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Old 13-09-2007, 16:21   #1
Thewall
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Contra Grillo

ci ho pensato su
ci ho ripensato su
ho continuato a pensarci su
e ho scoperto di esserte fondamentalmente in sostanziale disaccordo (non totale) con il modo e il contenuto del v-day.
Ho scoperto di essere contro Beppe Grillo.
In realtà sonno schizofrenico, una parte di me è irresistibilmente attratta dall'adunata di piazza, dal linguaggio da tribuno della plebe, dalla capacità di mobilitazione e di organizzazione, ma sopratutto dalla sostanziale buona fede e vitalità che sprizzano da ogni poro gli adepti di Grillo. Dall'altra parte però una parte di me non riesce a non vedere la quantità enorme di errori ( la legge che ha raccolto più di 300000 firme ,così com'è è uin pasticcio anti costituzionale e fondamentalmente inutile, per non parlare dei metodi "o con noi o contro di noi" e dell'insopportabile atteggiamento da "messia" che risponde alle critiche con le prese per il culo e gli insulti, cosa che andava bene per i fascisti, non va bene per un movimento che si vuole definire democratico, ad esempio che senso ha criticare amato ponendo l'accento sul fatot che è di bassa statura?) approssimazioni, assoluti e boutade che il comico-leader (agisce come un leader politico e afferma e rivendica di essere un comico, ma un comico non fa raccolte di firme per approvare una legge, non prende deleghe per cda di multinazionali) spara a ogni piè sospinto.

Ho cercato sui giornali e sulla rete qualcuno che mi aiutasse a mettere in fila ordinata questa mole di pensieri contrastanti, di sentimenti che cozzano tra loro.
e alla fine per fortuna ho trovato quello che cercavo e ho capito meglio un pò anche me stesso devo dire.

Per questo ringrazio sentitamente tra me e me Daniele Luttazzi e Eugenio Scalfari, di cui vi propongo gli interventi, il primo lo riporto, il secondo lo linko che è chilometrico.


Il cosa e il come

Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante; e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. ( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day. " Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come capita nel modo attuale ). In passato, ad esempio, poter esprimere la preferenza non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.


Daniele Luttazzi




Scalfari su Grillo, la legge e il V-Day
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Originally posted by Mercs
io sono un realista
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Originally posted by Baytor
qui non si tratta di difendere il berlusca, ma la logica
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Old 13-09-2007, 16:31   #2
Pandora la Maga
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Sono assolutamente d'accordo con Luttazzi nell'ultimo paragrafo.
Ha centrato in pieno il discorso.
A mio parere il grossissimo centro di Grillo è stato il rendersi conto che l'Italiano vuole PARTECIPARE alla politica, vuole poter proporre, vuole essere ascoltato non solo con un voto che diventa di fatto un niente perchè quando arriva dove deve colui che ha votato si limita a seguire la maggioranza.
La demagogia è un brutto male, che a praticarla sia Berlusconi o Grillo non fa differenza, anche se purtroppo temo che la gente sia così disillusa dalla politica da ricercare attivamente questo tipo di coinvolgimento.
Per il resto d'accordo in parte con Grillo e in parte no.
Due legislazioni non bastano ma assolutamente via gente con la fedina penale sporca.
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In me nostra Venus noctes exercet amores et nullo vacuus tempore defit amor. (Properzio)
From DreamLand A Stranger Hiter
Orgogliosa di avere Ali Nere
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Originally posted by Kernal
Bisogna dire che quando Pandora parla non ce n'è per nessuno ...

