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Kharis2 06-03-2009 10:13

NEW YORK, 6 Marzo 2009 - New Orleans domina Dallas, Denver, invece, supera Portland.

New Orleans-Dallas 104-88
Continua l’ottimo momento per gli Hornets che, da quando hanno “ripreso” Tyson Chandler, tornato alla base dopo l’operazione di mercato che lo ha portato per sole poche ore a Oklahoma City (trade mai eseguita per il rifiuto dei Thunder a causa di un non meglio identificato problema fisico dello stesso Chandler), sono ancora imbattuti. New Orleans, infatti, gioca alla grande anche contro Dallas e conquista la sua sesta vittoria consecutiva. A fare la differenza ci pensa ancora una volta l’All Star Chris Paul. Il playmaker della squadra di casa delizia il pubblico con alcune giocate da cinema (da incorniciare il “tunnel” a Jason Terry) e chiude il match con 27 punti e 15 assist. “Chris è un giocatore eccezionale – commenta il suo avversario diretto Jason Kidd – in pratica ha controllato il ritmo della partita, cambiando marcia dopo l’intervallo”. Gli Hornets, infatti, scappano via nel terzo quarto piazzando un parziale di 15-3 che mette al tappeto i Mavericks. Dirk Nowitzki e compagni, punzecchiati da Mark Cuban all’inizio della settimana dopo l’imbarazzante sconfitta con Oklahoma City, avevano dato segni di risveglio superando gli Spurs ma a New Orleans tornano a giocare una pallacanestro troppo prevedibile, incassando così la loro quinta sconfitta consecutiva in trasferta. Pur privi dell’infortunato Peja Stojakovic gli Hornets mostrano un attacco davvero devastante in grado di fare male a chiunque. Quando New Orleans riesce a trovare ritmo e a tirare con buone percentuali (56% dal campo) superarla diventa molto difficile. “Questo è il momento giusto per entrare in forma – sottolinea David West – stiamo attraversando un ottimo periodo, speriamo possa durare a lungo”.
New Orleans: Paul 27 (9/16, 1/2), West 19, Butler 18. Rimbalzi: Chandler 11, West 10. Assist: Paul 15.
Dallas: Nowitzki 27 (8/16, 1/2). Rimbalzi: Dampier 9. Assist: Terry 4.

Denver- Portland 106-90
La punizione evidentemente ha sortito l’effetto sperato. Dopo aver fermato per una gara Carmelo Anthony, per il suo rifiuto a farsi sostituire, George Karl ritrova il suo leader motivatissimo contro i Blazers. Anthony gioca con grande intensità, si sacrifica anche in difesa e mette a referto 38 punti, trascinando i Nuggets al successo contro i Blazers. Carmelo per dimostrare di aver capito la lezione, quando viene richiamato in panchina a 10’55’’ dalla sirena, si mette addirittura a correre, ricevendo l’applauso scrosciante del Pepsi Center. Denver riesce a vincere senza soffrire più di tanto nonostante le assenze degli infortunati Kenyon Martin e Anthony Carter. Dopo un buon primo tempo, nel quale Portland fa troppa fatica in attacco, la squadra di casa chiude ogni discorso nel terzo quarto. I Nuggets arrivano anche al +18 e controllano senza problemi le fasi finali del match. Denver: Anthony 38 (15/23, 1/3), Smith 17, Nene 16, Kleiza 15. Rimbalzi: Smith 7. Assist: Billups 9.
Portland: Roy 22 (9/14, 0/2), Aldridge 19, Outlaw 15. Rimbalzi: Przybilla 12. Assist: Blake 5.

Kharis2 07-03-2009 14:45

TORONTO, 7 marzo 2009 – Uno straordinario Dwyane Wade (42 punti e 17/23 dal campo) fa la differenza a Toronto e Miami va via con la vittoria. Andrea Bargnani (23 punti con 10/18) è ancora uno dei migliori tra i Raptors.

Toronto Raptors-Miami Heat 102-108
Nulla da fare per Bargnani e compagni. I Raptors (23-40) si inchinano al fuoriclasse Dwyane Wade, trascinatore di Miami dall’inizio alla fine. Toronto chiude in testa il primo quarto (24-22), ma ha sei punti da recuperare a metà gara, quando uno scatenato Wade è già a quota 21 con 9/11 al tiro. Il terzo quarto è ancora dominato dal leader di Miami che realizza altri 15 punti e tocca quota 36, mentre il distacco aumenta a 10 punti. Toronto è ancora viva nell’ultimo quarto, ma contro un grande realizzatore come Wade è un’impresa fermare l’attacco di Miami per qualche azione consecutiva. I Raptors ci provano e Bargnani segna 8 punti nel quarto periodo, ma Wade si rivela troppo forte e con un canestro da cinema, in risposta ai due punti di Bargnani per il 100-106 a 1’04” dalla fine, manda tutti a casa. “Abbiamo difeso male, io per primo - si lamenta Andea Bargnani -. Wade ha fatto decisamente la differenza, anche quel canestro alla fine di tabellone buttandosi all’indietro”. Il fadeway a cui si riferisce Bargnani è una magia di rara bellezza da parte di Flash, che nel finale tira fuori dal cilindro un canestro di difficoltà mostruosa che solo un fuoriclasse come lui e pochi altri possono inventare. “Oggi era proprio difficile raddoppiare Wade, anche per noi lunghi - prosegue Bargnani nella sua analisi -. E comunque Wade trovava sempre i compagni liberi in angolo che non sbagliavano mai”. Gli Heat chiudono con 10/21 da tre, e l’immarcabile Wade ne infila 3 su 5. Un totale di 42 punti con 17/23 dal campo sono cifre da MVP, anche se Bargnani non vede Wade come possibile candidato al pari di Bryant e James: “Non credo. Ovviamente Wade è un grandissimo giocatore, però l’MVP si dà sempre al giocatore più forte della squadra più forte. È sempre dipeso dal record”. Il Mago può essere soddisfatto della sua gara, specialmente per le pregevoli soluzioni trovate vicino a canestro, un tempo sua maggiore lacuna in attacco, che Bargnani sta colmando ogni partita che passa. Bargnani continua a migliorare nel gioco in post basso e anche quando parte in palleggio da lontano sta imparando a variare le conclusioni. Adesso il Mago non finisce più l’azione decidendo in anticipo cosa fare, ma sta imparando a reagire alla difesa e a cambiare tiro all’ultimo momento, ingannando così il suo marcatore. Il suo canestro più entusiasmante nasce da un’entrata in palleggio, con arresto a un metro dal canestro, finta e giro centrale che fa saltare a vuoto O’Neal ed Anthony. I due lunghi degli Heat si scontrano in aria e franano goffamente sul parquet, mentre il tiro morbido di Bargnani si infila nella retina. L’ultimo canestro dell’azzurro (contestato da un avversario), che è anche il canestro finale di Toronto, avviene a un passo dal ferro con la mano sinistra. Se Bargnani continua a progredire in questo senso, diventerà presto un vero incubo per i difensori avversari. Eppure l’azzurro sembra quasi non rendersene conto, e a fine gara sottolinea ciò che non ha funzionato: “Sì, in attacco ho giocato bene, ho anche tirato bene, ma non sono molto contento di come ho difeso. Ho anche preso pochi rimbalzi”. Scontento, ma non demoralizzato anche se malgrado il suo ottimo rendimento Toronto continua a perdere: “Comunque io sono positivo. Ci può stare una partita sottotono in difesa”. Tra le note positive della serata, oltre ai 34 punti di Chris Bosh, un instancabile Parker che si sacrifica su Wade in difesa e si fa valere in attacco, segnando e portando palla al posto dello spento Calderon (1/6), lasciato fuori da Triano nei minuti finali. Debutta egregiamente l’ultimo arrivato Pops Mensah Bonsu, attivissimo sotto i tabelloni con 10 rimbalzi in 15 minuti. L’ex Benetton proveniente da San Antonio (contratto di dieci giorni) è stato firmato dai Raptors per il resto della stagione.
Toronto: Bargnani 23 punti (9/16 da due, 1/2 da tre, 2/2 tl), 2 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse, 2 stoppate e 3 falli in 40’. Bosh 34 (13/23), Parker 16, Kapono e Marion 10. Rimbalzi: Mensah-Bonsu 10. Assist: Parker 9.
Miami: Wade 42 (17/23), Beasley 12, Chalmers, Haslem e Quinn 10. Rimbalzi: O’Neal 8. Assist: Wade 8.

Detroit-Golden State 108-91
I Warriors affrontano i Pistons nel momento peggiore. Detroit, infatti, dopo essersi messa alle spalle un periodo disastroso, ha risolto i suoi problemi tornando a vincere e a convincere. La squadra della Motor City sembra anche aver finalmente risolto l’enigma Iverson il quale, quando rientrerà dall’infortunio alla schiena, partirà dalla panchina. Ma non basta l’ottima vena dei Pistons, Golden State, infatti, si presenta a Detroit con una formazione rimaneggiatissima. Già privo degli infortunati Monta Ellis, Corey Maggette, Stephen Jackson e Kelenna Azubuike, Don Nelson deve anche rinunciare ad Andris Biedrins, alle prese con un non meglio specificato problema personale. I Warriors così possono contare solamente su otto giocatori a disposizione. Marco Belinelli parte in quintetto e rimane sul parquet 35’ ma non riesce a trovare ritmo in attacco. L’azzurro si presenta subito con una bella tripla ma, contagiato dall’anemia offensiva dei Warriors, non riesce a produrre con continuità trovando il suo secondo canestro dal campo soltanto all’inizio del terzo quarto. Alla fine il bolognese chiude un match non trascendentale con 13 punti (4/11 da due, 1/2 da tre e 2/2 ai liberi), 5 rimbalzi, tre assist e una stoppata.
Gli ospiti tentano di reggere l’urto dei Pistons ma dopo pochi minuti sono già in chiara difficoltà. Golden State, infatti, tira con un misero 22% nel primo quarto e chiude la frazione sotto 33-16. Detroit, riesce così a sbrigare subito la pratica Warriors e può tirare il fiato in vista dell’importante match, in prospettiva playoff, di sabato con gli Hawks. Coach Curry non ha bisogno di troppo lavoro da parte dei suoi titolari, così Rip Hamilton rimane in campo solamente 24’ (realizzando comunque 22 punti). Minutaggio identico per Rasheed Wallace, cinque minuti in meno addirittura per Antonio McDyess. “Il nostro obbiettivo era proprio quello di partire forte – sottolinea Hamilton – mettere al sicuro il risultato il più presto possibile per poter riposare in vista del match con Atlanta”. Detroit scappa via a cavallo tra il primo e il secondo quarto piazzando un parziale di 19-2 che in pratica toglie interesse al match. Le due squadre vanno al riposo con i padroni di casa avanti 63-40 e nella ripresa Detroit controlla senza nessun problema la timida reazione dei Warriors. I Pistons conquistano così il loro quarto successo consecutivo.
Detroit: Hamilton 22 (5/12, 2/3), Maxiell, Prince 16. Rimbalzi: Maxiell 9. Assist: Stuckey 8.
Golden State: Crawford 25 (6/17, 1/3), Randolph 17. Rimbalzi: Davidson 10. Assist: Crawford 8.

Kharis2 08-03-2009 12:00

NEW YORK, 8 marzo 2009 - . Con una tripla doppia di LeBron James e 29 punti di Mo Williams, i Cavs superano Miami. Bene Atlanta, Philadelphia, New Orleans, Dallas e Portland.

Cleveland Cavaliers-Miami Heat 99-89
LeBron James registra quasi in silenzio una tripla doppia (14+10+12) e lascia a Mo Williams il ruolo di attore principale nella sfida contro il suo amico Dwyane Wade. Williams mette a segno 12 punti negli ultimi 7’12” e Cleveland respinge Miami, lasciandosi alle spalle la sconfitta di Boston. Dwyane Wade sfoga la sua frustrazione per certe decisioni arbitrali, facendosi espellere nell’ultimo minuto per doppio fallo tecnico, a causa di un mancato fischio su una sua penetrazione in area con Miami sotto di sei punti. È la prima espulsione in carriera per D-Wade: “Ho creduto di aver subìto fallo e ho protestato troppo, meritando il tecnico. Nulla da dire”.
Cleveland: Williams 29 (10/15), West 19, James 14, Varejao 12. Rimbalzi: James 10. Assist: James 12.
Miami: Wade 25 (9/23), O’Neal e Beasley 19, Cook 10. Rimbalzi: Wade 8. Assist: Wade 12.

