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Kharis2 20-03-2009 11:34

NEW YORK, 20 marzo 2009 - I Lakers hanno la meglio sui Warriors di Marco Belinelli, Atlanta batte Dallas mentre Cleveland supera Portland al supplementare.

Los Angeles Lakers-Golden State 114-106
Coraggiosa prestazione dei Warriors che fanno sudare la migliore squadra della Western Conference, i Lakers, ma alla fine si devono arrendere. Marco Belinelli regala 10 ottimi minuti a Don Nelson e meriterebbe di rimanere sul parquet più a lungo ma proprio nel miglior momento dei Warriors il coach rimescola le carte e rimanda in panchina il bolognese. Golden State mostra subito di non avere nessun complesso d’inferiorità nei confronti dei Lakers e gioca con lo spirito giusto nel primo tempo. I canestri di Monta Ellis, Corey Maggette e Kelenna Azubuike permettono alla truppa di Don Nelson di rimanere aggrappata a Kobe Bryant e compagni. Il fenomeno di LA non sembra in serata di grazia ma Pau Gasol e Lamar Odom fanno quanto basta per tenere i Lakers davanti.
All’inizio della ripresa la squadra di casa prova a piazzare lo sprint. Un parziale di 11-0 allontana i Lakers ma Golden State non si arrende. Sul parquet c’è anche Marco Belinelli quando i Warriors zittiscono lo Staples Center. L’azzurro si danna in difesa su Kobe Bryant e firma un canestro con un’ottima penetrazione. Gli ospit tornano in partita piazzando un contro parziale di 12-0. Quando Golden State torna sotto si sveglia però l’ex udinese Sasha Vujacic. Marco Belinelli torna in panchina all’inizio del quarto periodo, lo sloveno però in cinque minuti a cavallo tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto, realizza ben 12 punti. Il match sembra chiuso, i Lakers infatti arrivano al +15 a metà del quarto periodo. Ma Azubuike, Jackson ed Ellis non alzano bandiera bianca. Los Angeles commette diversi turnover, gioca con una buona dose di arroganza e difende senza la minima intensità. Così Golden State arriva a un passo dalla squadra di casa (-3) piazzando un altro super parziale (16-4). La tripla di Trevor Ariza a 1’13’’ dalla sirena però manda i titolo di coda. Marco Belinelli chiude con due punti (1/2 da due, 0/1 da tre e 0/1 ai liberi), un assist e un recupero in 10’ di gioco.
Los Angeles Lakers: Gasol, Bryant 21, Odom 16. Rimbalzi: Gasol 14, Odom 12. Assist: Farmar 7.
Golden State: Ellis 27 (11/19), Azubuike 25. Rimbalzi: Wright 10. Assist: Maggette 7.

Atlanta-Dallas 95-87
Continua la marcia di Atlanta che allunga in classifica, guadagnando terreno sulla quinta forza della Eastern Conferece, Miami, superando con personalità Dallas. La squadra della città della Coca Cola conquista così il suo settimo successo consecutivo. I Mavericks devono fare a meno degli infortunati Josh Howard ed Erick Dampier e a rendere le cose difficili per Dirk Nowitzki e compagni ci pensa anche il tecnico Rick Carlisle facendosi espellere per ripetute proteste nelle battute finali del secondo quarto. Brilla come al solito Joe Johnson mentre il leader dei Mavs Dirk Nowitzki gioca una buona pallacanestro per tre quarti di match poi rallenta in maniera preoccupante nell’ultimo periodo. Dallas fa troppa fatica in attacco nella frazione finale e soprattutto tira con percentuali davvero deludenti (6/31) dalla lunga distanza.
Atlanta: Johnson 24 (4/15, 3/4), Murray 19, Smith 15. Rimbalzi: Smith 9. Assist: Bibby 7.
Dallas: Nowtizki 23 (9/19, 1/4), Wright 16. Rimbalzi: Nowitzki 12. Assist: Kidd 6.

Cleveland-Portland 97-92 d.t.s.
Ennesimo successo casalingo (i Cavs in questo campionato possono vantare l’eccellente record di 31-1 a Cleveland) per i Cavaliers, ma quanta fatica per domare Portland. LeBron James tanto per cambiare fa la differenza mettendo a referto la 24ª tripla doppia (vale a dire numeri a due cifre - quindi almeno 10 - in tre voci statistiche individuali, ndr) della sua carriera, Cleveland tiene sempre alta la concentrazione e chiude con due soli turnover in tutto il match, stabilendo un nuovo record per la franchigia ed eguagliando il primato Nba stabilito da Milwaukee contro Indiana il 1 aprile del 2006. I Cavs iniziano il match nel peggiore dei modi, giocano con una certa sufficienza e realizzano solamente 12 punti nel primo quarto. Con l’andare del match però James e compagni iniziano a carburare e Portland va in difficoltà. Nell’ultimo quarto i padroni di casa vanno avanti di otto lunghezze e sembrano in grado di sbrigare la pratica Blazers senza grossi problemi. Portland però, guidata da Brandon Roy, riprende Cleveland e trascina il match al supplementare. Tutto inutile perché i canestri di James e Ilgauskas nell’overtime permettono ai Cavaliers di avere la meglio.
Cleveland: James 26 (10/19, 0/3), Ilgauskas 21. Rimbalzi: James 11. Assist: James 10.
Portland: Roy 24 (5/12, 1/4), Outlaw 17. Rimbalzi: Przybilla 11. Assist: Blake, Roy 7.

Kharis2 21-03-2009 13:39

MILANO, 21 marzo 2009 - I Celtics ritrovano Garnett e vanno a vincere in casa di San Antonio, che ora vede i Rockets rimontare e si giocherà proprio contro Yao e compagni una partita cruciale per il secondo posto a Ovest. I Nets piegano Miami e continuano a credere nei playoff, Detroit torna alla vittoria malgrado quattro assenze pesantissime. Golden State batte Philadelphia ma Belinelli è tenuto in panchina. Senza Gallinari i Knicks perdono in casa con Sacramento.

Golden State Warriors-Philadelphia 76ers 119-111
Con Marco Belinelli seduto a guardare dalla panchina (insieme a Jamal Crawford, affaticato) e senza gli infortunati Biedrins e Randolph, i Warriors ottengono la quarta vittoria nelle ultime sei partite, ispirati da uno Stephen Jackson impreciso al tiro (solo 4/15 dal campo) ma arrivato a un solo assist dalla tripla doppia. In una gara dai ritmi folli (30 punti per entrambe le squadre ottenuti in contropiede), una piccola svolta accade nel terzo quarto, quando a 8'24" dall'ultimo intervallo si spengono le luci della Oracle Arena, e si riprenderà a giocare solamente 3 minuti dopo. Al rientro in campo, i Warriors piazzano un parziale di 21-8, chiuso da 5 punti consecutivi di Brandan Wright (88-72 con 1'59 da giocare nel terzo quarto). Proprio Wright è stato, insieme ad Azubuike, il grande protagonista di questo terzo parziale di gioco: per loro 11 punti a testa. Nell'ultimo quarto fila tutto liscio per i Warriors, malgrado lo strapotere a rimbalzo degli ospiti (50 a 37, che hanno prodotto 15 tiri in più), che reagiscono solo quando ormai i buoi sono già scappati: i tiri liberi di Andre Miller fanno -6 (115-109 a 1'52 dalla fine), ma 4 punti di Monta Ellis nell'ultimo minuto mettono k.o. i 76ers.
Golden State: Wright 25 (10/13, 5/5 tl), Ellis 21, Morrow 16, Azubuike 15, Jackson 14, Maggette 12. Rimbalzi: Jackson 10. Rimbalzi: Jackson 9.
Philadelphia: Young 23 (9/18, 0/3, 5/6 tl), Williams 20, Iguodala 19, Dalembert 15, Miller, Green e Speights 10. Rimbalzi: Dalembert 23. Assist: Iguodala 7.

New York-Sacramento 94-121
I playoff si allontanano forse in modo definitivo per i Knicks. La squadra newyorchese, infatti, offre un’altra prestazione da dimenticare e si fa dominare dai Kings, reduci da cinque sconfitte consecutive. Davvero un momentaccio per la truppa di Mike D’Antoni che con tre vittorie consecutive in trasferta sembrava in grado di riagganciare la zona playoff. Si capisce fin dalla palla a due che non è serata per i Knicks. La squadra di casa, che deve rinunciare naturalmente a Danilo Gallinari ma anche al suo miglior marcatore Al Harrington, gioca senza la minima intensità, e tra i fischi del Madison Square Garden va subito sotto 15-0. Devono passare ben 4’44’’ prima che New York metta a referto un canestro dal campo. Ci pensa David Lee con una schiacciata a togliere lo zero dallo score dei padroni di casa. I Knicks per la verità riescono a rientrare in partita ma nel secondo quarto Kevin Martin e l’ex milanese Beno Udrih puniscono la disarmante difesa newyorchese, Sacramento così riprende in mano le redini del match. Non basta la verve di Nate Robinson, i Knicks difendono con troppa approssimazione a vanno al riposo sotto 62-43 e subissati di fischi. Chi spera di vedere una squadra più concentrata e attenta uscire dagli spogliatoi rimane subito deluso. Gli ospiti approfittano dell’autolesionismo dei padroni di casa e piazzano subito un parziale di 10-2 che toglie interesse al match portando i Kings a distanza di sicurezza (72-45). Sacramento non deve faticare più di tanto per difendere il vantaggio, i Knicks, infatti, alzano bandiera bianca già a metà del terzo quarto. Nell’ultimo periodo il pubblico lascia il Garden e si gioca solo per onore di firma, i Kings così portano a casa un largo successo che fa entrare in crisi la truppa di Mike D’Antoni. “Non so bene quale sia il problema – commenta sconsolato Nate Robinson – forse stiamo facendo fatica da un punto di vista mentale, oppure forse è un problema fisico. Qualunque cosa sia stiamo giocando in maniera incredibilmente deludente per un squadra che vuole puntare ai playoff”.
New York: Robinson 19 (4/9, 2/5), Chandler 17. Rimbalzi: Wilcox 9. Assist: Chandler, Robinson 3.
Sacramento: Martin 30 (8/13, 1/3), Udrih 20, Hawes, Thompson 18, Garcia 16. Rimbalzi: Hawes 13, Thompson 12. Assist: Udrih 7.

San Antonio Spurs-Boston Celtics 77-80
Per un infortunato eccellente che ritorna in palestra (Ginobili ha ripreso ad allenarsi), un altro rivede finalmente il parquet: si tratta di Kevin Garnett, al rientro dopo l'infortunio al ginocchio che gli ha fatto saltare le ultime 13 gare (record 7-6 per Boston senza KG), favorendo la fuga di Cleveland a Est. Garnett gioca 15 minuti, e dopo aver sbagliato i primi 4 tiri dal campo è stato importante nel terzo quarto, propiziando con 6 punti un tentativo di allungo dei Celtics (50-55), prima di sedersi per tutto l'ultimo quarto, per evitare di forzare il ginocchio. La gara però é equilibratissima, e San Antonio commette l'errore capitale: sbagliare i tiri liberi (9/17 di squadra). A vuoto gli ultimi 6 per i padroni di casa, ma soprattutto i 4 che Parker manda sul ferro nell'ultimo minuto di gioco (sul -2). Errori puniti da "Big Baby" Glen Davis, con il tiro dalla riga di fondo a 5.7 secondi dalla fine (74-78). La tripla di Finley arriva troppo tardi, Pierce chiude dalla lunetta.
San Antonio: Parker 25 (12/22, 0/1, 1/5 tl), Duncan 15, Mason 8. Rimbalzi: Duncan 9. Assist: Parker 8.
Boston: R. Allen 19 (6/13, 1/3, 4/4 tl), Rondo 16, Garnett e Perkins 10. Rimbalzi: Pierce 12. Assist: Rondo 12.

Indiana Pacers-Dallas Mavericks 92-94
Per Indiana arriva una sconfitta che rischia di scrivere la parola fine alle speranze (già non abbondanti) di playoff. Il tiro che Dirk Nowitzki manda a segno con 1.1 sul cronometro significa invece la vittoria numero 42 per Dallas, che conserva un ampio margine su Phoenix (i texani occupano l'ottava posizione a Ovest), ma guardano alla possibilità di guadagnare almeno un'altra posizione nella griglia (soprattutto per evitare i Lakers al primo turno). Nowitzki strepitoso nella prima metà di gara (17 punti), meno nella ripresa, con 4/12 totale dal campo. Il finale è bellissimo: Rush segna la tripla del +4 Indiana a 2'30 dalla fine (89-85), Terry chiude un parziale di 7-0 per gli ospiti anche lui con la tripla (89-92 a 56.9 secondi dalla fine), e sempre da fuori arriva la risposta di TJ Ford a 20 secondi dalla fine, per il pareggio a quota 92. Poi ci ha pensato WunderDirk.
Indiana: Granger 18 (6/22, 2/4, 0/1 tl), Murphy 14, Ford e Rush 11, Jack 10. Rimbalzi: Murphy e Granger 11. Assist: Granger e Diener 4.
Dallas: Nowitzki 23 (10/25, 0/1, 3/5 tl), Terry 17, Wright 13, Kidd e Singleton 10. Rimbalzi: Singleton 11. Assist: Barea 6.

New Jersey Nets-Miami Heat 96-88
Torna Wade, ma stavolta questo non serve a spaventare gli avversari. I Nets, senza Devin Harris, trovano dalla panchina le risorse necessarie per continuare a credere nei playoff. Jarvis Hayes e il massimo stagionale di Chris Douglas-Roberts fanno dimenticare l'assenza dell'ex playmaker dei Dallas Mavericks. Per CDR sono arrivati 9 punti nel secondo quarto, utili per costruire un vantaggio di 12 lunghezze, e poi altri 4 all'interno del 9-0 che ha portato New Jersey sul +9 (82-73). Hayes e Douglas-Roberts sono grandi protagonisti anche nel finale: 4 punti di Hayes, poi la tripla di CDR per il +8 che sa di partita chiusa a 1'09 dalla fine (94-86), prima di altri due tiri liberi a segno per il rookie.
New Jersey: Hayes 18 (6/9, 2/3) e Douglas-Roberts 18 (4/5, 1/1, 7/7 tl), Carter 17, Lopez 15, Dooling 10. Rimbalzi: Carter 9. Assist: Carter e Dooling 8.
Miami: Wade 27 (9/18, 0/3, 9/14 tl), Beasley 17, O'Neal 15, Chalmers 10. Rimbalzi: Wade e Haslem 8. Assist: Wade 6.

New Orleans Hornets-Memphis Grizzlies 96-84
Una gara molto più equilibrata e difficile del previsto per New Orleans, che deve dare tutto negli ultimi minuti quarto periodo per costruire un parziale di 17-1 (dal 79-79 a 4'46 dalla fine, firmato Rudy Gay) per spegnere le velleità di Memphis. L'ispiratore, manco a dirlo, è Chris Paul: il playmaker va a segno per due volte all'interno del parziale, servendo anche preziosi assist per Julian Wright e Rasual Butler. Quando passa la piena, Memphis alza gli occhi al tabellone e vede 96-80 per i padroni di casa con 1'19 da giocare: è finita.
New Orleans: Paul 32 (12/17, 0/1, 8/8 tl), West 29, Butler 11. Rimbalzi: Posey 8. Assist: Paul 9.
Memphis: Gay 23 (6/12, 1/2, 8/12 tl), Gasol e Warrick 12. Rimbalzi: Gasol e Milicic 6. Assist: Mayo 4.