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Old 13-09-2007, 16:47   #3
mabelrode
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Allora non sono solo in questa crociata anti-crociata, sono quasi commosso.
Credo che l'essenza del mio pensiero sia tutta in queste parole di Luttazzi " Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue."
Beppe Grillo è un paradosso con gambe, barba e bocca che, per quanto mi riguarda, è destinato a sbagliare.
Si, sbagliare, perchè adesso come adesso qualsiasi sia presa di posizione sarebbe sbagliata:
- Beppe Grillo entra in politica. Sputa su tutto quello che ha detto finora.. i suoi adepti (perchè di culto religioso si tratta) lo seguirebbero ma immagino che, in fondo, si sentirebbe un pò merda dentro
-Beppe Grillo non entra in politica. Si dimostra un uomo capace solo a parole, una persona che ha l'ipocrisia di criticare l'operato altrui mentre spreca il potere mediatico che possiede.

Perchè Beppe Grillo si è infilato in questa situazione?
La motivazione si trova nell'orgoglio con cui sbandiera la forza del suo blog di fronte alle istituzioni, come alla ricerca di una legittimazione che nemmeno lui sente concreta. Lui è un politico che fa satira e, quando un politico fa satira, questa si chiama "propaganda" oppure campagna elettorale all'americana.
Beppe Grillo è un "santone" perchè è pieno di risposte ma non ha nemmeno una soluzione, è un fenomeno mediatico degradante come lo è la mucca pazza e "secondo voi" di Del Debbio... è una persona che cerca la idolatria mentre critica l'idolatria stressa verso altre figure mediatiche.. un buco nero di populismo e stupidità di massa.

Bene, ora mi ciuccio il flame e me lo merito pure
__________________
E a questo punto dovrei dirle la verità.
Ovvero che io quelli che hanno una dipendenza li ammiro.
In un mondo in cui tutti quanti non fanno altro che aspettare ciecamente
questa o quella catastrofe,questa o quella malattia fulminante,chi ha una
dipendenza perlomeno sa a grandi linee cosa l'aspetta dietro l'angolo.
Ha assunto una parvenza di controllo sul suo destino,e la dipendenza
fa sì che per questa persona il modo in cui morirà non sia un mistero.
In un certo senso, avere una dipendenza è sinonimo di intraprendenza.
Una bella dipendenza come si deve toglie alla morte l'elemento sorpresa.
Tratto da "Soffocare" di Chuck Palahniuk.
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Old 13-09-2007, 17:03   #4
Norat Gardner
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E' vero.
Io non solo sono sostanzialmente contrario, ma a me Grillo sta pure sul cazzo ( e non l'ho nascosto nemmeno in queste pagine, in passato).
Eppure al V-Day sono andato e ho pure firmato, perchè?

Perchè nella politica italiana, oggi, trovo che ci sia un estremo bisogno di una forte spinta alla trasparenza da un lato e all'efficienza dall'altro.
Inutile nasconderci dietro un dito, le nostre magagne non le si affronta nel modo corretto.
Oggi i telegiornali parlano del delitto di Garlasco, scandali come quelli dei videopoker (3 finanziarie evase, roba da far rizzare i capelli) non compaiono, non ne si parla.
C'è un gran bisogno di inchieste, di trasparenza, di qualcuno che smuova un po le acque.
Per il momento il convento mi passa Grillo, non vedendo grandi alternative, mi accontento.