Atlanta Hawks-Detroit Pistons 87-83
Una bella vittoria contro i Pistons dopo quattro sconfitte consecutive mette pace tra Josh Smith e coach Woodson, reduci da un battibecco nell’intervallo della gara persa a Charlotte la sera precedente. L’atletica ala di Atlanta segna 19 punti e va in doppia doppia insieme ad Al Horford, giocando con grande energia nel secondo tempo. “Mi prendo le mie responsabilità - dice Smith -. Mi rendo conto che recentemente non lottavo a rimbalzo come al solito e stasera ero deciso a mostrare il vecchio Josh”. Con un grande sforzo difensivo, gli Hawks cancellano un deficit di 11 punti e tengono a secco Detroit per otto minuti tra il terzo e il quarto periodo.
Atlanta: Smith 19, Horford 18, Bybby 17, Murray e Johnson 12. Rimbalzi: Smith e Horford 12. Assist: Johnson 6.
Detroit: Hamilton 20 (9/19), Stuckey 19, Wallace 14. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Stuckey 6.

Memphis Grizzlies-Philadelphia 76ers 105-110
Dopo due sconfitte, Philadelphia torna al successo con una quasi tripla doppia di Andre Miller (20+10+8) e 24 punti di Iguodala. Memphis manda due giocatori oltre i 30 punti e per entrambi si tratta dal career high: 30 per Marc Gasol e 31 per il playmaker Conley. Nel secondo tempo però i Grizzlies perdono Rudy Gay per un infortunio a un occhio e i Sixers ne approfittano, andando a vincere una partita molto equilibrata.
Memphis: Conley 31 (14/21), Gasol 30 (11/15, 8/11 tl), Mayo e Ross 11. Rimbalzi: Gasol 13. Assist: Conley 9.
Philadelphia: Iguodala 24 (9/18), Miller 20, Williams 18, Young 14, Green e Ratliff 10. Rimbalzi: Miller 10. Assist: Miller 8.

New Orleans Hornets-Oklahoma City Thunder 108-90
Settima vittoria consecutiva di New Orleans guidata dal solito Chris Paul, che trova una buona spalla in Julian Wright, inserito in quintetto da Scott dopo il forfait di Stojakovic (schiena). In una gara come sempre completa, Paul chiude con 21 punti, 13 assist e 6 palle recuperate, mentre Wright contribuisce con 20 punti dopo aver reso al di sotto delle attese per tutto il campionato: “Sappiamo quello che può dare - spiega Byron Scott -. Sto cercando di metterlo in campo insieme ai veterani per massimizzare il suo potenziale e per farlo calmare quando c’è bisogno”.
New Orleans: Paul 21 (10/16), Wright e Butler 20, West 14, Chandler 12, Posey 11. Rimbalzi: West 12. Assist: Paul 13.
Oklahoma City: Westbrook 24 (8/18), Wilkins 18, Weaver 13, Watson 12. Rimbalzi: Collison 8. Assist: Rose 5.

Dallas Mavericks-Washington Wizards 119-103
Con Nowitzki e Terry in gran spolvero, Dallas si libera dei Wizards nel secondo tempo dopo che Washington era stata in vantaggio di 10 lunghezze durante il primo tempo. Manca Josh Howard (caviglia), ma Antoine Wright contribuisce con 16 punti. Il tedesco invece, oltre a 34 punti realizzati, aggiunge 9 rimbalzi e 7 assist. Ora i Mavs sono attesi da quattro partite consecutive in trasferta.
Dallas: Nowitzki 34 (13/24), Terry 33 (11/20), Wright 16, Bass 13. Rimbalzi: Nowitzki 9. Assist: Kidd 11.
Washington: Jamison 24 (9/22), Butler 20, James 16, Blatche 12, Crittenton 10. Rimbalzi: Jamison 11. Assist: James 7.

Portland Trail Blazers-Minnesota Timberwolves 95-93
Minnesota arriva a un passo dal fare lo sgambetto ai Blazers, ma è sfortunata nell’ultima azione. Una schiacciatona al volo di Travis Outlaw, su tripla sbagliata di Blake, dà il +4 a Portland a un minuto e mezzo dal termine. Con soli dieci secondi da giocare, una tripla di Gomes porta Minnesota a -1, e Roy segna poi un tiro libero per il 95-93. I Wolves possono vincere nell’ultimo possesso e ci provano da tre con Randy Foye sulla sirena. Il tiro è decente, ma va a sbattere sul ferro.
Portland: Roy 31 (13/19), Aldridge 15, Outlaw 14, Batum 12. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: Roy 6.
Minnesota: Gomes 28 (12/19), Foye 23 (6/14), Telfair 18, Smith 11. Rimbalzi: Love 7. Assist: Telfair 7.

L.A. Clippers-Indiana Pacers 105-106
Con un parziale di 12-2 nel finale, Indiana si porta avanti 106-105 a 44” dalla fine. Il tiro in penetrazione dell’ottimo Eric Gordon a un secondo dalla fine viene stoppato da Marquis Daniels e i Clippers buttano via una partita che avevano condotto per tutto il secondo tempo.
L.A. Clippers: Gordon 35 (12/18), Thornton 22 (10/19), Taylor e Jones 10. Rimbalzi: Jordan 11. Assist: Gordon 6.
Indiana: Jack 25 (10/19), Murphy 22 (7/13), Ford 17, Daniels e Nesterovic 10. Rimbalzi: Murphy 15. Assist: Ford 8.

Kharis2 08-03-2009 12:01

NEW YORK, 8 marzo 2009 - Discreta prova per Gallinari e Belinelli, ma le squadre dei due italiani escono sconfitte.

New York Knicks-Charlotte Bobcats 105-114
Brutta battuta d’arresto per i Knicks contro i caldissimi Bobcats che conquistano al Garden la loro sesta vittoria consecutiva, stabilendo così un nuovo record per la franchigia. Danilo Gallinari, con il rientro di Nate Robinson, in attacco viene un po’ dimenticato e alla fine chiude con sei punti in 16’ di gioco. Torna Larry Brown al Madison Square Garden e il pubblico lo accoglie con sonori fischi prima della palla a due. Davvero pigro l’inizio dei Knicks. La squadra di casa gioca senza la giusta intensità; Boris Diaw, ex pupillo di D’Antoni a Phoenix, la punisce con una serie di eccellenti giocate. I Knicks vanno sotto di 10 lunghezze poi, con Robinson sul parquet, la squadra si scuote, ritrova energia e piazza il parziale di 9-1 che la riporta sotto. Danilo Gallinari viene buttato nella mischia a 1’17’’ dalla fine della prima frazione con i padroni di casa sotto 29-27.
Nel secondo quarto Harrington si surriscalda dalla lunga distanza, i Knicks tornano avanti ma Charlotte continua a produrre in attacco. Con Robinson e Harrington in campo, Gallinari viene ignorato ma alla prima vera opportunità l’azzurro, imbeccato dallo scarico di Lee, va a referto con la sua tipica tripla dall’angolo. Le note di Jovanotti che ora sottolineano al Garden i canestri di Danilo sono un bel passo avanti rispetto al troppo scontato “Volare” di qualche settimana fa. Troppo produttivo il Gallo per non essere cercato con così poca frequenza dai compagni, comunque sia con il tipo pesante del milanese New York raggiunge il +6. Danilo torna a sedersi a 4’31’’ dall’intervallo, Charlotte con i canestri di Wallace e dell’altro ex giocatore di D’Antoni a Phoenix, Raja Bell, torna a fare male alla difesa newyorchese e va al riposo avanti 59-57.
La ripresa non si apre nel modo migliore per i Knicks. Charlotte piazza un parziale di 7-0 e prende in mano le redini del match. Diaw e Wallace fanno quello che vogliono in attacco, Hughes prova a tenere in partita la truppa i padroni di casa ma la gara diventa difficile per i Knicks. Robinson fa un po’ troppa confusione in attacco, coach D’Antoni così prova a chiedere una scintilla a Danilo che torna sul parquet a 1’31’’ dalla fine del terzo quarto, con i Knicks sotto di nove. Il Gallo tenta subito la tripla, ma trova il ferro e la frazione si chiude con Charlotte avanti 81-72. Un paio di canestri dal perimetro di Radmanovic gelano il Garden, Danilo prova ad avvicinare New York con una bella tripla ma la montagna da scalare adesso è alta. Charlotte arriva al +16, l’azzurro tenta un’altra conclusione dalla lunga distanza che non ha fortuna prima di tornare definitivamente in panchina a 5’59’’ dalla sirena. I Bobcats controlla il match e a 2’39’’ sono ancora avanti di 12 lunghezze. Un parziale di 6-0 regala qualche speranza, ma la tripla di Boris Diaw a 1’07’’ dalla fine manda i titoli di coda. Danilo Gallinari chiude la gara con sei punti (2/4 da tre), un rimbalzo, un assist e due recuperi in 16’.
New York: Harrington 24 (4/6, 4/8), Robinson 20, Chandler 16. Rimbalzi: Richardson 9. Assist: Hughes, Robinson 4.
Charlotte: Wallace 23 (5/7, 2/6), Diaw 22, Felton 19, Bell 17. Rimbalzi: Wallace 13. Assist: Felton 10.

Milwaukee Bucks-Golden State Warriors 127-120
Golden State perde anche a Milwaukee senza Biedrins, Azubuike ed Ellis, ma dimostra voglia di lottare nell’ultimo quarto. È la difesa a condannare gli uomini di Nelson che permettono ai Bucks (tra le peggiori nel tiro da tre) un ottimo 9/17 nelle triple e concedono a Richard Jefferson 35 punti (massimo stagionale). Belinelli chiude il primo tempo (62-53) con 0/3 dal campo in 15’, ma offre un buon contributo nel secondo tempo, iniziando con una penetrazione e scarico per la tripla di Crawford e sbloccandosi al tiro allo scadere del terzo quarto, quando realizza un gran canestro da dietro l’arco in palleggio arresto e tiro. Belinelli riparte subito con altri due canestri spettacolari nell’ultimo quarto. L’azzurro sembra l’unico in grado di trovare la via del canestro, mentre i compagni sparacchiano. Golden State deve recuperare 13 punti di svantaggio e improvvisamente riapre la partita con una fiammata a metà dell’ultimo quarto. Belinelli deve uscire dopo aver appoggiato male la caviglia, ma Crawford (6/10 da tre) è scatenato in attacco e i Warriors pareggiano 106-106. Jefferson però continua ad andare in lunetta attaccando il canestro. La caviglia di Belinelli tiene e l’azzurro torna sul parquet negli ultimi cinque minuti. Ramon Sessions segna una rara tripla (119-111) a due minuti dalla fine, seguito da Villanueva. Un altro canestro di Belinelli (122-116) mantiene vive le speranze dei Warriors, ma i Bucks, in piena lotta per i playoff, non mollano e si aggiudicano il match con il freddo Ridnour (4/4 ai liberi negli ultimi otto secondi). Belinelli chiude con 10 punti e 4/7 dal campo, oltre a 7 rimbalzi. Turiaf fa 5/5 dal campo.
Milwaukee: Jefferson 35 (10/17, 13/16 tl), Bell 16, Sessions 15, Villanueva 14. Rimbalzi: Villanueva e Elson 7. Assist: Sessions 9.
Golden State: Belinelli 10 punti 3/6 da due, 1/1 da tre, 1/2 tl), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse e 1 recuperata, 4 falli in 31’. Crawford 32 (10/20), Maggette 22 (7/15), Turiaf 15. Rimbalzi: Randolph 8. Assist: Jackson 11.

Kharis2 10-03-2009 11:21

NEW YORK, 10 marzo 2009 – Uno straordinario Dwyane Wade (48 punti) corona la sua eccellente prestazione con un’invenzione che decide la marotona contro Chicago alla fine del secondo tempo supplementare. Brutto infortunio a Rudy Fernandez nella partita dominata da Portland contro i Lakers.

Miami Heat-Chicago Bulls 130-127 (2ts)
Ci vogliono due tempi supplementari e una magia dello straordinario Dwyane Wade agli Heat per battere i Chicago Bulls, che impiegano soltanto sette giocatori nella lunga e appassionante maratona. In una delle sfide più belle di sempre all’American Airlines Arena di Miami, i Bulls di un fantastico Ben Gordon (8/11 da tre) si inchinano di fronte a un immenso Wade, eroe della vittoria degli Heat. Wade decide l’incontro con un’azione incredibile negli ultimi secondi del secondo tempo supplementare: palla recuperata nella metà campo difensiva e canestro in corsa da dietro l’arco appena in tempo per far esplodere il palazzo. “Ho voluto rifarmi dopo aver fatto 0/2 dalla lunetta nel finale di gara e dopo il layup sbagliato alla fine del primo overtime - dice a caldo l’emozionatissimo Wade -. Dopo aver recuperato il pallone ho pensato per un attimo di chiamare timeout, poi ci ho ripensato”. Decisione saggia presa nella frazione di un secondo, e Wade è volato verso la gloria firmando da grande campione una delle più belle partite della sua carriera. Le cifre finali di Wade: 48 punti, 15/21 al tiro (5/6 da tre), 12 assist, 4 palle recuperate (5 perse) e 3 stoppate in 50 minuti.
Miami: Wade 48 (15/21, 13/18 tl), Beasley 18, Chalmers 17, Moon 13, O’Neal 11, Haslem 10. Rimbalzi: Haslem 8. Assist: Wade 12.
Chicago: Gordon 43 (14/23), Salmons 29 (10/24), Rose 23 (9/25), Noah 11. Rimbalzi: Noah 15. Assist: Rose, Gordon e Miller 3.