Detroit Pistons-Los Angeles Clippers 108-90
Pistons in versione straridotta: all'appello mancavano Stuckey, Hamilton, Iverson e Wallace, praticamente tre quinti del quintetto titolare più l'ideale sesto uomo. Bene, in questo contesto si sono chiesti (e ottenuti) gli straordinari a Tayshaun Prince e Antonio McDyess, praticamente perfetti, ma la grande sorpresa della serata è stata quella del quasi-virtussino Will Bynum: in quintetto per la prima volta in questa stagione, l'ex Maccabi ha prodotto un 10/19 dal campo con 6 assist, 3 rimbalzi e 3 recuperi nei 44 minuti trascorsi sul parquet. Anche grazie a lui, quindi, i Pistons devastano i Clippers nella seconda metà di gara (62-40 il parziale), e Detroit torna a vincere dopo tre sconfitte consecutive.
Detroit: McDyess 24 (11/18, 2/2 tl), Prince 23, Bynum 22, Brown 14, Herrmann 13. Rimbalzi: McDyess 17. Assist: Prince 12.
LA Clippers: Gordon 22 (5/5, 2/4, 6/6 tl), B. Davis 19, Kaman 13, Camby 12. Rimbalzi: Kaman 8. Assist: B. Davis 8.

Oklahoma City Thunder-Utah Jazz 94-101
Deron Williams più forte del giovane Russell Westbrook, più forte anche dell'infortunio che ferma Mehmet Okur. Il playmaker degli Utah Jazz firma 20 punti nella seconda metà di gara e guida con grande autorevolezza i suoi alla vittoria. Per lui a segno i primi 8 tiri dopo l'intervallo, con cui i Jazz hanno costruito un margine di 15 punti di vantaggio (71-56 con 4 minuti da giocare nel terzo quarto). I Thunder non hanno mollato, con Westbrook sono arrivati fino al -5 (92-97 a 32.6 secondi dalla fine), ma i tiri liberi di Kyle Korver non hanno fatto tremare coach Sloan.
Oklahoma City: Durant 24 (10/23, 4/4 tl), Westbrook 22, Green 15, Collison 11, Krstic 10. Rimbalzi: Durant 12. Assist: Durant 5.
Utah: Williams 24 (11/14, 0/3, 2/2 tl), Boozer 15, Millsap 14, Okur 12, Miles 11, Korver 10. Rimbalzi: Boozer e Brewer 9. Assist: Williams 11.

Houston Rockets-Minnesota Timberwolves 107-88
Una vittoria di squadra per i Rockets, che dominano in lungo e in largo di T'Wolves (+13 ratio assist/palle perse, 18 punti a 7 in contropiede, +27 massimo vantaggio). Ron Artest è il grande ispiratore della sua squadra, che adesso è al terzo posto della Western Conference e ha accorciato il divario dai San Antonio Spurs per la seconda piazza (e domenica ci sarà una partitissima in casa proprio degli Spurs). I Rockets difendono da subito (6/19 al tiro nell'inizio di Minnesota) e scappano via all'inizio del terzo quarto, con un parziale di 14-3 (con 6 punti di Battier e 4 di Yao) per il +22 sul 62-40. In pratica finisce qui.
Houston: Artest 20 (6/13, 2/3, 2/2 tl), Yao Ming 14, Brooks e Wafer 13, Battier 11, Lowry e Barry 10. Rimbalzi: Scola 9. Assist: Artest 6.
Minnesota: Smith 19 (8/11, 3/6 tl), Love 18, Telfair 11. Rimbalzi: Love 12. Assist: Miller 7.

Denver Nuggets-Washington Wizards 116-105
Una partita contro i derelitti Wizards di questa stagione può essere l'occasione giusta per brillare, dal punto di vista individuale. L'hanno colta al volo J.R. Smith e Chris Andersen (anche 6 stoppate per lui), che hanno rispettivamente fatto registrare il loro massimo stagionale (Smith) in carriera (Andersen) nei punti. Smith ne ha segnati 11 nel terzo quarto, utili per andare anche a +15 (con la sua tripla, 81-66 a 3'14 dall'ultima pausa). Andersen, dal canto suo, ne ha messi 12 nell'ultimo quarto per mantenere al sicuro il risultato: dall'altra parte Jamison e Nick Young non si sono mai arresi, ma non potevano bastare.
Denver: Smith 40 (12/15, 3/8, 7/8 tl), Anthony 20, Andersen 18, Nene 11. Rimbalzi: Andersen 11. Assist: Carter 10.
Washington: Jamison 27 (8/14, 2/5, 5/7 tl), Young 20, McGee 13, Blatche e Pecherov 10. Rimbalzi: McGee 11. Assist: James 9.

Kharis2 22-03-2009 13:24

NEW YORK, 22 marzo 2009 – Cleveland, Boston (con il rientrante Garnett) e Phoenix vincono facilmente. I Lakers sono invece costretti a rimontare 16 punti di svantaggio e passano a Chicago svegliandosi nel terzo quarto. Shaquille O’Neal diventa il quinto miglior realizzatore di tutti i tempi, superando Moses Malone. Quarta sconfitta di fila per New York.

Cleveland Cavaliers-Atlanta Hawks 102-96
Nel pomeriggio di sabato, i Cleveland Cavs interrompono la striscia vincente di sette partite di Atlanta. Per non correre rischi, LeBron e compagni aggrediscono subito gli Hawks e vanno a +24 nel secondo quarto, finendo per allungare la loro striscia a otto vittorie consecutive. “È ciò che volevamo fare - è il commento di James -. Volevamo innanzitutto proteggere il nostro campo come facciamo di solito. Avevamo molta energia”. Il nervosismo non aiuta Atlanta a raddrizzare la partita e coach Woodson viene espulso nel terzo quarto che vede anche due falli tecnici fischiati a Bibby e Smith. Il centro Al Horford fa la parte del saggio nel dopo gara: “Non dovremmo nemmeno parlare con gli arbitri. Dobbiamo pensare solo a giocare. I Cavs sono la migliore squadra della lega, dunque bisogna concentrarsi sul gioco. Finché non lo capiamo, subiremo ancora queste situazioni”.
Cleveland: Williams 24 (8/14), James 22 (9/21), Ilgauskas 16. Rimbalzi: Varejao e Jackson 8. Assist: Williams 7.
Atlanta: Johnson 24 (8/13), Murray 22 (7/16), Evans 15, Bibby 14. Rimbalzi: Horford 11. Assist: Horford 6.

Charlotte Bobcats-Indiana Pacers 83-108
I Pacers mettono da parte le polemiche delle ultime 24 ore e pensano a vincere contro una rivale per la qualificazione ai playoff guidati dalla regia quasi perfetta di Jarrett Jack, premiato con il quintetto base dal coach dopo il litigio tra Jack e TJ Ford durante il terzo quarto della gara precedente. “Avevamo bisogno di un cambiamento - dice O’Brien -. Jack ci ha dato una spinta enorme da play titolare. Ha mantenuto l’aggressività della squadra sia in difesa che in attacco per l’intera gara, con atteggiamento positivo e buona leadership. Non ha solo segnato tanto, ha anche guidato bene la squadra”. Jarrett Jack (spedito dal coach in spogliatoio la sera precedente dopo il litigio con Ford) chiude con 13/14 al tiro per 31 punti. Gerald Wallace non ripete l’exploit contro i Raptors e, limitato dai falli, segna solo 3 punti (1/4). I Bobcats vengono fischiati dal proprio pubblico per il 3/19 dal campo della terza frazione e per la troppa libertà lasciata a Jack.
Charlotte: Diaw 15, Howard 10. Rimbalzi: Okafor 9. Assist: Felton e Wallace 5.
Indiana: Jack 31 (13/14), Granger 21 (8/17), Rush 15, Murphy 14. Rimbalzi: Jack 6. Assist: Ford 6.

Memphis Grizzlies-Boston Celtics 87-105
Boston ritrova Kevin Garnett, al quale Doc Rivers concede un minutaggio limitato, e allora è Glen Davis a diventare protagonista a sorpresa dell’attacco dei Celtics. Big Baby gioca una grande gara realizzando il record personale di 24 punti con 8/11 al tiro: “Career high? Grande! Spero di farne un altro presto. Non ci ho fatto caso, pensavo solo a giocare”, rivela Davis. Garnett chiude invece con 10 punti e 4 rimbalzi in 17’, la prudenza per Rivers non è mai troppa e KG deve accontentarsi anche se avrebbe voluto giocare di più.
I Celtics chiudono l’incontro nel terzo quarto che dominano 26-17.
Memphis: Warrick 20 (7/15), Gay 10, Conley e Mayo 12. Rimbalzi: Buckner 7. Assist: Conley e Gay 3.
Boston: Davis 24 (8/11), R. Allen 20, House 15, Garnett 10. Rimbalzi: Rondo 7. Assist: Rondo 10.

Chicago Bulls-L.A. Lakers 109-117
Con una super rimonta iniziata nel terzo quarto, i Lakers vincono a Chicago dove Kobe Bryant esce dal campo premiato dai tifosi dei Bulls con cori di ‘mvp’. Se Bryant è (forse) il most valuable player, il giocatore chiave della vittoria è Jordan Farmar, grandissimo nell’ultimo quarto in cui segna due triple e una gran schiacciata a due mani. Gasol e Bryant (51 punti in due) sono come al solito le colonne portanti dei gialloviola, ma la vittoria è anche frutto del supporting cast. Dopo il -16 nel corso del secondo quarto e il -14 all’intervallo, una tripla di Vujacic e una successiva di Odom permettono ai Lakers di trovare il pareggio nel terzo quarto. Farmar e soci tengono alta la produzione in attacco mentre Kobe riposa all’inizio dell’ultimo quarto e, una volta passati in vantaggio, i Lakers si disfano di Chicago con grande personalità nel finale.
Chicago: Salmons 30 (10/15), Rose 25 (10/19), Gordon 16, Thomas 15. Rimbalzi: Thomas 16. Assist: Gordon 6.
L.A. Lakers: Bryant 28 (10/25, 6/10 tl), Gasol 23 (9/17), Ariza 18, Odom 16, Farmar 13. Rimbalzi: Gasol 10. Assist: Bryant 7.

Milwaukee Bucks-Portland Trail Blazers 84-96
Nella quinta partita esterna in sette giorni, i Blazers trovano nel secondo tempo la forza per sconfiggere i Bucks. Brandon Roy con 30 punti e Blake con sei triple guidano al successo Portland che torna a casa con 3-2 di record. Milwaukee è superiore nel primo tempo, ma alla ripresa del gioco subisce la pressione difensiva di Portland. La guardia dei Bucks Ramon Sessions perde un pallone dietro l’altro e i Blazers dominano il resto del match.
Milwaukee: Villanueva 26 (9/19), Jefferson 16, Sessions e Bogans 10. Rimbalzi: Villanueva 9. Assist: Sessions 7.
Portland: Roy 30 (11/19), Blake 21, Outlaw 17, Fernandez 12. Rimbalzi: Przybilla 14. Assist: Roy 7.

Phoenix Suns-Washington Wizards 128-96
Dopo il 31-16 del primo quarto, la partita fila via liscia per i Phoenix Suns che possono dare ampio spazio alla seconde linee e chiudono con sette giocatori in doppia cifra. Quando Jared Dudley ha più assist di Steve Nash (6 e 4) e Stromile Swift più rimbalzi di Shaq (12 e 10) significa che la partita è stata a senso unico. Shaquille O’Neal sorpassa Moses Malone e diventa il quinto miglior marcatore di tutti i tempi con 27.411 punti.
Phoenix: Richardson 35 (13/18), Nash 17, O’Neal 13. Rimbalzi: Swift 12. Assist: Dudley 6.
Washington: Jamison 25 (11/23), McGee 16, Blatche 14, Songaila 12. Rimbalzi: Blatche 9. Assist: Songaila 3.
Orlando-New York 110-103
Niente da fare per i Knicks. Anche a Orlando la difesa newyorchese non regge e la truppa di Mike D’Antoni, nonostante una prova comunque coraggiosa, incassa così la sua quarta sconfitta consecutiva. Oramai la possibilità’ di agganciare il treno della postseson sembra definitivamente svanita, anche perché adesso New York deve fare i conti con un’infermeria affollata. Oltre a Danilo Gallinari coach D’Antoni deve fare a meno di David Lee, tenuto a riposo per un problema al ginocchio destro, e nel secondo quarto perde Larry Hughes, vittima di un infortunio al piede sinistro. Gli ospiti fanno troppa fatica a contenere Hedo Turkoglu e Rashard Lewis e dopo un primo tempo così così nel terzo quarto perdono contatto con i Magic. Un ottimo Quentin Richardson tenta di tenere a galla la compagine newyorchese che però va sotto di 15 lunghezze. Nel quarto periodo però i Knicks tentano la rimonta. Dwight Howard si vede fischiare il suo sesto fallo sul movimento di Nate Robinson a 3’38’’ dalla sirena. La guardia newyorchese realizza i due liberi e riporta così i Knicks al -2 (100-98). La truppa di Mike D’Antoni ci crede ma a spegnere l’entusiasmo di Robinson e compagni ci pensa ancora una volta il turco Turkoglu che con una tripla a 1’25’’ dalla fine del match riporta i padroni di casa a distanza di sicurezza (106-100) e in pratica fa partire i titoli di coda. “Purtroppo i playoff si sono allontanati di parecchio – ammette Larry Hughes – ma sicuramente noi non ci arrendiamo. Anche se non dovessimo raggiungere la postseason vogliamo comunque chiudere la stagione in bellezza”. Lunedì rivincita al Garden con i Magic, nessuno vuole più parlare di playoff ma Mike D’Antoni vuole comunque evitare le brutte figure.
Orlando: Lewis 27 (7/8, 4/10), Turkoglu 20, Alston 17, Howard 15. Rimbalzi: Gortat 8. Assist: Turkoglu 9. New York: Richardson 33 (9/14, 2/6), Robinson 27. Rimbalzi: Chandler 12. Assist: Robinson, Jeffries, Chandler, Harrington 3.

Kharis2 23-03-2009 11:14

NEW YORK (Usa), 23 marzo 2009 - Houston espugna San Antonio e conquista proprio sul campo dei 4 volte campioni NBA la seconda posizione nella Western Conference. Continua a vincere Cleveland, al nono successo consecutivo, mentre Miami realizza un grande colpo in chiave playoff sul campo di Detroit.

New Orleans-Golden State 99-89
Prestazione poco brillante per i Warriors, che a New Orleans, soprattutto nel primo tempo, tirano con brutte percentuali e alla fine incassano una sconfitta ancora più netta di quello che direbbe il risultato finale. Ancora al palo Marco Belinelli. L’azzurro non sembra aver ancora recuperato dopo l’infortunio alla caviglia destra, i Warriors, infatti, hanno annunciato che Beli in settimana si sottoporrà a una visita specialistica a San Francisco. Un infortunio che il bolognese sembrava essersi messo alle spalle un paio di settimane fa, e invece una ricaduta lo sta infastidendo non poco. Si mette subito male per la truppa di Don Nelson che non riesce a limitare Chris Paul e David West. Nel primo tempo gli ospiti chiudono con soli 13 canestri dal campo e 37 punti a referto (tirando con il 30%), andando così al riposo con un ritardo di 20 lunghezze. Nella ripresa gli Hornets tengono il mano il pallino del gioco senza grossi problemi, Stephen Jackson prova a scuotere i Warriors, ma New Orleans concede troppo poco. Nelle battute finali del match, con il risultato in cassaforte, gli ospiti riescono a ridurre il passivo, senza però dare mai davvero l’impressione di poter mettere in difficoltà Paul e compagni. New Orleans così conquista il suo 11° successo nelle ultime 14 gare.
New Orleans: Paul 27 (7/17, 2/3), West 23. Rimbalzi: Armstrong 11, Posey 10. Assist: Paul 8.
Golden State: Jackson 22 (6/12, 1/5), Azubuike 16. Rimbalzi: Jackson 10. Assist: Jackson 5.

