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Go Back   ..:: IGZ Forum Community ::.. > Ultima Online Shards > Atlantide > La Locanda del Sentiero Perduto

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Old 03-11-2012, 16:21   #1
BDM96
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La Rivolta dei Titani [Quest]

Una giornata come tante, Geralt si stava recando a Sud con Godrik, ma una volta giunti al porto, un elfa era lì ad aspettarli. Intimorita e smarrita parlava di aver perso suo marito, nelle vicinanze della cittadella Adelor. Da buon Generale Geralt la seguì, ma non sapeva quello che stava per succedere.. Era un imboscata!
Appena giunti nei pressi della cittadella, l'elfa mutò forma diventando un enorme orco.

"Adesso MUORI GENERALE!"

Preso d'improvviso Geralt s'armò in fretta e cominciò il combattimento..

"IO SONO SOLO IL PRIMO.. ALTRI DOPO DI ME VERRANNO"

Mentre l'orco pronunciava queste parole però Geralt aveva già infilzato il suo collo, togliendogli la vita. Era sdegnato, rifletteva a tutto il suo operato, a tutto il suo lavoro da Generale; era confuso, non sapeva chi o cosa ce l'avesse con lui.. Tornò ad Ambrosia disorientato e si rinchiuse nella sede Miliziana.
Si stava nascondendo o stava già programmando una controffensiva?
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Generale Geralt O'Casey
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Old 10-11-2012, 12:12   #2
-Enigma-
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Inizio Quest che prende spunto dalla giocata di Geralt O'Casey

La Rivolta dei Titani

Parte I - Le colline brulicano di orchi

La vita trascorreva lenta e tranquilla nelle terre della Sosaria.
La pace regnava da tempo e la quiete, ormai quasi apatica e noiosa, accoglieva i risvegli di ogni essere vivente.

Da giorni, tuttavia, brevi scosse facevano tremare il suolo nelle vicinanze delle città e dei villaggi.

Inesorabilmente, difatti, una masnada di belve fetide marciava senza sosta. Giorno e notte la terra tremava. Giorno e notte avanzavano divorando qualsiasi cosa riempisse il loro stomaco.

Orchi, Goblin, Ettin, Troll, e persino Ciclopi, uniti sotto una sola alleanza, una nuova Fetida alleanza...

L'esercito più grande mai visto muoveva in tre differenti direzioni e, seppur diviso, riempiva a macchia d'olio foreste e villaggi posizionati sulla loro strada.



Sulla loro scia resti di corpi, ossa, ed incendi appiccati per far luce nelle foreste.

Banchettavano, nelle brevissime soste, con animali di ogni sorta, mentre resti di Ent facevano da legno per i vari fuochi da campo.

Uno di loro, poco astutamente, decise di agire da solo tentando un attacco diretto a colui che deteneva il potere nella capiatale umana, il Generale Geralt O'Casey.



Il combattimento infuriò per qualche minuto, ma, come potrete immaginare, non è di certo un gioco da ragazzi sconfiggere un pluri decorato generale.
L'orco fu sconfitto abilmente e, prima di perire, annunziò la venuta di altri come lui.

"Io sono solo il primo! Altri dopo di me verranno!"

E cosi perì sotto la lama del Generale O'Casey, mentre un orco esploratore, che aveva seguito il suo compare come vedetta, si affrettava a tornare verso il corposo esercito.

Nel valico fra le montagne l'esercito sparpagliato prendeva confidenza con la zona ed organizzava le forze per quello che sarebbe stato un massiccio attacco e, di sicuro, il più feroce mai visto...
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-Enigma-
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Parte II - Scorribande

Più i giorni passavano e più il numero di orchi, troll e fetide creature aumentava a vista d'occhio.
Troll di caverna, orchi delle foreste e taluni ettin delle nevi giungevano da ogni parte delle terre conosciute, incuranti della fame, incuranti delle piogge, e spinti come non mai da una bramosa fame di morte.

Piccoli villaggi erano già stati conquistati o rasi al suolo, in attesa dell'attacco ai reali obiettivi, solo perché loro malgrado si trovavano sul cammino di questo fetido esercito.