Portland Trail Blazers-L.A. Lakers 111-94
I Blazers sorprendono i Lakers con un basket spumeggiante e difesa tosta che fa sprofondare i gialloviola a -23 a metà gara. Portland non rallenta nemmeno nel secondo tempo e allunga a +30. Sul punteggio di 83-55 a due secondi dalla fine del terzo quarto, un fallo inutile di Trevor Ariza su Rudy Fernandez lanciato a canestro procura un brutto incidente alla guardia spagnola, che frana a terra dove resta immobile per una decina di minuti prima di venir portato fuori in barella con il collo immobilizzato, ma cosciente e senza conseguenze evidenti agli arti. Lo scontro provoca una quasi rissa tra i giocatori e gli arbitri espellono Ariza per il fallo antisportivo. A gara ormai chiusa i Lakers rendono meno imbarazzante il risultato finale segnando 38 punti nell’ultimo quarto.
Portland: Roy 27 (8/18), 10/11 tl), Outlaw 22 (6/11), Aldridge 16, Przybilla 12, Fernandez 11. Rimbalzi: Przybilla 18. Assist: Blake e Rodriguez 6.
L.A. Lakers: Bryant 26 (11/29), Gasol 18, Farmar 12. Rimbalzi: Gasol 13. Assist: Mbenga 4.

Atlanta Hawks-New Orleans Hornets 89-79
Atlanta interrompe la striscia positiva di sette partite di New Orleans con Joe Johnson protagonista di un’ottima prova, segnale positivo per gli Hawks che devono fare a meno di Marvin Williams per problemi alla schiena. La difesa degli Hornets non trova le contromisure necessarie a fermare Johnson e nell’ultimo quarto Paul e compagni non riescono ad avvicinarsi oltre ai 5 punti di svantaggio. “Il secondo quarto è stato orribile - dice Byron Scott -. Tutto quello che potevamo fare di sbagliato, l’abbiamo fatto”. Scott ha aggiunto che dovrà cambiare qualcosa nelle rotazioni perché la mancanza di contributo della panchina mette troppa pressione addosso ai titolari.
Atlanta: Johnson 30 (11/21), Murray 14, Smith 13, Bibby 10. Rimbalzi: Smith 13. Assist: Bibby e Smith 3.
New Orleans: Paul 24 (8/19), Butler 18, West 16, Wright 12. Rimbalzi: West 20. Assist: Paul 10.

Detroit Pistons-Orlando Magic 98-94
Richard Hamilton, tornato l’anima della squadra, trascina Detroit al successo con 29 punti e 14 assist, ma un grande aiuto lo danno anche McDyess, 18 rimbalzi di cui 7 offensivi, e Kwame Brown che fa sentire la sua presenza dopo l’uscita di Rasheed Wallace nel primo quarto. Orlando invece ottiene il solito contributo da Howard (27+14), ma non può contare su quello di Turkoglu, limitato da un infortunio al tendine d’achille. Howard e Lewis sono troppo soli e non bastano a contrastare il buon collettivo dei Pistons. “È sempre la stessa storia ogni volta - dice sconsolato Van Gundy dopo la terza sconfitta di Orlando in altrettante gare contro Detroit -. Ho detto ai ragazzi che dipende da noi cambiare le cose. Potevamo vincere tutte e tre le gare quest’anno e non ci siamo riusciti. Negli ultimi playoff, le tre gare punto a punto sono finite con un loro successo”. Se i playoff iniziassero adesso, Detroit e Orlando si incontrerebbero al primo turno dei playoff.
Detroit: Hamilton 29 (10/25, 9/11 tl), Prince 20 (9/16), McDyess 13, Brown e Stuckey 10. Rimbalzi: McDyess 18. Assist: Hamilton 14.
Orlando: Howard 27 (9/14, 9/13 tl), Lewis 21 (8/14), Lee 10. Rimbalzi: Howard 14. Assist: Alston 5.

Minnesota Timberwolves-Washington Wizards 99-110
Dopo cinque sconfitte, Washington torna al successo condotta dai 27 punti, 10 rimbalzi e 6 assist di Caron Butler. Bene anche l’altro veterano Jamison. “Continuo a dire ai giovani di seguire l’esempio dei nostri veterani, encomiabili per tutto il campionato, e saremo ok”, dice Tapscott, coach dei Wizards. Minnesota è in caduta libera avendo perso 15 delle ultime 16 partite. E a peggiorare la situazione anche Randy Foye, leader della squadra da quando si è fermato Al Jefferson, si è infortunato alla caviglia destra ed ha abbandonato il match nell’ultimo quarto.
Minnesota: Gomes e Telfair 18, Miller e Love 16, Foye 15. Rimbalzi: Love 11. Assist: Foye 6.
Washington: Butler 27 (9/20), Jamison 26 (9/19), Songaila 19, McGuire 10. Rimbalzi: Butler 10. Assist: Butler 6.

Denver Nuggets-Houston Rockets 95-97
Tenendo Denver a soli 13 punti nel secondo quarto, i Rockets chiudono il primo tempo in vantaggio di 5 punti. Nel finale, Denver ha ancora la chance di vincere, ma Billups sbaglia un layup e Kyle Lowry assicura il successo per Houston con 2/2 dalla lunetta. Da quando McGrady ha finito la stagione per i guai al ginocchio, i Rockets sono 11-2. I Nuggets facevano conto sul ritorno di Kenyon Martin per uscire dalla mini crisi che li ha fatti passare dal secondo posto ad Ovest (nella pausa dell’All Star Game) alla settima posizione attuale, dopo otto sconfitte in undici gare. George Karl ora si affida al calendario che vede favorevole nel finale di stagione, e crede che Denver possa recuperare e ottenere il vantaggio del campo nel primo turno: “Non piove. È solo nuvoloso”.
Denver: Billups 28 (9/21), Anthony 21 (8/21), Smith 15, Nene 10. Rimbalzi: Nene 8. Assist: Billups 5.
Houston: Artest 22 (8/20), Brooks 19, Yao 15, Landry 12. Rimbalzi: Scola 15. Assist: Lowry 5.

Kharis2 11-03-2009 11:38

Milwaukee-New York 112-120
11 marzo 2009 - Dopo le recenti delusioni con Bobcats e Nets i Knicks finalmente mostrano personalità nelle battute finali di un match e conquistano un successo molto importante a Milwaukee, rimettendosi in corsa per un biglietto per i playoff. Poco servito dai compagni Danilo Gallinari è costretto a forzare e alla fine chiude una gara poco memorabile senza nessun canestro dal campo. Si parte e Charlie Villanueva decide di tirare tutte le volte che tocca la palla. L’ex Raptors comunque segna i primi otto punti dei Bucks. New York ci mette un po’ a entrare in partita, qualche palla persa di troppo e alcuni tiri forzati permettono alla squadra di casa di andare al +9. A 5’05’’ dalla fine del primo quarto entra Danilo Gallinari, insieme a Nate Robinson. Arriva anche la scintilla che accende i Knicks. Il Gallo, reduce da un’ottima prestazione contro i Nets e caldissimo dalla lunga distanza (70% nelle ultime tre gare) non viene coinvolto in attacco e si deve accontentare di due liberi prima della fine della frazione che si chiude con i Bucks avanti 31-29. Milwaukee piazza subito un parziale di 7-0 all’inizio del secondo quarto, Danilo dopo una bella penetrazione subisce un contatto ma gli arbitri nel primo tempo lasciano correre davvero troppo (nel calcio si parlerebbe di un arbitraggio dall’inglese) e non fischiano.
D'ANTONI FURIOSO - Mike D’Antoni è furioso, il Gallo esce per un paio di minuti ma rientra proprio quando New York riesce a riprendere i Bucks sul 50 pari. Larry Hughes trova triple a ripetizione ma Charlie Bell e Villanueva tornano a correre, Milwaukee trova il canestro con regolarità e torna al +10. Gallinari non trova la retina dal perimetro poi a 2’03’’ commette il suo terzo fallo e torna in panchina. I Bucks dopo un primo tempo giocato decisamente bene vanno così al riposo avanti 65-56. La ripresa però cambia tutte le prospettive. Le raccomandazioni di Mike D’Antoni negli spogliatoi spronano i Knicks che giocano alla grande i primi minuti del terzo quarto e, piazzando un parziale di 18-4, passano a condurre con un vantaggio di sette lunghezze. Hughes, Lee e Harrington fanno venire il mal di testa alla difesa di Milwaukee i Bucks, però traballano ma non vanno al tappeto. Villanueva prova a riportare in carreggiata Milwaukee e quando Gallinari torna sul parquet, a 4’35’’ dalla fine del terzo quarto, New York è avanti 78-74. Per l’azzurro però non è serata. Il Gallo tenta la tripla ma trova solo il ferro, ci pensa però Nate Robinson a tenere davanti i Knicks. Nell’ultimo quarto Hughes e Robinson continuano a produrre Milwaukee però torna sotto. Gallinari dopo aver fallito un’altra tripla viene richiamato in panchina a 5’50’’ dalla sirena. I padroni di casa con una schiacciata dell’olandese Francisco Elson mettono la freccia e tornano davanti (99-98) a 4’16’’ dalla fine del match. Cinque punti consecutivi di Robinson però tranquillizzano Mike D’Antoni, mentre Gallinari chiude con due punti (0/2 da due, 0/3 da tre e 2/2 ai liberi), due rimbalzi e un assist in 20’ di gioco.
Milwaukee: Villanueva 32 (12/20, 2/6), Sessions 22, Jefferson 16. Rimbalzi: Villanueva 9. Assist: Sessions 9.
New York: Hughes 39 (8/12, 5/8), Robinson 32, Lee 19, Harrington 18. Rimbalzi: Lee 18. Assist: Robinson 7.

Indiana Pacers-Utah Jazz 100-112
I Jazz, che non perdono dall’8 febbraio, conquistano la dodicesima vittoria consecutiva contro Indiana con 24 punti di Okur e 22 di Millsap. Tra i Pacers, Troy Murphy realizza 21 punti nel primo tempo con 7/8 da tre. Un canestro di TJ Ford pareggia 90-90 a metà dell’ultimo quarto, quindi Utah vola via con un parziale di 16-4. I Pacers commettono 22 turnover contro gli 8 di Utah.
Indiana: Murphy 23 (7/12), Ford e Jack 21, Hibbert 12. Rimbalzi: Murphy 13. Assist: Ford 9.
Utah: Okur 24 (9/15), Millsap 22 (8/11), Brewer 18, Boozer 11, Miles 10. Rimbalzi: Millsap 9. Assist: Williams 12.

L.A. Clippers-Cleveland Cavaliers 83-87
Cleveland soffre contro i Clippers nel primo tempo che si chiude 48-34 per i padroni di casa. La rimonta inizia nell’ultimo quarto, quando LeBron James si rifiuta di uscire sconfitto e incita la squadra a reagire. Sotto di 19 punti a undici minuti dal termine, i Cavs segnano 10 punti consecutivi. Dopo lo 0/16 da tre iniziale dei Cavs, finalmente si sblocca Mo Williams che, reduce da sei errori, infila la retina e porta Cleveland a -7. I Cavs giocano un’azione perfetta nell’ultimo possesso e da una penetrazione di James nasce un’altra tripla di Williams per il +2 Cavs a 15 secondi dalla fine che beffa i Clippers. LBJ chiude con una tripla doppia con 32 punti, 13 rimbalzi e 11 assist.
L.A. Clippers: Randolph e Thornton 20, Gordon 14, B. Davis 12. Rimbalzi: Randolph 12. Assist: B. Davis e Randolph 6.
Cleveland: James 32 (10/23, 12/16 tl), Ilgauskas 16, Williams 14. Rimbalzi: James 13. Assist: James 11.