San Antonio Spurs-Houston Rockets 85-87
Altra, pesantissima, sconfitta interna per San Antonio, dopo quella contro i Boston Celtics di due giorni fa. I neroargento cedono così la prima posizione della Southwest Division (e la seconda della Western Conference) ai Rockets, che esultano grazie al layup di Luis Scola con 11.9 secondi da giocare (85-86). Tony Parker, dopo aver segnato in penetrazione il +1 prima della risposta di Scola, ha cercato nuovamente di essere decisivo dal centro dell'area a 2.9 secondi dalla fine, ma il suo tiro è uscito e ancora Scola, dopo aver catturato il rimbalzo, chiude i conti con il tiro libero del +2 finale. I Rockets hanno avuto il merito di concedere poco ai padroni di casa (41.5% al tiro e 8 punti in contropiede), e hanno soprattutto avuto la capacità di rientrare dal -7 (79-72 a 5'58 dalla fine), quando San Antonio sembrava aver preso in mano la situazione. Un parziale di 10-2 chiuso da Aaron Brooks, però, ha rimesso pienamente in gioco la squadra di Adelman, prima del combattuto finale di gara (82-81 Rockets a 1'45 dalla fine).
San Antonio: Duncan 23 (8/22, 7/8 tl), Parker 22, Udoka 16. Rimbalzi: Thomas 9. Assist: Parker 12.
Houston: Artest 24 (6/16, 2/4, 6/8 tl), Scola 19, Yao Ming 13, Lowry 11. Rimbalzi: Scola 17. Assist: Scola 4.

New Jersey Nets-Cleveland Cavaliers 88-96
Cleveland passa con grande autorità sul campo di una delle pretendenti all'ottavo posto nella griglia dei playoff, non concedendo mai ai Nets la possibilità di andare in vantaggio ma, anzi, mettendo bene in chiaro le cose fin dall'inizio (13-2 Cavs dopo 4 minuti di gioco). Oltre a un LeBron James ancora una volta straordinario, per i Cavs sono arrivati dei nuovi record: Ilgauskas con le sue 4 stoppate ha superato John "Hot Rod" Williams nella classifica di sempre della franchigia (1202 contro 1200), mentre Cleveland ha già eguagliato (con 22 gare da giocare) il record della sua storia di vittorie in regular season (57 come nelle stagioni 1988-89 e 1991-92). I Nets non hanno potuto fare niente: dopo essere precipitati anche a -19, hanno visto chiudersi le speranze di rimonta sul 2+1 realizzato da Varejao a 5 minuti dal termine (72-84).
New Jersey: Carter 25 (11/19, 0/4, 3/6 tl), Dooling 19, Lopez 16. Rimbalzi: Carter 9. Assist: Carter 5.
Cleveland: James 30 (8/13, 1/4, 11/15 tl), Ilgauskas 18, Varejao 16. Rimbalzi: Varejao e James 11. Assist: James 8.

Detroit Pistons-Miami Heat 96-101
Dwyane Wade diventa il quinto giocatore della storia della NBA a totalizzare almeno 2000 punti, 500 assist e 150 recuperi in una singola stagione (dopo Larry Bird, Michael Jordan, LeBron James e Allen Iverson), e l'asso di Miami non ha tradito le aspettative nemmeno a Detroit. In un finale tesissimo, Wade si è segnalato nell'ultimo minuto di gioco per la sua difesa, dopo aver fatto impazzire quella dei Pistons: due stoppate per lui nell'ultimo minuto, una decisiva. Dopo la tripla di Herrmann per il 96-95 e la risposta di Haslem dopo il rimbalzo d'attacco, Wade ha stoppato Rodney Stuckey, provocando però l'ira di coach Curry che è stato espulso dall'arbitro Brothers. Haslem, che aveva subito fallo a rimbalzo, va in lunetta e amministra anche i tiri liberi del fallo tecnico. Risultato: 4/4 per lui e vittoria per Miami.
Detroit: Stuckey 24 (9/18, 6/6 tl), McDyess 16, Prince 14, Afflalo 13. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Prince 5.
Miami: Wade 39 (11/19, 2/4, 11/14 tl), Moon 17, Haslem 16, O'Neal 14. Rimbalzi: Moon e Haslem 6. Assist: Chalmers 7.

Minnesota Timberwolves-Oklahoma City Thunder 90-97
Oklahoma City conferma di essere un gruppo in crescita, raccogliendo a Minneapolis la settima vittoria nelle ultime 12 uscite. Un dominio pressoché assoluto per Durant e compagni, che hanno iniziato l'ultimo quarto sul +31 (84-53) avendo letteralmente passeggiato fino a lì. Kevin McHale ha definito inaccettabile il livello di impegno dei suoi ragazzi, il cui ultimo quarto da 37-13 non poteva bastare a sovvertire un risultato ormai compromesso. Coach Brooks, dal canto suo, si gode un Kevin Durant davvero strepitoso (anche 8 rimbalzi e 5 assist nella sua partita). Minnesota: Smith 19 (8/14, 3/5 tl), Carney 15, Brown 12, Love 10. Rimbalzi: Miller e Smith 10. Assist: Miller e Brown 4.
Oklahoma City: Durant 30 (12/21, 1/2, 3/4 tl), Green 17, Sefolosha e Rose 9. Rimbalzi: Durant e Westbrook 8. Assist: Westbrook 10.

Sacramento Kings-Philadelphia 76ers 100-112
Contro una delle peggiori formazioni della Lega, i 76ers non hanno voluto correre nessun tipo di rischio: e allora, sospinti da Iguodala (a segno con i primi 10 tiri) hanno spazzato via Sacramento nella prima metà di gara (69-43 all'intervallo), tirando con il 67% dal campo con 7/9 da 3 nei primi due quarti. Per i Kings, privi dell'infortunato Andres Nocioni, questa era l'ultima gara della stagione contro formazioni della Eastern Conference: il bilancio, disastroso, è di 1 vittoria e 29 sconfitte. Per i 76ers questa era la quarta di cinque gare nel tour a Ovest: l'ultima se la giocherà in casa di Portland.
Sacramento: Garcia 24 (2/7, 6/10, 2/2 tl), Hawes 17, Martin 16, Thompson e Udrih 12, McCants 10. Rimbalzi: Thompson 13. Assist: Hawes 9.
Philadelphia: Iguodala 27 (7/9, 3/5, 4/6 tl), Young 22, Williams 18, Speights 15, Green 10. Rimbalzi: Iguodala 7. Assist: Miller 8.

Kharis2 24-03-2009 13:05

NEW YORK, 24 marzo 2009 – Boston batte i Clippers, Atlanta continua vincere in casa, Chicago rischia a Washington e Miami vince grazie al solito Wade. I Sixers mandano ko Portland, mentre Phoenix ringrazia Grant Hill e ottiene una grande vittoria contro Denver. I Knicks cedono nel finale a Orlando.

New York-Orlando 102-106
Un film già visto. I Knicks giocano una buona pallacanestro per gran parte della gara contro una signora squadra come Orlando ma balbettano nelle battute finali, subiscono la rimonta dei Magic e finiscono così con l’incassare la loro quinta sconfitta consecutiva. Prima della gara Mike D’Antoni si sofferma su Danilo Gallinari. “Sta tornando dall’Italia, arriverà in serata – dice il tecnico dei Knicks – domani o dopo discuteremo della sua situazione e nei prossimi giorni decideremo il da farsi”. Mike D’Antoni non lo dice ma sembra proprio che l’intervento chirurgico sia ormai inevitabile. Sul parquet i Knicks si fanno subito rispettare nel tentativo di onorare una serata speciale. A fine primo tempo, infatti, il pubblico applaude sette suoi grandi ex, tra i quali Patrick Ewing, ora assistente allenatore con i Magic, offrendo loro altrettanti “legends awards”, e il Madison Square Garden è vestito a festa. I padroni di casa mettono in difficoltà i Magic, limitando Rashard Lewis e trovando il canestro con una certa continuità. Dopo un buon primo tempo i Knicks allungano nel terzo quarto e sembrano in grado di fare lo sgambetto a Orlando arrivando al +10 a 8' dalla sirena. Ma nella seconda metà dell’ultimo quarto la squadra di casa, come le succede di sovente in questo campionato, perde la bussola. Sale in cattedra il turco Hedo Turkoglu, il quale realizza 12 dei suoi 16 punti nella frazione finale), e i Magic difendono alla grande negli ultimi minuti, riprendendo i Knicks e superandoli nelle battute finali. Solida come sempre la prova di Dwight Howard sotto canestro, brilla anche il rookie Courtney Lee. A fine gara Stan Van Gundy veste i panni di José Mourinho e tra la sorpresa generale dei giornalisti punzecchia senza un vero motivo la franchigia newyorchese. “I Knicks fanno solo finta di apprezzare Patrick Ewing – commenta il coach dei Magic – dicono di tenerlo in grandissima considerazione, poi quando c’è da assumere un head coach o un assistente gli voltano le spalle. Non capisco proprio”.
New York: Robinson 19 (5/16, 1/7), Richardson, Chandler 17, Duhon 16. Rimbalzi: Lee 13. Assist: Robinson 6.
Orlando: Howard 29 (12/18), Lee 22, Turkoglu 16. Rimbalzi: Howard 14. Assist: Turkoglu 3.

Atlanta Hawks-Minnesota Timberwolves 109-97
Ottavo successo casalingo consecutivo di Atlanta, che continua a mostrare un gioco brillante in casa. Vedremo se riuscirà a confermarsi anche contro le prossime tre avversarie, nell’ordine San Antonio, Boston e Los Angeles Lakers. Flip Murray è l’uomo in più per Mike Woodson, e chiude con 30 punti uscendo dalla panchina. Murray ha una media di 11.6 punti in 23.5 minuti a partita. “È tutto l’anno che ci dà una grande mano - dice Joe Johnson a proposito del contributo di Murray -. Ci dà sempre molta energia ed è decisamente un vero realizzatore”.
Atlanta: Murray 30 (12/18), Johnson e Bibby 20, Horford 12. Rimbalzi: Horford 13. Assist: Bibby 9.
Minnesota: Foye 19 (7/10), Love 17, Carney 13, Brown 11. Rimbalzi: Miller 9. Assist: Telfair e Ollie 4.

Washington Wizards-Chicago Bulls 99-101
I Bulls rischiano di buttar via una vittoria già in tasca negli ultimi sei minuti, passando da +11 a una sola lunghezza di vantaggio. Si salvano grazie a 7 punti di Ben Gordon nei due minuti finali. Dopo la tripla di Nick Young a pochi secondi dalla fine, un tiro libero di Gordon riporta Chicago avanti di due. Il tiro della disperazione di Jamison non trova il canestro e i Bulls tirano un sospiro di sollievo. I Wizards intanto attendono il ritorno di Gilbert Arenas, che potrebbe avvenire sabato prossimo.
Washington: Jamison 34 (12/27), Crittenton 18, Blatche 15, James 11, Young 10. Rimbalzi: Blatche 13. Assist: McGuire e Crittenton 7.
Chicago: Gordon 21 (7/14), Salmons 19, Rose e Hinrich 12, Miller 11. Rimbalzi: Noah 12. Assist: Rose 8.

Boston Celtics-L.A. Clippers 90-77
Grazie alla vittoria contro i Clippers, Boston continua a difendere la seconda posizione ad Est dai pericolosi Orlando Magic, che da una parte sperano di scalzare Boston per avere il vantaggio-campo al secondo turno, dall’altra temono lo scontro al primo turno contro i Detroit Pistons (bestia nera dei Magic) attualmente in settima posizione. Un efficace Ray Allen (8/10) e un positivo Garnett (5/5 in 18 minuti) lanciano i Celtics verso la vittoria numero 54. Il secondo quarto vede un momento di appannamento di Boston con 13 punti realizzati e appena 4 canestri in azione, ma nel secondo tempo i campioni nba ritrovano la concentrazione e limitano i Clippers a 35 punti.
Boston: R. Allen 20 (8/10), Rondo 14, Garnett e Perkins 12. Rimbalzi: Perkins 13. Assist: Rondo 7.
L.A. Clippers: Randolph 17, B. Davis 13, Thornton 11. Rimbalzi: Randolph 14. Assist: B. Davis 8.

Miami Heat-Memphis Grizzlies 94-82
Dwyane Wade dà spettacolo, Jamaal Magloire sostituisce degnamente l’assente O’Neal, Rudy Gay viene limitato a soli 8 punti e Miami vince comodamente contro Memphis. Con i 27 punti messi a segno, D-Wade ha sorpassato il suo record personale realizzativo di regular season. Con 2.064 punti in questa stagione, Wade ha superato di 24 la sua precedente migliore annata del 2005/06, quella del titolo Nba.
Memphis: Mayo 21 (8/15), Conley 11. Rimbalzi: Gasol 9. Assist: Conley 5. Miami: Wade 27 (11/23), Beasley 17, Haslem 11, Magloire 10. Rimbalzi: Magloire 12. Assist: Wade 8.

Phoenix Suns-Denver Nuggets 118-115
Dopo una rimonta da -11 e un quarto periodo combattutissimo, Grant Hill trascina i Suns al successo facendo la differenza nei momenti cruciali. Hill segna il canestro fondamentale su assist di Nash a 58” dalla termine e cattura un gran rimbalzo dopo un errore di Billups. Phoenix si salva e porta a casa un’importantissima vittoria dopo un mattone di Carmelo Anthony da dietro l’arco sul suono della sirena. Phoenix, ancora in grado di agguantare i playoff anche se resta per ora al nono posto, porta il record a 39-31, creando agitazione alle squadre che la precededono in classifica nella Western Conference.
Phoenix: Hill 23 (9/19), Richardson 22 (7/13), O’Neal 19, Nash 15, Dudley 12. Rimbalzi: Hill 10. Assist: Nash 9.
Denver: Anthony 29 (8/20), Billups 20, Martin 18, Smith 14, Andersen 12, Nene 10. Rimbalzi: Martin 9. Assist: Billups 8.

Portland Trail Blazer-Philadelphia 76ers 108-114 (1ts)
I Blazers si risvegliano nel secondo tempo dopo aver subìto i Sixers nella prima metà di gara, ma sono costretti all’overtime da Andre Iguodala che segna due tiri liberi per il pareggio alla fine del quarto periodo. Philadelphia si assicura il successo con i canestri di Iguodala, Young e Miller nel supplementare, mentre ripetuti errori di Brandon Roy (in serata no al tiro con 5/18) condannano i Blazers.
Portland: Aldridge 24 (9/25), Blake 22, Fernandez 19, Oden 13, Roy 12. Rimbalzi: Aldridge 12. Assist: Blake 5.
Philadelphia: Miller 27 (9/20), Iguodala e Young 25, Evans 12. Rimbalzi: Miller 10. Assist: Iguodala 5.

Kharis2 25-03-2009 20:15

NEW YORK, 25 marzo 2009 - La corsa a un posto tra le magnifiche 16 è sempre più nel vivo. A poco più di tre settimane dalla fine della regular season, l'Nba regala una lotta per i playoff più serrata che mai, con molte incognite da risolvere entro il 15 aprile.

IL MECCANISMO - Alla postseason accedono sedici squadre, otto per ciascuna delle due Conference, con i team che verranno classificate dal 1° all'ottavo posto. Le prime quattro teste di serie saranno le tre vincitrici di Division più la squadra rimanente col miglior record, mentre i piazzamenti dal 5° all'8° verranno assegnati in base al ruolino di marcia messo insieme in regular season. In caso di parità valgono prima di tutto le vittorie negli scontri diretti.

EASTERN CONFERENCE - Cleveland, Boston e Orlando hanno già aritmeticamente un posto ai playoff. Cavs (miglior team della lega con 57 vinte e 13 perse) e Celtics sono i re di Central e Atlantic Division, i Magic si sono quasi assicurati la Southeast. Altre tre hanno il pass in tasca: Atlanta, Miami e Philadelphia. Washington è aritmeticamente fuori; Indiana, New York e Toronto sono ancora in gioco solo per questioni numeriche. Per i due posti rimanenti è lotta a quattro: se la regular season finisse oggi Detroit (34-36) sarebbe la numero 7 e Chicago (34-38) la numero 8. Ma i Pistons, che hanno vinto solo 3 delle ultime sette esibizioni complici i guai di Iverson, Hamilton e Wallace, hanno una sola gara di vantaggio sui Bulls, tornati sotto con cinque successi nelle ultime sei. Due gare dietro la franchigia dell'Illinois c'è Charlotte (31-39), a caccia dei primi playoff della sua breve storia, con un vantaggio di mezza gara su Milwaukee (31-40). Flebili speranze per i Nets (30-40), a quattro gare dall'ottavo posto. Il calendario favorisce Chicago, che ha 7 partite in casa su 10 (dove viaggia a 22-12), con due scontri diretti (Charlotte in casa e Detroit fuori) e due sfide contro squadre vincenti (Miami e Philadelphia). Guai per Charlotte, con 8 gare su 12 fuori (dove ha un record di 11-22), sei partite contro team vincenti e gli scontri diretti con Chicago e Detroit.