Tuttavia, ad occhio esperto, quell'esercito pareva essere manchevole di qualcosa...
Le belve furiose erano del tutto disordinate, spesso in conflitto fra loro durante il cammino e l'attesa.



Era evidente... mancava un capo, colui che avrebbe orchestrato l'attacco e che aveva unito tutti questi esseri sotto un'unica bandiera.

Le scorribande intanto proseguivano, ma a debita distanza dalle mura delle città più importanti, cosi da non allarmare gli eserciti reali.
Il primo villaggio a cadere fu quello di Skara Brae, facile preda indifesa anche perché poco abitata.

Gli orchi stabilirono lì un primo forte, Forte Brae lo chiamarono, nella loro incomprensibile lingua fatta di strani versi ed urla agghiaccianti.

Fuoco e fiamme divampavano sui tetti di paglia dei casolari; uomini donne e bambine venivano trucidati senza pietà. Non vi furono sopravvissuti...



Ciò potrà apparire spaventoso, disarmante, inquietante, ma, purtroppo, non era che l'inizio di qualcosa di ben più pericoloso ed atroce.

Qualcosa muoveva nell'ombra...
Un tale esercito non poteva essersi radunato da solo...
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Parte III - L'Orco Primordiale

La Storia - Età Teocratica - Capitolo III

"Ma, in ogni storia c'è sempre un lato oscuro, e per un Dio primo non è cosi naturale dare la vita ad un Dio figlio.
Ogni Divinità non prima, difatti, è inevitabilmente composta da bene e male, da energia positiva e negativa, necessarie a mantenere l'equilibrio.
Ma, forse per la troppa bontà verso i mortali o verso i propri figli divini, Mithra e Gaea decisero di separare il lato malvagio da alcuni di loro, dando la vita a degli esseri di pura malvagità, dei rinnegati, scacciati dall'ultraterreno e relegati sulla terra, i Titani...
Esseri ritenuti immortali, dai poteri sterminati, diversi per forma e per abilità, che seminano distruzione e disperazione nel mondo come vendetta verso gli Dei.
Cosi come ogni essere umano ha in sè un lato oscuro, ogni Divinità Figlia porta con se un fardello di malvagità, staccato si dal proprio io, ma vivo e presente, ed in cerca di rivalsa."


Le catene furono spezzate.

Il primo Titano fu reso libero a causa della debolezza della Madre Gaea, stanca dopo aver salvato il suo popolo, ancora una volta, dall'ennesima potente minaccia.

La nemesi di uno dei figli, di Vedar "il silenzioso", muoveva pesantemente i suoi primi passi sulle terre conosciute, causando maremoti e terremori.
Non aveva nome, o almeno nulla di pronunciabile dagli esseri viventi, e veniva chiamato con timore dalle divinità figlie col nome di Orco Primordiale.



Cosi fu svelato l'artefice del caos che stava animando le terre della sosaria.
L'esercito fetido, la nuova Fetida Alleanza, era stata radunata sotto il comando di un Titano, dell'Orco Primordiale.

La sua ira e la sua furia erano imparagonabili, ineguagliabili; mai un tale essere aveva calpestato le terre dei viventi.
Mai, dall'olimpo degli Dei, era sceso in terra un essere di natura divina, palesandosi clamorosamente alle popolazioni.

Gli eserciti presero ad ordinarsi; le urla agghiaccianti aumentarono, riecheggiando in ogni angolo delle terre conosciute.



Il mondo era sconvolto, il male era tornato, e nella forma peggiore mai vista prima d'ora.