San Antonio Spurs-Charlotte Bobcats 100-86
Si ferma a San Antonio la striscia di sei successi (record franchigia) dei Charlotte Bobcats. I ragazzi di Larry Brown impegnano al massimo i texani che riescono solo nell’ultimo quarto (29-15 il parziale) a scrollarsi di dosso gli avversari. La quinta tripla della serata per Roger Mason assicura la vittoria agli Spurs a meno di 4’ dalla fine. Tim Duncan e compagni sono ora attesi dall’impegnativa sfida contro i Lakers di giovedì sera.
San Antonio: Parker 21 (9/20), Mason 21 (8/16), Duncan 18, Finley 10. Rimbalzi: Duncan 11. Assist: Parker 7.
Charlotte: Okafor e Bell 16, Felton 15, Wallace 14. Rimbalzi: Wallace e Diop 7. Assist: Diaw 8.

Phoenix Suns-Dallas Mavericks 117-122
Dirk Nowitzki si carica i Mavericks sulle spalle nel secondo tempo in cui realizza 23 punti e li trascina a una importantissima vittoria contro i Suns che li inseguono in classifica. Diventa sempre più improbabile l’approdo di Phoenix ai playoff. I Suns (34-30) hanno cinque partite da recuperare contro Dallas (39-25) quando mancano 18 partite alla fine della regular season. Con i 21 punti realizzati (9/10 dal campo), Shaquille O’Neal sorpassa Elvin Hayes e raggiunge la sesta posizione nella classifica marcatori di tutti i tempi.
Phoenix: Nash 23 (10/17), Barnes e O’Neal 21, Barbosa 18, Richardson 16, Hill 13. Rimbalzi: Amundson 9. Assist: Nash 13.
Dallas: Nowitzki 34 (13/27), Terry 25 (9/18), Barea 16, Wright e Kidd 12. Rimbalzi: Nowitzki 13. Assist: Nowitzki e Barea 4.

Sacramento Kings-Oklahoma City Thunder 98-99
Con 24 punti a testa per Westbrook e Green, i Thunder passano a Sacramento e ottengono la quinta vittoria in sei partite. È il quinto successo stagionale in trasferta per Oklahoma City.
Sacramento: Hawes 20, Garcia 18, Nocioni 16, McCants 13. Rimbalzi: Hawes 10. Assist: Jackson 6.
Oklahoma City: Westbrook e Green 22, Sefolosha 17, Rose 11. Rimbalzi: Krstic 15. Assist: Westbrook 4.

Kharis2 12-03-2009 12:16

NEW YORK, 12 Marzo 2009 - Bene New York e Golden State; prestazione sufficiente per Danilo Gallinari, mentre Marco Belinelli è costretto a dare forfait. Bargnani è ancora protagonista con 21 punti, ma Toronto cede anche a Philadelphia.

Detroit-New York 111-116 d.t.s.
Ottima prestazione di Knicks che conquistano in trasferta contro una squadra caldissima una vittoria davvero importante. Nate Robinson e Larry Hughes fanno la differenza, Danilo Gallinari dà il suo contributo e la truppa di Mike D’Antoni centra il suo secondo successo consecutivo. Non c’è l’infortunato Rasheed Wallace (oltre naturalmente ad Allen Iverson), Curry così promuove titolare Jason Maxill ma nel primo tempo regala molti minuti anche all’argentino Walter Herrmann. Mike D’Antoni, gratificato dal secondo tempo di Milwaukee chiede attenzione difenkisiva alla sua truppa già dalla palla a due. I Knicks del primo quarto non dispiacciono, Larry Hughes e David Lee producono in attacco, dall’altra parte però Rip Hamilton è caldissimo.

LA TRIPLA DEL GALLO - Entrano insieme Danilo Gallinari e Nate Robinson a 5’54’’ dalla fine del primo periodo e questa volta l’azzurro viene cercato in attacco. Il Gallo, imbeccato da Robinson si presenta subito con una tripla delle sue, poi le penetrazioni del piccolo Nate portano fieno in cascina. L’azzurro prima della fine de primo quarto trova il ferro dalla lunga distanza, i Knicks rimangono comunque aggrappati ai Pistons. Torna in panca Gallinari, soltanto quattro i minuti per lui nel primo tempo. La gara è equilibrata, Robinson gioca con una certa disciplina e all’inizio del secondo quarto New York arriva al +5. Ma Rip Hamilton scuote il suo gruppo , Stuckey e Prince recepiscono il messaggio e i padroni di casa piazzano un parziale di 12-1 (con la collaborazione dei Knicks i quali sbagliano 10 conclusioni dal campo consecutive) e prendono in mano le redini del match andando così al riposo avanti 56-48.

RIMONTA - Detroit continua a guidare le danze anche nel terzo quarto arrivando al vantaggio in doppia cifra. Hughes e Harrington tengono in partita i Knicks e quando la coppia Gallinari-Robinson torna sul parquet a 5’09’’ dalla fine della frazione New York tenta di riavvicinare i padroni di casa. Un bel movimento del Gallo sul perimetro costringe Prince al fallo. Due liberi per l’azzurro che li realizza entrambi e porta i Knicks al -6, Detroit però allunga e al termine del terzo quarto ha un vantaggio di dieci lunghezze. I Pistons arrivano subito al +12 e sembrano poter mettere in naftalina il risultato, Robinson però risponde guidando New York al parziale di 9-0 che la rimette prepotentemente in partita. Danilo Gallinari firma la tripla del -2 prima di tornare in panchina a 6’50’’ dalla sirena. Il Gallo paga con un minutaggio inferiore al solito il rientro nella rotazione di Quentin Richardson.

PERSONALITA' - I Knicks giocano con personalità nelle battute finali, mostrando anche intelligenza tattica. McDyess sotto canestro di fa sentire e quando Stuckey con due liberi porta i padroni di casa al +3 a 12’’dal termine il destino dei Knicks sembra segnato. Invece Rip Hamilton con un fallo netto quanto evitabile sulla conclusione dalla lunga distanza di Larry Hughes a 10’’ dalla fine regala alla guardia dei Knicks tre liberi che il giocatore trasforma. Si va al supplementare e i canestri di Hughes e di un ritrovato Richardson permettono così alla truppa di Mike D’Antoni di conquistare al Palace di Auburn Hills un successo che fa classifica e morale. Danilo Gallinari chiude con otto punti (2/3 da tre e 2/2 ai liberi) e un recupero in 16’ di gioco.
Detroit: Hamilton 27 (13/18, 0/2), Prince 25, Stuckey 23, McDyess 21. Rimbalzi: McDyess 22, Prince 10. Assist: Stuckey 8.
New York: Robinson 30 (7/14, 2/8), Hughes 22, Chandler 17, Lee 16. Rimbalzi: Lee 18. Assist: Robinson 6.

Philadelphia 76ers-Toronto Raptors 115-106
Philadelphia mette in mostra un attacco bilanciato e guidata da 13 punti di Thaddeus Young domina il primo tempo che chiude a +17. Bosh segna solo 5 punti nei primi due quarti, mentre il migliore di Toronto è Andrea Bargnani che pur non essendo al 100% (l’influenza mette in dubbio fino all’ultimo la sua presenza in campo) fa il proprio dovere con 14 punti e 3/3 da tre nel primo tempo. Il problema principale dei Raptors è la difesa che concede alla fine il 56% al tiro agli avversari. Il massimo vantaggio dei Sixers è di 21 punti nel secondo tempo, Toronto si riavvicina un paio di volte a -9 nell’ultimo quarto, ma la rincorsa finisce lì e arriva la sesta sconfitta consecutiva. Samuel Dalembert crea scompiglio sotto i tabelloni con 19 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate.
Philadelphia: Young 29 (13/20), Dalembert 19, Iguodala 15, Speights e Williams 13. Rimbalzi: Dalembert 13. Assist: Miller e Iguodala 7.
Toronto: Bargnani 21 punti (4/7 da due, 4/6 da tre, 1/2 tl), 5 rimbalzi, 4 assist, 3 palle perse e 5 falli in 36’. Marion 18, Bosh 17, Parker e Calderon 12, Ukic 11. Rimbalzi: Mensah-Bonsu 8. Assist: Calderon 6.

Golden State-New Jersey 116-112
Niente da fare per Marco Belinelli. Dopo i 31’ di sabato contro Milwaukee l’azzurro e’ costretto al forfait con i Nets. Un problema al piede destro (“Nulla di grave – assicura Beli – ho un fastidio al piede da un paio di settimane e il coach mi ha dato così una serata di riposo. Venerdì contro Dallas però sarò disponibile”) toglie il bolognese dal lineup di Don Nelson, il quale però recupera Monta Ellis e Andris Biedrins. Prima del match il coach dei Warriors si conferma un tecnico davvero sui generis ammettendo di aver dato un aut-aut davvero particolare a Jamal Crawford. “Jamal ha una clausola contrattuale che gli permette di diventare un free agent a fine stagione – dice Nelson – gli ho detto di esercitarla, altrimenti verrà ceduto. Nel prossimo campionato, infatti, non ci sarà molto spazio per lui e io voglio essere onesto con i miei giocatori”. Don Nelson non finisce mai di sorprendere, forse però David Stern avrà qualcosa da obbiettare perché “suggerimenti” di questo genere nella Nba in teoria non sarebbero consentiti. Crawford comunque non fa una piega e anzi mette la propria firma sul successo dei Warriors che interrompe così la striscia di tre sconfitte consecutive per la squadra californiana. L’ex Knicks dopo un primo tempo così così cambia marcia nella ripresa e diventa immarcabile nell’ultimo quarto realizzando, proprio nella frazione finale, 15 dei suoi 19 punti. Trascinati da Crawford e dal solito Stephen Jackson i Warriors portano a casa il successo.
Golden State: Jackson 29 (8/14, 2/7), Ellis, Crawford 19, Maggette 18. Rimbalzi: Biedrins 13. Assist: Jackson 7.
New Jersey: Harris 31 (9/14, 0/6). Rimbalzi: Harris 7. Assist: Harris 12.

Kharis2 13-03-2009 11:19

NEW YORK, 13 Marzo 2009 - I Lakers passano a San Antonio, Cleveland, invece, supera i Suns a Phoenix.

San Antonio-Los Angeles Lakers 95-102
Gli Spurs non riescono a rallentare la marcia dei Lakers. La truppa di Phil Jackson gioca con la solita intensità e supera gli Spurs a San Antonio conquistando così con un mese d’anticipo il titolo della Pacific Division. “Non siamo molto interessati al titolo della Pacific Division – commenta al termine del match Kobe Bryant – abbiamo ben altri obbiettivi”. Vero, comunque i Lakers non solo strappano con larghissimo anticipo il biglietto per la postseason, ma in pratica prenotano anche il vantaggio del fattore campo durante i playoff, almeno fino all’eventuale finale. San Antonio, infatti, attualmente la seconda forza nella Western Conference, insegue Bryant e compagni con ben otto partite e mezzo di ritardo, uno svantaggio che appare incolmabile soprattutto considerata la solidità dei Lakers. La squadra di L.A. recupera Lamar Odom, il quale ha scontato la squalifica inflittagli dalla Lega dopo le schermaglie del match con Portland, e parte con il piede sull’acceleratore chiudendo il primo quarto avanti 35-17. Tony Parker e Michael Finley provano a tenere gli Spurs in partita ma i Lakers mostrano una chiara superiorità. Gli ospiti ricevono la solita produzione sotto canestro da un ottimo Pau Gasol e nel secondo quarto arrivano al +18. San Antonio però non si arrende e nell’ultimo quarto prova a rendere la vita difficile ai Lakers. Gli Spurs con la forza della disperazione tornano in partita. La tripla di Parker a 2’19’’ dalla sirena porta la squadra di casa a due sole lunghezze di ritardo (95-93) ma il solito Kobe Bryant chiude i conti con un canestro dalla lunga distanza realizzato nonostante l’ottima difesa di George Hill. “Non so cosa dire – commenta il rookie di San Antonio – ero in ottima posizione ma Kobe è Kobe. Ho difeso bene ma lui sa essere letale.” La tripla di Bryant permette ai Lakers di gestire senza problemi il finale di gara. La squadra di Los Angeles così centra il successo su un campo difficile come quello di San Antonio.
San Antonio: Parker, Finley 25, Duncan 16. Rimbalzi: Duncan 11. Assist: Parker 9.
Los Angeles Lakers: Bryant, Gasol 23. Rimbalzi: Gasol 11, Odom 10. Assist: Bryant 6.