WESTERN CONFERENCE - Le certezze sono Lakers già padroni della Pacific Division e Golden State, Oklahoma City, Minnesota, Memphis e Sacramento aritmeticamente fuori dalla corsa. Poi regna l'equilibrio, con le squadre dalla 2ª alla 7ª che cambiano quasi a ogni partita. In gioco ci sono San Antonio (46-24), Houston (47-26), Denver (45-26), New Orleans (44-25), Utah (44-26) e Portland (44-27). Ad essere decisiva la corsa ai titoli di Division, con le prime tre della Northwest (Nuggets, Jazz e Blazers) divise da una partita e le tre della Southwest (Spurs, Rockets e Hornets) racchiuse in una gara e mezza. Poi ci sono Dallas (42-28) e Phoenix (39-31), che si giocano l'ultimo posto utile. Il calendario non sorride a Houston, New Orleans e Utah: i Rockets affronteranno sei gare su nove contro team vincenti; gli Hornets hanno 9 partite su 12 contro team sopra il 50%, compresa la serie di 7 match consecutivi contro Utah, Miami, Phoenix, due volte Dallas, e le trasferte a Houston e San Antonio che chiudono la stagione; i Jazz hanno 7 gare fuori (dove viaggiano a 14-20) contro Phoenix, Portland, Denver, New Orleans, Dallas, San Antonio e Lakers. L'ottavo posto invece si assegnerà nello scontro diretto del 5 aprile a Dallas, anche se i Mavs hanno dalla loro otto gare su 12 all'American Airlines Center. Anche per questo il finale di stagione Nba si annuncia caldissimo e i verdetti potrebbero arrivare sul filo di lana.

Kharis2 25-03-2009 20:16

di San Antonio, che vince nel finale grazie al canestro decisivo di Roger Mason Junior. I Bulls si liberano dei Detroit Pistons, minacciando la loro settima posizione in classifica ad Est. Nessun problema per i Lakers a Oklahoma City.

San Antonio Spurs-Golden State Warriors 107-106
Dopo le sconfitte all’ultimo minuto contro Boston e Houston, gli Spurs evitano il terzo k.o. con un altro finale combattuto. Decide un canestro a 24” dal termine di Roger Mason Junior che sfrutta perfettamente un blocco di Duncan. Un’incomprensione tra Jackson e Turiaf nella difesa sul pick and roll lascia Mason tutto solo e “Mister Big Shot” infila la retina dalla media per il sorpasso di San Antonio. La difesa degli Spurs invece non concede regali nei secondi finali e le ultime due conclusioni di Ellis sono fuori bersaglio. Eccellente Tony Parker autore di 30 punti, ma Mason è altrettanto incisivo. Tim Duncan segna 13 punti nel quarto periodo, ma nel finale perde un pallone durante un raddoppio che rischia di costar caro a San Antonio, poiché procura un facile canestro in contropiede ad Azubuike che manda i Warriors a +1. Ci pensa Roger Mason a togliere le castagne dal fuoco con il suo jumper che regala il successo ai texani. Don Nelson ruota dieci giocatori tra i quali non è presente Marco Belinelli, rimasto a San Francisco. La guardia azzurra, tormentata da un fastidio alla caviglia destra infortunata a gennaio, verrà visitata lunedì da Richard Ferkel, medico specializzato in problemi dei piedi, e si perderà quindi anche le altre due trasferte dei Warriors contro Dallas e Denver. Dovesse recuperare potrebbe riguadagnare minuti visto che Jackson si rischia di perdersi il resto della stagione per un dolore cronico al piede sinistro.
San Antonio: Parker 30 (13/20), Mason 24 (10/16), Duncan 21 (5/9, 10/13 tl), Bonner 10. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Parker 10.
Golden State: Ellis 27 (12/26), Jackson 18, Azubuike e Randolph 13, Wright 10. Rimbalzi: Randolph 9. Assist: Jackson 4.

Chicago Bulls-Detroit Pistons 99-91
Con il successo contro Detroit, i Bulls non solo rinforzano l’ottava posizione in classifica, ma minacciano proprio i Pistons che li precedono al settimo posto con una vittoria in più. Detroit continua a giocare con un roster ridotto dagli infortuni, ma anche Chicago deve fronteggiare l’assenza di Derrick Rose (dolorante a un polso) e la supera grazie a un ottimo Kirk Hinrich. Chicago ha vinto cinque delle ultime sei gare, mentre Detroit ne ha perse cinque su sei. Per un motivo o per l’altro (la partenza di Billups e gli infortuni a giocatori di primo piano) i Pistons non riescono a trovare continuità. Sembra proprio una stagione nata male che rischia di finire ancora peggio.
Chicago: Hinrich 24 (10/23), Gordon 19, Thomas 18, Salmons 16, Noah 15. Rimbalzi: Thomas 12. Assist: Hinrich 8.
Detroit: Prince 20 (/17), Bynum 20 (10/16), McDyess 16, Stuckey 14. Rimbalzi: Brown 11. Assist: Bynum 9.

Oklahoma City Thunder-L.A. Lakers 89-107
Facile vittoria dei Lakers a Oklahoma City con Gasol in evidenza (14 punti, 14 rimbalzi e 7 assist) e Bryant autore di 19 punti nei primi tre quarti. La stella dei Lakers non gioca nell’ultimo quarto, e anche gli altri titolari guardano la partita dalla panchina negli ultimi otto minuti. Un riposo utile prima di affrontare una road trip di sette gare. I cinque titolari dei Thunder finiscono in doppia cifra guidati da 24 punti di Kevin Durant.
Oklahoma City: Durant 24 (8/20), Green 12, Krstic 11, Sefolosha, Collison e Westbrook 10. Rimbalzi:Collison 8. Assist: Westbrook 6.
L.A. Lakers: Bryant 19 (6/18), Odom 18, Gasol e Powell 14, Fisher e Walton 11. Rimbalzi: Gasol 14. Assist: Gasol 7.

Utah Jazz-Houston Rockets 99-86
Dopo un inizio al rallentatore, i Jazz dominano nel secondo tempo in cui cambiano marcia in attacco, diventando più aggressivi e trovando canestri da sotto o punti in lunetta. Il grande lavoro difensivo di Ronnie Brewer limita la produzione di Ron Artest. La guardia dei Rockets e Yao Ming chiudono con un deludente 11/38 complessivo.
Houston: Brooks 20, Battier 18, Yao 14, Artest 13, Scola 10. Rimbalzi: Yao 13. Assist: Artest 7.
Utah: Williams 19, Brewer 17, Boozer 13, Okur 12. Rimbalzi: Millsap 9. Assist: Williams 13.

Kharis2 26-03-2009 12:50

NEW YORK, 26 marzo 2009 - Orlando vince nel finale contro i Celtics e si prende per adesso la seconda piazza a Est, vincendo la propria Division. Ne approfitta Cleveland, che allunga ulteriormente sui campioni in carica e si conferma quasi invincibile in casa. Un super Parker non fa sentire a San Antonio (che riabbraccia Ginobili) la mancanza di Duncan: espugnata Atlanta.

Orlando Magic-Boston Celtics 84-82
I Magic vincono la Southeast Division e lo scontro diretto per il secondo posto della Eastern Conference (ancora ben lontana dall'avere una classifica definitiva), dimostrandosi squadra molto difficile da affrontare per Boston. Con Dwight Howard incontenibile, all'ottava partita stagionale con almeno 20 punti e 20 rimbalzi, Orlando ha trovato nel suo centro la pietra angolare di questo successo, che proprio Superman ha firmato con una stoppata su Paul Pierce a 3.8 secondi dalla fine. Orlando, alla vittoria numero 11 nelle ultime 13 uscite, è arrivata anche a condurre di 16 lunghezze con 3'54 da giocare nel terzo quarto (con 2 schiacciate e un 2+1 di Howard, 66-50), prima di subire il rientro degli ospiti con un parziale di 12-2 propoziato da Pierce. Sempre Pierce, 8 punti nell'ultimo quarto, ha rimesso definitivamente in partita i suoi con il tiro del -1 (83-82) a 1'27 dalla fine: dal campo non si segnerà più, e proprio sull'ennesimo tentativo di Pierce la giocata difensiva di Howard permette a Orlando di festeggiare la vittoria.
Orlando: Howard 24 (11/18, 2/4 tl), Lewis 21, Turkoglu 13, Lee 11. Rimbalzi: Howard 21. Assist: Alston 6.
Boston: Pierce 26 (9/19, 1/4, 5/6 tl), R. Allen 16, Perkins 11. Rimbalzi: Perkins 11. Assist: Rondo e R. Allen 5.

Cleveland Cavaliers-New Jersey Nets 98-87
Ennesima tripla doppia sfiorata da LeBron James, che fa valere nuovamente la legge spietata della Quicken Loans Arena, violata una sola volta in tutta la stagione. La gara è equilibrata, però, e ci vuole un grande rush finale da parte dei padroni di casa per mettere sotto i Nets. Una tripla di Delonte West a 3'32 dalla fine dà la sveglia (84-82), e una gran palla di LeBron per Varejao costringe New Jersey al time-out (86-82 a 3'02 dalla fine). James, che è diventato il secondo giocatore della storia dopo Oscar Robertson con almeno 2000 punti, 500 rimbalzi e 500 assist in almeno quattro stagioni, decide di mettere in ritmo i compagni, e un con altro scarico trova liberissimo Mo Williams, che a 57 secondi dal termine segna la tripla che vale la vittoria (+9, 93-84). Per Cleveland è la vittoria numero 58 in stagione, nuovo record di franchigia.
Cleveland: James 22 (6/13, 1/1, 7/7 tl), Varejao, Ilgauskas e Williams 16, West 13. Rimbalzi: Varejao 11. Assist: James 11.
New Jersey: Carter 20 (4/12, 3/9, 3/3 tl), Hayes 18, Simmons 12, Dooling 11. Rimbalzi: Lopez 10. Assist: Dooling 10.

Atlanta Hawks-San Antonio Spurs 92-102
Con Tim Duncan a riposo (ma torna in campo di Ginobili) l'attacco e la responsabilità del gioco riposava tutto sulle spalle di Tony Parker, che si è letteralmente fatto beffe della difesa di Atlanta. Grazie ai suoi 42 punti, gli Spurs interrompono una serie di 8 vittorie casalinghe per Atlanta. Il play francese è stato il top scorer dei suoi in 16 delle ultime 17 gare. Parker, all'intervallo, era già a 10/13 dal campo (con San Antonio a +5, 53-48), poi con il supporto del tiro da fuori di Roger Mason gli Spurs sono volati a +11 sul finire dell'ultimo quarto (72-61) prima di un controparziale di Atlanta che pareggiava a quota 74 alla fine del terzo periodo. Agli Hawks, però, non sono bastati gli 11 punti di Joe Johnson nell'ultimo quarto, e nemmeno l'ultimo sforzo di Mike Bibby (tripla) e Josh Smith (schiacciata) per andare a -6 con meno di un minuto e mezzo da giocare. Contro questo Parker non c'era proprio niente da fare. Per Ginobili sono arrivati 2 punti con 1/7 al tiro in 14 minuti, ma la notizia è che ha giocato: ora potrà solo migliorare.
Atlanta: Johnson 30 (12/22, 1/1, 3/3 tl), Murray 15, Bibby 13, Smith 12. Rimbalzi: Horford 13. Assist: Smith 5.
San Antonio: Parker 42 (18/25, 6/6 tl), Mason 18, Finley 13. Rimbalzi: Bonner 7. Assist: Parker 10.

Phoenix Suns-Utah Jazz 118-114
Sesta vittoria consecutiva per i Suns, che nel finale punto a punto ringraziano uno straordinario Grant Hill, capace di segnare a 31.5 secondi dalla fine il tiro per spezzare la parità (116-114) e poi bravo a catturare il rimbalzo dopo gli errori di Williams e Okur, che hanno avuto tra le mani la possibilità del pareggio. Sarà poi Matt Barnes, dalla lunetta, a sancire la vittoria per i Suns. Con questa sconfitta i Jazz perdono terreno rispetto ai Denver Nuggets per la leadership nella Northest Division, mentre Steve Nash ha superato Maurice Cheeks al nono posto della classifica dei migliori assistmen di tutti i tempi.
Phoenix: Hill 26 (10/16, 6/6 tl), Richardson e Barnes 21, O'Neal e Nash 12. Rimbalzi: O'Neal 12. Assist: Nash 14.
Utah: Williams 25 (6/12, 3/5, 4/6 tl), Brewer 17, Okur e Korver 15, Boozer 14, Millsap 13. Rimbalzi: Boozer e Okur 12. Assist: Williams 10.

Indiana Pacers-Miami Heat 90-88
Il ritorno a Indianapolis di Jermaine O'Neal non porta bene a Miami, che vede Dwyane Wade sbagliare praticamente tutto, compresa la tripla della possibile vittoria allo scadere. Indiana approfitta della serata no della stella degli Heat, e appoggiandosi sul talento di Danny Granger e T.J. Ford si costruisce anche un margine di 8 lunghezze (83-75) con meno di quattro minuti sul cronomentro. Arriva proprio lì l'unica tripla della partita di Wade, che coinvolge anche Jermaine O'Neal per accorciare fino a -2 (90-88 a 41 secondi dal termine, con i tiri liberi di Jones). Granger sbaglia la tripla che avrebbe chiuso i conti, regalando l'ultima possibilità prima ad Haslem (per il pareggio) e quindi a Wade. Niente da fare per Miami.
Indiana: Granger 28 (7/13, 3/7, 5/6 tl), Ford 20, Jack 13, Rush 11. Rimbalzi: Foster 16. Assist: Jack 4.
Miami: Wade 21 (4/18, 1/6, 10/12 tl), Haslem 18, O'Neal 13, Beasley 10. Rimbalzi: Haslem 14. Assist: Wade 8.

Philadelphia 76ers-Minnesota Timberwolves 96-88
Ci vuole un grande secondo tempo dei 76ers (giunti all'intervallo sul -6, 37-43) per battere i Timberwolves. Gli ospiti provano a rimanere avanti nel terzo quarto con un paio di triple di Rodney Carner (49-55), ma Philadelphia risponde prima con un 9-0 per rientrare pienamente nel match, poi con un 11-0 nell'ultimo quarto per prendere decisamente in mano la situazione, con le triple di Iguodala e Ivey e la collaborazione dell'ottimo Thaddeus Young (81-69 a 6'09 dalla fine). Proprio Young ha messo il punto esclamativo sulla vittoria, con una schiacciata (per il 94-85) che manda in visibilio i tifosi di casa.
Philadelphia: Young 29 (9/16, 0/2, 11/14 tl), Iguodala e Miller 15. Rimbalzi: Iguodala, Dalembert e Miller 7. Assist: Iguodala 6.
Minnesota: Carney 21 (0/2, 7/8), Smith 20, Love 12. Rimbalzi: Gomes e Love 9. Assist: Ollie 4.

Washington Wizards-Charlotte Bobcats 95-93
I Bobcats la fanno veramente grossa, buttando via una partita che potrebbe costargli moltissimo in termini di lotta per i playoff. La squadra di Larry Brown spreca un vantaggio di 20 punti costruito nel primo tempo (con D.J. Augustin a firmare il 55-35 a 4'02 dall'intervallo), e si vede soffiare la vittoria nel finale. Nick Young, sempre più convincente, segna il +5 (91-86) con 1'56 da giocare, ma i Bobcats avranno la possibilità di vincere in extremis: a 5'5 secondi dalla sirena, Bell trova Wallace, che segna (94-93) e subisce il fallo, ma sbaglia il tiro libero: il rimbalzo è di Okafor, che però non riesce a segnare da sotto, così come Diaw subito dopo. E per Washington arriva la vittoria numero 17 in questa stagione.
Washington: Jamison 27 (9/16, 2/6, 3/6 tl), Young 23, Blatche e James 15. Rimbalzi: Jamison 8. Assist: James 5.
Charlotte: Wallace 21 (8/14, 0/2, 5/9 tl), Okafor e Augustin 15, Felton 14, Diaw 11. Rimbalzi: Wallace 11. Assist: Felton 8.

