anche il terzo e il quarto posto di Nesta Carter e Michael Frater.

Ma la serata di Bruxelles era importante anche per il jackpot, i lingotti d'oro dal valore di un milione di dollari in palio per il vincitore di tutte le sei tappe della Golden League. Due le atlete ancora in lizza: Pamela Jelimo e Blanka Vlasic. Negli 800 la kenyana ha fatto il suo dovere, vincendo in 1'55"16. La 18enne, dominatrice della stagione, culminata nell'oro olimpico a Pechino, ha voluto strafare, cercando di attaccare l'antico (25 anni fa) e sospetto primato del mondo della cecoslovacca Kratochvilova, con passaggi folli ai 400 e ai 600 la fanno arrivare sulle ginocchia, ma ampiamente prima. Ottimo il quarto posto di Elisa Cusma (1'59"26), unica azzurra in gara nonchè unica italiana, in questo momento, in grado di ben figurare in pista a livello internazionale.

È andata male invece a Blanka Vlasic nell'alto: la croata, arrivata cotta alla fine di una stagione per lei massacrante, si è fermata a 2 metri ed è stata battuta dalla tedesca Ariane Friedrich (stessa misura ma con meno errori). Annata beffarda per la Vlasic, che dopo aver dominato la prima parte del 2008 ha poi fallito gli appuntamenti più importanti, battuta dalla Hellebaut a Pechino e sconfitta nell'ultima tappa della Golden League, lasciando così l'intera posta in palio alla Jelimo.

Commozione e lacrime per la gloria belga Kim Gevaert (oro agli Europei 2006 nei 100 e 200 metri, argento quest'anno a Pechino con la 4x100), che ha sancito il suo ritiro vincendo i 100 in 11"25 davanti al proprio pubblico.

Tripletta kenyana nei 5000, vinti dall'argento di Pechino Eliud Kipchoge in 13'06"12 davanti a Songok e Ndiwa. Wariner vince i 400 in 44"44 e cresce il rammarico per la sconfitta di Berlino, nella prima tappa della Golde League, che gli pregiudica la possibilità di spartirsi i lingotti con la Jelimo. Yelena Isinbayeva, scarica dopo una stagione molto intensa, vince con 4.72, fallendo poi i tre tentativi a 4.85.
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Old 24-09-2008, 11:53   #40
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Addio Jankee Stadium