Phoenix-Cleveland 111-119
LeBron James rompe l’incantesimo al Us Airways Center. Il fenomeno di Cleveland, infatti, mette a referto la sua terza tripla doppia consecutiva e conquista il successo nell’unica arena nella quale James non aveva mai vinto. LeBron, infatti, nella sua carriera Nba a Phoenix aveva giocato cinque gare, perdendole tutte. La musica questa volta è diversa, i Suns mostrano i classici limiti dell’era post Mike D’Antoni e incassano così la loro sesta sconfitta consecutiva (la peggior striscia degli ultimi sei anni), allontanandosi ancora di più dalla zona playoff. I padroni di casa tirano con un ottimo 55% dal campo (contro il 47% dei Cavaliers) ma non basta per mettere fine alla striscia negativa. Le triple di Williams, James e Pavlovic, infatti, alla fine fanno la differenza.
Phoenix: Barnes 21 (7/8, 2/6), Nash 20, Hill 15. Rimbalzi: O’Neal, Richardson 7. Assist: Nash 6.
Cleveland: James 34 (7/16, 3/8), Williams 30, Pavlovic 16. Rimbalzi: James 10. Assist: James 13.

Kharis2 14-03-2009 12:07

NEW YORK (Stati Uniti), 14 marzo 2009 - Boston festeggia con una vittoria il ritorno in squadra di Rajon Rondo, mentre Cleveland soffre a Sacramento ma con un LeBron James da 51 punti vince e conquista la vittoria della Central Division. Nono successo negli ultimi dieci incontri per New Orleans, ancora super la prova di Chris Paul.

Boston Celtics-Memphis Grizzlies 102-92
Senza Kevin Garnett e senza il suo primo cambio (Glen Davis), Leon Powe si è reso l'assoluto protagonista per quanto riguarda Boston, trascinando la squadra alla vittoria con la sua decima doppia doppia in carriera, malgrado una Memphis che ha saputo tenere botta contro i campioni in carica per tre quarti. Con il buon lavoro della coppia Gay-Gasol, infatti, i Grizzlies hanno iniziato il match andando addirittura a +9 (10-19), e finché hanno potuto hanno tenuto contro i biancoverdi (che festeggiavano il rientro di Rajon Rondo). Una tripla di Ray Allen ha provato ad accendere i Celtics a 1'21 dall'intervallo (47-42) ma non era ancora tempo di fuga. Con O.J. Mayo a salire di colpi per mantenere i suoi in vita (tripla del nuovo +2, 55-57, nel terzo quarto), Memphis prova a credere nella vittoria, ma la maggior lucidità dei Celtics alla fine paga: e Powe, assolutamente scatenato, sancisce il successo con la schiacciata del +17 a 3'39 dalla fine (97-80). Oltre al rientro di Rondo, per i Celtics sono arrivate buone notizie da Marbury: per lui 9 punti e 5 assist in 17 minuti.
Boston: Powe 30 (10/14, 10/14 tl), R. Allen 22, Pierce 17. Rimbalzi: Powe 11. Assist: Rondo 8.
Memphis: Gay 26 (7/14, 2/6, 6/6 tl), Mayo 21, Conley 12, Gasol 11. Rimbalzi: Gasol 15. Assist: Conley 9.

Sacramento Kings-Cleveland Cavaliers 123-126 dts
Doveva essere una formalità per Cleveland, ma a Sacramento è stata nettamente più dura del previsto e c'è voluto un LeBron James (ottava volta in carriera oltre i 50 punti, terza in stagione) nella sua miglior versione per vincere e chiudere anche il discorso relativo alla vittoria della Central Division (seconda volta nella storia dei Cavs, dopo la stagione 1975-76). Una difesa un po' troppo molle ha concesso di tutto a Sacramento, che nell'ultimo quarto con le triple di Martin è addirittura volata sul +14 (98-84), ma nonostante questo non è riuscita a chiudere i conti, e Cleveland è riuscita a pareggiare nel finale grazie anche a due triple di Pavlovic. James, assolutamente scatenato (ma che non è riuscito a diventare il successore di Jordan con almeno 4 gare in tripla doppia), ha messo poi la sua firma definitiva su un match straordinario in attacco, con la tripla da lontanissimo che ha messo i suoi in posizione ideale (116-122 a 3'22 dalla fine). Sacramento però non ha mollato nemmeno lì, e con la tripla di Will Solomon a 5" dalla fine dei supplementari si è riportata a -1 (123-124). Dopo i tiri liberi di Mo Williams, però, non c'è stato più niente da fare.
Sacramento: Martin 34 (6/13, 3/8, 13/14 tl), Thompson e Jackson 19, Solomon 18, Nocioni 12, Hawes 11. Rimbalzi: Nocioni 9. Assist: Hawes 4.
Cleveland: James 51 (12/19, 4/11, 15/17 tl), Varejao 18, Szczerbiak 12, Williams 10. Rimbalzi: Varejao 12. Assist: James 9.

Milwaukee Bucks-New Orleans Hornets 86-95
Sono caldissimi gli Hornets (privi di Stojakovic) in questo periodo, e a Milwaukee sono andati a prendersi la nona vittoria nelle ultime dieci partite, guidati dal solito, straordinario Chris Paul. Il playmaker è stato bravo a spezzare nell'ultimo quarto una partita equilibrata, che i Bucks hanno sempre provato a vincere: grazie a un paio di triple di Bogans e a una di Bell, i Bucks si erano presi anche dieci lunghezze di vantaggio in avvio di secondo quarto (29-19), e ancora Charlie Bell, con una tripla, aveva ridato 7 punti di margine ai suoi a 3'11 dall'intervallo (36-29). CP3 non la vedeva allo stesso modo, però, e per gran parte del match ha innescato i compagni per prendere il comando del match, poi si è scatenato: dopo che Ridnour ha messo la tripla del pareggio a 7'31 dalla fine (73-73), dalle mani di Paul è partito un tiro e gli assist per Butler e Posey (73-80 con 6'13 da giocare). Ancora Paul ha deciso il finale, dopo il -5 siglato Villanueva: prima ha trovato Butler per la tripla, poi s'è messo in proprio per segnare il +8 (81-89) con 1'30 sul cronometro. Per Milwaukee non c'era altro da fare.
Milwaukee: Jefferson 27 (11/16, 0/4, 5/6 tl), Bell 15, Jones 14, Villanueva 10. Rimbalzi: Mbah a Moute 10. Assist: Sessions 7.
New Orleans: Paul 30 (9/15, 12/12 tl), West 21, Butler 17, Posey 10. Rimbalzi: Chandler 17. Assist: Paul 9.

Philadelphia 76ers-Chicago Bulls 104-101
I Philadelphia 76ers hanno giocato l'ultima partita della loro storia nel mitico Spectrum (la prima venne disputata il 18 ottobre del 1967), e "Dr. J" Julius Erving non ha voluto perdersi l'evento. Per l'occasione i padroni di casa non hanno tradito, vincendo contro i Bulls una gara tutto sommato equilibrata ma dal finale addirittura tiratissimo. Dopo che le triple di Tim Thomas avevano permesso agli ospiti di rientrare dal -13, infatti, Ben Gordon ha completamente messo il risultato in discussione (tripla del 101-101 a 36 secondi dalla fine). Per fare una vera differenza c'è voluta la stoppata di Dalembert su Derrick Rose, e il conseguente appoggio in contropiede di Young (al massimo in carriera nei punti) per il +3 a 10 secondi dalla fine. Ancora Gordon avrà il pallone del pareggio tra le mani: la sua tripla però viene rifiutata dal ferro.
Philadelphia: Young 31 (13/20, 1/1, 2/2 tl), Iguodala 25, Miller 13, Speights 10. Rimbalzi: Dalembert 19. Assist: Miller 13.
Chicago: Rose 20 (10/17, 0/2), Salmons, Hinrich e Miller 14. Noah 13. Rimbalzi: Noah 9. Assist: Miller 7.

Washington Wizards-Orlando Magic 103-112
Sesta vittoria nelle ultime sette gare per i Magic, che si affidano ovviamente a super Dwight Howard per porre le basi della vittoria in quel di Washington (anche 5 stoppate per lui). Con mezza squadra fuori dai giochi (Arenas, Haywood, Stevenson, Butler e Blatche fuori nel corso del match), Washington aveva ben poco da opporre, ma ha tenuto botta fino agli ultimi minuti grazie agli sforzi della coppia Jamison-Young. Alla lunga, però, la qualità di Orlando ha fatto la differenza, e la tripla di Lewis (102-97 a 3'22 dalla fine) ha lanciato la volata per gli ospiti.
Washington: Jamison 36 (9/17, 4/5, 6/6 tl), Young 20, McGuire e Crittenton 10. Rimbalzi: McGuire 7. Assist: Crittenton 7.
Orlando: Pietrus 21 (3/4, 5/10, 0/2 tl), Lewis 19, Howard e Alston 18, Battie 13, Redick 10. Rimbalzi: Howard 13. Howard 7.

Charlotte Bobcats-Houston Rockets 86-91
I Rockets riprendono a vincere dopo la sconfitta impostagli dai Los Angeles Lakers, e per farlo si affidano a uno strepitoso Ron Artest nel finale di partita. Sue, infatti, le giocate decisive: dopo che Yao Ming aveva illuso addirittura con una tripla di aver prodotto la fuga buona (77-83 a 2'12 dalla sirena), Charlotte ha saputo reagire e ha ritrovato il vantaggio grazie a Raja Bell (86-85 a 36" dalla sirena). Qui si è scatenato Artest: prima a segno con il tiro del nuovo vantaggio per i suoi, poi, nell'ultima azione del match, con una rubata a Radmanovic (negandogli la possibilità del tiro per pareggiare) e contropiede ad appoggiare il definitivo +5.
Charlotte: Wallace 17 (6/7, 1/3, 2/3 tl), Bell 16, Felton e Radmanovic 12. Rimbalzi: Wallace e Okafor 8. Assist: Felton 8.
Houston: Yao Ming 23 (8/10, 1/1, 4/4 tl), Scola 15, Artest e Brooks 10. Rimbalzi: Yao Ming 8. Assist: Battier e Artest 4.

Atlanta Hawks-Indiana Pacers 101-87
Vittoria numero 38 in stagione per Atlanta, che supera così con un buon anticipo il totale dei successi fatti registrare nella passata regular season. Non è stato facile contro dei Pacers che hanno approcciato benissimo la partita, e costruendo un parziale di 12-2 (6 dei quali di Nesterovic) sono volati sul +13 a 9'03 dall'intervallo (22-35). Privi di Marvin Williams, gli Hawks si sono affidati per la rimonta a Joe Johnson, autore della terza partita consecutiva con almeno 30 punti a segno, e tutto è cambiato nella ripresa. Dopo aver riagguantato gli ospiti, infatti, Atlanta ha messo il turbo a cavallo tra gli ultimi due quarti di gioco, costruendo un parziale di 17-2 (79-64, con 7 punti di Johnson) che ha spazzato via gli avversari: a poco sono serviti gli sforzi di T.J. Ford, che ha segnato tutti gli ultimi 14 punti dei suoi.
Atlanta: Johnson 30 (9/16, 3/7, 3/3 tl), Horford 17, Evans 15, Bibby 13, Smith 10. Rimbalzi: Horford 15. Assist: Bibby e Johnson 6.
Indiana: Ford 29 (12/23, 5/5 tl), Hibbert 15, Jack 10. Rimbalzi: Murphy 14. Assist: Ford 5.

Portland Trail Blazers-New Jersey Nets 109-100
Vittoria numero 28 in casa, su 34 incontri, per i Blazers, che si confermano una delle formazioni meno battibili tra le mura amiche. Per ottenerla, però, hanno dovuto rimontare anche 11 punti ai Nets (36-47 a 3 minuti dall'intervallo), che sono stati sempre avanti per oltre tre quarti. In situazioni come queste Portland sa bene a chi rivolgersi: Brandon Roy ha messo a segno 24 punti nella seconda metà della partita, accendendo il pubblico e pure i suoi compagni di squadra, rendendo il finale di partita assolutamente equilibrato. La spallata vincente arriva dall'eroe che non ti aspetti: il rookie francese Nicolas Batum, 20 anni e 5.4 punti di media in stagione, regala una perfetta serata al tiro (7/8 dal campo), e soprattutto segna la tripla che lancia definitivamente Portland (101-96 a 29" dalla fine).
Portland: Roy 31 (8/19, 0/2, 15/17 tl), Batum 20, Aldridge 19, Blake 15, Outlaw 13. Rimbalzi: Aldridge e Outlaw 10. Assist: Blake 5.
New Jersey: Harris 27 (6/14, 1/2, 12/13 tl), Lopez 22, Carter 19, Simmons 14. Rimbalzi: Harris 7. Assist: Harris 8.