Così tante lacrime di tristezza, incontabili consumate e consumate...
Il silenzio inizia a pervadere l'anima per ascoltare ciò che è reale...
La meraviglia del vivere, la meraviglia del morire,
il vento, la città e i fiori, bruciano tutti insieme...
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Old 12-11-2012, 20:32   #5
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Ambrosia era sempre calma in quel periodo, la strana ombra che aveva ucciso il gioielliere sembrava esser ormai un ricordo mentre il Generale tentava di dimenticare l'attentato da parte di quel grottesco orco celato in elfo.
Le ronde delle guardie continuava incessanti, egli stesso aveva ripreso l'abitudine di controllare personalmente le vie cittadine; durante quel momento di pace Geralt aveva ripreso la lettura del diario di suo padre. Un giorno, leggendo un passo del diario del padre, gli venne l'idea di spingersi oltre le mura Ambrosiane..
"Il male si muove nell'ombra, io troverò quell'ombra e lo distruggerò."
Si mise dunque al galoppo, in groppa al suo fidato destriero si spostava da una punta all'altra punta delle città Imperiali. Sembrava ringiovanito, si sentiva libero con nessuna minaccia a disturbarlo, solo lui, la copricotta da Generale e il suo cavallo.
"Il male non si distrugge, ma si trasforma; vincerai tante battaglie e tante altre ti aspetteranno, tu combatti, combatti finché il tuo corpo non cade inerme, perché tu sei un guerriero, Il guerriero."
Passarono ore e la notte giungeva con la sua brezza tagliente da Est, ma per Geralt quel tempo sembrava non esser passato, così come il suo tragitto.. Aveva percorso quasi mezza Sosaria ma non se ne era neanche accorto, così si ritrovò all'entrata Nord Ovest della capitale, nei pressi del valico che porta ad Yew. Uno strano fetore gli invase le narici, conosceva quella puzza, la sentiva spesso nella foresta dell'eterno fetore, ma non l'aveva mai sentita in quella zona. Rallentò il passo e alcuni orchetti si avvicinarono a lui, bastò uno sguardo del Generale per farli allontanare. Ma non si spiegava il motivo per cui quegli orchetti sarebbero giunti fin lì. Continuò il suo cammino e non crebbe a ciò che gli si presentò dinanzi. Un'orda di orchi ti tutti i generi, dal più grande al più piccolo.. Una serie di corpi e alberi infuocati facevano da contorno a un disegno di terrore e paura. Il cuore gli batteva, vedeva i corpi morti dei suoi cittadini uccisi da quella masnada d'orchi, e l'ira al suo interno aumentava.
Prese la sua spada e si lanciò all'attacco, senza aspettare oltre, gli occhi gli uscivano dalle orbite, teneva il suo scudo basso facendosi spazio fra i troll che man mano lo attaccavano. Senza pietà alcuna ne fece una strage, si faceva spazio irato fra i loro corpi mentre la sua spada tagliava teste e infilzava chiunque si facesse avanti. Lo scontro durò un po' ma alla fine non ne restava più alcuno. Il suo respiro affannato e la sua armatura ricoperta del loro sangue ma aveva finito, il suo capo si voltò indietro come a controllare che nessuno sarebbe rimasto in piedi.. Osservava l'orizzonte e intravedeva altri orchi avvicinarsi da lontano, la situazione era critica, ma quella minaccia non sarebbe durata molto; Tornava ad Ambrosia riflettendo su chi avesse spinto gli orchi così lontano, se quegli orchi avevano un legame con l'aggressore di qualche luna addietro.. Troppi dubbi e poche risposte, ma sarebbe venuto a capo anche a questa faccenda.
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Generale Geralt O'Casey
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Old 17-11-2012, 12:42   #6
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Parte IV - Invasione!

Erano ormai passate settimane.

I Corni da battaglia risuonavano per i fetidi campi. Le mura, ottenute da alberi spogli e fango come collante, tremavano e cedevano sotto i passi delle bestie.

L'Orco Primordiale, dalle retrovie, diede il comando.

Un terrifico urlo viaggiava nell'aria risuonando quasi in ogni parte delle terre conosciute.

Le Fetide Legioni muovevano i loro pesanti passi. Davanti i più ripugnanti esseri, giganti dalle doppie teste, Troll armati di Mazze grandi quanto due uomini!

Sulle loro spalle, ghignanti e bavosi, gli Shamani erano pronti ad usare la loro Magia Nera per portare il Caos.



Invasero le Capitali del Mondo quasi all'unisono, contemporaneamente, lasciando fiumi di sangue alle loro spalle.

La battaglia infuriò.

Yew, fiore splendente della Sacra Foresta, era quasi priva di difese. Le guardie erano difatti diminuite drasticamente dopo gli ultimi attacchi dei demoni prima, e di questa fetida alleanza poi.