New Orleans Hornets-Denver Nuggets 88-101
La coppia Anthony-Billups ne fa 55 e ispira il successo di Denver a casa di Chris Paul, dove passare non è facile per nessuno. Melo e i Nuggets giocano una partita perfetta, gestendo molto bene il pallone (solo 12 palle perse) e non sprecando niente dalla lunetta (23/24). Per gli Hornets (senza Chandler), che hanno un Paul da doppia doppia ma anche da 6 palle perse, non arriva la soluzione del rebus: dopo il 9-8 dei primi 4 minuti di gioco, infatti, la squadra di Byron Scott tornerà in vantaggio una sola volta in tutto il match (47-46 in apertura di terzo quarto), per poi scivolare una giocata dopo l'altra fino a -21 (73-94) con un parziale di 17-5 costruito da Denver per iniziare l'ultimo quarto (con 8 punti di Billups e 7 di Smith).
New Orleans: Paul 19 (5/10, 0/1, 9/10 tl), West 18, Armstrong e Butler 10. Rimbalzi: West 8. Assist: Paul 13.
Denver: Anthony 29 (9/20, 1/4, 8/8 tl), Billups 26, Smith 16. Rimbalzi: Andersen 9. Assist: Billups 6.

Kharis2 26-03-2009 12:51

NEW YORK, 26 marzo 2009 – Andrea Bargnani protagonista nella vittoria di Toronto su Milwaukee. Al Garden, dove i Knicks si fanno beffare dai Clippers, si rivede Danilo Gallinari che ancora non conferma l'operazione alla schiena. Sempre senza Marco Belinelli, out per un problema alla caviglia destra, Golden State naufraga a Dallas

Toronto Raptors-Milwaukee Bucks 115-106
di Adriana Galimberti
Contro un avversaria non irresistibile i Toronto Raptors trovano la ricetta giusta per il successo: attacco bilanciato, frutto di un buon movimento di palla e una regia brillante di Jose Calderon. Una ricetta scontata, ma che quest’anno si è vista raramente. "Jose è stato molto bravo ad attaccare il canestro, cosa che si è vista poco quando era condizionato dal problema muscolare - ammette coach Triano -. Sta ritornando in forma e di conseguenza ci stiamo muovendo meglio in attacco, la palla gira meglio e stiamo avendo risultati migliori". Per la vittoria determinante il secondo quarto, con 6 triple a bersaglio su 8 tentativi. Alla fine, Bargnani, Parker, Calderon e Kapono hanno realizzato tre triple a testa e nel complesso Toronto ha tirato col 50% dall'arco (12/24). Con 40 punti realizzati in 12 minuti, Toronto ha stabilito il recordo stagionale ed ha chiuso il primo tempo in vantaggio 65-44, con 14 punti di Chris Bosh e 17 di Calderon. Tornato di nuovo in quintetto dopo il turno di stop per un’infiammazione al tendine d’achille, Bargnani ha segnato 7 punti nel primo tempo, e si è scatenato nel terzo quarto chiuso con 18 punti. Con altri 5 punti nell’ultimo quarto, il Mago è risultato il miglior realizzatore della squadra canadese che ha avuto un apporto positivo da parte di tutti i titolari, più Jason Kapono autore di 3/4 da tre. I Raptors hanno conquistato larga parte del successo dalla lunetta (35/40). "I Bucks non hanno molti giocatori di presenza in area, ma giocano in maniera molto fisica. Non ti concedono nulla di facile - è il commento di Triano - La nostra strategìa era di buttarsi dentro ed essere aggressivi per caricarli di falli". Il piano ha funzionato anche se nel finale Toronto ha concesso troppo, permettendo ai Bucks di riavvicinarsi a -7 nell’ultimo minuto. "Una vittoria è una vittoria - ha detto Bosh -. Loro hanno segnato alcuni tiri della disperazione, ma noi siamo stati bravi a mettere i tiri liberi". Per Andrea Bargnani anche in difesa i Raptors hanno lavorato bene: "Abbiamo difeso molto bene. Adesso abbiamo ancora due partite in casa e cercheremo di vincerle entrambe”. Bargnani ha fatto vedere un paio di ottimi movimenti vicino a canestro, confermando di trovarsi molto più a suo agio rispetto ai primi due anni di Nba. Per l’azzurro anche due stoppate e buona intesa con Chris Bosh in diverse occasioni in attacco. L’unica nota negativa i due rimbalzi. Prima della partita, l’azzurro ha scambiato due parole con Carolina Morace, che si appresta ad iniziare l’avventura da c.t. della nazionale canadese femminile di calcio. La Morace ha quindi assistito al match nei posti riservati ai vip in prima fila, insieme al console italiano a Toronto.
Toronto: Bargnani 23 punti (4/9 da due, 3/8 da tre, 6/6 tl), 2 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate, 3 palle perse, 2 falli in 33’. Calderon 19, Parker e Bosh 18, Marion 17, Kapono 14. Rimbalzi: Bosh 14. Assist: Calderon 11.
Milwaukee: Jefferson 22 (10/18), Bell 20, Sessions 18, Jones 12. Rimbalzi: Mbah a Moute 8. Assist: Sessions e Bell 7.

New York Knicks-Los Angeles Clippers 135-140 d.t.s.
di Simone Sandri
I deludenti Knicks trovano il modo di perdere anche contro i Clippers che così interrompono la striscia di nove sconfitte consecutive in trasferta. Al Harrington sale sul banco degli imputati incorrendo incredibilmente nello stesso errore del match di Los Angeles con i Clips del mese scorso: il giocatore di New York, infatti, riceve un evitabilissimo tecnico nelle battute finali del match permettendo agli ospiti di acciuffare il supplementare. Danilo Gallinari (clicca qui per ascoltarlo) dopo la parentesi italiana torna al Madison Square Garden, anche se soltanto da spettatore, e non scioglie ancora tutti i dubbi su un’operazione che però appare oramai certa. I Knicks, nonostante abbiano oramai detto addio alla ricorsa alla zona playoff, provano a regalare una soddisfazione al pubblico del Garden partendo con il piede sull’acceleratore. La truppa di Mike D’Antoni (clicca qui per ascoltarlo) nel primo quarto gioca alla grande, mette a referto 44 punti e raggiunge un vantaggio di ben 19 lunghezze. Il match sembra segnato ma gli ospiti con l’andare del tempo ritrovano ritmo in attacco. L’ex di turno Zach Randolph si fa sentire e il sorprendente rookie Mike Taylor gioca la partita della vita. La squadra di LA così riprende i Knicks e nella ripresa il match è intenso. Nelle battute finali della gara New York sembra poter chiudere i conti ma l'errore di Harrington rimette in corsa Baron Davis e compagni. L’ex ala dei Warriors con una schiacciata a 27’" dalla sirena porta i Knicks al +3 ma incredibilmente rimane aggrappato al ferro e riceve l’inevitabile tecnico. Eric Gordon ringrazia e dalla lunetta accorcia le distanza, i liberi di Randolph poi permettono ai Clippers di trascinare il match al supplementare dove, grazie ai canestri di Taylor, infliggono ai Knicks la sesta sconfitta consecutiva.
New York: Harrington 38 (9/13, 4/8), Chandler 22, Lee 18. Rimbalzi: Lee 13. Assist: Duhon 10.
LA Clippers: Taylor 35 (14/20), Randolph 33, Thornton 21, Gordon 19. Rimbalzi: Thornton 9. Assist: Davis 6.

Dallas Mavericks-Golden State Warriors 128-106
di Pietro Scibetta
IWarriors, sempre senza Jamaal Crawford, Andris Biedrins, Corey Maggette e Marco Belinelli (lunedì il la visita specialistica per la caviglia destra infortunata), non riescono a reggere l'urto di Dallas, una formazione che punta spedita verso i playoff. Nemmeno Anthony Morrow, perfetto al tiro, riesce ad addolcire la pillola per coach Nelson, che ha visto la panchina di Dallas produrre la bellezza di 52 punti. Per i Warriors si tratta della settima sconfitta consecutiva fuori casa, dove hanno un record tremendo di 6-31. I Mavs controllano il match fin dal primo quarto (35-23 firmato Nowitzki con 1'07 da giocare), e quando i Warriors provano a rientrare (87-83 a 2'49 dalla fine del terzo quarto) Juan Barea li punisce con un 8-0 firmato tutto da lui. L'attacco dei Mavs va a nozze contro la difesa pigra di Golden State, e con Barea (6) e Singleton (5) protagonisti i padroni di casa segnano 16 punti nei primi 4 minuti dell'ultimo quarto, andando sul +21 e chiudendo la pratica (111-90 a 8'30 dalla fine).
Dallas: Terry 26 (9/13, 1/2, 5/6 tl) e Nowitzki 26 (7/10, 1/2, 9/9 tl), Barea 20, Green 14, Wright 13, Bass 10. Rimbalzi: Dampier 10. Assist: Kidd e Barea 7.
Golden State: Morrow 29 (7/7, 3/4, 6/7 tl), Ellis 22, Jackson 12, Azubuike 11, Randolph e Watson 10. Rimbalzi: Randolph 6. Assist: Jackson ed Ellis 5.

Kharis2 29-03-2009 11:48

NEW YORK, 29 marzo 2009 - Vittoria cruciale per Utah su Phoenix, sempre più lontana dai playoff. A Washington si festeggia l'esordio stagionale di Gilbert Arenas, ma non basta per battere Detroit. Vincono anche i Bulls (importante per i playoff), tutto facile per Miami, Houston e Portland. Cadono New York (a Charlotte) e Golden State, con gli italiani ancora malinconicamente fermi per i rispettivi infortuni.

Utah Jazz-Phoenix Suns 104-99 dts
Sconfitta che significa quasi addio ai playoff per i Suns, mentre Deron Williams e compagni rischiano molto dopo aver condotto anche di 21 lunghezze (58-37), ma alla fine triofano nei supplementari ispirati proprio dal playmaker, che vi segna tutti e 9 i tiri liberi della sua partita. La partita sembrava chiusa all'intervallo (52-35 per i padroni di casa), vista anche la terribile serata al tiro dei Suns (37.1% dal campo, 25.9% da fuori, male anche ai liberi con il 66.7%), ma giocata dopo giocata i ragazzi di Gentry sono arrivati addirittura a condurre per 88-81 a 2'11 dalla fine (con 8 punti in 2 minuti di O'Neal), prima di un controparziale iniziato e chiuso da Deron Williams (suo il canestro del 90 pari a 13 secondi dalla sirena). Si va ai supplementari: un gioco da 4 punti di Kirilenko (tripla e fallo di Hill) porta i Jazz sul +3 (99-96 a 2'19 dalla fine), Williams risponde con i tiri liberi alla tripla di Nash e congela il risultato. Ed esulta anche Dallas, sempre più ottava (ora 3 gare e mezza di vantaggio su Phoenix).
Utah: Okur 26 (7/11, 3/4, 3/5 tl), Williams 21, Boozer 14, Brewer 12. Rimbalzi: Okur 11. Assist: Williams 13.
Phoenix: Nash 20 (4/11, 3/10, 3/3 tl), Hill 19, O'Neal 16, Dudley 15, Barnes 14. Rimbalzi: Barnes e O'Neal 10. Assist: Nash 6.

Washington Wizards-Detroit Pistons 96-98
Se Detroit festeggia vincendo il rientro di Richard Hamilton, per Washington questa partita diventa un vero evento per il ritorno in campo di Gilbert Arenas, l'assente più illustre di questa stagione. Proprio lui, dopo una partita in cui gli ospiti hanno a lungo condotto, ha avuto la possibilità di un tiro disperato per vincere, prendendo il rimbalzo d'attacco dopo un errore dalla lunetta, ma sulla sirena Kwame Brown ha stoppato il tiro di "Agent Zero". Prima di questo, però, i Pistons hanno dominato fino al +15 nel terzo quarto, grazie a 3 triple in 3 minuti di Hamilton (80-65 con 2'40 da giocare nel quarto), e ancora Hamilton ha cercato di chiudere il conto con un'altra tripla a 2'10 dalla fine (94-89). Jamison ha risposto subito, però, trascinando Detroit al finale punto a punto. Arenas, però, non è riuscito a completare l'impresa. Per lui, che non giocava una gara ufficiale dal 27 aprile scorso, un esordio stagionale da 1/7 da 2, 2/5 da 3, 7/8 ai liberi, e anche 3 rimbalzi oltre ai 10 assist in 29 minuti.
Washington: Jamison 21 (6/10, 3/5), Blache e Arenas 15, Young 13, Butler 11. Rimbalzi: Butler 10. Assist: Arenas 10.
Detroit: Hamilton 31 (6/20, 5/9, 4/7 tl), Prince 19, Stuckey 13, Maxiell 10. Rimbalzi: McDyess e Brown 11. Assist: Stuckey 6.

Chicago Bulls-Indiana Pacers 112-106
Ai Pacers non basta un inizio di gara straordinario, mentre i Bulls festeggiano una vittoria importantissima per il rush finale verso i playoff, con Derrick Rose a sfiorare la tripla doppia. I Pacers (privi dell'infortunato Murphy) chiudono il primo quarto avanti 35-21, dopo un parziale di 16-4 negli ultimi 4'16 del periodo inaugurale, ma con 11 punti di Gordon e 8 di Miller per iniziare la seconda frazione i Bulls riprendono la gara (40-39 a 7'11 dall'intervallo). Da lì in poi c'è equilibrio, ma Chicago tenta un nuovo strappo in apertura di ultimo qurto (93-81 a 11'04 dalla fine, firmato ancora Gordon), ma Indiana non molla e tiene aperto il discorso con la tripla di Granger (97-96 a 6'11 dalla sirena). John Salmons risponde con due conclusioni pesanti in meno di un minuto, e i 2 punti di Rose a 1'04 dalla fine mettono tatticamente in mano la gara ai Bulls (110-103).
Chicago: Gordon 25 (9/15, 2/3, 1/2 tl), Salmons 22, Ty. Thomas 18, Miller 17, Rose 16. Rimbalzi: Rose 9. Assist: Rose 8.
Indiana: Granger 32 (6/15, 4/9, 8/8 tl), Rush 29, Ford 14, Jack 10. Rimbalzi: Foster 18. Assist. Jack 9.

Miami Heat-Milwaukee Bucks 102-85
Centesima doppia doppia in carriera per Udonis Haslem, che festeggia con una facile vittoria contro i Bucks. Partita già segnata all'intervallo (58-43 Heat). Fila tutto liscio fino al massimo vantaggio (75-50 con 4'39 da giocare nel terzo quarto), prima del tentativo di rimonta ospite, con Richard Jefferson protagonista (82-75 a 7'39 dalla fine con i tiri liberi di Sessions), ma una tripla di James Jones e 4 tiri liberi di Wade hanno rimesso le cose a posto (91-77 a 5'33 dalla sirena). Miami si tiene stretta il quinto posto a Est, mentre ormai le speranze di playoff dei Bucks sembrano andate.
Miami: Wade 27 (9/16, 0/1, 9/11 tl), Haslem 16, Beasley e Jones 11, O'Neal 10. Rimbalzi: Haslem 12. Assist: Wade 7.
Milwaukee: Jefferson 32 (8/19, 2/4, 10/10 tl), Gadzuric 18, Sessions 10. Rimbalzi: Gadzuric 12. Assist: Sessions 8.