Con la mia firma io ho voluto dare un segnale alla nostra classe politica, ho voluto far capire chiaramente che mi informo su quello che fanno, che gli voglio rendere conto di ogni cosa e che si mi fanno incazzare, userò tutti i mezzi leciti in mio possesso per mettergli i bastoni fra le ruote.
__________________
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Old 13-09-2007, 17:16   #5
Nalia la Brigante
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Ma quale flame, anzi, secondo me risulta molto utile sollevare questo tipo di obiezioni. A me Grillo piace, anche se nei suoi confronti sono sempre stato un po' tiepido.
Il problema é che, come ha sottolineato giustamente Mabelrode, ora come ora si trova ad un'impasse. L'unica cosa che mi sento di aggiungere a quanto giò detto é che l'impasse "entro in politica / non entro in politica" Grillo l'aveva secondo me già prevista, così come aveva previsto che la soluzione sarebbe stata il mantenere la coerenza a cui costantemente s'appella.
La grande adesione al V-day, cosa che nemmeno lui s'era aspettato a quel livello, ha in qualche modo ingigantito le dimensioni di questa impasse che, se prima si profilava come prospettiva, ora é in pratica una realtà.
Anche perché le reazioni scomposte di buona parte della politica, Casini per primo, che ha praticamente declamato a voce stentorea "aiuto aiuto mi sto cagando addosso" con quell'inutile accusa circa la memoria di Biagi, accelerano il tutto, mettendo Grillo di fronte alla scelta di essere fagocitato dal sistema politico e digerito dal medesimo, o di perdere progressivamente il suo peso non riuscendo a tramutare il movimento del quale si é ritrovato alfiere (che conta sì persone dignitosissime ma anche gli inguaribili qualunquisti del "é tutto un magna magna", che dio li fulmini) in qualcosa di effettivamente concreto.
Questo, ovviamente, passando oltre a tutte le osservazioni specifiche sulle proposte di Grilli, sulle qualli sia Luttazzi sia Scalfari sono stati già più che esauirenti.
La morale, in questo paese, é la solita. A distanza di quasi un secolo stiamo ancora a far l'amore come pazzi con la piazza, ci raduniamo sotto "l'uomo", sia egli "forte", "illuminato" o semplicemente con i soldi che gli escono dal culo.
Quel che ne deriva viene ad essere tutto ciò a cui i capipopolo improvvisato aspirano, e cioé l'assenso incondizionato e la delegazione del pensiero, l'innalzamento a messia e a salvatore.
A questo punto tutto sta a vedere come la cosa si evolverà e come Grillo riterrà opportuno procedere, giacché nemmeno lui é tanto ingenuo al punto da sperare che Casini con il pannolone ripieno che corre a nascondersi sotto lo scudo crociato sia il sintomo d'aver mosso qualcosa di grosso.

Nel frattempo, non posso fare a meno di non lodare da una parte il coraggio (e la straordinaria lucidità) di Luttazzi, che ha praticamente offerto il petto alla mitragliata dei grilliani, dall'altra la saggezza di Scalfari e la puntualità di analisi di Scalfari.
Piuttosto che essere contestati, a mio avviso dovrebbero ricevere da Grillo una sentita stretta di mano, come esponenti di quell'Italia che non tace nemmeno di fronte all'unto dalla piazza.
__________________
Dice Vladimir Luxuria:
"Si possono tirar finocchi su un finocchio, ma è difficile tirare dei coglioni su un coglione."


COGLIONE DA SEMPRE.

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Nuovo blog: ci si riprova
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Old 13-09-2007, 17:17   #6
mabelrode
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Si Norat, ma Grillo pretende di esser "solo" un comico... percepisci anche tu l'ipocrisia di fondo?





*Aggiungo una nota tecnica presa dal mio testo di marketing politico (sono gli schemi finali quindi è facilmente accessibile anche a quelli che non conoscono la materia )... le parti tra parentesi quadre sono aggiunte da me.

caratteristiche del marketing elettorale:
1. natura antagonistica: normalmente le cronache giornalistiche applicano al commento delle elezioni terminologie sportive (gara, match, ecc.). Non esiste campagna elettorale in cui non figurino attori, eventi, polemiche, insulti -> strumenti per attirare l’attenzione dei media e stimolare l’opinione pubblica.
[Vedi V-Day e le varie provocazioni]
2. analogia della competizione politica con la competizione di mercato: questo concetto deriva dall’applicazione del modello economico all’analisi dei fenomeni politici. In questa ottica, le elezioni figurano come un grande mercato in cui la domanda (dei cittadiniconsumatori) incontra l’offerta (dei partiti-imprenditori). Le regole (tecniche di
persuasione, negoziazione, rifiuto o conclusione dell’affare) sono le stesse di quelle vigenti in campo economico.
Le campagne elettorali diventano così il terreno privilegiato della “rappresentazione” in chiave spettacolare.
È questa una regola elementare del marketing: un prodotto si vende meglio se è più attraente
-> tanto più per un “prodotto” come la politica di non facilissimo consumo.
In presenza pertanto di una domanda “refrattaria” al consumo di politica, l’industria dei media deve escogitare le strategie ottimali per renderla più “appetibile”; un obiettivo che viene appunto raggiunto con la sua massima spettacolarizzazione (trattazione di aspetti di colore, conflittuali, gossip, ecc.).
[Beppe Grillo rende la politica uno spettacolo comico, ma è pur sempre politica elettorale]
3. spazio in cui si misura la capacità dei media di incidere sulla politica: l’obiettivo è misurare l’effettivo potere dei media sugli elettori, e quindi sugli esiti elettorali.
[utilizzo di un blog e svolta verso le nuove tecnologie]
-----------------------------