Kharis2 15-03-2009 11:39

NEW YORK (Usa), 15 marzo 2009 – Con 50 punti di Dwyane Wade e 28 di Jermaine O’Neal i Miami Heat superano gli Utah Jazz dopo tre tempi supplementari. Phoenix torna al successo grazie alle triple di Leandro Barbosa. Vincono anche Minnesota, Chicago, Denver e San Antonio, che si aggiudica il derby texano contro Houston.

Miami Heat-Utah Jazz 140-129 (3ts)
Dwyane Wade esplode in un’altra straordinaria performance in un pomeriggio da record, permettendo agli Heat di sconfiggere Utah dopo tre tempi supplementari. Wade sfiora la tripla doppia con 50 punti (che pareggia il suo career high), 10 rimbalzi e 9 assist, e rimpiazza Alonzo Mourning come miglior marcatore nella storia dei Miami Heat con 9.489 punti. Sia Miami che Utah non giocavano tre supplementari dal 1992. Gli Heat sono 5-0 quest’anno nelle gare con overtime. "I record esistono per essere superati - commenta Mourning -. Se qualcuno doveva battere il mio record, sono felice che sia toccato a D-Wade. Sono fiero di lui e penso che il meglio debba ancora venire". Dopo la pausa per l’All Star Game, Wade ha una percentuale al tiro del 56% ed è il top scorer del campionato con 29.7 punti davanti a LeBron James (28.2).
Miami: Wade 50 (19/39), O’Neal 28 (10/19), Chalmers 23, Haslem 12. Rimbalzi: Haslem 12. Assist: Wade 9.
Utah: Williams 30 (12/24), Korver 25 (10/16), Boozer 20, Brewer 14, Okur 13, Kirilenko 12. Rimbalzi: Boozer 13. Assist: Williams 13.

Minnesota Timberwolves-Charlotte Bobcats 108-100
I Timberwolves procurano la terza sconfitta di fila a Charlotte con 22 punti del rookie Kevin Love. I Bobcats recuperano da -16, avvicinandosi a -4 nell’ultimo quarto, ma con due determinanti triple di Rodney Carney, Minnesota conclude positivamente l’incontro. Dopo una striscia vincente di sei partite, le ultime tre sconfitte stanno facendo perdere terreno ai Bobcats nella lotta per l’ottava posizione ad Est.
Minnesota: Love 22 (9/17), Gomes e Carney 21, Smith 15. Rimbalzi: Love e Smith 7. Assist: Telfair 9.
Charlotte: Wallace 26 (8/11, 10/12 tl), Bell 21, Augustin 18, Diaw 12. Rimbalzi: Wallace 10. Assist: Felton 5.

Chicago Bulls-New Orleans Hornets 97-79
Di ritorno da un’amara trasferta di tre partite (0-3), i Bulls si rifanno contro gli Hornets, aggredendoli da subito e con un parziale di 18-0 mettono la gara sulla strada andando a +254 nel corso del secondo quarto. Un altro parziale di 17-0 nel secondo tempo non lascia via di scampo a New Orleans, che ha il solito ottimo contributo da Chris Paul, ma poco dai suoi compagni. Salmons chiude con 5/8 da tre. Stojakovic ha saltato la sesta gara consecutiva per il mal di schiena e Byron Scott spera di riaverlo presto, ma non vuole rischiare: "Avremo sicuramente bisogno di lui in aprile. Vogliamo solo essere prudenti e non affrettare il suo rientro". Chicago: Gordon 27 (11/17), Salmons 24 (9/15), Miller 15. Rimbalzi: Noah e Miller 9. Assist: Rose 7.
New Orleans: Paul 29 (13/20), West e Butler 10. Rimbalzi: Chandler 9. Assist: Paul 6.

Houston Rockets-San Antonio Spurs 85-88
San Antonio approfitta della cattiva selezione al tiro di Houston, che serve pochi palloni a Yao nel primo tempo, per andare al riposo in vantaggio 44-37. I Rockets segnano solo 15 punti nel secondo quarto e soffrono il duo Parker–Duncan. Houston si risveglia nel secondo tempo, costringendo gli Spurs a guadagnarsi la vittoria nel finale. San Antonio mette un’ipoteca sul successo andando a +7 con il solito Parker a 2’45” dalla fine, ma Yao e Brooks riportano i Rockets a -1 con 43” da giocare. Due tiri liberi di Parker danno il +3 a San Antonio e negli ultimi 15 secondi prima Artest e poi Brooks non trovano la tripla del possibile pareggio. Gli Spurs (44-21) ringraziano e rinforzano il comando della Southwest Division davanti a Houston (43-25).
Houston: Artest 21 (7/19), Yao e Brooks 18, Scola 10. Rimbalzi: Yao 11. Assist: Battier 4.
San Antonio: Parker 28 (10/23), Finley 17, Duncan 15, Gooden 13. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 8.

Denver Nuggets-L.A. Clippers 107-94
Nella sua prima partita al Pepsi Center da quando ha lasciato i Nuggets l’estate scorsa, Marcus Camby riceve un’ovazione del pubblico, ma nessuna pietà da parte dei lunghi avversari. Nene e Balkman finiscono in doppia doppia, così come Camby che però fa 3/10 sul campo dove ha giocato per sei stagioni vincendo anche il premio di difensore dell’anno nella stagione 2006/07. Denver non ha problemi a portare a casa la vittoria, avvantaggiata anche dall’assenza di Zach Randolph, che si era recato al funerale del padre.
Denver: Balkman 22 (10/14), Anthony 18, Nene e Smith 17, Billups 10. Rimbalzi: Andersen e Balkman 11. Assist: Billups 9.
L.A. Clippers: Thornton 19, Gordon e Novak 17, B. Davis 12, Camby 11. Rimbalzi: Camby e Kaman 7. Assist: B. Davis 10.

Phoenix Suns-Oklahoma City Thunder 106-95
Grazie soprattutto all’uomo chiave Leandro Barbosa, 22 punti in 27’ dalla panchina e autore di tre triple fondamentali nell’ultimo quarto, i Suns tornano al successo dopo sei sconfitte. Dopo un brutto primo tempo dei Suns, che vanno anche a -13 con un attacco stagnante e O’Neal in panchina a lungo con tre falli (solo 1 punto e 1 rimbalzo per Shaq nel primo tempo), il secondo tempo è equilibrato fino a metà dell’ultimo quarto, quindi i Suns evitano il peggio con Barbosa che toglie le castagne dal fuoco con 11 punti negli ultimi sei minuti.
Phoenix: Barbosa 22 (7/11), Nash 18, Hill 16, O’Neal 12, Barnes 10. Rimbalzi: Hill 8. Assist: Nash 8.
Oklahoma City: Durant 22 (9/20), Westbrook 20, Green 17, Krstic 12, Sefolosha 11. Rimbalzi: Green 10. Assist: Westbrook 7.

Kharis2 16-03-2009 09:53

NEW YORK, 16 marzo 2009 -Gallinari e Belinelli(non impiegato) sconfitti nella notte Nba.

Cleveland-New York 98-93
I Knicks giocano la loro onesta partita a Cleveland e mettono in grossa difficoltà la miglior squadra della Eastern Conference. Alla fine però i Cavaliers, pur non giocando un match trascendentale, riescono ad avere la meglio. Sorprende il limitato minutaggio di Danilo Gallinari. L’azzurro rimane sul parquet solo sei minuti e non viene nemmeno utilizzato nella ripresa.
I Cavaliers in casa non fanno sconti a nessuno (una sola sconfitta in stagione) e chiedono subito strada ai Knicks per allungare in classifica vista la contemporanea sconfitta dei Celtics a Milwaukee. LeBron James all’inizio lascia il palcoscenico a Williams e Ilgauskas, Cleveland comunque prova a prendere in mano le redini del match. Non c’e’ l’infortunato Chris Duhon, Nate Robinson però parte con il piede giusto. Dopo un inizio in salita New York torna a giocare una buona pallacanestro nella seconda metà del primo quarto. Danilo Gallinari entra a 2’05’’ dalla fine della prima frazione, New York piazza un parziale di 14-4 e chiude il primo quarto avanti 25-24. I Cavs però tornano a produrre in attacco dando a tratti anche spettacolo. L’azzurro fallisce una tripla poi torna a sedersi a 8’18’’ dal riposo. Un paio di canestri di Hughes provano a spezzare il ritmo ai Cavaliers che però prendono fiducia, soprattutto grazie alla leadership di "King" James e arrivano al riposo avanti di sette lunghezze (50-43). Mike D’Antoni non può essere soddisfatto delle percentuali al tiro nel primo tempo (35.6%), ma contro la solidissima difesa di Cleveland produrre con continuità diventa davvero difficile. Nel terzo quarto i Cavs vivono di rendita con le fiammate di Williams e James. I Knicks muovono bene il pallone in attacco procurandosi così diversi ottimi tiri. Nelle battute finali del terzo quarto torna a produrre anche David Lee che si mette così alle spalle in difficile inizio di match (1/11 dal campo). La truppa di Mike D’Antoni torna in partita e riprende i Cavaliers nel finale della frazione piazzando un parziale di 8-2. I Knicks ci credono. Nell’ultimo quarto gli ospitano tornano in parità (81-81), ma pur giocando discretamente in attacco, in difesa concedono troppo nei momenti decisivi. Così ci pensa l’ex Barcellona Anderson Varejao a realizzare sei punti consecutivi. La sorprendente produzione del brasiliano nel finale permette ai Cavaliers di avere la meglio sui Knicks senza però giocare un match troppo brillante. Danilo Gallinari un po’ a sorpresa rimane in panchina per tutta la ripresa e alla fine chiude senza punti a referto (0/1 da tre dal campo) in soli sei minuti di gioco.
Cleveland: Williams 23 (3/8, 5/5), James 19. Rimbalzi: Varejao 9. Assist: James 10.
New York: Harrington 26 (3/7, 5/12), Robinson 20, Hughes 15. Rimbalzi: Lee 14. Assist: Robinson 7.

Golden State-Phoenix 130-154
I Suns giocano la pallacanestro che prediligono e distruggono i Warriors. Phoenix mette a referto qualcosa come 154 punti (miglior prestazione offensiva stagionale nella Nba) e tirano con il 62% dal campo, numeri da All Star Game. Rimane ancora a riposo Marco Belinelli, reduce dal problema al piede destro. Don Nelson però prima del match ammette che l’azzurro sarebbe a disposizione e che la sua mancata utilizzazione sarebbe soltanto una scelta tecnica. "Non ci sono minuti per Marco in questo momento". Parole stranissime, visto che fino a pochi giorni fa l’obiettivo del tecnico sembrava quello di regalare minuti ai giocatori più giovani, Marco Belinelli incluso, in questo finale di stagione. Impossibile però sorprendersi per i rapidi cambiamenti d’umore dell’allenatore più imprevedibile della Nba. Brilla l’ex di turno Jason Richardson il quale realizza 18 dei suoi 31 punti nel terzo quarto. I Suns chiudono i discorsi proprio nella terza frazione realizzando ben 46 punti e approfittando di tecnici susseguenti alle proteste di Don Nelson e Stephen Jackson. Head coach e leader dei Warriors, infatti, si vedono fischiare due tecnici a testa, andando così anzitempo negli spogliatoi. Phoenix, grazie al successo e alla contemporanea sconfitta dei Mavericks, torna a sperare in un biglietto per la posteason anche se la zona playoff rimane relativamente lontana (quattro successi separano i Suns dai Mavs). "Eravamo convinti di poter andare ai playoff – sostiene Shaq – sono successe diverse cose, adesso però dobbiamo riuscire a rimanere concentrati fino alla fine, tutto può ancora succedere".
Golden State: Ellis 26 (12/17, 0/2), Maggette 21, Azubuike 18, Crawford 17. Rimbalzi: Randolph, Turiaf 6. Assist: Jackson 9.
Phoenix: Richardson 31 (7/10, 4/5), O’Neal 26, Barbosa 21, Barnes 20. Rimbalzi: Hill 8. Assist: Barnes 11.

Kharis2 17-03-2009 11:27

TORONTO (Canada), 17 marzo 2009 – I Raptors crollano a Charlotte, subendo il gioco bilanciato dei ragazzi di Larry Brown: Bargnani sottotono come il resto della squadra. Senza Yao Ming (e con Mutombo in quintetto) i Rockets vanno a vincere in casa di New Orleans malgrado la doppia doppia di Chris Paul. San Antonio inizia dominando ma poi cede a Oklahoma City, importanti risultati nella lotta per il titolo della Northwest Division: vincono sia Denver che Portland.