NEW YORK (Usa), 22 settembre 2008 – Sapevi che l’occasione era unica, da acchiappare al volo come un pop fly facile eppure importantissimo. Lo sapevi perché sai perfettamente quello che milioni di americani chiedono al baseball: l’immortalità. Questo vogliono i tifosi dal loro gioco preferito che è molto di più di uno sport. Vogliono la possibilità di vivere momenti storici e poter dire "Io c’ero". Domenica era uno di quei momenti. Si giocava l’ultima partita allo Yankee Stadium, la Cattedrale, "l’icona più importante dello sport mondiale", come l’avrebbe sobriamente definita uno degli speaker della serata.
Non si può mancare. E allora decidi che vivrai quel momento con la gente di New York. Anche se - particolare non secondario - non fai il tifo per gli Yankees, ma per i Baltimore Orioles, ovvero la squadra, scassatissima, che ha avuto la ventura e l’onore di essere l’ultimo avversario nel tempio.
Ovviamente ai botteghini non si trova un biglietto da settimane. Un impiegato degli Yankees, un paio di giorni prima del grande evento, ti rassicura dicendoti che il giorno della partita basterà mettersi in coda e che qualcosa esce sempre. Ma un suo collega ride divertito. "Non perdere tempo", dice. Si arriva alla vigilia, i tentativi per vie ordinarie falliscono miseramente, nemmeno i colleghi dei Daily News, ammesso che ci provino davvero, riescono a far qualcosa. Bisogna agire. Il sito della Mlb ha qualche tagliando, ma al momento di compilare il modulo online, nella flag della nazionalità escono i 50 stati Usa, più Gran Bretagna, Francia, Germania e Grecia (!). Niente Italia, non c’è nulla da fare. Non restano che i bagarini o i siti alternativi. Uno è Ticketsolutions.com. Che in effetti la solution la trova, solo non proprio a buon mercato. Ti obbliga a prendere un minimo di due biglietti. Ce ne sono anche da 5.600, 5.800 dollari. Inspiegabilmente c’è un tier, un terzo anello, per tradurlo in gergo calcistico-italiano, a 10.620 dollari. Ci faresti il giro del mondo in prima classe. Opti per una coppia di tier dietro l’esterno destro – non un palco all’opera – per 600 dollari.
Le procedure di ritiro dei tagliandi sono straordinarie. "Deve andare al Ball Park Lane", signore. In pratica si incarica di consegnarti il biglietto un impiegato di un bowling nei pressi dello stadio, nel South Bronx. Dove quando entri ti senti un po’ Luke Skywalker nel bar di Guerre Stellari. L’aspetto di molti degli astanti non è rassicurantissimo, ma sono tutti infervorati per l’evento che si materializzerà tra qualche ora. E poi c’è la partita dei Giants in tv, passi inosservato. Quello che dovrebbe consegnarti la busta coi biglietti è a un bancone, giusto di fianco all'addetto alle scarpe per il bowling. Incredibilmente tutto fila liscio: "Ecco la sua busta, sir. Italiano, right? Paisà, fai la pizza?". Esci coi tuoi bei biglietti. Ora si tratterebbe di venderne uno. E viene il bello. Perché alla partita mancano ore e non puoi ancora sparare la cifra che hai pagato tu. Ma soprattutto, attorno ai bar che traboccano di rock a manetta, birra e tifosi, tutti in divisa Yankees, ci sono una serie di energumeni come ne hai visti in certi film, tutti molto violenti. Capisci subito che è a loro che dovresti far concorrenza nel commercio illecito. L’idea è senza dubbio insana. Infatti appena avvicini un signore distinto che hai sentito essere in cerca di un biglietto, uno dei figuri ti si affianca e con gran savoir faire ti intima: "What are you doing, man?". "Sorry I don’t speak english", è una risposta che va sempre bene. Un suo collega dall’aspetto gaglioffo cerca di convincerti che il biglietto lo dovresti vendere a lui, ovviante a prezzo irrisorio, perché lo vuole dare a una signora di 79 anni che da secoli non perde una partita degli Yankees. Per fortuna i Giants segnano e tu svicoli come un runningback.
Ci sarebbe anche il particolare che quello a cui venderai il biglietto sarà il tuo vicino di posto. Quindi patti chiari, e faccia pulita, possibilmente. Quindi alla fine ci rimetti qualcosa, ma va bene così.
Si entra. E tutto è esattamente come la gente vuole: sono brividi puri quando presentano gli eroi Dave Winfield e Reggie Jackson, quando sul piatto di casa base va per l’ultima volta il vecchio Yogi Berra. Quando sul maxischermo compare Lou Gehrig e riecheggia (letteralmente) il suo leggendario discorso del 4 luglio 1939: “Sono l’uomo più fortunato sulla faccia della terra”. Era già malato di un male a cui non sapevano nemmeno dare il nome, sarebbe morto di lì a pochi anni. Ti guardi attorno e vedi facce di ogni genere, bianchi, neri, asiatici, latini, molti hanno le lacrime agli occhi. Immagini saranno commossi anche personaggi che hai visto prima: il barbuto ebreo con la T-shirt n°5 di Di Maggio e la kippah sul capo; la signora biondissima di mezz’età, gonfiata nei punti giusti, con la canottiera "Thank You Yankee Stadium"; la giovane araba velata con la maglietta dell’addio alla Cattedrale.
La partita non conta. I tuoi Orioles buscano, come spesso. Ma stavolta va bene così. In tribuna c’è gente che ha cartelli pazzeschi. Uno ha le sue cifre: la data della prima partita vista (1967), la prima partita col figlio (1993), una stima di hot dog mangiati (too many). Altri parlano di cuori infranti o ricordano chi non c’è più. Al 7° inning, come sempre, si canta God Bless America, in onore delle vittime dell’11 settembre. Stavolta mette la pelle d’oca per davvero. Verso la fine qualcuno propone la ola, la wave, come la chiamano qui. Ma tutti lo stoppano: "Non siamo mica i Mets, rispettiamo la tradizione". Arriva l’ultimo out, è finita (7-3), gli Yankees hanno vinto. "Start spreadin' the news, I'm leaving today", partono le note di New York, New York, di Frank Sinatra. Solo che a differenza di tutte la altre volte il popolo degli Yankees non la canta scendendo le rampe che portano alle uscite. Cantano tutti al loro posto, perché non vogliono più andarsene. Sì, sono stati soldi spesi bene.
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LONDRA (Gran Bretagna), 30 settembre 2008 - Anche portare a spasso il cane può diventare pericoloso. Ne sa qualcosa l’attaccante dello Stoke, Liam Lawrence, che si ritrova oggi con una caviglia gonfia come un melone dopo aver inciampato nel cucciolo di casa mentre i due uscivano a fare la solita passeggiata. Sorpreso dall’irruenza del cagnolino, infatti, il giocatore ha messo un piede in fallo e vi è pure ricaduto sopra pesantemente. Risultato: adesso Lawrence è in forse per la sfida di domenica contro il Portsmouth, con grande disappunto del suo allenatore Tony Pulis, che ha poi raccontato il bizzarro incedente ai giornalisti. "Liam ha incespicato nel cane e si è storto la caviglia. I primi esami non hanno mostrato fratture, ma lo abbiamo spedito comunque in ospedale per ulteriori accertamenti, giusto per essere sicuri. Allo stato attuale, non sappiamo quanto sia serio l’infortunio, potrebbe farcela per il Portsmouth, come pure no. Quindi, non ci resta da fare altro che aspettare e vedere".