L'aura magica che proteggeva Yew si era indebolita e, per il figlio di un dio, fu fin troppo facile farvi penetrare il suo esercito maledetto.





Fuoco, sangue, urla.
Yew cadde.
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Old 17-11-2012, 12:58   #7
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Dal diario di Alagos Engrin

"La terra trema.
Urla strazianti e rumore di scudi ovunque.
Qualcuno marcia verso di noi.

Frecce infuocate volano nel cielo oscurando il sole.
Fiamme, fiamme ovunque.

Le guardie silvane cadono come tessere del domino appena sfiorate dal vento.
Gli alberi sono in fiamme, la foresta brucia, i nostri animi tremano.

Hanno preso l'entrata ad Est, ed il porto a Nord.
Avanzano senza sosta, avanzano, inesorabilmente.

La città è travolta dalla masnada di belve furiose, in ogni angolo suonano i corni di battaglia.

Ormai sono circondato, hanno trovato il mio nascondiglio, la mia esistenza giunge al termine.

Come petali nel vento ho viaggiato nel mondo conosciuto.
Come onda nell'oceano ho vissuto fra i mari in tempesta.
Come fulmine possente ho combattuto i miei nemici.

E' tempo di morire, è tempo di tornare ai miei padri...

La Madre non ha più Lacrime per noi, il mondo non ha più sorrisi...


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Old 17-11-2012, 13:55   #8
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Le spie Ambrosiane non tardaro a dare la notizia. Le orde orchesche erano riuscite a sbaragliare le difese elfiche conquistando la foresta sacra. Era meglio prevenire quella minaccia anche troppo vicina.

Delle pergamene contenenti un Editto Imperiale furono distribuite ed affisse in tutto l'impero.



"Salute fratelli e miei concittadini.

Io, il Generale Geralt O'Casey informo la cittadinanza che l'Impero Ambrosiano aumenterà il numero di guardie presenti nella capitale e rinforzerà le mura della stessa. Una nuova invasione di Orchi sta invadendo Sosaria e miete pian piano le sue vittime, noi non saremo delle vittime, ma degli Eroi!
Prego dunque che ci sia la massima solidarietà in questo periodo.

Per qualsiasi necessità sapete dove trovare me o il Patriarca Lakh Dorh."

*firma elegante*

Generale Geralt O'Casey
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Generale Geralt O'Casey
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Old 18-11-2012, 11:18   #9
Didmor
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Jake Velander non tornava ad Ambrosia da un po' di tempo perchè era andato a trovare i suoi genitori che non vedeva da tempo. Prima di rientrare nella capitale crcò qualche creatura da combattere così da sgranchirsi le ossa, non immaginandosi ciò che gli capitò.
Lungo la montagna che sorveglia Adelor si trovò di fronte a migliaia di orchetti, ettin, troll ed altre bestie simili. Cominciò ad ucciderne centinaia, ma sembrava che non finissero mai. Ad un certo punto uno di loro cominciò ad insultare sia lui che la razza umana. Disse anche che Ambrosia cadrà presto come già era successo ad Yew e a tutte le altre città di Sosaria, vantandosi del suo capo come se egli fosse un Dio. Sbigottito dalla notizia della caduta di Yew e degli Elfi corse verso Ambrosia, e vicino le mura della città sentì il suono delle trombe che dichiaravano un attacco alla Capitale. L'inizio dell'attacco avvenne nella zona del cimitero, quando Jake arrivò, gli orchetti erano già dentro le mura, con l'aiuto delle guardie riuscì a neutralizzare l'attacco. Il fatto accaduto era molto grave.
Jake andò alla Milizia e scrisse due missive, una diretta al Patriarca Lakh Dorh e una diretta al Generale Geralt O’Caesy, con su scritto l’accaduto e chiedendo di organizzare una controffensiva al più presto.
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Jake Velander, Primo Cavaliere della Milizia Ambrosiana

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Old 19-11-2012, 09:22   #10
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Delle pergamene contenenti un Editto Imperiale furono distribuite ed affisse in tutto l'impero.



"Saluti a voi miei Concittadini e Fratelli di tutto l'impero.