Houston Rockets-Los Angeles Clippers 110-93
Senza storia la partita del Toyota Center: ai Clippers, reduci da 10 sconfitte in 11 gare, mancavano Baron Davis e Marcus Camby, mentre dall'altra parte Aaron Brooks ha fatto da spalla a uno Yao Ming assolutamente dominante. Il pivot cinese ha raggiunto la doppia doppia già all'intervallo, e tra l'altro proprio in uno scontro contro di lui si è fatto male Mike Taylor nel secondo quarto. Niente di grave, sembra , intanto si è continuato a giocare, e Houston ha toccato anche i 30 punti di vantaggio (98-68 a 7'31 dalla fine), prima di concedere un pò di respiro alla bistrattata squadra rossoblu.
Houston: Yao Ming 21 (7/11, 7/8 tl) e Brooks 21 (6/10, 3/7), Battier 15, Scola e Artest 13, Wafer 11. Rimbalzi: Yao Ming 15. Assist: Battier e Lowry 4.
LA Clippers: Gordon 17 (6/12, 1/4, 2/2 tl), Kaman 16, Randolph e Thornton 12, Taylor 11, Novak 10. Rimbalzi: Randolph 8. Assist: Taylor 6.

Portland Trail Blazers-Memphis Grizzlies 86-66
Sesta vittoria consecutiva per Portland, che non ha il minimo problema a liquidare Memphis, tenuta addiritura a zero per quanto riguarda le triple (0/8) e stradominata dall'inizi alla fine (50-28 a rimbalzo per i Blazers). Lo strappo vero, dopo una prima metà di gara gestita agevolmente (48-36), arriva nel terzo quarto (55-38 dopo 4 minuti), e poi si dilaga nel finale, prima del riposo concesso ai giocatori più impegnati (79-56 firmato Oden, doppia doppia sfiorata con 9 rimbalzi, a 4'50 dalla sirena).
Portland: Roy 21 (6/9, 1/4, 6/8 tl), Aldridge 18, Oden 12. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Blake, Roy e Rodriguez 4.
Memphis: Mayo 12 (6/10, 0/4), Gasol e Gay 10. Rimbalzi: Conley e Haddadi 6. Assist: Mayo 5.

Charlotte-New York 96-85
Danilo Gallinari rimane a New York a definire i dettagli di un’operazione che oramai appare inevitabile, i Knicks vanno a Charlotte dopo la bella vittoria su New Orleans al Madison Square Garden ma non riescono a ripetere la performance di venerdì sera, incassando così in North Carolina la loro settima sconfitta nelle ultime otto gare. Contro l’ex tecnico dei Knicks, Larry Brown, Mike D’Antoni deve fare a meno dell’infortunato Quentin Richardson. Il coach di New York decide perfino di provare a dare un’opportunità’ a Eddy Curry. Meglio farlo lontano dal Garden e dai potenziali fischi dei tifosi di New York. Curry però mostra di essere lontanissimo da una forma accettabile, rimane in campo soltanto due minuti nel secondo quarto e si vede fischiare tre falli a carico. I padroni di casa, ancora in corsa per un biglietto per la postseason, dopo un deludente primo quarto cambiano marcia nel secondo periodo prendendo in mano le redini del match. Sale in cattedra Gerald Wallace, il quale flirta con la prima tripla doppia della sua carriera, e dalla panchina coach Brown riceve minuti eccellenti da DJ Augustin (19 punti in 26'). I Bobcats così arrivano al vantaggio in doppia cifra e nella ripresa controllano il match senza grossi problemi. I Knicks si fanno imporre il ritmo dalla truppa di Larry Brown e alla fine tirano con un deludente 37,6% dal campo mettendo a referto solamente 85 punti.
Charlotte: Wallace 23 (6/10, ½), Augustin 19. Rimbalzi: Okafor 14. Assist: Wallace 8.
New York: Harrington, Chandler 18. Rimbalzi: Lee 10. Assist: Duhon 8.

Denver-Golden State 129-116
La caviglia destra continua a tenere ai box Marco Belinelli. L’azzurro lunedì verrà visitato da uno dei più rispettati specialisti della California, il dottor Richard Ferkel, per capire quali siano i motivi di un dolore che non sembra voler scomparire del tutto. I Warriors, intanto, nonostante un’infermeria affollata (Don Nelson annuncia che Stephen Jackson dovrà subire un intervento al piede sinistro e quasi sicuramente rimarrà fuori per il resto della stagione), danno filo da torcere ai Nuggets ma alla fine si devono arrendere. Golden State prova a spaventare i padroni di casa con un eccellente inizio di match. Dopo otto minuti gli ospiti, infatti, sono già avanti 23-9. Denver però risponde con un parziale di 19-4, diventa padrona del match e mette la truppa di Don Nelson con le spalle al muro realizzando i primi 13 punti del terzo quarto. I Warriors tanto per cambiare concedono troppo in difesa. Quando Denver tira con buone percentuali dal campo (55% contro Golden State) batterla diventa davvero difficile. Brilla soprattutto Carmelo Anthony (31 punti) ma si fa sentire anche Chris Anderson il quale mette a referto 10 punti e 11 rimbalzi in 20’ di gioco. I Nuggets conquistano il loro ottavo successo nelle ultime nove gare.
Denver: Anthony 31 (9/16, 3/5), Kleiza 22. Rimbalzi: Andersen 11. Assist: Carter 13.
Golden State: Crawford 30 (5/10, 5/11), Azubuike 21, Morrow 18, Ellis 17. Rimbalzi: Randolph 14. Assist: Crawford 5.

Kharis2 30-03-2009 10:31

TORONTO, 29 marzo 2009 - Al termine di una partita avvincente, i Toronto Raptors conquistano la quarta vittoria consecutiva all’overtime con una grande prestazione del trio Bosh, Bargnani e Calderon. Per il Mago 28 punti con 10/20 al tiro.

Toronto Raptors-Chicago Bulls 134-129 (dts)
Toronto rischia di buttar via una partita dominata dall’inizio, ma disputa un supplementare di grande carattere e vince, respingendo i Bulls di un incontenibile Ben Gordon. I Raptors sono più incisivi nel primo quarto e sorprendono la difesa un po’ addormentata di Chicago con 30 punti nei primi 12 minuti. Buono l’avvio di gara per Andrea Bargnani che nei primi nove minuti realizza 9 punti. L’azzurro non si demoralizza dopo un passaggio sbagliato per Bosh e una stoppata da parte di Thomas che cancella un ottimo movimento spalle a canestro del Mago. Mensah-Bonsu esalta il pubblico con una schiacciata imbarazzante per Hinrich e si fa apprezzare per il suo lavoro a rimbalzo in attacco. Anche Ukic vede un varco nella difesa avversaria e va fino in fondo per il 34-22. Del Negro, coach dei Bulls, deve chiamare timeout per svegliare la squadra. Quando torna in campo nel secondo quarto, Bargnani tira male (una tripla fuori bersaglio, un airball dalla media e un altro errore dal gomito), al contrario di Kapono che colpisce dall’angolo un paio di volte. I Bulls lentamente si riavvicinano, mentre Noah fa danni in area contro un arrendevole Bosh. L’attacco così efficace di Toronto del primo quarto si inceppa nei minuti che precedono l’intervallo che vede Toronto avanti di 11 lunghezze (55-44).

BARGNANI SHOW - Noah guida gli ospiti con 12 punti e 6/8. I Raptors possono contare su un buon contributo di tutti i nove giocatori utilizzati da Triano. Chicago spaventa i Raptors alla ripresa del gioco e arriva a -3, ma fortunatamente per Toronto il terzo quarto di Bargnani è sontuoso: 12 punti nella frazione e 5/6 al tiro dopo il 3/8 dal primo tempo. Il canestro più importante del Mago è una tripla che dà ossigeno ai Raptors dopo il canestro del -3 di Gordon. La tripla del Mago (71-65) carica i Dinos che cambiano ritmo e allungano con un parziale di 16-5. È il momento migliore di Toronto, a tratti devastante in contropiede. Il finale del quarto è nel segno di Mensah-Bonsu. Una sequenza micidiale del londinese taglia le gambe ai Bulls: Pops stoppa Gordon lanciato a canestro e corre a concludere in contropiede con un’altra schiacciata d’autore, realizzando anche il libero supplementare (82-70). Toronto gira a mille in attacco con Calderon autoritario in regìa e Chris Bosh che imita il Mago con le stesse cifre parziali (12 punti e 5/6). Le Killer B’s dei Raptors realizzano 24 dei 35 punti nel terzo quarto in cui Toronto raggiunge un vantaggio massimo di 15 punti.

CHICAGO NON SI ARRENDE - Nell’ultimo quarto, Chicago non minaccia seriamente i canadesi fino a tre minuti dalla fine. Un tenace Ben Gordon (26 punti nel secondo tempo) riapre la partita con un gioco da tre punti per il 110-106 a 3’13” dal termine. I Bulls sono inarrestabili iin attacco e segnano in ogni azione arrivando a -1 con una magìa di Gordon. Gli risponde Andrea Bargnani con un canestro provvidenziale: l’azzurro batte il suo avversario e si arresta in mezzo all’area, evitando lo sfondamento, e fa partire un tiro morbido che si infila nella retina (116-113 con 58” da giocare). Ancora Brad Miller riporta sotto i Bulls, quindi un tiraccio di Bosh che conclude un’azione nata male regala la chance ai Bulls di vincere con un possesso offensivo a 19” dalla fine. Derrick Rose grazia i Raptors con un layup facilissimo sputato fuori dal ferro. Malgrado un regalo simile, i Raptors non riescono a portare a termine la vittoria. Parker sbaglia un tiro libero e sulla sirena un inarrestabile Ben Gordon pareggia con un jumper dalla media in faccia a Bosh. Sul 119-119 si va all’overtime.

OVERTIME - Chicago segna i primi 4 punti, rispondono Bosh e Marion. Dopo un errore al tiro, Bargnani riporta avanti Toronto (126-125) con una tripla, ma Rose vola in contropiede per il +1 Bulls a 28” dalla sirena. I Raptors affidano a Bosh la palla decisiva e CB4 sorpassa per l’ennesima volta, segnando da un rimbalzo offensivo sul proprio errore e completando con un libero il gioco da tre punti (129-127). Ancora Bargnani è immenso in difesa dove recupera un pallone fondamentale e quindi assicura il successo ai Raptors con 2/2 dalla lunetta. Chris Bosh chiude con 31 punti e 15 rimbalzi. Bargnani non è da meno con 28 punti, 6 rimbalzi e giocate chiave nei momenti cruciali. Calderon si affianca alle Killer B’s con 21 punti e 19 assist.
Toronto: Bargnani 28 punti (7/14 da due, 3/6 da tre, 5/6 tl), 6 rimbalzi, 2 assist, 3 palle perse, 3 falli in 38’. Bosh 31 (10/21, 11/11 tl), Calderon 22 (8/11), Marion 16, Mensah-Bonsu 13. Rimbalzi: Bosh 15. Assist: Calderon 19.
Chicago Bulls: Gordon 37 (15/26), Rose 23 (9/13), Noah 16, Miller 14. Rimbalzi: Miller 10. Assist: Rose 9.

Kharis2 30-03-2009 19:38

MILANO, 30 marzo 2009 - I Cavaliers spazzano via Dallas e consolidano il miglior record della Lega, approfittando anche della sconfitta dei Lakers in casa di Atlanta. Cade San Antonio a New Orleans, e la lotta per il secondo posto a Ovest si fa accesissima. Phoenix perde anche a Sacramento, le speranze di playoff sono davvero minime ora.

Atlanta Hawks-Los Angeles Lakers 86-76
Gli Hawks di coach Woodson si regalano una serata di gloria contro i Lakers, che non rischiano più niente a livello di primato a Ovest, ma che adesso sono 2 gare dietro a Cleveland per il miglior record della Lega. Una orrida serata offensiva dei gialloviola (35% dal campo, 20% da fuori), mentre ai padroni di casa è riuscita esattamente la partita che volevano giocare, fatta di tanta intensità difensiva e, quando possibile, corsa. Anche gli Hawks hanno tirato male (39.3% totale dal campo ma 10/19 da fuori), ma con un Mike Bibby davvero ispirato hanno trovato l'uomo in grado di fare la differenza. L'ex playmaker dei Kings aveva già portato in doppia cifra il vantaggio dei suoi nel secondo quarto (tripla del 29-18), ma è nel terzo che la partita si spacca. A salire di livello sono Mo Evans (ex Benetton) e Zaza Pachulia, che costruiscono il parziale che porta a +16 il vantaggio degli Hawks (chiuso proprio dalla schiacciata di Evans, 72-56) dal quale i Lakers ono si riprenderanno più, arrivando al massimo al -9 (79-79, con Gasol a 5'58 dalla fine).
Atlanta: Bibby 21 (2/9, 5/6, 2/2 tl), Murray 14, Evans 13, Pachulia 11, Johnson 10. Rimbalzi: Pachulia 13. Assist: Johnson 8.
LA Lakers: Gasol 21 (7/10, 7/10 tl), Bryant 17, Odom 9. Rimbalzi: Gasol 11. Assist Bryant e Odom 4.

Cleveland Cavaliers-Dallas Mavericks 102-74
Dodicesima vittoria consecutiva (record di franchigia) per i Cavaliers, che spazzano letteralmente via Nowitzki e compagni dopo aver chiuso il primo quarto sotto di 10 lunghezze (20-30). Il secondo tempo è un'autentica mattanza, con LeBron James a segnare e far giocare la squadra: 30-11 il parziale del terzo quarto, ancora pià clamoroso quello di tutta la seconda metà di partita (55-25). Jason Kidd, rientrato per Dallas dopo una gara d’assenza, non ha usato mezze misure per definire Cleveland: “Oggi questa è la miglior squadra della Lega”. E lo dice anche il record (60-13). Cleveland: James 24 (7/18, 2/4, 4/5 tl), Williams 22, Ilgauskas 14, Smith 12, Varejao 10. Rimbalzi: Smith 13. Assist: James 12.
Dallas: Nowitzki 20 (6/20, 1/3, 5/5 tl), Dampier e Terry 10. Rimbalzi: Hollins 12. Assist: Kidd 8.

New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 90-86
Malgrado le assenze di Tyson Chandler (infortunato) e James Posey (sospeso) gli Hornets riescono a fermare San Antonio, che adesso ha solamente mezza gara di vantaggio su Houston e Denver e dovrà sudare moltissimo per mantenere la seconda posizione nella Western Conference. Partita molto equilibrata, con le solite sofferenze degli Spurs nel terzo quarto su questo campo (come nei playoff della scorsa stagione), il cui parziale dice 25-16 Hornets (per il 68-63). Il finale di gara è letteralmente pazzesco: a 25.3 secondi dal termine, Ginobili mette la tripla del -4 (87-83) e subito dopo propizia il fallo in attacco di Butler sulla rimessa. Gli Spurs ne approfittano, ed è Finley a segnare, ancora da fuori, per il -1 (17.8 secondi, 87-86). Qui arriva però l'episodio che chiude il match: Chris Paul se ne va contro due difensori battendo il pressing, Ginobili commette fallo su di lui che prova a lanciare un tiro della disperazione da metà campo a 7 secondi dalla fine, per recuperare tre tiri liberi. La mossa riesce, CP3 fa 3/3 dalla lunetta e in pratica finisce lì.
New Orleans: Paul 26 (7/16, 1/2, 9/9 tl), West 23, Daniels 10. Rimbalzi: West 16. Assist: Paul 9.
San Antonio: Parker 20 (8/14, 0/1, 4/4 tl), Duncan 19, Ginobili 17, Finley 12. Rimbalzi: Duncan 15. Assist: Parker 7.

Boston Celtics-Oklahoma city Thunder 103-84
Non ci sono ancora Kevin Garnett e Leon Powe, ma l'unica vera ala forte rimasta (Glen Davis) ci mette molto del suo per vincere questa gara, con un'altra doppia doppia malgrado una ferita per un colpo rimediato da Durant nel terzo quarto. Dopo una gara molto equilibrata per tre quarti, con Oklahoma a giocarsela senza paura, i Celtics fanno la differenza negli ultimi 12 minuti, proprio con Davis: rientra in campo sul 77-72 con 9'42 da giocare, e segna 11 punti consecutivi per permettere ai suoi Celtics di scappare via e non voltarsi più indietro (100-84 a 1'14 dalla fine).
Boston: Pierce 27 (7/13, 1/5, 10/12 tl), Davis 19, House 16, R. Allen 14, Moore 12. Rimbalzi: Moore 11. Assist: Rondo 12.
Oklahoma City: Westbrook 23 (8/17, 0/1, 7/8 tl), Durant 21, Green 15. Rimbalzi: Green 9. Assist: weaver 7.