Charlotte Bobcats-Toronto Raptors 112-86
I Toronto Raptors crollano a Charlotte nel secondo match di un back to back dopo il successo di domenica contro i Pacers e Andrea Bargnani non riesce a ripetersi dopo la grande prova del giorno precedente. Per i Bobcats ogni partita vale oro, essendo in piena lotta per i playoff a Est con due sole vittorie in meno di Milwaukee che è ottava. Così i ragazzi di Larry Brown non danno scampo a Toronto, trascinatii dall’aggressivo Gerald Wallace (8/13) che trova spesso spianata la strada per il canestro e non esita a buttarsi dentro, finendo per procurarsi tiri liberi o punti in penetrazione. I Raptors, fin dalle prime battute, dimostrano di non avere energie a sufficienza per tenere testa ai determinati avversari che hanno una marcia in più. Sia Calderon che Bosh commettono due falli nel primo quarto e, con Roko Ukic in regia, i Raptors perdono troppi palloni (23 alla fine), subendo la pressione difensiva dei Bobcats che capitalizzano segnando canestri facili in transizione. Charlotte chiude la prima frazione in testa 27-22 e nel secondo quarto accelera con le triple di Augustin. Toronto subisce in difesa l’ottima circolazione di palla degli avversari e in attacco fatica a trovare continuità. “Toronto ha buoni tiratori e per la maggior parte della gara abbiamo difeso molto bene - dice soddisfatto Brown -. Abbiamo mosso bene la palla finendo con 32 assist. Non ricordo nella mia intera carriera una gara in cui il giocatore che ha tirato di più abbia effettuato 13 tiri, ed abbiamo chiuso con sette giocatori con almeno dieci tiri a testa”. Dopo l’ottimo 9/11 contro Indiana, il Mago non è altrettanto preciso e chiude il primo tempo con 2/7 dal campo. Non si salva praticamente nessuno tra le file di Toronto che chiude con il 38% totale e 3/16 da tre. I Raptors avevano 14 punti da recuperare all’intervallo e 19 dopo tre quarti e soprattutto nessun segnale di una possibile reazione, con la fatica che prevale su ogni desiderio di battaglia. Così dopo qualche minuto dell’ultimo inutile quarto, Jay Triano manda in campo le riserve. Bargnani chiude con 13 punti, Bosh con una doppia doppia da 18 punti e 14 rimbalzi, Calderon e Parker commettono rispettivamente 4 e 6 turnover e totalizzano 5/17 al tiro. I Raptors ora hanno tre giorni per ricaricare le pile prima della rivincita contro i Bobcats di venerdì a Toronto. Non sarà facile perché Charlotte adesso crede nei playoff e vuole approfittare del calendario favorevole nelle prossime tre partite (a Toronto e in casa contro Sacramento e Indiana).
Charlotte: Wallace 25 (8/13), Augustin 15, Diaw 14, Felton 13, Bell 10. Rimbalzi: Wallace 9. Assist: Felton 8.
Toronto: Bargnani 13 punti (4/8 da due, 0/3 da tre, 5/6 tl), 6 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse e 1 recuperata, 1 stoppata e 4 falli in 34’. Bosh 18, Marion 12, Parker 11. Rimbalzi: Bosh 14. Assist: Calderon 8.

New Orleans Hornets-Houston Rockets 84-95
Se l'influenza mette fuori causa Yao Ming e Artest sbaglia i suoi primi 11 tiri dal campo, ci si può aspettare una disfatta per i Rockets. Invece la squadra allenata da Rick Adelman vince, rimontando anche 11 punti sul campo di una delle formazioni più in forma della western Conference. Gli Hornets, infatti, con un parziale di 22-3 a cavallo tra secondo e terzo quarto avevano preso il comando delle operazioni (55-44), con un Chris Paul che sembrava ancora una volta in serata di grazia. I Rockets, però, e in particolare Artest, si accendono nella ripresa: Artest segna otto punti consecutivi e lancia un parziale di 16-2 che rimette in corsa i Rockets (62-59), e con la collaborazione di Landry concretizza un buon vantaggio per gli ospiti (85-77 a 3'47 dalla fine), mentre gli Hornets si sono ormai persi per strada.
New Orleans: Paul 29 (9/20, 0/1, 11/11 tl), West 16, Butler 11. Rimbalzi: West 13. Assist: Paul 11.
Houston: Artest 18 (7/14, 0/9, 4/4 tl), Scola e Brooks 14, Landry e Wafer 12, Battier 11. Rimbalzi: Scola 12. Assist: Artest e Wafer 5.

Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 78-76
Doveva essere una serata di festa per coach Gregg Popovich, che allenava la sua partita numero 1.000 nella sua carriera (per 676 vittorie, il terzo risultato di sempre per un coach sulla stessa "distanza" dietro alle 731 di Phil Jackson e alle 716 di Pat Riley), ma dopo un eccellente primo quarto dei suoi Spurs (avanti 29-14) è stata guastata da Kevin Durant e compagnia. Gli Spurs hanno esibito un attacco totalmente deficitario nei restanti tre quarti di gara (tirando un orrendo 3/19 da fuori) e si sono esposti all'esuberanza di Thabo Sefolosha e Kevin Durant (15-6 il conto dei punti in contropiede per i Thunder). Solo Parker, per San Antonio, dimostra continuità offensiva, ed è a lui che i compagni si affidano per rispondere a Durant: il francese segna il -2 a 18 secondi dalla fine, ma ha tra le mani il tiro del pareggio e quello della vittoria, allo scadere. Li sbaglia entrambi, e come ai tempi di Seattle Durant festeggia una vittoria prestigiosa sui texani.
Oklahoma City: Durant 25 (8/22, 2/2, 3/3 tl), Sefolosha 12, Green 10. Rimbalzi: Westbrook 8. Assist: Atkins 3.
San Antonio: Parker 28 (12/20, 0/2, 4/6 tl), Duncan 14, Bonner 10. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 7.

Memphis Grizzlies-Portland Trail Blazers 92-103
I Portland Trail Blazers continuano a lottare per una posizione di prestigio ai playoff, e non fanno nessuno sconto a O.J. Mayo e compagni. Con un LaMarcus Aldridge in grandissimo spolvero, gli ospiti partono subito benissimo (6-18 con 6'39 da giocare nel primo quarto, in cui Aldridge ne segna 15 con 7/8 dal campo) e non vanno mai sotto per tutto l'arco della gara. Da notare che questa partita fa segnare, per i Blazers, un record di 31-2 in questa stagione nelle gare in cui i ragazzi di Nate McMillan hanno segnato almeno 100 punti. I Grizzlies hanno provato ad avvicinarsi nel secondo quarto (fino al -5, 48-53) ma i 14 punti di Roy nello stesso frangente hanno tenuto davanti gli ospiti.
Memphis: Mayo 21 (7/13, 2/3, 1/1 tl), Conley 20, Gay 17, Warrick 15, Gasol 10. Rimbalzi: Gay 11. Assist: Mayo 6. Portland: Aldridge 22 (7/14, 1/1, 5/6 tl), Roy 20, Outlaw 18, Przybilla e Blake 13. Rimbalzi: Przybilla 13. Assist: Roy 9.

Denver Nuggets-New Jersey Nets 121-96
Senza il talento, e il fatturato, di Devin Harris in regìa (infortunio alla spalla) i Nets non avevano uno dei loro pilastri fondamentali, lasciando a Vince Carter tutta la responsabilità di creare e "finire" il gioco. Ma gli ospiti hanno retto solo mezza partita (49-43 all'intervallo) prima di essere totalmente travolti. I Nuggets, non una buona difesa ma liberi dal pericolo Harris, hanno fatto girare a mille il loro attacco, alimentandolo con uno straripante dominio a rimbalzo (51-31, 25-6 solo per quelli offensivi) che ha concesso ai ragazzi di coach Karl di tirare 99 volte contro le 76 dei Nets (a cui mancava anche Sean Williams, arrestato poco prima per turbamento della quiete pubblica). Carter ha provato a tenere lì i suoi, segnando 17 punti nel terzo quarto, chiuso a -11 (83-72), ma quattro triple di J.R. Smith nell'ultimo periodo di gioco hanno lanciato la festa di Denver.
Denver: Nene 19 (8/11, 3/3 tl) e Smith 19 (0/2, 6/12, 1/1 tl), Anthony e Jones 15, Billups 14, Andersen 10. Rimbalzi: 9. Assist: Billups 10.
New Jersey: Carter 32 (8/13, 5/10, 1/1 tl), Dooling 17, Lopez 9. Rimbalzi: Lopez 6. Assist: Dooling 6.

Kharis2 18-03-2009 13:30

NEW YORK, 17 marzo 2009 - Due nomi, due storie agli antipodi dalla notte Nba. Uno, Dikembe Mutombo, dimostra di essere ancora un giocatore a dispetto dei suoi 42 anni. L'altro, l'ala dei Nets Sean Williams, ha fatto capire che a 22 anni ha ancora molto da imparare, non solo nel basket.

L'IMMORTALE - Houston a New Orleans si ritrova senza Yao Ming, messo k.o. dall'influenza e allora coach Rick Adelman chiede un sacrificio al 42enne Mutombo, che invece di godersi una meritata pensione dopo una grande carriera Nba (1.192 partite con 11.718 punti e 12.338 rimbalzi) ha scelto di fare il centro di riserva ai Rockets. Il veterano di 17 stagioni da pro, 4ª scelta al draft 1991, risponde disputando quasi 25' nella sua quinta apparizione stagionale (la prima in quintetto), mettendo insieme un punto ma dando una grossa mano in difesa, tanto che i Rockets hanno vinto 95-84. Guardando le sue statistiche, luccicano i 6 rimbalzi e le tre stoppatte (tutte contro Julian Wright, 21 anni più giovane), salutate agitando il dito in area. "C'è uno scopo pratico in quel gesto - scherza Mutombo -. Era per dire che dovevo fermarmi e prendere fiato. Sono vecchio, non riesco più a correre su e giù per il campo".

L'IMMATURO - La nemesi del centro nato a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, è Sean Williams, che prima della gara di Denver in cui i suoi Nets dovevano già fare a meno del play Devin Harris, ha pensato bene di impazzire e farsi arrestare. L'ala, nel primo pomeriggio, era in un negozio di telefonia di un centro commerciale della città del Colorado. "Williams è stato coinvolto in uno scontro verbale con un impiegato del negozio - ha raccontato il sergente di polizia Ron Pinson -, poi ha preso un monitor di computer e l'ha lanciato nel negozio". Williams ha causato danni per circa 1.300 dollari, è stato arrestato e trasportato alla prigione della contea di Douglas, dove è stato poi rilasciato su cauzione. Ma si è comunque perso la sfida del Pepsi Center, che i Nets hanno perso 96-121, e per uno che vuole ritagliarsi spazio e viaggia a 11,6 minuti e 2,5 punti a partita nel suo secondo anno da pro non è certo la cosa migliore. Prendesse esempio da Mutombo, imparerebbe certamente qualcosa.

Kharis2 18-03-2009 15:23

NEW YORK, 18 marzo 2009 – Altro passo falso di Boston che cede a Chicago. Vanno ko anche i Lakers, beffati dalla tripla di Andre Iguodala all’ultimo secondo. LeBron James trascina Cleveland alla vittoria con 43 punti nella difficile sfida contro gli Orlando Magic. Bene Atlanta, San Antonio, Utah e Dallas.

Golden State-Los Angeles Clippers 127-120
Diventa sempre più difficile capire i messaggi, cifrati o meno, di Don Nelson. Domenica contro Phoenix il coach dei Warriors aveva lasciato fuori Marco Belinelli dicendo che in questo momento non c’erano minuti a disposizione dell’azzurro, ma sono bastanti un paio di giorni per cambiare rotta. “Ho lasciato fuori Marco per un paio di gare – dichiara Nelson prima del match con i Clippers – adesso lo farò giocare per le prossime due partite e terrò a riposo Jamal Crawford”. Un modo davvero originale di gestire la sua truppa, un turnover stile “Nelson” che nella Nba non si era mai visto prima. Contro i Clippers manca anche lo squalificato Stephen Jackson. Belinelli parte titolare, realizza subito in apertura di match una bella tripla, trova un altro canestro dal perimetro a metà del primo quarto e firma due liberi proprio in chiusura della prima frazione, ma rimane sul parquet solo 16’ e chiude con i 7 punti a referto realizzati nei primi 12’ dal match. La Oracle Arena, intanto, regala scroscianti applausi a Baron Davis, tornato nella Bay Area per la prima volta dopo il suo divorzio estivo con la franchigia. Il Barone gioca una signora partita, ma Monta Ellis non è da meno. I padroni di casa cambiano passo nel secondo quarto e arrivano al riposo avanti 59-51. I Clips provano a tornare sotto grazie la produzione di Al Thornton e Zach Randolph nel terzo quarto, ma appena Golden State vede la squadra di LA nello specchietto retrovisore, cambia marcia e la ricaccia indietro. Un ottimo Anthony Morrow realizza canestri importanti, i Warriors così riprendono saldamente in mano il match nel terzo quarto piazzando un parziale di 10-2. Nell’ultimo quarto i padroni di casa controllano senza troppa fatica la reazione dei Los Angeles Clippers. Corey Maggette va in lunetta con la solita continuità, realizza 12 dei suoi 21 punti proprio nel quarto periodo, e i Warriors così riescono ad avere la meglio. Marco Belinelli chiude con 7 punti (1/3 da due, 1/3 da tre e 2/2 ai liberi), e un rimbalzo in 16’ di gioco.
Golden State: Ellis 29 (13/19), Maggette 21, Morrow 20, Azubuike 16. Rimbalzi: Azubuike 9. Assist: Turiaf 8.
Los Angeles Clippers: Davis 29 (5/9, 4/8), Thornton 25, Randolph 20. Rimbalzi: Randolph, Camby 11. Assist: Davis 7.