Scrivo questa missiva per informarvi che la masnada orchesca che ha colpito Sosaria è arrivata ad Ambrosia. Hanno completamente invaso la porta Sud e la porta Ovest costruendo delle barricate. Ho fatto cominciare i lavori per costruire un muro all'altezza del ponte Sud per fermare la loro avanzata.

Vi Informo che ho piazzato il Tempio Sacro come ultima zona di ritirata e formato varie vie di fuga dalla Capitale. Spero non ci sia bisogno di utilizzarle e confido in voi e nel vostro appoggio in questo periodo.

Che Mithra ci protegga tutti, miei fratelli.

*firma elegante*

Generale Geralt O'Casey"
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Generale Geralt O'Casey
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Old 19-11-2012, 16:52   #11
Botterson 2°
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Julian si trovava seduto davanti ad una panchina della banca, era parecchio tempo che non incontrava Ian ed era desideroso di sapere se aveva fatto passi avanti con la ricerca. Per contro lui era arrivato ad un punto morto da cui non riusciva a sbrogliarsi.
Una nota bassa, lunga e cupa fece vibrare l'aria.
Guardandosi attorno notò che le guardie si dirigevano in fretta verso l'uscita sud di ambrosia mentre i cittadini correvano nella direzione opposta.
Nuovamente il corno da guerra gridò il suo cupo allarme.
Julian incuriosito decise di seguire le guardie e scoprì che la città era presa d'assedio da un caotica orda di orchi, orchetti, ogre, ciclopi e giganti. Gli invasori avevano dalla loro il numero ma i difensori avevano la tecnica e la disciplina. Guidati dal loro generale riuscirono a tenere per un po' i ranghi uniti. Nel caos della battaglia Julian si ritrovò a doversi difendere erigendo delle magiche barriere di fuoco qua e là. Il sangue scorreva a fiumi, il caos era tale che dopo poco Julian si ritrovò a corto di concentrazione e si limitò ad evocare degli spiriti di spade per creare ulteriore caos tra i nemici. Tra tutte le evocazioni quella era di certo la più semplice, infatti non era neppure in grado di distinguere gli amici dai nemici. In ogni caso evocare qualcos'altro di più potente si sarebbe potuto rivelare molto più pericoloso nel caso in cui il giovane mago ne avesse perso il controllo.
Il Generale gridò la ritirata e presto si ritrovarono tutti sul ponte di ambrosia, dove i difensori riuscirono a respingere momentaneamente gli invasori. Il generale, sfruttando il momento di riorganizzazione, prese con se Julian e ser Jake per fare un breve e veloce incursione nella sede della milizia per recuperare cose utili. Nell'aiutarlo a svuotare alcuni bauli Julian trovò dei mazzi di chiavi e, non visto, se ne fece scivolare uno nelle larghe maniche della tunica. Ignorava assolutamente a cosa servissero quelle chiavi ma non vedeva l'ora di scoprirlo. Forse aveva appena ottenuto l'accesso a qualche sede della milizia o forse al castello, magari avrebbe scoperto qualche oscuro segreto dell'impero. Tornati in città il generale diede ulteriori ordini a Jake e chiese a Julian di marcare alcune rune per fornire un eventuale via di fuga dalla città qual'ora le cose si sarebbero messe peggio. Così diede loro dei soldi per acquistare una barca con cui salpare. L'idea di fare delle rune sulle isole dell'impero era stata di Julian poiché sapeva che gli orchi odiano l'acqua. Così il cavaliere ed il mago navigarono fino a Nujel'm ma trovarono quest'ultima deserta, nella città non c'era anima viva. Tuttavia Julian avvertiva delle presenze e, cercando per l'isola un posto dove incidere magicamente sulla runa, venne pure attaccato da dei fantasmi. Qualche cosa non quadrava. Continuò a girovagare ma una potete magia gli impediva di lanciare l'incantesimo sulla runa, dapprima aveva pensato fosse semplicemente l'antica magia che era stata lanciata sulle città dell'impero umano che impediva di scrivere delle rune in esse, ma dopo un po' avverti una potete magia negativa provenire da una costruzione a nord dell'isola. Decise saggiamente di tornare alla nave e salpare il prima possibile. Ormai era buio pesto ma orientandosi con le stelle Julian condusse il battello fino a Moonglow. Sbarcati disse a Jake di affittare una stanza, sarebbero ripartiti all'alba del giorno dopo. Lui invece si diresse fuori dalla città e fece ciò che doveva fare poi si sposto in una locanda dove affittò una stanza. Prima di andare a dormire però accese una candela e scrisse due pergamene la prima indirizzata al Generale.