Detroit Pistons-Philadelphia 76ers 101-97
Torna Allen Iverson dopo 16 partite (con 8 punti in 21 minuti) e c'è anche la vittoria per Detroit, importante contro una diretta concorrente per definire la griglia dei playoff nella Eastern Conference. Partita equilibrata e intensa, decisa nel finale dal solito Richard Hamilton: a 14 secondi dalla fine "Rip" viene trovato sull'amata riga di fondo da Prince, e malgrado un angolo di tiro non ottimale firma il canestro del definitivo +4. Iguodala, infatti, a 10 secondi dalla fine sbaglia la tripla che riaprirebbe i giochi. Phila sembrava poterla prendere in mano all'inizio dell'ultimo quarto (83-89, firmato Iguodala) ma un 10-0 con i protagonisti che non ti aspetti dai Pistons (Bynum e Amir Johnson) ha rimesso la partita nelle mani di Detroit.
Detroit: Prince 21 (5/7, 3/4, 2/2 tl), Stuckey 16, Hamilton 14, Brown 13, Bynum 12. Rimbalzi: McDyess 6. Assist: Hamilton 7.
Philadelphia: Iguodala 27 (9/14, 1/5, 6/6 tl), Young 22, Miller 13, Williams 10. Rimbalzi: Young 8. Assist: Miller 6.

Sacramento Kings-Phoenix Suns 126-118
Terza sconfitta consecutiva per Phoenix, che con 8 gare ancora da giocare e 4 di ritardo dai Dallas Mavericks (che occupano l’ottavo posto a Ovest) ha ben poche speranze di entrare nei playoff. Perdere a Sacramento, contro questi Kings, significa però non crederci più, al di là dei ragionamenti matematici. La difesa di coach Gentry ha concesso davvero di tutto ai padroni di casa (105 punti subiti nei primi tre quarti), i padroni di casa ringraziano e con 6 uomini in doppia cifra si concedono una vittoria che regala almeno una serata di gloria.
Sacramento: Thompson 21 (8/14, 5/9 tl), Hawes 20, Nocioni e Garcia 19, Martin 17, Udrih 16, McCants 12. Rimbalzi: Hawes 10. Assist: Udrih 7. Phoenix: Nash 31 (7/13, 5/8, 2/2 tl), O'Neal 24, Hill 19, Dudley 17, Richardson 16. Rimbalzi: Dudley 11. Assist: Nash 14.

Indiana Pacers-Washington Wizards 124-115
Interesse relativo anche per questa gara, tra una formazione fuori dai giochi per i playoff e una delle peggiori di tutta la Lega. Ci fa un figurone Brandon Rush, che si concede una grande serata offensiva (15 punti già nella prima metà di gara) e diventa il protagonista assoluto mettendo 10 punti nei primi 7 minuti del terzo quarto, quando Indiana prende il largo (da 59-52 a 84-66). L'ultimo quarto lo vince Washington (39-32) ma poco importa, i buoi erano già scappati da un po'. A riposo Gilbert Arenas, inutile forzare troppo adesso.
Indiana: Granger 31 (6/10, 4/6, 7/8 tl), Rush 29, Jack 19, Hibbert 12, Nesterovic 10. Rimbalzi: Rush 10. Assist: Ford 10.
Washington: Butler 31 (6/15, 2/5, 13/15 tl), Jamison 29, Crittenton 19, Blatche 12. Rimbalzi: Butler 13. Assist: Butler 3.

Minnesota Timberwolves-New Jersey Nets 108-99
Partita tra due formazioni che ormai hanno ben poco da chiedere a questa stagione (i Nets ormai sono fuori dalla lotta per i playoff, di fatto), e Minnesota interrompe una serie di 7 sconfitte consecutive. Gara dominata dai padroni di casa nella prima frazione, con Devin Harris a ridurre a 10 le lunghezze di ritardo con la sua tripla allo scadere del secondo quarto (58-48). Malgrado un vince Carter strepitoso in attacco, i Nets non riusciranno mai a rientrare davvero nel match, respinti da Miller, Telfair, Gomes e Love. L'ex stella dei Raptors firma la schiacciata del -7 quando è troppo tardi (101-94), i 26 assist dei T'Wolves dimostrano come la gara i Nets l'abbiano persa prima e non necessariamente nella metà campo offensiva.
Minnesota: Miller 22 (5/10, 3/4, 3/4 tl), Gomes 21, Carney 19, Love 16, Telfair 10. Rimbalzi: Love 11. Assist: Ollie 7.
New Jersey: Carter 36 (12/15, 2/8, 6/8 tl), Harris 19, Lopez e Jianlian 10. Rimbalzi: Lopez 9. Assist: Harris 5.

Kharis2 31-03-2009 10:50

NEW YORK, 31 marzo 2009 - Alonzo Mourning, ex centro dei Miami Heat, assiste commosso alla cerimonia per il ritiro del suo numero di maglia (33), quindi Dwight Howard contribuisce alla vittoria importante di Orlando e supera la leggenda Wilt Chamberlain, diventando il più giovane giocatore a superare la soglia dei 5.000 rimbalzi. New York cede in casa dei Jazz, i Warriors, ancora senza Marco Belinelli, si arrendono ai Grizzlies.

Utah Jazz-New York Knicks 112-104
I Knicks giocano una buona pallacanestro a Salt Lake City, rimettono in piedi una gara che sembrava chiusa, ma alla fine si fanno superare. I Jazz conquistano così il loro 15° successo casalingo consecutivo. I padroni di casa hanno grandi motivazioni e dopo un buon primo tempo sembrano mettere il risultato in cassaforte già nel terzo quarto. I canestri di Carlos Boozer e Deron Williams, infatti, portano i Jazz al +24, la gara sembra finita ma la truppa di Mike D’Antoni non si arrende. I Knicks, infatti, iniziano a giocare con grande intensità, trovando canestri a ripetizione. Utah perde il controllo del match e non riesce più a rispondere alle soluzioni offensive della squadra newyorchese che non solo torna in partita, ma a metà dell’ultimo quarto arriva addirittura al +1. Le urla di Jerry Sloan però scuotono la squadra. I Jazz, infatti, rispondono piazzando un parziale di 11-3 e mettendo i Knicks con le spalle al muro. Negli ultimi secondi del match Al Harrington trova anche il modo di farsi espellere (due tecnici ravvicinati) per le sue reiterate proteste dopo un fischio arbitrale. "Abbiamo giocato male nel primo tempo – ammette Mike D’Antoni – ma nella ripresa la squadra è entrata in campo concentrata facendo ottime cose, peccato non sia bastato".
Utah: Williams 24 (10/19, 0/2), Boozer 21, Brewer 17, Korver 16. Rimbalzi: Boozer 11. Assist: Williams 13.
New York: Harrington 24 (5/7, 2/10), Lee 21. Rimbalzi: Lee 10. Assist: Duhon 7.

Golden State Warriors-Memphis Grizzlies 109-114
Don Nelson deve arrangiarsi, l’infermeria è affollatissima e il tecnico di Golden State può contare soltanto su otto giocatori. Non ce la fa nemmeno Marco Belinelli, alle prese con il solito problema alla caviglia destra. L’azzurro ieri è stato visitato dal dottor Richard Ferkel, specialista dei problemi al piede, un consulto che però non toglie i dubbi sul suo status. Tenuto ancora prudentemente a riposo il giocatore bolognese dovrebbe però rientrare prima della fine della stagione. Golden State, intanto, trova il modo di perdere un match veramente strano che nell’ultimo quarto sembrava appannaggio della squadra di casa. I Warriors, infatti, avanti di nove lunghezze all’inizio del quarto periodo, si innervosiscono, anche a causa di qualche fischio arbitrale un po’ cervellotico, e consegnano il match nelle mani dei Grizzlies. Memphis si affida a OJ Mayo, piazza un parziale di 25-5 e porta a casa il successo, infliggendo così alla squadra californiana la sua quinta sconfitta consecutiva.
Golden State: Ellis 29 (12/27, 0/2), Crawford 26. Rimbalzi: Randolph 12. Assist: Ellis 5.
Memphis: Mayo 24 (6/10, 2/6), Gay, Conley 21, Warrick 16. Rimbalzi: Haddadi 8. Assist: Mayo 10.

Miami Heat-Orlando Magic 95-101
Orlando rovina la grande serata degli Heat, che nell’intervallo della gara ritirano la maglia numero 33 di Alonzo Mourning con una lunga (43 minuti) e commovente cerimonia. Grande prova di maturità dei ragazzi di Stan Van Gundy, che non si scompongono negli ultimi minuti e riescono a respingere l’assalto finale di Miami. Dopo aver inseguito di poche lunghezze per tutto l’incontro, gli Heat tentano il tutto per tutto negli ultimi cinque minuti passando in vantaggio, ma l’attacco di Orlando è solido quando conta. Con gli Heat carichi per il rush finale, Rafer Alston inganna la difesa avversaria fintando un passaggio per Howard in area e ribaltando palla nell’angolo opposto dove Lewis si fa trovare pronto per la sua quinta tripla, quella decisiva (92-95 a 1’31” dalla fine). Lewis chiude con 5/6 da tre e si getta definitivamente alle spalle la crisi al tiro che l’aveva colpito di recente. Dwyane Wade è l’ultimo ad arrendersi per Miami e finisce con 42 punti, pur con 34 tiri tentati. Orlando è più squadra degli Heat e può contare su una prova positiva di tutto i titolari. Dwight Howard è il dominatore assoluto sotto i tabelloni e, con i 18 rimbalzi presi, supera una leggenda come Wilt Chamberlain diventando il più giovane giocatore di sempre a catturare 5.000 rimbalzi. Durante la cerimonia in suo onore (comprendente la lettura di una lettera da parte del presidente Barack Obama) Alonzo Mourning non riesce a trattenere le lacrime, facendo vincere i familiari che avevano scommesso prima dell’evento. "Adesso potete andare a raccogliere i vostri soldi", ha detto Zo ai vincitori.
Miami: Wade 42 (16/34, 10/13 tl), Chalmers 13, O’Neal 10. Rimbalzi: Magloire 8. Assist: Chalmers 7.
Orlando: Howard 22 (8/11), Lewis 21 (8/12), Turkoglu 16, Alston 13, Lee 10. Rimbalzi: Howard 18. Assist: Alston e Turkoglu 5.

New Jersey Nets-Milwaukee Bucks 78-107
Tra due squadre in striscia perdente una sola si presenta in campo, mentre l’altra (New Jersey) è completamente piatta nella seconda gara di un back to back iniziato con la sconfitta in Minnesota. Il backcourt di New Jersey (Harris e Carter) che dovrebbe dare l’esempio da seguire agli inesperti compagni, non ne combina una giusta nel primo quarto. Lawrence Frank ci mette del suo, insistendo con una difesa a zona colabrodo che viene punita dai Bucks con canestri di ogni sorta. La partita è già segnata alla fine del primo quarto con Milwaukee in vantaggio 32-13. I Nets non hanno la forza di reagire e alzano bandiera bianca facendo fare un figurone all’ex Richard Jefferson, autore di 29 punti e con 4/5 da tre 10 rimbalzi. Harris e Carter chiudono entrambi con 3/11 al tiro in 26’. "Questo mese è stato brutale per noi - afferma un ottimo Charlie Villanueva -. Per una volta siamo stati in grado di giocare con il vantaggio dalla nostra parte".
New Jersey: Douglas-Roberts 14 (6/11, 1/2 tl), Yi 11, Harris e Lopez 10. Rimbalzi: Lopez 10. Assist: Douglas-Roberts 4.
Milwaukee: Jefferson 29 (8/12, 9/10 tl), Villanueva 20 (8/16), Alexander 16, Sessions 13. Rimbalzi: Jefferson 10. Assist: Sessions 8.

Kharis2 01-04-2009 14:38

NEW YORK, 1 aprile 2009 – Scivolone dei Lakers a Charlotte e di San Antonio in casa contro i Thunder. Ok Cleveland, Portland e Dallas. Indiana sgambetta Chicago e la battaglia per l’ottava posizione a Est è ancora aperta. Sacramento viene beffata da Rasual Butler nella notte dedicata a Vlade Divac. Denver supera New York, ma soprattutto stacca un biglietto per la postseason: grazie alla sorprendente sconfitta casalinga di San Antonio, la squadra del Colorado prende possesso della seconda posizione nella Western Conference.

Charlotte Bobcats-L.A. Lakers 94-84
I Charlotte Bobcats rendono felice Michael Jordan, seduto a bordo campo, e conquistano una grande vittoria contro i Lakers, che hanno battuto sei volte su sette negli ultimi quattro anni. “Hanno giocato duro e meritato di vincere”, ha detto Lamar Odom. Secondo l’eccellente Gerald Wallace, i Lakers sono una squadra che permette ai Bobcats di esprimersi al meglio: “Forziamo sempre Kobe a prendersi tiri difficili, e gli impediamo di fare il suo gioco. Contemporaneamente, siamo in grado di attaccarli e di sfruttare le loro debolezze”. La difesa asfissiante dei Bobcats logora i Lakers, con Raja Bell che non perde mai di vista Bryant e lo costringe a un deludente 11/28 dal campo. In attacco, Wallace è una spina nel fianco e i piccoli Augustine e Felton si rendono pericolosi, sfruttando la difficoltà dei gialloviola a contenere le guardie veloci. I Lakers, che nelle ultime due partite sono stati tenuti sotto i cento punti (non capitava da novembre), concluderanno la lunga e stancante road trip stasera a Milwaukee. I Bobcats intanto minacciano dal nono posto Chicago e Detroit che li precedono in ottava e settima posizione, ma il calendario di Charlotte è in salita nelle prossime due settimane, con sei trasferte nelle ultime otto gare.
Charlotte: Wallace 21 (10/16), Felton 16, Augustin 14, Okafor 13, Diaw 11, Bell 10. Rimbalzi: Wallace 13. Assist: Diaw 12.
L.A. Lakers: Bryant 25 (11/28), Odom 20, Gasol 16. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Gasol 7.

Cleveland Cavaliers-Detroit Pistons 79-73
I Cavs si trovano sotto 67-69 a metà del quarto periodo, quando sale in cattedra LeBron James che conduce la sua squadra in porto con 8 punti e un assist durante un parziale di 10-0 che risolve la gara. James completa due giochi da tre punti nelle fasi decisive del match, rimediando alla serata negativa al tiro. Cleveland conclude il mese di marzo con 16 vittorie, una delle sei squadre nba nella storia a raggiungere tale traguardo. Il record dei Cavs è ora di 36-1 nelle partite casalinghe.
Cleveland: James 25 (9/24), West 12, Williams e Varejao 11. Rimbalzi: James 12. Assist: West 6.
Detroit: Hamilton 13, Iverson 11. Rimbalzi: McDyess 10. Assist: Bynum 3.

Indiana Pacers-Chicago Bulls 107-105
I Pacers mantengono vive le speranze playoff grazie al canestro vincente di TJ Ford a 4” dalla fine e al successivo errore al tiro di Ben Gordon. Mentre Chicago ha perso terreno dopo due sconfitte consecutive, Indiana lotta ancora per agguantare l’ottava posizione insieme a Charlotte e Milwaukee.
Ford, partito dalla panchina, chiude con 22 punti e 9 assist. Insieme a Granger, terminale offensivo numero uno dei Pacers, si mette in evidenza Murphy, al rientro dopo tre gare saltate.
Indiana: Granger 31 (11/19), Ford 22 (10/14), Murphy 15, Rush 11. Rimbalzi: Murphy 12. Assist: Ford 9.
Chicago: Rose 24 (12/21), Hinrich e Thomas 20, Miller 14, Gordon 12. Rimbalzi: Rose 11. Assist: Miller 8.