Cleveland Cavaliers-Orlando Magic 97-93
Cleveland e Orlando si danno battaglia con intensità da playoff e non poteva essere altrimenti tra due delle tre migliori squadre della Eastern Conference. Cleveland è ancora un pelo superiore ai Magic, potendo contare sul mostruoso LeBron James (43 punti) che fa la differenza nel finale dopo una gara combattuta e aperta a ogni risultato. I Magic invece pagano la serata storta di Lewis (che forza anche un paio di tiri nelle fasi cruciali) e si dimenticano di servire un certo Dwight Howard nel secondo tempo. Il centro di Orlando tira soltanto una volta in azione nella seconda parte della gara in cui realizza 4 punti. Howard chiude con solo 8 tiri dal campo, e deve rassegnarsi a dominare in difesa (15 rimbalzi e 6 stoppate). Ottima la prestazione in attacco di Rafer Alston e Courtney Lee, ma alla fine i Magic non hanno risposte contro LBJ. I Cavs conquistano la preziosa vittoria con un gran finale grazie ai canestri d’autore di James, alle triple di di Mo Williams e ai rimbalzi offensivi di Varejao. Gli ultimi 15 punti di Cleveland sono tutti del duo James-Williams.
Cleveland: James 43 (15/27, 9/10 tl), Williams 21 (9/20), Varejao 12. Rimbalzi: James 12. Assist: James 8. Orlando: Alston 23 (8/16), Lee 19, Turkoglu 16, Pietrus 11. Rimbalzi: Howard 15. Assist: Turkoglu 7.

L.A. Lakers-Philadelphia 76ers 93-94
Philadelphia compie una grande impresa, espugnando il campo dei Lakers con due protagonisti assoluti: il primo è il veterano Donyell Marshall che viene rispolverato dalla panchina e realizza tre triple nel quarto periodo, il secondo è il match winner Iguodala, autore della tripla decisiva all’ultimo secondo. Dopo ripetuti errori da entrambe le parti, Kobe Bryant, indifferente alle proprie percentuali scadenti nel corso dell’ultimo quarto, si alza in sospensione marcato da Iguodala e segna il canestro che sblocca la parità a 6 secondi dalla sirena. I Lakers hanno la vittoria in tasca, ma si fanno beffare da Andre Iguodala che, marcato da Fisher, dopo qualche palleggio fa partire un tiro pesantissimo a un secondo dalla fine. La parabola è perfetta e si infila dolcemente nella retina ammutolendo l’intero Staples Center. Kobe Bryant chiude con 5/15 al tiro per soli 11 punti, mentre Gasol è solido con 25 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate. La tripla di Iguodala è l’unica messa a segno dalla guardia dei Sixers che chiude con 1/7 da tre.
L.A. Lakers: Gasol 25 (9/12), Ariza 16, Odom 14, Bryant 11. Rimbalzi: Odoml 11. Assist: Gasol 6.
Philadelphia: Iguodala 25 (9/21), Williams 18, Young 14. Rimbalzi: Dalembert 14. Assist: Miller e Williams 6.

Chicago Bulls-Boston Celtics 127-121
Sopra di 13 punti nel terzo quarto, i Celtics subiscono la rimonta di Chicago che ottiene un successo importante con un grande Salmons. L’ex Sacramento risponde ai 37 punti di Paul Pierce con un career high di 38 punti, prendendosi molte responsabilità in attacco nelle fasi decisive. Salmons va via due volte di fila a Ray Allen per due canestri fondamentali e realizza 9 punti negli ultimi due minuti e mezzo. I Bulls confermano il momento positivo dopo la vittoria di sabato contro un’altra squadra di alto livello come gli Hornets. Per Boston un altro incidente di percorso che rischia di compromettere il secondo posto nella griglia playoff. Nella sconfitta precedente a Milwaukee, i Celtics avevano segnato il minimo stagionale di 77 punti. Stavolta è la difesa a dare problemi e Chicago (in maglia verde per la festa di San Patrizio proprio contro Boston che ha indossato la canotta bianca) mette a segno 127 punti che rappresenta il massimo subìto dai Celtics nella stagione in corso. La mancanza di Kevin Garnett si è sentita eccome.
Chicago: Salmons 38 (14/20), Miller 21, Thomas 18, Gordon 17, Rose 11. Rimbalzi: Miller 14. Assist: Rose 8. Boston: Pierce 37 (13/24), Rondo 26 (9/16), R. Allen 17, Perkins 14, House 13. Rimbalzi: Perkins 10. Assist: Rondo 10.

Atlanta Hawks-Sacramento Kings 119-97
Sacramento prende dieci lunghezze di vantaggio nel primo quarto, ma Atlanta recupera in fretta e dopo il canestro del sorpasso di Pachulia nel secondo quarto corre dritta verso il traguardo, non facendosi più raggiungere dai Kings che in questa stagione non hanno mai vinto contro le squadre dell’Est (0/27). Il migliore in campo per gli Hawks è il centro dominicano Al Horford, autore di 23 punti, 12 rimbalzi e 6 assist, seguito da Josh Smith (21 punti e 10 rimbalzi). Atlanta mantiene salda la quarta posizione ad Est con Miami che segue con tre vittorie in meno. Dopo le ultime quattro gare da oltre 30 punti, Joe Johnson si ferma a 20, sbagliando le prime otto conclusioni e chiudendo con 8/22. Gli Hawks tirano con il 56% contro la difesa soft di Sacramento.
Atlanta: Horford 23 (9/13), Smith 21, Johnson 20, Bibby 18, Evans e Murray 12. Rimbalzi: Horford 12. Assist: Bibby 7.
Sacramento: Martin 31 (7/14), Hawes 14, Thompson 13, Nocioni 11. Rimbalzi: Thompson 8. Assist: Udrih 6.

San Antonio Spurs-Minnesota Timberwolves 93-86
Tim Duncan è costretto da coach Popovich a un turno di riposo e il caraibico osserva Tony Parker trascinare gli Spurs al successo contro Minnesota la sera successiva al ko di Oklahoma City. Il francese conduce le danze procurando ai Wolves la 14a sconfitta nelle ultime quindici gare contro San Antonio. “Lo so che Tim non ama stare seduto, ma è importante per lui essere fresco e in piena salute alla fine della stagione”, racconta Popovich che sta già pensando ai playoff. Nelle quattro sfide contro i Wolves (4-0 per gli Spurs) Parker ha viaggiato a una media di 33 punti.
San Antonio: Parker 24 (9/19), Mason 15, Oberto 12, Thomas 11. Rimbalzi: Thomas 10. Assist: Parker e Thomas 6.
Minnesota: Telfair e Love 17, Miller 15, Foye 10. Rimbalzi: Love 19. Assist: Telfair 5.

Dallas Mavericks-Detroit Pistons 103-101
I Mavs controllano la gara senza problemi, tranne nel finale in cui si distraggono e permettono ai Pistons (senza Iverson, Wallace e Hamilton) di avvicinarsi pericolosamente. “Succede in questa lega - dice Nowitzki, autore di 30 punti -. Prendiamo la vittoria così come viene”. Archiviata la pratica Detroit, ora Dallas va in trasferta ad Altanta e Indiana. Josh Howard non si aggregherà alla comitiva. Howard ha saltato le ultime sei gare per infortunio alla caviglia sinistra e il suo rientro è previsto verso la fine della prossima settimana.
Dallas: Nowitzki 30 (12/20), Terry 18, Dampier 16, Green 12, Bass 11. Rimbalzi: Dampier 13. Assist: Barea 8.
Detroit: Prince 28 (12/26), Bynum 19, Stuckey 17, Afflalo 16. Rimbalzi: McDyess e Maxiell 9. Assist: Stuckey 7.

Utah Jazz-Washington Wizards 103-88
I Jazz tornano in carreggiata contro i deboli Wizards, e ritrovano il sorriso dopo tre sconfitte consecutive durante una serie di cinque gare in trasferta. Utah non può permettersi un altro passo falso e con un attacco bilanciato supera Washington (priva di Butler) che regala spazio ai rincalzi e ai giovani del roster.
Utah: Korver 15, Boozer, Okur e Brewer 13, Williams 12. Rimbalzi: Boozer 15. Assist: Williams 8.
Washington: Dixon e Young 14, Jamison e Pecherov 13. Rimbalzi: Blatche 13. Assist: Songaila 3.

Kharis2 19-03-2009 11:20

NEW YORK, 19 marzo 2009 - I Knicks crollano al Madison nel derby con New Jersey. E perdono fino a fine stagione Danilo Gallinari.

New York-New Jersey 89-115
Disastrosa performance dei Knicks che dopo un primo quarto così così si fanno dominare nei rimanenti 36’ e incassano una sconfitta che li allontana dalla zona playoff. New Jersey, pur priva dell’All Star Devin Harris, gioca alla grande, chiude con il 59% al tiro e distrugge la truppa di Mike D’Antoni.
CASO GALLINARI - Nel prepartita non si parla che di Danilo Gallinari. Sia Mike D’Antoni sia Donnie Walsh fanno capire che la decisione di fermare il rookie sia stata inevitabile. Inutile continuare a chiedere dei pericolosi sforzi a un giocatore che pur al 70% stava facendo molto bene, ma che rischiava alla lunga di pagare dazio. Nessuno lo dice apertamente ma sembra proprio che in ogni caso, quindi anche non soltanto nell’ipotesi di un intervento chirurgico, la stagione di Danilo Gallinari potrebbe essersi chiusa con il match di domenica a Cleveland. "Non possiamo rischiare, Danilo è un giocatore troppo importante per il futuro di questa squadra, dobbiamo quindi pensare a lungo termine – dice il coach dei Knicks – quando tornerà dall’Italia prenderemo una decisione insieme". Salvo sviluppi inaspettati, dunque, sembra davvero difficile pensare che Danilo possa tornare a disposizione prima della fine di questa stagione. Davvero un brutto colpo per i Knicks ma soprattutto per il giocatore che, nonostante fosse in condizioni fisiche precarie, aveva comunque mostrato grande personalità e promettenti potenzialità.

PER SAN PATRIZIO - Contro i Nets Mike D’Antoni recupera Chris Duhon ma sceglie di far partire in quintetto Nate Robinson. I Knicks, con una divisa verde per festeggiare Saint Patrick, escono dai blocchi senza la giusta intensità. I Nets devono fare a meno del loro miglior giocatore, l’infortunato Devin Harris, ma nel primo quarto rispondono colpo su colpo ai canestri di Al Harrignton. I Knicks chiudono la frazione avanti di tre lunghezze ma un eccellente Vince Carter spinge i Nets al parziale di 19-4 all’inizio del secondo periodo che gela il Madison Square Garden. Carter realizza 21 punti nei primi 18’ del match e gli ospiti arrivano al +13, andando poi al riposo avanti 55-44. Nella ripresa il Garden si aspetta la reazione dei Knicks, invece sul parquet ci sono solo i Nets. La squadra del New Jersey continua a produrre, Brook Lopez domina David Lee, Vince Carter fa quello che vuole e i Nets arrivano al +20. Nell’ultimo quarto, tra i fischi del pubblico, gli ospiti addirittura allungano toccando quota +27. Sintetizza la prestazione disastrosa dei Knicks coach Mike D’Antoni nel postpartita. "C’e’ poco da dire - commenta il tecnico newyorchese – abbiamo giocato in modo orribile".
New York: Harrington 21 (9/11, 1/5), Robinson 18. Rimbalzi: Chandler 10. Assist: Hughes 5.
New Jersey: Carter 29 (6/7, 5/9), Lopez 23, Dooling 17. Rimbalzi: Hassell 9. Assist: Dooling, Lopez 8.


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