"Saluti Generale,
spero che il mio corvo vi raggiunga il prima possibile vi scrivo per avvertirvi che io e ser Jake siamo sbarcati a Moonglow ed io ho marcato la prima runa. Ho urgenza di comunicarvi che siamo sbarcati anche a Nujel'm ma abbiamo trovato la città disabitata e le tracce di una potente magia nera. Forse un nuovo pericolo per l'impero. Appena avremo finito di marcare le rune rimanderò Jake ad Ambrosia, io invece mi dirigerò nuovamente a Nujel'm per indiagare."

*firmato con una bella calligrafia*

"Julian Sangray"

Poi scrisse a Ian Lake.

"Saluti Ian,
è da un po' che non riusciamo ad incontrarci e sono curioso di sapere come procedono i vostri studi. Oggi ho fatto un interessante scoperta, ho trovato l'isola di Nujel'm priva di anima viva, o meglio, infestata da fantasmi e permeata da una magia oscura. Intendo indagare e vorrei la vostra collaborazione. Attendo vostre notizie."

*firmato con una bella calligrafia*

"Julian Sangray"


Evocò due corvi e ordinò loro di recapitare le missive ai giusti destinatari.
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Old 25-11-2012, 23:28   #12
Vlad Tepes
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L'ULTIMO TRAMONTO PER ARDEAL

« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso.
Le porte di Ardeal sono chiuse: a tuo rischio le tenti.
Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti.
Che la Morte colga coloro che o osano profanarle. »

Cupi erano i pensieri dell'anziano generale, mentre lentamente camminava per le vie della città che tanto amava, ma che ormai stava perendo...

<< Tempo...
Non è rimasto più tempo...
Mentre gl'umani per generazioni hanno bramato il potere, mentre re e regine si susseguivano fino a proclamarsi Imperatori; il popolo dei notturni è sempre sopravvissuto, grazie alla conoscenza e alla forza che solo a noi poteva appartenere...
Ma ora... >>

Con un profondo sospiro, il vampiro continuava la sua ronda per le vie della città.
La sua armatura produceva uno strano stridio metallico ad ogni movimento e ovunque erano presenti delle incrinature e crepe subite in battaglia, ma non c'era tempo e non c'erano fabbri per farla riparare.
I commercianti e i semplici custodi avevano abbandonato da tempo le loro attività per prendere in mano nuovamente le armi.
La grande piazza centrale, differiva ormai poco da un banale cimitero.
Il Sacro Tempio era rimasto l'unico luogo dove i fratelli feriti e assetati potevano riprendere le forze.
Il labirinto esterno era ormai perduto già da giorni, vano s'era rivelato il tentativo di difenderlo.
Lentamente i passi del vecchio guerriero si fecero più svelti, man mano che s'avvicinava al portone principale.
Nonostante la spessa pietra che proteggeva e accerchiava la città, un possente eco si sentiva provenire dall'esterno, segno che ormai l'ultimo scontro stava per incominciare: l'ultima resistenza dei vampiri.
Imbracciata la sua fedele spada, Vlad si portò al fianco dei suoi uomini e compagni, schierati e pronti a ricevere chiunque osasse profanare la loro terra.