Philadelphia 76ers-Atlanta Hawks 98-85
Philadelphia perde Young nel primo quarto per infortunio, ma si aggiudica la sfida con Atlanta guidata da Iguodala e Miller. Non basta il 13/15 dal campo per 33 punti di Josh Smith agli Hawks, che in trasferta hanno un record di 14-23 contro il 29-9 nelle gare interne. Le riserve dei Sixers danno un solido contributo guidati dai 16 punti di Speights.
Philadelphia: Iguodala 19 (6/13), Miller 18, Speights 16, Green 15. Rimbalzi: Dalembert 7. Assist: Miller 10.
Atlanta: Smith 33 (13/15), Murray 19, Johnson 11. Rimbalzi: Pachulia e Horford 8. Assist: Johnson 7.

Minnesota Timberwolves-Dallas Mavericks 88-108
Il ritorno di Josh Howard dopo 11 partite ha un impatto positivo sulla squadra texana, e il successo contro Minnesota arriva senza grandi difficoltà. Nowitzki supera i venti punti per la 17º partita consecutiva, Howard chiude con 14 punti e 6 rimbalzi in 22’, e Kidd orchestra l’attacco dei Mavs che prendono 20 punti di vantaggio nel secondo quarto.
Minnesota: Love 23 (9/17), Gomes e Miller15, Carney 14. Rimbalzi: Love 12. Assist: Telfair e Miller 6.
Dallas: Nowitzki 23 (11/19), Terry 21 (9/15), Howard 14, Singleton 11, Wright 10. Rimbalzi: Nowitzki 12. Assist: Kidd 13.

San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 95-96
Un inatteso ko casalingo contro i Thunder impedisce a San Antonio di assicurarsi matematicamente un posto nei playoff. Guidati da Kevin Durant, i Thunder sconfiggono gli Spurs per la seconda volta nel mese di marzo, raggiungendo anche 17 punti di vantaggio nel corso del match.
Lo scivolone di Duncan e compagni permette a Denver di conquistare la seconda posizione ad Ovest dietro ai Lakers, mentre con otto partite da giocare, i texani hanno perso la leadership nella Southwest Division e sono ora appaiati a Houston in testa al loro girone. Gli Spurs giocheranno cinque delle ultime otto gare in trasferta, compresa Oklahoma City.
San Antonio: Duncan 21 (9/12), Ginobili 17, Finley 14, Parker 11, Mason 10. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker e Duncan 4.
Oklahoma City: Durant 31 (12/19), Westbrook, Green e Krstic 16. Rimbalzi: Krstic e Durant 8. Assist: Westbrook 10.

Portland Trail Blazers-Utah Jazz 125-104
L’attacco di Portland gira a mille e produce un eccellente 62% dal campo, con il 57% da tre (10/18). L’asse Roy-Aldridge è devastante e mette a segno 51 punti con 20/30 complessivo, ma anche Batum mitraglia il canestro avversario e chiude con 3/5 da tre. Serata negativa di Okur (1/7 dal campo). Il verdetto della gara consegna a Portland (47-27) il quinto posto nel ranking della Western Conference, e il settimo ai Jazz (46-28).
Portland: Aldridge 26 (10/16), Roy 25 (10/14), Batum e Outlaw 17, Oden 12. Rimbalzi: Przybilla 9. Assist: Roy .
Utah: Boozer 20 (10/12), Williams 16, Brewer 14, Kirilenko e Korver 12. Rimbalzi: Kirilenko 7. Assist: Williams 8.

Sacramento Kings-New Orleans Hornets 110-111
Rasual Butler rovina la festa di Sacramento, realizzando sulla sirena il canestro da tre del sorpasso per New Orleans, che nasce da una rimessa eseguita perfettamente con 1.7 secondi da giocare. Un immenso David West chiude con 40 punti e 15/25 al tiro, ma i Kings danno filo da torcere agli Hornets fino all’ultima azione onorando la festa per il ritiro della maglia di un grande del passato dei Kings, il centro serbo Vlade Divac. Presente con la famiglia al completo, Divac è affiancato da ex compagni come Stojakovic e Webber mentre viene ritirato il numero 21 nella cerimonia svoltasi nell’intervallo.
Sacramento: Nocioni 23 (8/14), Martin 20, Garcia 19, Hawes 17. Rimbalzi: Udrih 7. Assist: Udrih 6.
New Orleans: West 40 (15/25, 10/10 tl), Butler 18, Paul 15, Wright 14. Rimbalzi: West 9. Assist: Paul 15.

Denver Nuggets-New York Knicks 111-104
I Knicks sembrano uscire dal match già nel primo tempo, trovano la forza di piazzare la rimonta ma alla fine incassano un’altra sconfitta, la nona nelle ultime 10 gare. Il successo non solo permette a Denver di conquistare matematicamente un biglietto per la postseason ma, grazie alla sorprendente sconfitta casalinga di San Antonio con Oklahoma City, la squadra del Colorado prende possesso della seconda posizione nella Western Conference. Mike D’Antoni deve fare a meno degli infortunati Larry Hughes e Quentin Richardson (oltre, naturalmente, a Danilo Gallinari rimasto a New York in attesa dell’operazione alla schiena) e i Knicks all’inizio subiscono la verve di Carmelo Anthony e compagni. I Nuggets, trascinati da un eccellente Anthony, sembrano chiudere subito i conti, arrivando al +27 gia’ nel secondo quarto. I padroni di casa però iniziano a giocare con troppa sufficienza, permettendo così ai Knicks di rientrare nel match. La truppa di coach D’Antoni piazza un parziale di 26-3 a cavallo tra la fine del secondo quarto e l’inizio del terzo. Nate Robinson sale in cattedra ma i Nuggets ripartono nelle battute finali del terzo periodo realizzando 14 punti consecutivi, prendendo così definitivamente in mano le redini di un match comunque ben giocato da parte dei Knicks.
Denver: Anthony 29 (12/17, 1/3), Nene 18, Smith 17. Rimbalzi: Nene 12. Assist: Carter 8.
New York: Robinson 30 (5/8, 4/8), Harrington 23, Lee 19. Rimbalzi: Lee 12. Assist: Duhon 11.

Kharis2 02-04-2009 11:44

NEW YORK, 2 aprile 2009 - Quinta vittoria consecutiva di Toronto, che sbanca Orlando. Per Bargnani 16 punti in 26' (e sei falli a carico). Boston torna seconda ad Est, vincendo dopo due tempi supplementari contro Charlotte. Vincono anche i Lakers, Dallas, Phoenix e New Orleans. Trenta punti realizzati ciascuno da Bryant, Howard, Paul e Nowitzki.

Orlando Magic-Toronto Raptors 95-99
Toronto non si ferma più. Dopo quattro vittorie di fila, arriva la quinta sul difficile campo di Orlando. Ancora una buonissima gara collettiva e grande impegno difensivo sono le chiavi del successo a sorpresa. "La differenza tra il presente e il passato è la difesa - dice Shawn Marion, che va in doppia doppia con 17 punti e 15 rimbalzi -. Howard è una bestia in area, ma anche se lui ha segnato tanto, siamo riusciti a contenere gli esterni che hanno faticato a trovare buoni tiri". Il centro dei Magic chiude con 30 punti e costringe Andrea Bargnani ad uscire con sei falli a metà dell’ultimo quarto, ma Orlando chiude con un pessimo 7/26 da tre e il 41% totale. Triano alterna quattro uomini a marcare Howard, che carica di falli gli avversari andando 21 volte in lunetta. I Raptors però sono determinati fin da subito e non si lasciano intimorire da Superman. Lo stesso Bargnani, trascinatore di Toronto nel primo quarto (in cui segna 12 punti), non si tira indietro e lotta caparbiamente contro il colosso avversario. Dopo un primo tempo positivo chiuso con 14 punti (6/11), il Mago è limitato dai falli nella seconda parte della gara e passa la maggior parte del tempo in panchina. Il quarto e il quinto fallo sono per la verità discutibili, mentre il sesto è netto. I Raptors che continuano a mostrare un attacco brillante con ottima circolazione di palla che produce buoni tiri, riesce a sopperire all’assenza di Bargnani, chiudendo il terzo quarto a +7 grazie alle triple dell’ispirato Calderon e ai canestri in contropiede di Marion. Nel finale di gara, Chris Bosh è bravo a sfidare Howard e a realizzare i canestri che contano. Nella sconfitta di Orlando pesano gli 11 tiri liberi sbagliati da Howard. Toronto vince anche la lotta a rimbalzo 49-35.
Orlando: Howard 30 (10/16, 10/21 tl), Turkoglu 19, Lewis 18, Alston 12. Rimbalzi: Howard 9. Assist: Turkoglu 6.
Toronto: Bargnani 16 punti (7/10 da due, 0/2 da tre, 2/2 tl), 2 rimbalzi, 1 palla persa e 6 falli in 26’. Bosh 24 (10/24), Calderon 21, Marion 17. Rimbalzi: Marion 15. Assist: Calderon 8.

Boston Celtics-Charlotte Bobcats 111-109 (2ts)
I Bobcats sprecano una grande opportunità sul campo di Boston, lasciando libero Ray Allen alla fine del secondo supplementare e il tiratore dei Celtics, che poco prima aveva tirato un airball da tre, raddrizza la mira e infila la tripla vincente a 2"1 dal termine. Merito anche del compagno Eddie House che ha fatto notare ad Allen come il suo tiro fosse "flat". Secondo Allen, House gli avrebbe detto: "Non voglio dire nulla a uno dei migliori tiratori della lega, ma il tuo tiro è piatto". Nell’azione seguente, Raja Bell non trova il canestro e Charlotte si arrende. Grazie alla sconfitta dei Magic, i Celtics (che terranno a riposo Garnett anche per le prossime tre partite come minimo) tornano ad occupare la seconda posizione ad Est dietro a Cleveland.
Boston: Pierce 32 (10/20), R. Allen 22, Rondo 21, House 18. Rimbalzi: Perkins 12. Assist: Rondo 9.
Charlotte: Wallace 20, Diaw 17, Felton e Augustin 14, Okafor e Bell 12. Rimbalzi: Okafor e Wallace 10. Assist: Felton 12.

New Jersey Nets-Detroit Pistons 111-98
Battendo Detroit contro ogni pronostico, i Nets smentiscono chi li accusava di spirito vacanziero. Sono invece i Pistons a deludere e Rip Hamilton non riesce a spiegarne il motivo: "Sono molto sorpreso, Stasera era una gara da vincere. È totalmente diverso da come eravamo abituati. Il nostro record non è buono e non stiamo giocando bene". New Jersey invece manda sei giocatori in doppia cifra, tira con il 51% e commette solo 9 turnover. Detroit era priva di Rasheed Wallace, sospeso per una gara. Una sconfitta imbarazzante per i Pistons che nell’ultimo quarto sprofondano a -21.
New Jersey: Dooling 23, Harris e Lopez 19, Anderson 14, Carter 12. Rimbalzi: Carter e Lopez 7. Assist: Harris 11.
Detroit: Hamilton 29 (11/18), Prince, Stuckey e Herrmann 16. Rimbalzi: McDyess e Stuckey 7. Assist: Stuckey e Hamilton 6.

Milwaukee Bucks-L.A. Lakers 98-104
Prima di tornare a Los Angeles, i Lakers ritrovano il successo anche se coach Jackson punta il dito contro la difesa della sua squadra: "In questo road trip abbiamo avuto problemi a fermare le penetrazioni avversarie e abbiamo concesso troppi layup, tiri a grande percentuale. Stasera abbiamo cercato di risolvere il problema, ma non sono ancora soddisfatto". Nel frattempo almeno i Lakers possono di nuovo contare sul miglior Kobe Bryant, che dopo la brutta prova a Charlotte debutta con 7/7 e chiude con 30 punti.
Milwaukee: Jefferson 29 (11/18), Sessions 16, Gadzuric 14, Villanueva 13. Rimbalzi: Sessions 10. Assist: Sessions 16.
L.A. Lakers: Bryant 30 (10/19), Odom 20, Gasol 15, Vujacic 14, Ariza 12. Rimbalzi: Odom 10. Assist: Bryant 4

Memphis Grizzlies-Washington Wizards 112-107
Due delle peggiori squadre del campionato si affrontano in una sfida di poco conto e Memphis prevale con una decisiva palla recuperata di Conley che toglie ai Wizards la chance di pareggiare nel finale. Gilbert Arenas, appena tornato a giocare dopo il lungo infortunio al ginocchio, ha riposato.
Memphis: Gay 25, Conley 22, Mayo e Gasol 18. Rimbalzi: Gasol 9. Assist: Mayo 7.
Washington: Butler 31 (11/19), Jamison 28, Young 16. Rimbalzi: Crittenton 11. Assist: Butler 4.

Dallas Mavericks-Miami Heat 98-96
Dopo un primo tempo combattuto con intensità da playoff, Miami prova a scappare nel terzo quarto e va a +11, ma Dallas reagisce e torna a contatto con gli Heat. Nel finale, Kidd tiene a bada Wade con un’efficace difesa, mentre Mario Chalmers va a sfondare contro Josh Howard e Miami, poco lucida nell’azione decisiva dove un timeout sarebbe stato opportuno, soccombe ai Mavs.
Dallas: Nowitzki 30 (9/17), Howard 20, Terry 13. Rimbalzi: Howard e Bass 8. Assist: Kidd 11.
Miami: Wade 23 (9/20), Chalmers 18, Beasley 17, Cook 13, O’Neal 12. Rimbalzi: O’Neal e Haslem 7. Assist: Wade 6.

Phoenix Suns-Houston Rockets 114-109
Trascinati da 25 punti e 17 assist di Steve Nash i Suns battono Houston e con sette partite da giocare hanno quattro vittorie in meno di Dallas che occupa l’ottava posizione. Decide un parziale di 15-0 di Phoenix nell’ultimo quarto.
Phoenix: Nash 25 (9/15), Hill 23, O’Neal 22, Richardson 18, Barnes 16. Rimbalzi: O’Neal 10. Assist: Nash 17.
Houston: Artest 28 (10/20), Yao 20, Battier 18, Wafer 17. Rimbalzi: Yao 14. Assist: Brooks 5.

L.A. Clippers-New Orleans Hornets 98-104
In lotta per il dominio nella Southwest Division insieme a San Antonio e Houston, gli Hornets si liberano dei Clippers con un autoritario Chris Paul, autore di 30 punti e 14 assist. I Clippers fanno sudare la vittoria agli avversari recuperando da -10 e passando in testa nell’ultimo quarto. West contribuisce con 19 punti malgrado una caviglia malconcia.
L.A. Clippers: Gordon 25 (10/18), Randolph 24 (8/15), B. Davis 13. Rimbalzi: Randolph 14. Assist: B. Davis 12.
New Orleans: Paul 30 (13/19), West 19, Wright 18, Butler 12. Rimbalzi: Stojakovic, Wright 9. Assist: Paul 14.

Golden State-Sacramento 143-141 dts
Partita di fine stagione tra due squadre che non hanno più nulla da chiedere alla classifica. Nessuno difende, ne viene fuori così un match spettacolare e divertente che i padroni di casa riescono a conquistare al supplementare. Continuano a non tornare i conti con la caviglia destra di Marco Belinelli. L’azzurro, dopo la visita specialistica di lunedì, sembrava vicino al rientro ma il dolore continua a non diminuire, quindi meglio non rischiare. Don Nelson, con la squadra incerottata, non ha molte alternative, ci pensa così Monta Ellis a risolvere i problemi del tecnico dei Warriors. La guardia di Golden State rimane sul parquet ben 49’ e realizza 42 punti, rispondendo alla serata da cinema di Kevin Martin (50 punti). Golden State spreca un vantaggio di quattro punti negli ultimi 14’" dei tempi regolamentari e si fa raggiungere dalla prodezza dell’ex milanese Beno Udrih che a due secondi dalla sirena realizza un canestro dopo un eccellente coast to coast, trascinando la gara al supplementare. Nell’overtime i Kings steccano in attacco e si devono arrendere ai liberi di Turiaf e Azubuike nei secondi finali. Golden State così si mette alle spalle la striscia di cinque sconfitte consecutive.
Golden State: Ellis 42 (16/34, 0/1), Azubuike 27, Morrow, Crawford 15. Rimbalzi: Azubuike, Turiaf 13. Assist: Ellis 9.
Sacramento: Martin 50 (6/11, 5/11), Garcia 22, Udrih 18. Rimbalzi: Thompson 19. Assist: Udrih 9.


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