Con questo non voglio dimostrare niente... voglio solo palesare il fatto che gli spettacoli di Grillo NON sono semplici spettacoli comici e, ironia del paradosso, sono una perfetta espressione delle tecniche importate in italia dalla america prima da Craxi e successivamente da Berlusconi.
Deve prendersi qualche responsabilità... o diventa politico con tutto ciò che comporta, oppure diventa un comico e smette di far campagna elettorale per un partito che non esiste (e campagna elettorale riflessa per tutti i partiti che lo appoggiano... altra cosa a dir poco scandalosa)
__________________
E a questo punto dovrei dirle la verità.
Ovvero che io quelli che hanno una dipendenza li ammiro.
In un mondo in cui tutti quanti non fanno altro che aspettare ciecamente
questa o quella catastrofe,questa o quella malattia fulminante,chi ha una
dipendenza perlomeno sa a grandi linee cosa l'aspetta dietro l'angolo.
Ha assunto una parvenza di controllo sul suo destino,e la dipendenza
fa sì che per questa persona il modo in cui morirà non sia un mistero.
In un certo senso, avere una dipendenza è sinonimo di intraprendenza.
Una bella dipendenza come si deve toglie alla morte l'elemento sorpresa.
Tratto da "Soffocare" di Chuck Palahniuk.
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Old 13-09-2007, 17:24   #7
-->IlariO<--
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Re: Contra Grillo

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Originally posted by Thewall

un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese.[/B]
Il problema è decidere se vogliamo che la politica sia un mestiere, e allora non dobbiamo lamentarci poi se un politico fa di tutto per restare attaccato ad una poltrona, si lascia corrompere eccetera, perchè c'è in gioco il suo posto di lavoro, o se invece vogliamo che a fare politica ci vada gente che ha già un mestiere ma si presta per qualche anno per servire il proprio paese.

E' evidente che due legislature sono poche, ma grillo sa perfettamente che quella legge non sarà approvata, infatti non è una vera legge ma solo un qualcosa che serva a scuotere un pò la gente e i parlamentari. La petizione popolare è stato solo un modo per constatare l'entità di questo movimento nascente.
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Originally posted by Thewall

" Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day. " Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )
Questo è un grosso errore. L'abilità di grillo sta nel riuscire a parlare di cose serie lasciando però libero sfogo alle battute. Ora, sarebbe certamente discutibile se si trattasse di un leader politico, ma ciò non è. SE io parlo di politica coi miei amici e faccio una battuta contro un politico, non è che la mia argomentazione contro di lui sta in quella battuta, ma essa è soltanto una parentesi che si apre e si chiude, le critiche argomentate si fanno a parte. Non è un male farsi scappare una battuta. Spesso poi anche le battute a prima vista più insulse nascondono critiche pesanti e sensate.