<< Luridi orchi...
Questa volta, hanno osato troppo!
Fratelli, è tempo di mostrare loro cosa significhi provare terrore!
E' tempo di mostrare loro perchè mai nessun mortale ha osato metter piede nella città Maledetta!
Per Ardeal! >>

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Su Atlantide III ----> Vlad Helheim "Il Custode di Vesper"
Su Avalon ----> Nargaroth "Il fabbro di Utanir"
Su TM ----> Guthar Ssiylar "il naufrago"

Last edited by Vlad Tepes; 25-11-2012 at 23:31.
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Old 27-11-2012, 00:30   #13
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Gaea ci ha lasciati
Apro gli occhi
Dolore ,odore di morte, sangue bruciato, foglie incenerite cadono flebilmente da alberi in fiamme,i corpi straziati dei miei fratelli sono ovunque,
tutto intorno forti e violenti passi calpestano è distruggono quello che in molto ere siamo riusciti a costruire, ciò che è stato mai più sarà
a nulla e valsa la mia strenue difesa, a nulla sono valse tutte le vite degli elfi che qui sono cadute
ora solitarie anime vaganti che attendono che il mondo si rinnovi, che vi sia spazio per un altra generazione di elfi per rivivere in essa.
Socchiudo gli occhi
Dunque è così che deve finire la vita di Raerian Undomiel figlio di Galadrian,con il corpo mutilato è straziato da molti colpi ,sento il mio spirito lasciarmi,
spero che Heimdal mi guidi la ove tutti attendono ,dedico il mio ultimo respiro a colui che ha sacrificato la sua vita per la mia, sono addolorato ho fallito padre, penso ai primi elfi giunti sotto la sacra foresta, Ailinel è Lindir che di loro forse non si canteranno più le gesta e me ne dispiaccio,
è giunta la mia ora un orco si avvicina

siano maledetti

addio


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Ex Gawain Khaladan dei bordelli dorati

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"Il mio peggior timore si è in fine realizzato".

Quelle che erano vivaci e floreali piante, sono adesso fumo e fiamme;
ornamenti che prendono parte all'atroce verità che gli occhi e le orecchie
di El'Enion erano costretti a percepire da un'immensa lontananza che
adesso allontana gli Elfi a quella che era la Sacra Foresta.

"Credo di poter trovare un'esigua sistemazione nella città di Moonglow".
Rivelava El'Enion a Gaea.

In lontananza, un falco conservava tra i propri artigli una pergamena.

Il volatile raggiunse il Tempio di Ambrosia lasciando cadere la pergamena sul bianco altare.
All'interno di essa vi erano poche ma ferme parole:



"Chiedo a voi, Generale Geralt O'Casey di realizzare un incontro atto a discutere dei fatti avvenuti nelle due nostre città.
Scegliete voi il luogo di incontro.

El'Enion".
__________________
E tu uomo, che andando su marte sei rimasto deluso di non aver trovato i marziani pensi che gli alieni venendo sulla terra abbiano trovato umanità?
fabiano is offline   Reply With Quote
Old 28-12-2012, 23:05   #15
-Enigma-
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E cosi anche l'ultima roccaforte umana, Ambrosia,
soccombeva agli attacchi insistiti degli Orchi.

Cosi come furenti onde colpiscono e corrodono gli scogli,
col tempo anche le mura ambrosiane furono inevitabilmente corrose dai nemici.

Il mondo conosciuto era ormai sommerso da una macchia di sangue,
enorme, infinita, indelebile.

Il tristo mietitore era sceso in terra a reclamare centinaia di migliaia di anime,
e l'aveva fatto sotto forma di creature spregevoli capeggiate dall'Orco Primordiale.





I pochi superstiti furono condotti a Moonglow, ultima città fortificata.
Lì furono rinvigorite le mura, create colonie con i sopravvissuti,
e rifornite le armerie con ciò che era rimasto.


Ma come il sole che muore, e risorge ogni giorno,
cosi dovranno fare Uomini ed Elfi, insieme, come per secoli,
per dar nuova linfa vitale al mondo.

La Sosaria ha ancora molto da offrire.
Chi avrà la forza di volontà di ripopolare il mondo sarà premiato,
di certo, dagli Dei che sempre osservano ed osserveranno il fare degli esseri mortali.

Le lacrime cesseranno, e cosi il dolore, se lo vorranno,
e sorrisi, gioia e felicità torneranno ad animare il mondo.

Sorgi, bel sole! E uccidi l'invidiosa luna,
che è già ammalata e pallida per il dolore...

__________________
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Fu: Lakh Dorh [Tio] e Alagos Engrin [Ond]
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