Nell’attesa del verdetto dei medici, meglio prenderla sul ridere, magari ricordando i 10 incidenti più bizzarri di sempre in Premier League, come ha fatto il "Daily Sport":

1 - L’ex portiere del Manchester United, Alex Stepney, si slogò una mandibola urlando contro i propri difensori
2 - Il centrocampista dell’Arsenal Perry Groves si fece male da solo sbattendo la testa contro il soffitto della panchina a un gol dei Gunners.
3 - Il difensore norvegese Svein Grondalen finì fuori uso andando a sbattere contro un alce mentre faceva jogging
4 - La star del Portsmouth John Durnin cadde in un fosso con la sua golf buggy e si lussò il gomito, rimanendo fuori dai giochi per 6 settimane
5 - Nel 1993 il portiere Dave Beasent ruppe una bottiglia di condimento per l’insalata sul suo piede. Risultato: 8 settimane fuori.
6 - La star di Barnsley Darren Barnard accusò un danno ai legamenti del ginocchio scivolando sulla pipì del suo cane, rimase fuori 5 mesi
7 - Reduce da un infortunio al tendine di Achille, David Batty venne arrotato dal figlioletto alla guida di un triciclo
8 - Una volta David James si stirò i muscoli della schiena cercando di prendere il telecomando della televisione
9 - Rio Ferdinand si fece male ai tendini del ginocchio per aver tenuto troppo a lungo la gamba su un tavolino da caffè
10 - Alan Wright, il piccoletto dell’Aston Villa, si procurò uno stiramento al ginocchio cercando di raggiungere l’acceleratore della sua nuova Ferrari.
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Old 05-01-2009, 13:01   #42
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Brivido per Alonso in Kenya, Incidente dell'aereo in decollo


5 gennaio 2009 - Incidente aereo all'aeroporto di Malindi, in Kenya, per il campione spagnolo di Formula 1, Fernando Alonso. Lo notizia è pubblicata oggi dal "Corriere della Sera". Il jet privato del pilota iberico, durante una manovra di decollo, ha rotto un'ala contro la palazzina dello scalo. I danni al velivolo, immatricolato in Spagna, sono ingenti: coinvolto il musetto e l'ala di sinistra, distrutta. Alonso e la moglie sono rimasti illesi nell'impatto, così come gli altri componenti dell'equipaggio, i cognati e altri amici. Alonso e la moglie si trovavano in vacanza in Kenya, ospiti del team manager della scuderia Flavio Briatore.
Poco prima delle 13 italiane, l'ex campione del mondo di Formula 1 Fernando Alonso è decollato da Malindi, costa keniana, a bordo di un aereo privato color argento di Flavio Briatore. A bordo dell'aereo del team manager della Renault sono saliti il pilota spagnolo e sua moglie Raquel, la sorella della sposa Bruna e un membro dell'equipaggio. L'aereo atterrerà a Luxor (Egitto), dove un altro velivolo proveniente dalla Spagna imbarcherà il pilota e gli altri, mentre il jet di Briatore rientrerà a Malindi.
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Old 14-01-2009, 14:34   #43
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Open d'Australia, multa per le tenniste "generose"


14 gennaio 2009 - E adesso si scateni il dibattito. Perché arrivano tempi duri per i completi sexy delle tenniste. Quelli che esaltano gli spettatori maschili e infastidiscono le signore e i puristi del gioco. Dal prossimo Open d'Australia, al via lunedì, pioveranno multe (fino a 2000 dollari australiani, circa 1000 euro) per chi indosserà vestitini ritenuti "eccessivi".