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Originally posted by Thewall
[B]
Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )
Ok, di questo ne abbiamo già parlato. Il ragionamento sembra impeccabile ma se si ripercorre al contrario si sgretola facilmente: i magistrati devono avere più mezzi in modo che il processo sia rapido? e in tal modo i condannati in terzo grado possono essere esclusi dal parlamento? e chi dovrebbe preoccuparsi di far funzionare meglio la giustizia? il parlamento. e chi c'è nel parlamento? c'è gente che, se la giustizia funzionasse, dovrebbe andarsene...E' un circolo vizioso. Il linea di principio non è giusto impedire a me di votare tizio perchè io devo potermi far rappresentare da chi mi pare, tanto più se su questo tizio non pendono nemmeno sentenze definitive. Ma basta porsi una semplice domanda per venirne a capo: allo stato attuale delle cose, una legge così farebbe realmente male al nostro paese?
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Originally posted by Thewall
[B]
C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come capita nel modo attuale ). In passato, ad esempio, poter esprimere la preferenza non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.
D'accordo. Ma anche qui alla fine non risolverà i problemi, ma di certo non ne crea di nuovi. Del resto, non è così sbagliato voler esprimere direttamente la propria preferenza. Intanto tu dammi il diritto che mi è dovuto di decidere io chi deve rappresentarmi, poi se vengono eletti ugualmente dei "filibustieri" almeno saranno dei filibustieri voluti dai cittadini e non dai segretari di partito.

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Originally posted by Thewall

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.
Mi spiace luttazzi, ma qui sei andato completamente fuori.
1) grillo sa che la legge non passerà, lo ha detto subito e il suo obiettivo evidentemente non è far passare quella legge, ma scuotere le coscienze
2) grillo ha detto che questa del v-day è solo la prima di una lunga serie di iniziative, e questo è l'esatto opposto di "credere che una legge risolva i problemi", anzi grillo ha ripetuto centinaia di volte che "questa legge non servirà a niente, ma ce ne saranno altre alla fine qualcosa potrebbe succedere". Questo non illude proprio nessuno. Semmai dà speranza a qualcuno che l'aveva perduta da tempo...niente di tanto orribile insomma.

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Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

Ma cosa sta dicendo? Di pietro non ha aderito alla sua iniziativa, perchè non era in piazza a urlare vaffanculo a se stesso e agli altri politici. Di pietro ha firmato una legge che condivide nei principi, tanto che lui stesso aveva presentato più volte leggi simili in parlamento. Grillo non ha mai detto "votate di pietro", anzi il vaffanculo includeva certamente anche lui, visto che nessun politico è stato salvato in questa giornata di protesta. Evidentemente lui non ha trovato molto materiale da contestare a di pietro ed è per questo che lo ritiene una "brava persona". Non lo ha detto adesso, ma è già da tempo che di pietro si fa carico di mantenere almeno una parvenza di rapporto con i cittadini e questo è da apprezzare. Grillo lo apprezza. Anche travaglio ai tempi (se non ricordo male) annunciò che avrebbe votato di pietro. Pure travaglio è un populista? forse è semplicemente vero che di pietro è uno dei migliori in quel porcile.



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....ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. ...


Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!
No vabè...ma di che stiamo parlando...
Ci sono un'infinità di persone che non apprezzano più di tanto grillo ma hanno partecipato al v-day. C'è tanta gente negli stessi meetup che non ritiene grillo meglio di lui, nè lo ritiene un leader, nè un capo. I meetup sono movimenti autonomi e credo che i veri leader siano all'interno di ogni meetup. La gente si muove per la maggior parte da sola, le iniziative quasi sempre partono dal basso, solo che diventano famose appena grillo le nomina. Grillo è semplicemente "quello famoso del gruppo", ma non è affatto un leader. Certo è quello più piacevole da ascoltare ma alla fine lui non comanda proprio nulla. Ma tra l'altro...se anche fosse un leader...che cosa ci guadagnerebbe? Grillo i teatri li ha sempre riempiti, con o senza politica nei suoi spettacoli, il suo mestiere di comico lo sa fare benissimo perciò è una boiata insinuare che non crea un partito solo per farsi pagare il biglietto ai suoi spettacoli che altrimenti divrebberro comizi...Siamo seri per favore. E' strano che luttazzi sbagli così clamorosamente...mah.



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- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!
La prima cavolata è discutibile. Per me è vero che i partiti non hanno più modo di esistere, specie se la tendenza è al bipolarismo. I partiti italiani sono uno dei problemi della democrazia italiana. Il problema maggiore, direi. Il mio parere è che è il momento di votare i singoli e non i simboli e le ideologie. Le liste civiche sono la via giusta secondo me. Ma se ne può discutere.
La seconda cavolata vabè si è vero, è una frase un pò d'effetto messa lì senza pensarci troppo...


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Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.
Ma noooooo!! ma che assurdità ?!
Se vedi uno spazzolino per la prima volta nella tua vita e non capisci a che serve può essere che lo usi per grattartici le palle e poi dici che è una merda di strument oe non funziona e lo critichi o lo rompi in pubblico nel tuo spettacolo comico. Poi scopri che l'utilità dello spazzolino è nel fatto che ti ci lavi i denti, e ritieni che sia ilfuturo. Allora la prima cosa che fai è andare da quelli a cui avevidetto che faceva schifo e contraddirti perchè hai nettamente cambiato idea.

Ma che ragionamento è? Grillo all'epoca sfasciava il pc perchè non aveva idea di cosa servisse realmente. Adesso lo sa, ha provato il potere della rete e ha scoperto un tesoro. Adesso fa benissimo ad aver cambiato idea. Non è contraddizione. All'epoca si sbagliava. Adesso dice il giusto. La maggior parte della gente che all'epoca applaudì allo sfascio del pc, probabilmente adesso è cambiata nella propria opinione esattamente come grillo. Non è enfasi, è che allora nessuno proprio conosceva internet. E' facile che si sia diffidenti per le novità così grandi, specie se alla fine quello che tiimporta e far ridere...

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Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.
Io ritengo che chi va dietro grillo alla cieca è più coglione di chi gli va contro alla cieca. Il bisogno profondo non è l'agire collettivo ma il voler cambiare qualcosa in questo paese, ed è chiaro che non si può cambiar enulla se si agisce in pochi.

Ora, grillo ha il carisma per muovere qualcosa. Io eviterei di andargli contro. Se l'alternativa è che non si muova proprio nulla, preferisco che qualcosa si muova.


PS: dovevo rispondere anche a scalfari ma magari un'altra volta...

Last edited by -->IlariO<--; 13-09-2007 at 17:33.
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Old 13-09-2007, 17:42   #8
mabelrode
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Ilario, ho capito io male oppure stai dicendo che non sei d'accordo con una proposta di legge di Grillo ma hai firmato perchè tanto in parlamento non se la cagherà nessuno? anzi, che Grillo stesso ha proposta una minchiata con cui non è d'accordo perchè tanto sa che non se lo cagherà nessuno? (questa è una tua frase "E' evidente che due legislature sono poche, ma grillo sa perfettamente che quella legge non sarà approvata").
Guarda, io ti do ragione... Grillo sa che non verrà approvata... ma capisci qual'è il meccanismo alla base di una richiesta simile?
Beppe Grillo vuole creare il "caso", vuole scrivere sul suo blog "Questo governo di merda non ascolta 300mila cittadini" etc.. etc..
Non ti sembra un atteggiamento quanto meno irresponsabile?
Per quanto riguarda "è solo un comico" ti rimando alla descrizione di marketing politico un paio di post sopra
Dimmi se non si adatta al suo populismo
__________________
E a questo punto dovrei dirle la verità.
Ovvero che io quelli che hanno una dipendenza li ammiro.
In un mondo in cui tutti quanti non fanno altro che aspettare ciecamente
questa o quella catastrofe,questa o quella malattia fulminante,chi ha una
dipendenza perlomeno sa a grandi linee cosa l'aspetta dietro l'angolo.
Ha assunto una parvenza di controllo sul suo destino,e la dipendenza
fa sì che per questa persona il modo in cui morirà non sia un mistero.
In un certo senso, avere una dipendenza è sinonimo di intraprendenza.
Una bella dipendenza come si deve toglie alla morte l'elemento sorpresa.
Tratto da "Soffocare" di Chuck Palahniuk.
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Old 13-09-2007, 18:19   #9
Norat Gardner
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Ma infatti io la penso esattamente come te. Grillo è un paraculo, non hai idea di che flame mi sono dovuto sorbire in passato qua dentro per averlo affermato.
Il punto è che, oggi, Grillo rappresenta l'unica pianta nell'attuale deserto in cui si inserisce lo spirito critico verso il comportamento (soprattutto etico) dei nostri politici. Pianta alla cui ombra io non posso far altro che sedermi.