Una goccia ha fatto traboccare il vaso. Perché è innegabile che in questi anni i campi da tennis siano diventati una specie di passerella. Ma mancava l'ultima goccia, appunto, ed è caduta settimana scorsa, quando alla Hopman Cup di Perth la francese Alizé Cornet si è presentata con una minigonna inguinale e un top trasparente. Vedo o non vedo? Durante il suo match di doppio pare si vedesse tutto.

"Robe da matti!", ha tuonato Margaret Courtall'Herald Sun. La tennista australiana, una delle più grandi atlete di tutti i tempi (tre Wimbledon vinti e 62 Slam portati a casa tra singolare e doppi vari), si è scagliata contro le giovani colleghe: "Non siamo mica in spiaggia. Il campo non è il luogo adatto per mostrarsi. Se sei brava, non c'è bisogno di essere appariscente".

Così la direzione dell'Australian Open ha deciso di piazzare dei paletti. Duemila dollari di multa per chi metterà vestiti ritenuti troppo sexy. "Le ragazze sanno che devono presentarsi in modo professionale. Ogni completo sarà analizzato prima delle partite", ha detto Wayne McKewen, uno degli arbitri che dirigerà gli incontri a Melbourne. Un lavoraccio in più insomma. Curiosità: al torneo mancherà Maria Sharapova, che con i suoi completini ha fatto delirare mezzo mondo. Forse conosceva già questa nuova norma?
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Old 14-01-2009, 14:36   #44
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Gaza, piange anche lo sport. Morti 3 calciatori palestinesi


GERUSALEMME, 14 gennaio 2009 - Il conflitto nella striscia di Gaza non risparmia lo sport. Tre calciatori palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 72 ore, vittime delle bombe israeliane menhtre si trovavano nelle loro case.
La prima vittima è Ayman Alkurd, che faceva parte della Nazionale palestinese. Ma anche il secondo calciatore ucciso, Shadi Sbakhe (del Khadamat Alniserat) in passato aveva fatto parte della rappresentativa nazionale. Ieri l'ultimo calciatore vittima della guerra: si tratta di Wajeh Moshtahe, centrocampista di 24 anni che lascia la giovane moglie. Dopo il bombardamento allo stadio di Gaza, che ospita la squadra palestinese più rappresentativa oltre alla Nazionale, l'Ahli Alenserat, ora lo sport palestinese deve fare i conti con la perdita di alcuni calciatori di prima fascia.
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Old 14-01-2009, 14:46   #45
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Tomba, rissa sulla neve. Un russo lo manda k.o.


PRAGELATO (Torino), 14 gennaio 2009 - Alberto Tomba k.o. sulla neve. Non si tratta di un ritorno in pista, ma di una scazzottata conclusasi male per l'ex stella dello sci italiano, messo al tappeto da un suscettibile automobilista russo. A raccontarlo lo stesso bolognese sulle pagine del Quotidiano Nazionale.
"Sabato mattina ero appena uscito da un hotel di Pragelato - ha raccontato il 42enne Tomba -. Mi sono diretto verso la mia automobile e contavo di fare subito ritorno in Emilia. Nella zona del parcheggio dell'hotel la superficie era ghiacciata e un signore non riusciva a spostare la sua vettura. Io mi sono limitato a dirgli di sbrigarsi, ma non avevo fatto i conti con il carattere di questo individuo. L'uomo si è avvicinato alla mia macchina e ha cominciato a prenderla a calci. Allora sono sceso dall'auto per dirgliene quattro, ma non ho fatto in tempo ad aprire bocca: il russo mi ha sparato un diretto in pieno volto, e mi sono ritrovato a terra in mezzo alla neve. Ho temuto che potesse avere anche intenzioni peggiori, così sono tornato al volante della mia macchina e me ne sono andato imprecando".
Dopo "l'incontro" Tomba si è fatto visitare al Policlinico di Modena, ma i controlli hanno escluso lesioni ossee. "Ma ancora adesso, a qualche giorno di distanza, ho una faccia da pugile suonato - prosegue l'ex Carabiniere -. È stato un episodio davvero sconcertante e, per quanto mi riguarda, la cosa non finisce qui: nei prossimi giorni i miei avvocati depositeranno una querela nei confronti del mio aggressore. Ho voluto essere io a narrare questa spiacevole vicenda perché, purtroppo, spesso il mio nome viene sfruttato ingiustamente per forme negative di pubblicità. Invece, in tutta questa storia, io sono solo quello che ha preso un cazzotto in faccia da un russo troppo manesco".
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