E' brutto lo so.
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Old 13-09-2007, 18:34   #10
mabelrode
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Io sono sempre stato un amante del compromesso ed uno disposto ad "accontentarsi" in ambito politico, ovvero un promotore della maledizione/benedizione democratica.
Ma in questo caso non sono d'accordo, secondo me una finta soluzione è più grave di una mancanza di soluzioni in casi come questi.
La gente, se è incazzata per qualcosa, non deve appagare questo sentimento con un comico che "sa perfettamente che la legge non sarà approvata" ( cit. ) e con finte proposte e manifestazioni autocelebrative. Perchè l'appagamento "malato" del sentimento non porta a nessun cambiamento e spegne la spinta stessa verso il cambiamento.
La gente segue il guru Grillo e crede di far vita politica attiva quando lo stesso guru non è motivato ad ottenere nulla
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E a questo punto dovrei dirle la verità.
Ovvero che io quelli che hanno una dipendenza li ammiro.
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Old 13-09-2007, 18:52   #11
*Keu*
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Alcune cose che ho letto sono giuste, sono molto lontano dal pensare che Grillo sia il messia o qualcosa di simile. Ma, come dico sempre, da qualcosa bisogna pur iniziare. Altrimenti si finisce sempre con il criticare iniziative di questo tipo perchè la si pensa diversamente su alcune cose piuttosto che altre, e così facendo la classe politica ristagna nella sua pochezza, ignoranza e delinquenza.
Se qualcuno mi propone di dare uno scossone, ma anche un piccolo tremito, a tutti quei politici corrotti che governano il nostro paese, ben venga.
L'iniziativa di Grillo per me è stata un primo passo, dopo molti anni di censura, ristagni e dormite generali, del far prendere atto a chi ci governa che la politica così com'è non va bene.

Per cui sono felice del V-Day e di aver informato gente che non ne era a conoscenza
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Old 13-09-2007, 18:58   #12
mabelrode
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Sono d'accordo sull'importanza di un primo passo ma solo nel caso questo passo sia nella direzione della strada che voglio seguire.
La strada che attualmente sta percorrendo Grillo non porta a nulla proprio perchè lui sa benissimo che le sue proposte non verranno accettate perchè mal formulate. Se la gente avesse appoggiato in maniera così compatta e decisa una manifestazione prettamente politica e ben organizzata (proposte legge concrete e realistiche) ci sarebbe stato un effettivo primo passo... così invece non c'è nulla.
La realtà è solo una, è più facile riempire le piazze con il populismo e con la comicità che far proposte concrete e realizzabili.
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Old 13-09-2007, 19:29   #13
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Penso che le strade che abbiamo in mente siano diverse da individuo ad individuo.
Essendoci 60 milioni di strade diverse nelle nostre teste, è meglio decidere di smuovere qualcosa anche con compromessi piuttosto che stare zitti e battere la testa in solitudine.
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Old 13-09-2007, 19:33   #14
mabelrode
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Secondo te dove porta la strada di Beppe Grillo?
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Old 13-09-2007, 19:35   #15
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Spero che porti quanta più gente possibile a ribellarsi contro questa classe politica corrotta e a capire che così non va bene. Solamente se si è in tanti a gridare si può fare qualcosa.
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